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Tutti gli articoli con tag Governo

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo tentenna sull’asta delle frequenze tv e la grande maggioranza che lo sostiene si spacca clamorosamente. Vuoi vedere che su un tema in fondo non centrale Monti rischia di cadere e andare a casa. Asta…la vista, amigo

L’esecutivo che doveva liberalizzare tutto si è inceppato, alla fine, proprio sull’apertura ai mercati. Si spera torni alla carica. Ha segnato il Passera

Apprezzamenti di carattere pastorale intorno alla Lega di lotta. Fini rivolto al gruppo del Carroccio in Aula: “Fischiano i pecorai non i deputati”. Vendola: “Ora abbaiano dopo aver belato per anni”. In (o)vino veritas

Si sa, però, che dalle parti di via Bellerio l’animale prediletto non è la pecora, bensì il maiale. Po(r)co di buono

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’auto-taglio dell’emolumento di solito viene molto male, un po’ come l’auto-taglio dei capelli. Meglio affidarsi allora a un barbiere tipo Monti? Che sfortuna per la casta. Sfiga-ro qua, Sfiga-ro là

I parlamentari si sentono dei perseguitati. Poverini. E frignano: “Volete pure tagliarci la testa?”. Si sfogano, ma intanto lo stipendio proprio non se lo riducono. Cara diaria

D’altronde, si sa, i tacchini non amano il Natale. E i politici danno l’impressione di traccheggiare, di prendere tempo pur di non finire allo spiedo. Obtorto pollo

A Roma intanto ci si accapiglia in modo surreale sui romantici lucchetti di Ponte Milvio. Alemanno ha bisogno di qualche piccola arma di distrazione di massa. E l’amore o i giovani sono “topoi” perfetti…in pieno stile berlusconiano. Ponte Silvio

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo stanga gli automobilisti, la benzina sale e il Natale sarà un po’ più povero per chi deve spostarsi. Ma un qualche dubbio (anche non amletico) Monti non poteva porselo sui rincari alla pompa? Esso o non Esso, questo è il problema

Una volta i Magi portavano oro, incenso e mirra. Ora magari nel presepe ci vorrebbe qualche litro di carburante in più, come auspicava già trent’anni fa Rino Gaetano. I Re M-Agip

Il vero disegno dell’esecutivo è chiaro. Partire dalla benzina per lasciarci in mutande. Str-Ip tease

Di fatto i possessori di un qualunque veicolo sono da sempre tra le categorie più tartassate dal Fisco. Pensiamo agli autotrasportatori: sudano sette camicie per tirare avanti. Ti puzzano le a-Shell

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Stangata, spiragli per le pensioni fino a 1400 euro? Pd diviso sullo sciopero

pubblicato da il passator cortese

Qualcosa si muove, e in positivo, sul fronte più caldo, quello delle pensioni. La commissione Lavoro della Camera chiede al governo di sbloccare l’indicizzazione delle pensioni fino agli assegni di 1400 euro, ossia tre volte il minimo.

La proposta è contenuta nel parere approvato dalla commissione con il voto favorevole di tutti i gruppi tranne la Lega. Il vice ministro Michel Martone commenta così: “Il governo prende atto della responsabilità della commissione ed è disposto a ragionare a saldi invariati”.

Ma le acque restano agitate. Non solo per lo sciopero di lunedì indetto unitariamente da Cgil-Cisl-Uil. Il Partito democratico pare sulle orme che già furono della Lega nel precedente governo, quelle del partito di lotta e di governo.

“Ascolteremo i lavoratori e saremo al presidio”. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, con un’intervista ad Affaritaliani.it, annuncia che sarà in piazza coi lavoratori in occasione dello sciopero generale di lunedì 12 dicembre proclamato dai sindacati confederali. 
”I sindacati rappresentano milioni di lavoratori che non riconoscono l’equità necessarie nei provvedimenti del governo e si mobilitano”.

Siamo alle solite? Sì, con il Pd sempre nel mezzo, con i suoi “nì”. Perché il Pd non fa un comunicato ufficiale di appoggio allo sciopero? Chissà che ne pensano i Veltroni, Fioroni, Gentiloni e tutti gli amici e compagni pronti a impallinare Bersani (più che Monti)?

Ore 12 - Monti, ed è subito "lotta dura senza paura". Cui prodest?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon è, quello dello sciopero unitario di lunedì prossimo, il ritorno in campo della “triplice” degli anni ’70, allora ben più autorevole sul piano politico e più forte su quello organizzativo. La protesta è di fatto un atto dovuto.

Uil, Cisl e Cgil, di nuovo insieme, battono un colpo per se stessi, per cercare una legittimazione e un ruolo “politico”. E’ alto il rischio di agire solo per salvaguardare interessi corporativi, anche se riguardano lavoratori e pensionati i più colpiti nel morso della crisi.

Il premier Mario Monti non si è tirato indietro dicendo ieri sera a “Porta a porta”: “Capisco le reazioni, ma invito tutti a considerare che cosa sarebbe successo anche al mondo del lavoro dipendente e al mondo dei pensionati senza questa azione”. Invitando i sindacati a “considerare che, per quello che è stato possibile, abbiamo fatto più redistribuzione ed equità di quanto fosse mai stato fatto”. Ma non è proprio così. Perché il decreto anti crisi continua a “fare cassa” con le pensioni e dell’equità non c’è molta traccia. Non solo. Come sostiene l’economista Nouriel Roubini: “Che cosa stimolerà la crescita in Italia, visto che l’ulteriore austerità fiscale e le tasse più alte renderanno più dura la recessione?”.

Già. Va anche detto che il sindacato deve saper cogliere la protesta dei lavoratori, alquanto scossi, ma deve soprattutto aprire il confronto, in questo caso con il governo, trattare e portare a casa qualcosa, cioè qualche modifica: soprattutto quella che riguarda i lavoratori pensionati a cui non viene riadeguata la pensione, nemmeno parzialmente, all’inflazione subita.

Serve un tavolo di trattative, anche in vista delle annunciate innovazioni su temi come il mercato del lavoro e la contrattazione. Il precedente governo aveva l’obiettivo politico di assestare un colpo decisivo al sindacato, cioè alla Cgil e Cisl e Uil si sono irresponsabilmente prestati al gioco. Monti non è Berlusconi. E la domanda s’impone: è proprio “utile” lo sciopero di lunedì?

La verità è che le divisioni sindacali pesano, con Cgil, Cisl e Uil nell’altalena dello scavalcamento reciproco, giocando una volta al “ribasso” (vedi Fiat- Marchionne) e una volta al “rialzo” (vedi Monti-decreto).

Dice bene oggi sul Riformista Emanuele Macaluso: “L’autonomia del sindacato va certamente difesa e garantita, come momento essenziale di un conflitto sociale, che può essere moderato e regolato, in ragione della grave situazione in cui versa il paese, ma senza il quale non c’è né sviluppo né democrazia.
 L’autonomia sindacale non contraddice l’esigenza di guardare con realismo la situazione in cui opera questo governo, per evitare il disastro che abbiamo visto in Grecia, dove i sindacati hanno subito pesanti sconfitte proprio perché hanno giuocato di rimessa volendo difendere tutto e tutti. I caratteri della crisi ci dicono che nulla, e per nessuno, sarà come prima”. Appunto.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La Fornero racconta nel dettaglio la riforma delle pensioni. E agli interessati che ascoltano sale il nervosismo come se bevessero una caraffa di caffè. Nespresso, what Elsa

E va bene il rigore. Ma ora il governo dovrà dimostrare con le prossime misure per lo sviluppo di essere un cavallo di razza e non un ronzino. Brocco e i suoi fratelli

Ieri sera, per la prima volta, invasione in tv di ministri del debuttante governo. Facce nuove un po’ ovunque, soprattutto in Rai: una specie di sbarco dei Visitors sulla Terra. Comunque, tutto un altro film…e non certo comico. Jerry (Catri)calà

Nel frattempo il primo salasso arriva alla pompa, tanto per cambiare. Com’è che qualsiasi governo il suo primo pensierino lo fa sempre sulla benzina? Cogito, Erg sum

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Marchionne vittima della Fiom. Marchionne perseguitato dai sindacati e dal sistema. Marchionne, povero martire. Santo e martire. Magari gli dedicheranno anche un musical. Jesus Chrysler Superstar

Calderoli auspica una scissione “morbida” sul modello ceco. La Lega navigando in solitudine pensa di risollevare le proprie sorti? O siamo comunque al canto del cigno? Mandare tutto in (cecoslo)vacca

Ora sì che il Cav può ridersela sotto i baffi e divertirsi. Mentre Monti si affanna sul decreto “per il bene del Paese”, lui ha tempo di dedicarsi ai suoi passatempi prediletti. Salva-Italia? No, slava in Italia

La Fornero piange in diretta manco stesse ascoltando una canzone di Bobby Solo, tuttavia il governo Monti riconferma l’antica, cattiva abitudine di togliere soldi a chi già paga. Una lacrima sul vizio

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Altro che pensioni, il governo doveva ancor di più intrufolarsi nei circoli milionari e nei club esclusivi per prendere quei soldi che possono generare equità. Penetrare come un coltello caldo nel burraco

Tra le misure minori potrebbe pesare il ventilato aggravio delle tasse sugli animali come i cani. Non esattamente un’idea geniale per fare cassa e sviluppo. In cata-Lassie

Un governo a trazione nordista come l’attuale terrà ben presente che la crescita del Sud passa attraverso un duro contrasto alle mafie? Serve grande coraggio per combattere i boss e gli inquinamenti malavitosi dell’economia. I cento Passera

Tutti lì a corteggiare Marchionne quando minaccia di lasciare l’Italia. E’ come una donna capricciosa e bizzosa. Una malafemmena che ci sta rovinando? No woman no chry-sler

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Attenzione a desiderare di abbandonare l’euro per tornare all’antico. Sembra un vantaggio, ma sarebbe una sventura. Lira funesta…

La Bindi letterale a Ballarò sulla patrimoniale: “Che si chiami Pippo o Gina, l’importante è che paghino coloro che hanno di più”. E ad Alfano, lì presente, viene il mal di testa. Noval-Gina

Il governatore del Veneto Zaia piccato: “Non ci sono esponenti della mia regione nel nuovo governo? E’ perché non abbiamo università private”. Tuttavia da quelle parti sono orgogliosi del Pil che producono e stanno ad osservare con attenzione cosa accadrà dopo la crisi. The sghei after

Austerità? Sobrietà? La prima cosa che ha fatto il nuovo governo è stata rinunciare alle berline tedesche per muoversi con più vecchie Lancia nostrane. Eppure non basta, ora bisogna agire, bisogna fare in fretta….mentre la tensione sale. Nervi Thesis

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Ore 12 - Governo Monti, Parlamento e partiti in campo! Altrimenti misure boomerang

pubblicato da Massimo Falcioni

altroVola in Europa Mario Monti. Ma vola di più la forbice fra prezzi e salari, con gli italiani oramai con le tasche vuote. Ora, con l’equipaggio al completo, il “capitano” Monti deve far salpare la nave del suo governo di “supertecnici”. Il dossier europeo su Roma è pesante: subito 11 miliardi! E poi, a seguire, il rosario delle misure ripetutamente annunciate, che hanno poco di tecnico e molto di politico.

Quale sarà l’impatto della nuova stretta sugli italiani? Fin qui, anche per la strategia di comunicazione di Monti incentrata sulle “bocche cucite”, c’è un distacco fra il governo che pensa e discute chiuso nel palazzo con il premier che fa la spola in Europa, e il Paese reale, che attende, in apnea, sul … “disperato”. Non si tratta solo di comunicazione oggi ridotta al lumicino, l’opposto della grancassa assordante di Berlusconi e del suo governo. La questione è politica e riguarda qualsiasi governo, anche questo dichiarato “tecnico”.

Chi prepara e come, il terreno per fare in modo che le nuove durissime misure non siano considerate dagli italiani come una nuova disgrazia piovuta sulla loro groppa incurvata, per nulla eque e per niente utili alla ripresa? Il rischio è che in un attimo il consenso di Monti (e del supporter Napolitano) si disgreghi e si entri in una terra di nessuno, disorientati in un nebbione dove ognuno va per proprio conto verso il caos.

Pessimismo? No. Vogliamo semplicemente dire che per fare stare in piedi il governo “tecnico” deve tornare in campo la politica. Non con summit notturni da carboneria fra premier e leader dei partiti. Il Parlamento e i partiti devono esprimersi nei rispettivi ruoli, da protagonisti, non da osservatori o da esaminatori finali con il lapis rosso e blu.

Tocca soprattutto ai partiti, Pd in testa, tenere vivo il confronto attivo con il Paese reale. Senza il quale le misure annunciate diventeranno un boomerang, il governo non reggerà, i partiti penseranno solo ai loro interessi elettorali e l’Italia precipiterà.

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