Tutti gli articoli con tag Israele

Israele e Stati Uniti: crisi storica dopo il viaggio di Biden a Gerusalemme?

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, creative commons

“La più grave crisi degli ultimi 35 anni.”

Così Michael Oren, ambasciatore israeliano a Washington, ha definito il momento di grande tensione tra Israele e Stati Uniti dopo la “Missione Biden”, in cui il vice presidente statunitense si è trovato davanti al nuovo piano del governo Netanyahu, che prevede 1.600 nuovi insediamenti in Cisgiordania e mette a rischio il percorso di pace con i palestinesi. Quale, viene da chiedersi.

Più passa il tempo meno diventa credibile la “presunta volontà” di pace del governo israeliano, più aumentano i nuovi insediamenti in Cisgiordania più appare evidente come gli Stati Uniti abbiano fatto troppo poco in questi ultimi anni e ora non riescano neanche a far valere molto il loro peso sul processo di pace. Di certo Obama per la Palestina ha fatto poco o nulla.

Immagine|Flickr

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Ispirato da Sandro Bondi Umberto Bossi diventa poeta per Telepadania

pubblicato da giovanni molaschi in: Umberto Bossi Lega Nord



L’attualità spesso non agevola la memoria. Anzi. La contrasta non permettendo all’elettore di valutare i propri amministratori in modo lucido. Preciso. Tralasciando l’aspetto ludico che spesso inquina i mass media dove la presenza degli esponenti politici è massiccia ma non sempre congrua al ruolo che ricoprono.

Umberto Bossi oltre ad essere il leader della Lega Nord, padre di tale Renzo al quale è stata garantita una candidatura, l’alleato senza il quale a Silvio Berlusconi non sarebbe permesso di andare in giro ironizzando sulle somiglianze con il bambinello (mentre in patria ad attenderlo c’è un’epifania moderna, perché di questo si tratta il legittimo impedimento) è un Ministro.

A lui competono le riforme e il federalismo. Tutti, giornalisti e no, dovremmo averlo ben presente prima di ridere su ciò che l’esponente politico si diletta a fare nel tempo libero quando, emulando il poeta Sandro Bondi e l’anchorman Silvio Berlusconi, scrive componimenti per Telepadania.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Il SuperCav parla alla Knesset e si fa prendere un po’ la mano definendo “giusto” l’attacco di Israele contro Gaza condannato persino dall’Onu. Poi glissa su una domanda in merito al muro che circonda Betlemme. La gazata

Il premier italiano è scatenato. L’elogio di Israele non conosce distinguo e lo slancio contro l’Iran non sarà scevro di conseguenze. Senza fr-Eni

Nei cinema è in programmazione un film che racconta la drammatica rottura tra Pd e Udc sul legittimo impedimento. Ma anche i tentativi di Bersani di ricomporre il rapporto con Casini in funzione anti-Cav. “Baciami ancora”

Il ministro (a termine) dell’Agricoltura Luca Zaia ’sfregia’ il made in Italy gastronomico patrocinando la nascita di un panino con presunte materie prime nostrane sfornato dal più celebre marchio di fast food al mondo. MacChecazzo’s!

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La lettera di Hamas a Obama dopo il discorso del Cairo

pubblicato da davide f. in: Esteri

hamas

Ieri accennavamo al discorso di Obama al Cairo, a come le sue parole siano un segno della volontà di cambiare certi equilibri internazionali, e soprattutto certe semplificazioni orribili spinte dai neocon del governo Bush.

Neanche a dirlo e arriva una lettera di Hamas a Obama, una sorta di risposta positiva al “voltiamo pagina” del presidente afroamericano, senza risparmiargli anche delle critiche, la più evidente la mancata visita a Gaza.

È essenziale per Lei visitare Gaza. Abbiamo recentemente subito un brutale attacco israeliano della durata di 22 giorni. Secondo quanto osservato da Amnesty International, la morte e la distruzione che Gaza ha sofferto durante l’invasione non si sarebbero potute verificare senza le armi fornite dagli USA, e senza il denaro dei contribuenti USA. Non dovrebbe Lei forse osservare da vicino in che modo Israele ha utilizzato le vostre armi e speso il vostro denaro?

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Analisi del discorso "egiziano" di Obama: parole nuove per un'inversione di strategia

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr

Sono passati pochi giorni dallo storico discorso di Obama in Egitto, e ancora ne risuonano le parole, soprattutto nel mondo arabo. Mentre in Israele un video abbastanza agghiacciante mostra come tanti ragazzi israeliani definiscano Obama “sporco negro e terrorista”, rivelando la realtà assolutamente ‘altra’ vissuta dagli abitanti di un paese che obbliga i suoi cittadini ad un’educazione militare e militarista.

Per capire dove vuole arrivare Obama è interessante analizzare le parole usate per pronunciare il “discorso egiziano”: non ricorre mai per esempio, nel testo la parola terrorismo. E neanche terroristi.

Neanche quando si parla dell’11 settembre. Neanche quando si parla dei ‘violenti estremismi’. E’ un caso? Oppure è perché sulla definizione di terrorismo si è avuto uno degli scontri più pesanti tra Occidente e mondo arabo?

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Obama arriva in Egitto con un messaggio di pace, e Hamas apre al presidente americano

pubblicato da davide f. in: Esteri

obama egitto pace

Barack Obama è arrivato ieri in Medio Oriente, accolto dal folkloristico “benvenuto” del fantomatico Bin Laden, ma soprattutto dall’intero mondo arabo con delle fondate speranze, in particolare per quanto riguarda la Palestina. Oggi il presidente afroamericano è al Cairo, tappa principale del suo viaggio oltreoceano che lo porterà, successivamente, alle celebrazioni per il D-day in Europa.

Quella di Obama in Egitto è una visita lampo di sette ore, ma altamente simbolica. Dopo aver proclamato in Turchia che gli Stati Uniti «non sono e non saranno mai in guerra contro l’Islam», Obama ha scelto l’Egitto, dove vive un arabo su quattro, per questo discorso all’indirizzo di 1,5 miliardi di musulmani.

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Obama incontra Abu Mazen alla Casa Bianca

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Dopo le dure critiche di Hillary Clinton a Israele, vista la totale noncuranza del nuovo governo nei confronti del progetto di pace, Obama torna a parlare con Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp).

Durante l’incontro alla Casa Bianca Obama si è detto fiducioso che Israele riconoscerà la creazione di uno Stato palestinese e che questo costituisca la migliore soluzione per la pace e la sicurezza; ha poi ribadito l’invito a allo stato israeliano affinché interrompa l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, e nello stesso tempo ha chiesto al leader dell’Anp e ai palestinesi di non tollerare alcun ricorso alla violenza.

Il presidente americano ha respinto l’idea di fissare qualsiasi “calendario artificiale” per il processo di pace, sottolineando però la necessità di non sprecare tempo. E la frecciata era chiaramente indirizzata a Benjamin Netanyahu.

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Gli Stati Uniti richiamano duramente Israele: stop agli insediamenti nei Territori palestinesi

pubblicato da davide f. in: Esteri

da haaretz

Gli Stati Uniti iniziano a perdere la pazienza con Israele e il suo nuovo governo ultraconservatore. L’impressione infatti è che nonostante l’incontro di pochi giorni fa tra i presidenti Israele non abbia nessuna intenzione di fare il minimo passo avanti per arrivare a ciò che oggi sembra quasi un’inarrivabile utopia, “Due popoli due stati”.

Hillary Clinton, segretaria di stato statunitense, ieri ha invitato Israele a fermare l’espansione dei suoi insediamenti nei Territori palestinesi e ha ribadito la richiesta rivolta qualche settimana fa da Barack Obama al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro a Washington.

Poche volte si sono visti gli Stati Uniti usare un tono così risoluto nei confronti di Israele. Il governo israeliano ha respinto però la richiesta statunitense e Netanyahu ha dichiarato che i lavori di espansione proseguiranno. Circa 500mila ebrei vivono in più di cento insediamenti costruiti nei Territori dopo il 1967.

Immagine|Haaretz

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Dopo l'incontro Obama-Netanyahu: Usa e Israele, mai così lontani?

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Dopo settimane di incontri preparatori è arrivato ieri il faccia a faccia tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu, il primo da quando ricoprono il ruolo di guida dei rispettivi paesi.

Ore di discussioni tra gli staff del presidente Usa e del premier israeliano non sono riuscite a nascondere che qualcosa è cambiato, e il primo ad accorgersene è stato proprio il premier israeliano, con una gaffe iniziale colorita e significativa che evidenzia le differenze culturali tra i due.

Netanyahu infatti ha regalato al presidente Usa il “Diario di viaggio in Terra Santa” di Mark Twain, un testo che evidenzia il disgusto dell’autore nei confronti degli arabi e dell’islam. Al di là di questo durante l’incontro sono emerse differenze sostanziali di visione politica dei due, che ruotano attorno alla nascita di uno stato palestinese e alla visione della minaccia iraniana.

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Human Rights Watch sulla Palestina: la guerra senza fine tra Hamas e Fatah

pubblicato da davide f. in: Esteri

hrw

Hamas si sarebbe resa responsabile di azioni criminali, come uccisioni, incarcerazioni illegittime, torture e mutilazioni, ai danni di collaborazionisti e avversari politici approfittando dell’offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza. Lo dice un rapporto di Human Rights Watch.

Il rapporto, condotto dal 21 gennaio al 4 febbraio scorsi nella Striscia, è stato pubblicato lunedì 20 aprile e cerca di gettare luce su uno dei lati più oscuri del conflitto in Israele e Palestina: la guerra sotterranea e senza esclusione di colpi che i due principali partiti palestinesi, Hamas e Fatah, combattono dal giugno 2007.

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