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Tutti gli articoli con tag Malpensa

Mentre Cai decolla, Malpensa resta a terra: La difficile questione degli slot e degli accordi bilaterali

pubblicato da G.L. Barone

tramonto malpensaAlla fine la nuova Alitalia targata Cai ce l’ha fatta. Oggi gli aerei della nuova compagnia di bandiera decolleranno per la prima volta sotto l’egida del nuovo proprietario.

La scelta del partner straniero, nonostante l’ultimo tentativo di Lufthansa e del sindaco di Milano, è cosa fatta: Airfrance. Nella sostanza il partito di Malpensa è stato sconfitto. Malpensa resta a terra.

Per cercare di salvare il salvabile, grazie all’emendamento leghista detto “salvamalpensa”, il Governo si assumerà l’impegno di liberalizzare gli “slot” (volgarmente le rotte) già assegnati ad Alitalia ma lasciati inutilizzati dalla smobilitazione. Gli spazi di volo potranno così essere riassegnati ad altri operatori che ne facciano richiesta. Passo importante, certo, ma purtroppo non risolutivo. Vediamo di capire il perché.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Alitalia: affare fatto fra Air France e Cai. Soddisfazione del premier Berlusconi: “Un successo”. In fumo l’ultimo tentativo di Lufthansa e del sindaco di Milano, Moratti. Critico Massimo D’Alema: “Intesa dannosa e scontata: un imbroglio!”. A Fiumicino i dipendenti inscenano il “funerale” della compagnia. Domani il decollo della nuova compagnia.

Il nostro commento
Finalmente c’è l’accordo ufficiale. Il consiglio di amministrazione della cordata italiana ratifica l’accordo con i francesi che sborsano 323 milioni di euro per il 25% della compagnia. Beffata (e irata contro il governo) Letizia Moratti che – insieme al “fronte del nord” - fino all’ultimo ha tentato di bloccare tutto per far arrivare l’offerta della Lufthansa. Air France diventa così il primo azionista, con tutti gli annessi e connessi. La vicenda è finalmente chiusa e questo è un bene. Ma il conto, salatissimo, è aperto. A pagarlo saranno tutti gli italiani. Alitalia è stata strumentalizzata per fini elettorali.

Roberto Formigoni
: “Non si può che restare critici. Ora serviranno accordi bilaterali per avere accordi internazionali su Malpensa. Serve un secondo passo, la possibilità per nuove compagnie di accedere alle rotte nazionali”.

Massimo D’Alema: “In questo accordo c’è la vendetta della razionalità economica contro la propaganda di Berlusconi e si svela il grande imbroglio, Tutta la vicenda è un tipico imbroglio voluto e gestito da Berlusconi”.

Malpensa, la Lega Nord e la tassa sui permessi di soggiorno: la geniale strategia delle "distrazioni"

pubblicato da Giulio Mattioli

Comunque la si voglia girare, la scelta ormai pressoché definitiva di Alitalia di associarsi ad Air France ed abbandonare Malpensa (che da domani si ritrova con solo 3 collegamenti intercontinentali), costituisce una sconfitta di proporzioni inaudite per la Lega Nord. A voler essere diretti la si potrebbe definire anche in maniera molto più cruda.

Uno smacco tanto più epocale in quanto colpisce la Lega nelle sue principali ragion d’essere: la difesa del Nord, delle sue imprese e della sua competitività economica. Tuttavia del partito di Bossi in questi ultimi giorni si è parlato principalmente per altre ragioni, ovvero per la proposta (poi bocciata dal governo) di una tassa sui permessi di soggiorno e di una fideiussione obbligatoria per gli extracomunitari che vogliano aprire una partita IVA.

A prescindere dal merito degli emendamenti, il tempismo con cui la questione è giunta all’attenzione dell’opinione pubblica è ben più che sospetto, e rivela il genio politico (non ci sono altre parole per definirlo) di Umberto Bossi e compagni. Come afferma infatti Marco Cremonesi sul Corriere della Sera infatti, la tattica leghista è semplice ma efficacissima: lanciare proposte impossibili ma chiare - al limite provocatorie - più per massimizzare il proprio consenso presso l’elettorato che nella realistica speranza di vederle approvate.

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Ore 12 - Berlusconi, Bossi, Veltroni: leadership e ... "manico"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPuò far piacere o no, ma bisogna prendere atto che Silvio Berlusconi ci sa fare.

E anche Umberto Bossi non scherza.

Tradotto, significa che sia il Cavaliere che il Senatur fanno politica, sanno fare politica. Qui sta la differenza fra i cosiddetti due poli.

Nel Pd si vive sotto l’incubo della perenne spaccatura: in qualsiasi momento e su qualsiasi argomento la differenza di opinioni porta a contrasti insanabili che sfociano in incomprensioni e fratture fra persone, strutture, componenti, correnti.

Si dirà: è così perché manca il collante del potere. No. Era così anche quando il centro sinistra governava l’Italia con Prodi ed è così oggi con il centro sinistra nel governo locale della maggioranza di comuni, province e regioni.

Sull’altro versante non mancano certo le tensioni. Proprio ieri il caso Alitalia è stato lo spunto per una “verifica” politica fra il Premier e Bossi sui nodi che stringono la maggioranza: la riforma della giustizia, il provvedimento delle intercettazioni, il rimpasto di governo, il federalismo fiscale.

Le polemiche e i toni alti della Lega si sono smorzate di fronte alle “promesse” di Berlusconi che, evidentemente, per il Carroccio valgono come “garanzie”. Riguarda la questione Alitalia/Malpensa/Fiumicino e gli altri temi.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: duri attributi. Voto + 8. Silvio Berlusconi sceglie Air France ma la Lega non ci sta e il suo leader Umberto Bossi replica: “E’ una stupidaggine. I francesi chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi. Almeno si liberalizzino gli slot di Malpensa”. Alitalia, sceneggiata continua?

Antonio Di Pietro: firme buttate. Voto – 8. Gongola Antonio Di Pietro per il milione di firme raccolte per il referendum contro il lodo Alfano. Se il referendum non sarà ammesso, vittoria del Cavaliere. Idem se sarà ammesso, con la minoranza degli italiani a votarlo. Cui prodest?

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Alitalia-Air France: su Malpensa è tutti contro tutti e oggi Bossi incontra Berlusconi

pubblicato da G.L. Barone

Alitalia-duomoIl matrimonio Alitalia-Airfrance, alla fine, pare proprio che si farà: venerdì i CdA delle due società delibereranno l’ingresso dei francesi nel capitale di Cai con un gettone di 300 milioni di euro per il 25% della nuova Alitalia.

Con il matrimonio alle porte non poteva però mancare qualche mugugno (per la verità ben più di qualcuno): Milano contro Roma, nord contro sud, PD contro PdL ma anche Lega contro PdL.

Eh si, non è un mistero che il partito di Bossi parteggi per un partner straniero che non declassi Malpensa come farebbero i francesi (leggi Lufthansa). E così spunta anche un asse “diagonale” che vede PD, PdL e Lega del “nord” contro PDL del “Sud”.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: spina. Voto + 8. Il “celodurismo” della Lega non s’affloscia e il suo leader Bossi “detta” le sue prime regole 2009 al premier Silvio Berlusconi: sanità e turismo sono materie di competenza regionale quindi “no” alla promozione di Ferruccio Fazio (a ministro della salute) e di Michaela Vittoria Brambilla (a vice ministro del turismo) viste come minaccia per il federalismo fiscale. Da oggi, lotta dura sul nodo Malpensa. Il Senatur: “Per salvare lo scalo milanese siamo disposti a tutto, anche a geometrie variabili in Parlamento”. Bossi, alleato o spina nel fianco del Cavaliere?

Walter Veltroni: petardi. Voto – 8. Archiviata la Direzione delle “attese disattese” nel Pd si riaccendono i fuochi delle polemiche interne e scoppiano i primi petardi 2009. Ad aprire … le danze è il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che senza peli sulla lingua accusa: “I vertici del Pd? Sono inadeguati e distanti dai problemi reali, in particolare distanti dal Nord. Il problema etico? Esiste ne partito a tutti i livelli”. Chiamparino non è né una testa “matta” né un capo “isolato”. E’ partita la campagna 2009, l’anno orribilis per Walter Veltroni e per il Partito democratico.

Ore 12 - Caos Alitalia. A casa i piloti o Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAlitalia decolla? Macchè! La partita della nostra compagnia di bandiera è tutt’altro che chiusa. Anche perché il gioco avviato su più tavoli non si sa dove porta.

Quel che a tutti appare è sconcertante, con scioperi “fuori legge”, un manipolo di piloti che tiene tutti in scacco, voli a singhiozzo, passeggeri depressi e incazzati, caos quotidiano che, dopo i rifiuti napoletani, contribuisce ad infangare nel mondo l’immagine dell’Italia e brucia montagne di soldi del contribuente.

Ma ancor più sconcertante è quello che non appare.

Nel Palazzo (o nella Villa di Arcore) continua il braccio di ferro fra alleati.

In palio c’è un bel pezzo di torta. C’è il consenso, cioè i voti, che premiano chi ha in mano il bandolo della matassa e decide presidenze e consigli di amministrazioni, il pozzo di San Patrizio dei contributi statali, il flusso del business, delle assunzioni, delle società che gestiscono i servizi ecc.

Dopo il “cucù” di Trieste, Berlusconi si è superato con la “sortita” Lufthansa, proposto quale partner della nuova Alitalia, ma non per far piacere alla Merkel. Lo ha fatto perché quella è la strada indicata e imposta da Bossi.

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Alitalia: l'assemblea dei dipendenti ha votato. Sciopero di 24 ore dalle 18 di oggi

pubblicato da Luca Landoni



No, non siamo su scherzi a parte. Nonostante la strenua opposizone dei vertici sindacali l’assemblea dei dipendenti Alitalia ha deliberato lo sciopero, operativo già da un’oretta circa (ore 18 in punto). Le avvisaglie c’erano fin dal pomeriggio, quando il cosiddetto “comitato di lotta” aveva bloccato con un sit-in l’ingresso al centro equipaggi fino alle 16.20, impedendo l’accesso a piloti e hostess di altre compagnie aeree, anche straniere, costretti a raggiungere un ingresso secondario dell’aeroscalo.

Ecco le posizioni dei principali leader della protesta:

Berti (Anpac): «Il fronte del no non si è spaccato, piuttosto esistono fronti di lotta diversi». Cavola (segretario nazionale sindacato dei lavoratori): «La nostra risposta è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori». Maras: «La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro».

Foto: Il Giornale

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Fausto Bertinotti: autocritica. Voto + 8. L’ex presidente della Camera e leader di Rifondazione comunista fa una profonda autocritica rispetto agli errori della sinistra sulla “Primavera” di Praga del 1968. Bertinotti attacca il Pci, che lasciò solo i dirigenti cecoslovacchi e non seppe rompere con l’Urss. E critica pesantemente anche i “sessantottini”, orientati al maoismo. Sono passati 40 anni. Meglio tardi che mai.
Governo: battuto su Malpensa. Voto – 7. Il governo è stato battuto nell’Aula della Camera su un ordine del giorno presentato dal Pd sugli slot di Malpensa e Linate. Con i deputati del Pd hanno votato anche 35 deputati della Lega e 15 parlamentari del Pdl, tra i quali Gaetano Pecorella e il presidente della commissione Trasporti Mario Valducci. Primi strappi del … federalismo? Il decreto ha poi ottenuto la fiducia alla Camera.

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