
Una simpatica segnalazione del Sole 24 ore di oggi sulla campagna elettorale in Lombardia.
La Lista Penati, creata per sostenere la riconferma di Filippo Penati alla presidenza della Provincia di Milano, ha ripreso l’immagine del capo indiano utilizzato dalla Lega Nord per la campagna contro l’immigrazione e lo ha trasformato in un attacco al centrodestra sulla questione dell’aeroporto di Malpensa.
Dopo che la Compagnia aerea italiana, fu Alitalia, ha ridotto i voli da 1200 a 180 i voli che partono dallo scalo milanese, Penati e gli altri del centrosinistra hanno buon gioco a farsi beffe delle promesse grandiose legate al “salvataggio” della compagnia aerea e al folklore padano - Sioux della Lega.
Continua a leggere: Chi di indiano ferisce... I manifesti di Penati su Malpensa sbeffeggiano la Lega
Sulla questione Malpensa il buon Romano Prodi e il buon Walter Veltroni rischiarono davvero di essere “appesi” da quelli della Lega e da Berlusconi in primis.
Il premier e il segretario del Pd di allora furono accusati ferocemente di voler chiudere Malpensa, additati all’opinione pubblica (del Nord) come incapaci e traditori.
E adesso? Adesso la cordata Cai si spezza e dice addio a Malpensa. E se non arriva l’odiato straniero (Lufthansa) a metterci la pezza, buonanotte ai suonatori.
Bel colpo, questo della Lega e del governo Berlusconi: più che un taglio, uno sbrego, con Alitalia da 1200 a 180 voli! E pensare, fra l’altro, che Air France prevedeva il mantenimento di 500 rotte …
Il paradosso, e il patetico, è che ora Berlusconi & soci (Lega, Moratti, Formigoni) sbraitano. Ma contro chi?
Il “bel regalo”, Lega e Governo lo stanno facendo soprattutto a Milano: Malpensa, Expo, grandi infrastrutture, un elenco di bei disegni e di belle promesse.
Di questo passo, a parte un inceneritore in Campania (ancora funzionante a singhiozzo), a parte la guerra ai barconi dei disgraziati/immigrati, a parte il terremoto show di L’Aquila, agli italiani resterà un … pugno di mosche.
Che è sempre meglio di un pugno in faccia…
Continua a leggere: Malpensa addio? Grazie Bossi, grazie Berlusconi ...
Roberto Biorcio è professore associato di Sociologia Politica all’Università di Milano-Bicocca, ed é stato tra i primissimi in Italia ad occuparsi della Lega Nord, fin dall’inizio degli anni ’90. Avendo io dedicato in questi mesi una serie di post ad esplorare il fenomeno Lega e le sue contraddizioni, ho pensato di discutere con lui alcune delle mie riflessioni.
In questo primo anno di governo la Lega Nord, se escludiamo la questione sicurezza, su cui ha imposto la propria linea, ha dovuto subire anche parecchie sconfitte: Malpensa, Expo 2015, federalismo fiscale che va per le lunghe.. eppure tutti i sondaggi la danno in forte crescita. Com’é possibile?
Bisogna fare una distinzione: un conto sono le politiche di redistribuzione a favore del Nord, che sono solo una parte delle rivendicazioni della Lega; un altro sono i provvedimenti ad alto valore simbolico, come quelli su sicurezza ed immigrati.
Gli insuccessi che indichi tu si riferiscono più al primo filone, alla capacità della Lega di condizionare efficacemente le politiche pubbliche a favore del Nord e di tutelare i suoi interessi. Anche il federalismo dovrebbe essere questo in fondo: un meccanismo per trattenere più risorse fiscali nel settentrione. Tuttavia queste politiche hanno dei vincoli economici rilevanti: e dunque un conto è fare proclami, un altro è intervenire davvero, e avere le risorse per farlo.
La fondazione di Varese di Rifondazione Comunista ha recentemente affisso in città una serie di manifesti che hanno come unico obiettivo critico la Lega Nord, cui vengono rinfacciate le promesse elettorali non mantenute riguardo a Alitalia, Malpensa e i licenziamenti connessi al ridimensionamento dello scalo varesino.
Sembra essere ormai una mania per l’opposizione, in Lombardia, quella di fare manifesti elettorali di questo tipo: ci avevano già provato nei mesi scorsi l’IdV di Antonio Di Pietro e il PD di Monza e Brianza, copiando addirittura la storica iconografia leghista che vede il Nord rappresentato come una “gallina dalle uova d’oro”.
Questa vicenda ci dice due cose: da un lato è l’emblema del fatto che la Lega è ormai considerata, nella maggiore regione d’Italia, il “partito da battere”, quello che detta a tutti l’agenda della politica. D’altra parte è difficile che questo tipo di propaganda si traduca in una riscossa per i partiti di opposizione: e questo vale in particolar modo per Rifondazione Comunista.
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I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV


Il giornale della famiglia Berlusconi, Il Giornale, mena stillettate contro gli insubordinati alleati leghisti alternando l’esaltazione delle opere dell’Esecutivo (di cui la Lega farebbe parte) alla critica feroce di alcune uscite degli uomini padani.
L’ultima, pubblicata ieri nella rubrica Indiscreto a Palazzo, riguarda Giuseppe Bonomi, presidente ed ex amministratore delegato della Sea (società che gestisce Linate e Malpensa). Tale Bonomi, in quota Lega, avrebbe avuto un lauto riconoscimento, in deroga a quanto previsto dalla legge, ottenendo uno stipendio di 550 mila euro l’anno, contro un tetto massimo per i manager pubblici fissato a 250 mila.
Sicuramente il Bonomi sarà un bravissimo amministratore, ma le battaglie per la moralizzazione della politica e contro Roma ladrona che fine hanno fatto?

L’affaire Alitalia potrebbe sembrare tipicamente italiano e provinciale se si guardasse solo al suo svolgimento, ai suoi modi e agli infiniti, italici colpi di scena. Tuttavia si tratta anche di una questione di rilevanza europea, se si considera che il nostro mercato di biglietti aerei è il quarto del continente per dimensioni.
Abbiamo dato perciò un’occhiata alle reazioni dei quotidiani esteri e, come purtroppo spesso accade, i commenti sono ben poco lusinghieri per il nostro paese. In Francia innanzitutto dove, come ci ha raccontato Marco Paganini, Les Echos ha salutato la svendita con un lapidario “Merci Berlusconi!”.
Ma c’è anche Le Monde che, nonostante il maggior understatement che lo contraddistingue, afferma che “i contribuenti - e i consumatori - transalpini (ndr: noi) fanno le spese di quello che era diventato uno psicodramma politico” per poi definire la campagna elettorale anti-Air France di Berlusconi della primavera 2008 come “populista”.
Continua a leggere: Alitalia - Air France: l'opinione della stampa estera

Almeno questa è la tesi del giornale francese Les Echos, ripresa dal Corriere della Sera.
Ma perché l’amministratore delegato di Air France – Klm, Jean-Cyrill Spinetta, dovrebbe ringraziare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?
Intanto per aver acquistato il 25% di Alitalia spendendo solo 300 milioni contro i 1500 necessari al tempo di Romano Prodi: una richiesta che venne affossata in nome della tutela dell’italianità della compagnia (esigenza oggi evidentemente svanita..).
Poi perché la compagnia di cui Air France ha acquisito le quote è stata ristrutturata e liberata dai debiti: due operazioni a completo carico dei contribuenti italiani.
Inoltre la compagnia aerea tricolore (ma quella con il blu al posto del verde) amplia la propria rete di hub aggiungendo anche Roma a Parigi e Amsterdam, entrando in un mercato da 24 milioni di passeggeri.
Infine Air France nel 2013 potrà accrescere la sua partecipazione in Alitalia, assestando un colpo molto duro a Lufthansa ed anche a British Airways, in difficoltà nelle trattative con Iberia.
Forse tra qualche anno uscirà un bel libro sui retroscena della cordata di volenterosi imprenditori italiani che salvarono Alitalia e la sua italianità. Nel frattempo, Vive la France!
Continua a leggere: Con la nuova Alitalia Berlusconi ha fatto un bel regalo alla vecchia Air France

Oggi è un giorno importante per il nostro Paese, dato che la nostra compagnia di bandiera ricomincia a volare con le sue ali ed è stato sventato il rischio di un fallimento e di una cessione completa ad un operatore straniero. Però, solo per curiosità, forse è opportuno chiedersi quanto è costato alle casse pubbliche (segnate dalla crisi economica e dalla difficile congiuntura) il mantenimento dell’italianità della compagnia aerea garantito dalla cordata Cai.
Il giornalista de La Stampa Alessandro Barbera articola la risposta alla domanda Voleremo meglio o peggio? mettendo in fila 12 punti focali della vicenda, alcuni dei quali riguardano proprio la parte economica del complesso “salvataggio”.
Quanto ci è costato l’ultimo anno di gestione? Tra debiti accumulati, prestito-ponte e ammortizzatori sociali si parla di una cifra pagata dallo Stato compresa tra 3 e 3,3 miliardi di euro al netto degli introiti della gestione del commissario.
Era migliore la prima offerta dei francesi? Si, era migliore. Ma Air France avrebbeContinua a leggere: Nuova Alitalia: quanto è costato il salvataggio da parte della cordata Cai?
La conclusione contrattuale della controversa e sconcertante vicenda Alitalia lascia strascichi politici.
Stavolta i musi lunghi serpeggiano nella maggioranza, fra Pdl e Lega.
E nel Pdl c’è addirittura il premier Berlusconi sul piede di guerra contro il sindaco di Milano Letizia Moratti. La quale, per essersi messa di traverso nell’accordo Alitalia-Cai-Air France e aver spinto fino all’ultimo su Lufhtansa, pare giunta al capolinea della sua carriera.
La Moratti ha osato criticare Berlusconi (e il ministro Tremonti) pubblicamente, in Tv. Uno sgarro imperdonabile! Il Cavaliere se l’è legata al dito e per lady Letizia il futuro politico nazionale si fa buio.
Ma in ballo non c’è solo Alitalia o Malpensa.
Quel che più pesa politicamente è l’acuirsi di un distacco fra il premier e gran capo del Pdl Berlusconi, da una parte, e il governatore della Lombardia Formigoni e il sindaco di Milano Moratti.
Continua a leggere: Ore 12 - La vicenda Alitalia svela le "crepe" del Pdl
Ilgiornale.it è l’ultimo arrivato tra i grandi quotidiani on-line, e forse per questo ha puntato molto sul cosiddetto 2.0: grande spazio ai commenti dei lettori, che abbondano e campeggiano in bella evidenza in homepage. Una bella differenza rispetto ai siti dei più blasonati “Repubblica” e “Il Corriere”. Abbiamo deciso di approfittare di questa peculiarità della versione web del quotidiano della famiglia Berlusconi per sondare un po’ le reazioni dei suoi lettori alla notizia - diffusasi nella giornata di ieri - dell’acquisto da parte di Air France del 25% di Alitalia, e del conseguente inevitabile ridimensionamento di Malpensa.
I lettori non si sono fatti pregare: alle 18 di ieri si contavano già ben 64 commenti. Il tono? Drammatico, se si considera che si inizia con un lapidario “dimissioni!”; daniel-san sintetizza: “che questo Governo sulla questione Alitalia avrebbe fatto peggio di Prodi & C. non me l’aspettavo proprio”, mentre dokide afferma “questa volta, a malincuore, devo dire che aveva ragione la sinistra”.
Bentivoglio788 proclama, non senza una certa ambizione: “da elettore tradito del centrodestra chiedo le immediate dimissioni del governo…..”. Malachia si azzarda addirittura a dare “un consiglio all’amico Silvio, molla Bossi che tanto non serve a niente è solo folklore (e neanche dei migliori) e imbarca Prodi e Padoa Schioppa”; come dire: tanto vale avere gli originali. Grifo 63, da parte sua, prevede che questa vicenda “costerà parecchio in termini di popolarità” al Presidente del Consiglio, mentre franzpro chiosa amaramente: “quanto vorrei essere francese”.