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Tutti gli articoli con tag Ingrid Betancourt

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giovanni Nervo: allarme povertà. Voto + 9. Il fondatore della Caritas Monsignor Giovanni Nervo lancia un nuovo allarme sullo “stato” dell’umanità: “I due terzi della popolazione vivono in uno stato disumano. Ma allora bisogna vederla questa povertà! Il bisogno fondamentale oggi è aprire gli occhi sui poveri”. Ottimismo della volontà, pessimismo dell’intelligenza.

Ingrid Betancourt: pellegrina di pace. Voto + 9. Oggi alla Camera il presidente Gianfranco Fini conferirà a Ingrid Betancourt (celebre per le sue battaglie contro la corruzione e il narcotraffico, rapita nel 2002 in Colombia dalle Farc e liberata nel luglio 2008) il premio annuale “Pellegrino di pace” del “Centro per la pace fra i popoli” di Assisi”. Un raggio di speranza.

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Un dossier svela i rapporti tra Rifondazione e le Farc, i rapitori della Betancourt

pubblicato da fc

Ingrid Betancourt, l’ex ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), arriverà stasera a Roma: vedrà a cena il leader del Pd ed ex sindaco della Capitale Walter Veltroni, sarà ricevuta da Benedetto XVI, incontrerà il presidente della provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma anche il sindaco Gianni Alemanno e Franco Frattini (il programma completo della sua visita a Roma lo trovate su 06|blog).

Cosa c’entra tutto ciò con la politica? Nulla se non fosse che Repubblica stamattina ha pubblicato ampi stralci di un dossier del governo colombiano che accusa Rifondazione comunista (si, il nostro Prc) di aver avuto “una relazione con le Farc che va oltre i semplici contatti politici“. Il quotidiano di Ezio Mauro riporta ampi stralci di mail e documenti ritrovati nei computer di Raul Reyes, il numero due della guerriglia ucciso nel marzo scorso, in cui emergono “appoggi espliciti, raccolta di fondi, scambio di informazioni e la vicenda di un rappresentante in Europa delle Farc che si ricovera in clinica in Svizzera a spese del partito”.

Dal 2002 le Forze armate rivoluzionarie colombiane a causa di numerosi sequestri di civili (basti pensare che oggi nelle loro carceri ci sono ancora 700 ostaggi) e per il ruolo cruciale che svolgono nel traffico della cocaina, sono finite nella “lista nera” dell’Onu e dell’Unione europea: da allora per tutti sono un’organizzazione terrorista. Evidentemente, tranne che per Rifondazione Comunista che oggi, dopo aver incassato il colpo, con Ramon Mantovani (ex responsabile della sezione esteri del partito) parla di “contatti volti a favorire il processo di pace”. Contatti, c’è da dire, vietati quindi, comunque, clandestini.

Ingrid Betancourt e la liberazione della Colombia

pubblicato da davide f.

da peacereorterIl 3 luglio 08 rimarrà una data storica per la Colombia, e non solo. Ingrid Betancourt è stata liberata sei anni quattro mesi e dieci giorni dopo il sequestro ad opera delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane).

Un blitz che ridà slancio al governo colombiano di Uribe, travolto da scandali di qualunque tipo e di assoluta gravità, tra cui ricordiamo l’accusa di aver finanziato (e continuare a farlo) formazioni paramilitari che hanno compiuto orribili massacri in nome della lotta ai guerriglieri Farc.Un blitz e un successo che arrivano, dunque, al momento giusto. Anche se già si mormora di un possibile pagamento di 20 milioni di dollari per la liberazione di Ingrid.

La vittoria del governo colombiano in questo infinito braccio di ferro (basti ricordare le parole dure di Sarkozy e Chavez contro il governo stesso, accusato di non favorire un clima distensivo che potesse convincere le Farc a liberare gli ostaggi) segna anche una svolta decisiva per le Farc, che appaiono deboli, demotivate e senza una guida in grado di reggere con lo scontro con il tecnologico esercito colombiano supportato da Bush con milioni di dollari ogni anno.

Per la Colombia resta un futuro tutto da scoprire. Perché la Betancourt prima del sequestro combatteva contro politici corrotti e invischiati con il paramilitarismo come Uribe. Perché restano altri 43 ostaggi nelle mani delle Farc, ma viene il dubbio che, liberato l’ostaggio più importante mediaticamente, i riflettori si spengano e con essi la pressione internazionale. Con la speranza che la buona notizia di ieri non cancelli gli ultimi decenni di orrori, massacri e genocidi della parapolitica colombiana di Uribe.

È necessario non lasciare la Colombia a se stessa.

Via | Peacereporter

La situazione in Sudamerica e la prigionia della Betancourt

pubblicato da Ivy

Ingrid BetancourtDifficile affiancare la lettura di “Lettera dall’inferno” (le ultime parole che ci arrivano da Ingrid Betancourt scritte nell’ottobre 2007), e le cronache della situazione sudamericana di questi giorni. Nel primo caso frasi strazianti e commoventi rivolte alla madre, ai figli, agli amici, e dichiarazioni terribili sulla prigionia, nel secondo si scade nel ridicolo.

Il 1 marzo il presidente colombiano Uribe ordina l’uccisione in Ecuador di Raùl Reyes, portavoce e numero 2 delle Farc (che dal 1997 tengono in ostaggio circa 200 persone, rapite nel corso degli anni). Si scatena la reazione dell’Ecuador, che rompe le relazioni diplomatiche con la Colombia, e quella francamente più ridicola (e contestata) di Chávez, che mette l’esercito ai confini colombiani. Uribe dice che dai documenti prelevati a Reyes si evincono chiari legami tra le Farc, il Venezuela e l’Ecuador. A testimonianza di questo in realtà ci sono anche le dichiarazioni del presidente venezuelano su Reyes, molto positive, e il fatto che lo stesso si trovasse in Ecuador. La crisi, tutto sommato, si è di fatto chiusa con Chávez che perde ulteriormente credibilità nel paese (oltre a dare motivo di sospettare legami con le Farc) e il presidente colombiano che smaschera il momento di difficoltà militare delle Farc, accerchiate, facilmente intercettabili.

Ma gli ostaggi? Pare che si agisca in direzione opposta alla loro liberazione. Si ha infatti notizia che l’omicidio di Reyes sia avvenuto nel giorno in cui avrebbe dovuto incontrare tre inviati di Sarkozy, giunti per trattare uno scambio di prigionieri. Ingrid Betancourt (nel 2002, quando venne rapita, candidata alle presidenziali colombiane) sta diventando un simbolo di lotta alla corruzione e al narcotraffico, e un simbolo di lotta per la libertà, ma sta anche lentamente morendo. C’è chi, in conseguenza alla morte di Reyes e alle difficoltà delle Farc, ipotizza che possano liberarla a breve, per far calmare le acque e far calare l’attenzione sul gruppo. E voi? Siete altrettanto ottimisti?

Foto | Flickr

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