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Tutti gli articoli con tag Gelmini

Scuola, domani si torna sui banchi. Ed è subito protesta. Di Pietro: "Gelmini e governo a casa!"

pubblicato da il passator cortese

Da domani 7 milioni 830 mila alunni tornano sui banchi di scuola in una situazione sempre più difficile. Ecco perché sarà un primo giorno di scuola contrassegnato dalle proteste studentesche dei rappresentanti della Rete degli studenti medi che domani, quando suonerà la prima campanella in 13 regioni - Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano - si posizioneranno davanti agli istituti superiori armati di calcolatrici, scontrini e striscioni.

Per la Rete degli studenti quella di domani sarà solo la prima tappa di un percorso di proteste fatto di flash mob, assemblee e manifestazioni che culminerà, il 7 ottobre, nella prima data nazionale di mobilitazione studentesca a cui hanno già aderito diverse altre associazioni.

Antonio Di Pietro commenta: “La riforma Gelmini ha inflitto un colpo mortale alla scuola con tagli indiscriminati al personale, riducendo il numero degli insegnanti di sostegno e moltiplicando le classi-pollaio. Un Paese che non investe sull’istruzione e sulla ricerca è un Paese destinato al declino. Questo governo, che ci sta portando verso il baratro e che vuole scippare il futuro a milioni di giovani, vada a casa”.

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Ore 12 - Gelmini e Bondi, ministri di "sfondamento" o palle al piede di Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSta’ a vedere che, alla fine, Silvio Berlusconi soccomberà non per … sue colpe ma per quelle dei ministri Gelmini e Bondi. Con il governo che va sotto un giorno sì e l’altro pure, chiusa la “piazzata” della bella e inutile Carfagna, il premier ha due brutte gatte da pelare.

Entrambe riguardano, appunto, i due ministri sopra citati. La riforma della Gelmini non va giù neppure con il bicarbonato e offre su un piatto d’argento agli antiberlusconiani di tutte le contrade e di tutti i vessilli, la possibilità di scimmiottare un ’68 pari al presente: cioè inutile.

Anche Bondi non va né su e ne giù a nessuno e su di lui pende la spada di Damocle della sfiducia. Al Cavaliere, fin qui, non dava fastidio l’ossequioso prostrarsi dell’ex “sindachino” comunista, perché il nulla non si vede e non si sente.

Ma, si sa, la ruota gira e Bondi ha voluto, a modo suo, mettersi “in proprio”, per far pesare il suo status del più fedele dei berlusconiani. Intendiamoci, la capa lucida e algida dell’ex sindaco rosso di Fivizzano, non ha avuto dalla sua la dea bendata.

Gli è caduto addosso un pezzo di Pompei che, per un ministro della … Cultura è la peggior buccia di banana che può capitare, come una macchia d’olio sotto le gomme di un Valentino Rossi in pista. Ma Bondi, poeta mentore dell’idolatrato Silvio, poco interessato ai fatti culturali del Belpaese, è invece interessato a tempo pieno ai fatti suoi.

Cosucce, ma esemplificative dell’intendere la politica e la cosa pubblica.

Per esempio assegnare un posticino caldo al figlio della propria amante/compagna Manuela Repetti (deputata del Pd), mettere a libro paga del proprio ministero la ex consorte, allagare di soldi (nostri) la banda musicale di Novi Ligure (habitat dell’amata Repetti) e la compagnia teatrale di Mariano Anagni, in quel di Fivizzano. Piccole cose, si dirà.

Ma possibile che in questo governo tutti, proprio tutti, fanno solo i fatti loro e nessuno (nessuno) che mai muova un dito per il Paese?

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Ore 12 - Berlusconi e l'establishment. E lo Stato dov'è?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’ex direttore (di sinistra?!) del Corriere della Sera Piero Ottone scrive oggi su Republica de “La paura dei gruppi dirigenti”.

Ottone sostiene che “l’establishment italiano, cioè la classe dirigente nel suo insieme, ha accettato Silvio Berlusconi con arrendevolezza”. Perché?

“Perché ha paura. Sta zitto per prudenza, per ricevere premi, per evitare danni”. Ciò vale, evidentemente anche per i “servitori” dello Stato.

Prendiamo, come esempio, la vicenda della scuola pubblica di Adro (quella con i simboli della Lega) dove emerge la totale e colpevole assenza dello Stato. Per sbadataggine, insensibilità, menefreghismo, ossequiosità, ignoranza? O che cosa?

Il ministro Gelmini interviene, ma “consiglia” (la rimozione dei simboli) e “non impone”. Il sindaco leghista di Adro obbedisce solo a Umberto Bossi (non perché ministro, ma in quanto capo del suo stesso partito!). Il titolare del Viminale Maroni non vede e non sente o vede e sente legittimando i … “fuorilegge”. E i prefetti?

Nessuno più ricorda i … “bei tempi” quando il signor Prefetto applicava diligentemente le direttive del Viminale (a volte … anticipandole) imponendo ai sindaci comunisti di ammainare la bandiera rossa dalla torre del municipio e censurando gli odg dei consigli comunali contro la guerra nel mondo?

Evidentemente oggi lo Stato è latitante, i ministri ricordano i gerarchi neri con i rispettivi “sottopancia” e “zerbini” di turno. E tutti gli altri? O condividono questo andazzo, o hanno paura di dire che non lo condividono.

La guerra dei simboli: dalla scuola leghista all'esposizione provocatoria del tricolore. Cosa sta succedendo nel nostro Paese?

pubblicato da Alessandro

Tricolore

Viviamo tempi difficili. E alquanto strani. Tempi di grande sviluppo dei mezzi di comunicazione, ma, nel contempo, di grande incomunicabilità. Tempi di disorientamento culturale, di crisi economica e politica. E la straordinaria complessità del contesto sociale, se non ci aiuta a capire del tutto, certo serve a comprendere l’enorme vitalità che simboli religiosi e politici di antica tradizione vanno acquistando giorno dopo giorno.

Intanto il crocifisso, per i credenti simbolo di infinito amore e supremo sacrificio, viene quotidianamente usato come emblema contro il diverso, lo straniero, e per affermare una non meglio precisata identità culturale cristiana. Ancora qualche giorno fa il Presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, contro il provocatorio invito all’islamizzazione dell’Europa espresso dal leader libico a Roma, tuonava: “Il Veneto non è interessato a progetti di islamizzazione, Gheddafi stia a casa sua. Nelle nostre scuole devono esserci i crocifissi a segnare il percorso”. Quale sia questo percorso non è, però, ben chiaro. E nella scuola leghista di Adro, della quale ci siamo già occupati, i crocifissi sono stati assicurati alle pareti di tutte le aule con robusti bulloni per evitarne la rimozione.

Ma il simbolo del Cristo non è il solo ad essere oggetto di contese (in verità un po’ blasfeme). Anche il tricolore vive una seconda, insperata giovinezza, tanto che esporlo pubblicamente a Venezia è oggi un atto pericoloso, quasi sovversivo, un po’ come nel XIX secolo, in pieno Risorgimento! A testimoniarlo la vicenda verificatasi domenica scorsa, durante la Festa dei popoli padani.

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Ore 12 - Il Governo (si fa per dire) della ... "tabula rasa"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroGià la cultura, con uno come Bondi che fa (si fa per dire …) il ministro, è massacrata in partenza.

Ma questo governo che vegeta grazie alle cene di Arcore fra il Cavaliere e il Senatur, si sta davvero superando. In nefandezze.

Dopo il ko della scuola inferto dalla Gelmini, adesso la scure di Tremonti cala sull’intero tessuto culturale italiano.

Si tolgono i fondi pubblici alle più importanti e significative istituzioni culturali e ai centri di ricerca del nostro paese. Molte di queste sono un vanto dell’Italia a livello internazionale.

Si vuole “eliminare” l’Istituto di studi filosofici, l’Associazione per la riforma dello Stato, il centro di ricerche Aerospaziali, il centro sperimentale di cinematografia, la Fondazione Basso, Nenni, De Gasperi, Moro, l’Istituto Gramsci: un elenco lungo 232 tra fondazioni, associazioni, istituti accademici che con la sforbiciata rischiano davvero la fine.

Tanto ci sono le veline, sostenute da casta e cricche, a rappresentare la cultura del Belpaese. E se non bastasse, l’orgia delle tette e dei culi delle tv del Cavaliere, e non solo quelle.

Non resta che piangere. O rialzare la testa.

Scuola: è giusto posticipare il rientro dalle vacanze a ottobre? Sondaggio.

pubblicato da Luca Landoni


La proposta presentata in Senato dal Pdl da Giorgio Rosario Costa (Pdl), e spalleggiata dal ministro Gelmini, di tornare a scuola in ottobre ha suscitato un vespaio di polemiche. O ha tenuto banco, se mi consentite una metafora meravigliosamente attinente all’argomento.

Si tratta di un ritorno agli anni settanta che dovrebbe oltretutto favorire l’industria del turismo, ma che ha anche diverse controindicazioni e ha provocato la ferma opposizione di gran parte dell’opposizione e della Lega Nord, la cui esponente Irene Aderenti ha dichiarato:

«La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?»

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Intervista – il Trio Medusa a polisblog: “Gli ausiliari del Tg1 vengono citati anche dalla Vigilanza Rai”

pubblicato da Giovanni Molaschi



La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.

La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.

Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?

Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.

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Silvio Berlusconi: “Il 2010 sarà l’anno delle riforme”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Durante una telefonata a Don Piero Gelmini, responsabile di “Comunità Incontro”, Silvio Berlusconi ha annunciato che il prossimo anno sarà dedicato alle riforme oltre che alla tanto attesa ripresa economica.

“L’anno prossimo – ha dichiarato Silvio Berlusconi - faremo tutte le riforme istituzionali, in tutte le direzioni. Questo è l’unico modo per rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti. La maggioranza è solida e coesa. Due italiani su tre sono con il centrodestra”.

Con un partito la cui comunicazione vira sempre più verso a quella che tentò di fare Riccardo Schicchi per lanciare Moana in politica. Oggi, tanto quanto ieri, il Premier parla di amore dimenticandosi però che per il Paese è meglio un amministratore freddo, ma efficace, che uno caldo, ma effimero.

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Ora di religione: Mariastella Gelmini vuole i voti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Scrivere dei provvedimenti di Mariastella Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione, dovrebbe essere considerato accanimento terapeutico. Perché di questo si tratta. Di negazione dell’umana pietà.

Non si fa in tempo a scrivere dei problemi che ha con il Tar del Lazio, o con Rosy Bindi, che già bisogna prender atto dell’ennesima dichiarazione utile a migliorare la scuola tanto quanto può essere per un non vedente un corso di fotografia.

Secondo quanto riportato dall’Unità l’esponente del Pdl vorrebbe equiparare la valutazione dell’ora di religione a quella delle altre materie sostituendo il giudizio, attualmente utilizzato, ad un voto che, come dichiarato dalla stessa Mariastella Gelmini, non c’è.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Mentre Ferrero e Diliberto si riorganizzano e provano a stare insieme con ‘Sinistra alternativa’, ecco che una vecchia mini-scissione genera una nuova sigla nella galassia delle ‘formiche’ che stanno a sinistra del Pd. Marco Rizzo, transfuga del Pdci, crea Csp: ‘Comunisti, sinistra popolare’. Nel frattempo però il braccio destro di Rizzo si è separato dal resto del corpo e ha firmato l’atto di nascita del movimento ‘Mani destre per il Comunismo’. Il braccio sinistro, invece, pare non condividere la piattaforma elaborata dal cervello di Rizzo, per cui sarebbe pronto alla scissione e alla fusione con la gamba destra di Nichi Vendola. Intanto il piede sinistro di Franco Giordano è uscito da ‘Sinistra e libertà’ per tornare da Paolo Ferrero. Più che un’evoluzione politica sembra un horror-splatter. Profondo…rosso

In tempi di papino, inizia a parlare persino il padrino. Totò Riina lo fa tramite il suo avvocato e ha qualcosa da dire sull’eccidio di via D’Amelio. “Borsellino l’hanno ammazzato loro”, afferma sibillinamente l’ex capo dei capi. Chi, nei palazzi della politica e delle istituzioni, deve preoccuparsi? Nel frattempo la società civile siciliana assiste sconsolata all’ennesimo teatrino. Ingroia…il rospo

Malgrado il G8 (che ha portato consensi a Gelmini e Carfagna, figure fondamentali per il summit), il sondaggio Ipr segna un calo di popolarità del Santo Cav. Non crescort più

Di Pietro&c. contro tutti. Lui si intigna su Napolitano, mentre De Magistris attacca il Pd e Orlando sfruculia ancora Mancino sulla storia delle stragi ‘92-’93. Quelli dell’Italia dei valori sono come belve in gabbia: sentono l’odore del sangue e non vogliono mollare la presa. Leo-Pardi

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