In Nord Corea, morto Kim Jong-il, gli è succeduto Kim Jong-un. Un leader giovane di cui il mondo non conosce quasi nulla. Kim-inchia sei tu?
La strategia di Monti contro lo spread è chiara: fare il duro con i tassinari per convincere i mercati internazionali che l’Italia ha imboccato la strada della serietà. Taxi d’interesse
In principio fu la Carfagna. Ora la stampa dà notizia del divorzio consumato con toni civili dal forzista Bocchino e dalla moglie Gabriella Buontempo. Un matrimonio come tanti, affondato tra i flutti della vita per alcune manovre pericolose da parte di capitan Italo. Gente di…Mara
Continua a far discutere la storia della ragazza londinese che dice di avere due vagine. Se fosse passata dalle parti di Arcore qualche tempo fa forse sarebbe stata contemporaneamente la nipote di Mubarak e di Gheddafi. Coito stereofonico
Vado l’ammazzo torno. No, in questo caso, arrivo, firmo, prendo la diaria e me ne vado per i fatti miei. Succede alla Camera.
E succede a un ex ministro del governo Berlusconi che arriva in Commissione Affari sociali, firma l’atto di presenza come un impiegato modello, intasca la diaria e toglie immediatamente il disturbo. Chi è questo zelante servitore della Patria? L’ex ministro Carfagna.
A scoprire gli altarini è il deputato del Pd Alessandro Sarubbi, che svela il malfatto su twitter. Poi Sarubbi aggiunge: «Abbiamo introdotto l’obbligo di presenza per chi partecipa ai lavori delle commissioni per avere la diaria, se si fanno più del 50% di assenze in commissione vengono decurtati 300 euro».
Alla domanda se così si screditano le istituzioni, Sarubbi dice: «Il punto è proprio questo. Quello che voglio precisare è che in commissione siamo in tantissimi a lavorare, e allora mi sembra poco carino che proprio un ex ministro non solo non ci sia, perché tu puoi anche avere un impegno, e va bene, ma che venga qui per firmare e poi andarsene: questa è una furbizia che è poco rispettosa nei nostri confronti, per tutto il resto delle persone che in commissione vengono a lavorare, e sono tante».
Bene bene, proprio con gli spifferi della crisi e con Monti che fa stringere la cinta degli italiani fino all’ultimo foro. La Carfagna è stata smascherata. Che succede? E, soprattutto, quanti altri si comportano così?
Tutta la politica si precipita in massa a congratularsi con Angelo Scola per la sua nomina ad arcivescovo di Milano. Di questi tempi non si sa mai, meglio provare a raccattare consenso dove possibile. Tutto grasso che…Scola
Al matrimonio della Carfagna c’era mezzo governo. Mancava però Renzo Bossi in veste di paggetto. La trota nuziale
Alla fin fine Tremonti continua ad accanirsi contro il Meridione e l’ennesimo probabile taglio ai fondi Fas segnala scarsa fantasia del superministro. Statista o ragioniere alla Fantozzi? Ci è o ci Fas?
E’ previsto inoltre un prelievo da 100milioni dal fondo delle povere vittime dei crac finanziari. Il Tesoro promette di rimetterli nel 2015, ma tanto non sarà più il Divo Giulio a doversene occupare. Il Tango-bond della gelosia
Tra leggine ad personam e riforma “epocale”, il Cav attacca sulla giustizia a 360 gradi. I magistrati reagiscono scompostamente e anche al Csm saltano i nervi. Non facciamoci prendere dal Paniz
La Santanchè è furiosa nei confronti di quelli che hanno messo in dubbio la veridicità del suo pregiato curriculum e del suo master. E’ pronta a mangiarseli i giornalisti che adombrano e alludono maligni. In un sol Bocconi
Polemiche sulla proposta di Frattini di dar soldi agli immigrati per andar via da Lampedusa. Il ragionier Spinelli: “Io non firmo più assegni”. Vamp-edusa
Il Bocchino birichino getta la maschera e ammette la tresca con la Carfagna: “Chiedo scusa a mia moglie”. Ammissione aMara
Gianfranco Fini: primo miglio. Voto 6+. Il leader di Fli mette a fuoco gli obiettivi del suo nuovo partito: “Più base e meno giochi di palazzo: obiettivo 200 mila iscritti”. Primo passo. Poco? meglio di niente. E adesso tirare diritto.
Mara Carfagna: ultimo miglio. Voto 5-. Le donne del Pdl scendono in campo per difendere il Capo da una “magistratura politicizzata”. Poi l’affondo della ministra: “Non siamo oche, se siamo qui ce lo meritiamo”. Lo dice anche il Ca.
Mara Carfagna: fiction. Voto 4-. Tanto tuonò per nulla. Dopo le sparate contro il Pdl e le minacce di dimissioni da tutto, la ministra incontra il premier e fa (ovviamente) dietrofront. Con le pive nel sacco. Sceneggiata da “basso impero”.
Mariastella Gelmini: sbugiardata. Voto 4-. Il ministro dell’istruzione ironizza sul cursus honorum del segretario del Pd. Bersani replica scodellando pagelle scolastiche, tutte con lode”. Quali i voti di Mariastella da studentessa e da ministra?
Dunque Mara Carfagna potrebbe essere il prossimo sindaco di Napoli. Dopo la Iervolino, un’altra donna al potere in città. Sperando in esiti migliori. Castel dell’Ovulo
Il premier irlandese, Brian Cowen, alla fine ha ceduto e ha detto sì agli aiuti finanziari internazionali. Ora si prospettano misure lacrime e sangue per sanare deficit e debito, tuttavia le autorità di Dublino hanno detto che non toccheranno la ridicola aliquota sulle imprese al 12,5%. E allora come si fa? Spetterà per l’ennesima volta ai cittadini pagare la crisi per intero? Qui gatta ci Cowen
Retroscena clamoroso: pare che Mediaset agì per allungare l’ostracismo professionale ai danni di Enrico Mentana. Dopo la cacciata da Matrix, il Biscione tornò a corteggiarlo ma al contempo fece in modo che saltassero accordi con altre reti. Carogno Monzese
Si dice che il Cav ami svagarsi con giovani donnine di facili usanze. In realtà, come sostiene Benigni, lui è follemente innamorato della Bindi (ieri seguiva Ballarò malgrado il Milan in tv perché c’era la presidente del Pd in studio). Un amore non corrisposto che genera disperazione e che lo conduce a sfogarsi vanamente con altre pulzelle. Come direbbe Battisti, “dieci ragazze per me non posson bastare”. Fiori Rosy, fiori di p-escort

Le dimissioni di Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, sono la vera notizia politica della settimana. Il tentativo di Pierferdinando Casini di riconquistare il potere o l’ennesima partecipazione televisiva di Roberto Maroni per smentire Saviano a confronto sono solo fuffa.
Da oggi fino al 15 dicembre, giorno in cui Mara Carfagna lascerà il Governo, si continuerà a ragionare su quanto potrebbe succedere a Silvio Berlusconi. Posticipare l’appuntamento elettorale sicuramente non gli ha giovato.
Un ruolo chiave potrebbe averlo proprio il momentaneo ministro per le Pari Opportunità. Cosa farà dopo aver abbandonato l’esecutivo? L’anno prossimo a Napoli ci saranno le elezioni comunali. La candidatura di Mara Carfagna sembra ormai un’eventualità certa malgrado le dichiarazioni che la diretta interessata ha rilasciato prima di ufficializzare le dimissioni.
Continua a leggere: Mara Carfagna è pronta per diventare il nuovo sindaco di Napoli
La dinastia di Arcore potrebbe perpetuare di generazione in generazione il suo dominio sul Bel Paese. A meno che le sentenze dei giudici non si trasformino in macigni storici sul buon nome della casata. MaRiina Berlusconi
Giovane pulzella di sani principi. Pronta a sacrificarsi per i valori della giustizia e della libertà. Eccola qua la bella Mara: disposta a farsi da parte, ma non a tradire l’amato Cav. Giovanna d’Arco-re
Tuttavia il partito del premier e lo stesso governo sembrano ostaggio di potentati locali che sono in grado di mandare tutto all’aria da un momento all’altro. Quale sarà la prossima vittima della “guerra tra bande”? Per chi suona la Campania
Il Vaticano apre ai profilattici. Un fulmine a ciel sereno o una rivoluzione che parte da lontano? Giovanni Paolo Se-condom
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Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.
La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo il quale la tutela locale dei cittadini stranieri a scapito delle persone italiane i cui diritti, stando a quanto sostenuto dall’amministrazione nazionale, erano messi in pericolo da chi in Italia arrivava come rifugiato.
“La Corte costituzionale - sostiene Enrico Rossi a Repubblica - ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l’accoglienza, l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E’ una vittoria della ragione e della civiltà.