Nel Pdl ormai è guerra aperta sulla questione morale. Il clima rovente, però, non conviene a nessuno e gli stessi finiani dovrebbero cercare di raffreddare gli animi. Fabio granita
Intanto ancora ci si interroga sui motivi del grande successo della campagna contro la privatizzazione dei servizi idrici: un numero di firme mai visto per un quesito referendario. La ragione del trionfo in realtà è semplice: l’iniziativa non ha avuto l’appoggio esplicito del Pd. H2Ottusi
Lo aveva chiesto a Putin e adesso il Cav ha invitato anche il presidente Medvedev: “Vieni a dare una lezione alla mia Università del Pensiero liberale”. Ma i ‘capoccia’ russi che parlano agli studenti di liberalismo sono come Hannibal Lecter che insegna a cucinare le melanzane. O come Alvaro Vitali che spiega gli effetti speciali di ‘Kill Bill’. Duma Thurman
In ogni caso, lo stretto rapporto tra il presidente del Consiglio e gli zar di Mosca piace sempre meno agli Stati Uniti. Tartine al Cav-iale
In un alterco con Maurizio Lupi, Di Pietro vibra: “Mi faccia finire, non interrompa. Se dobbiamo fare il ring, facciamolo…tanto io la faccio volare…“. Uhhh, un vero duro. Speriamo che quanto prima “faccia volare” anche certi personaggi del suo partito. Pugni e pugnette
Torniamo per un momento alle celebrazioni di Berlino. Il Cav ci è andato ma di sicuro non si è divertito come a Villa Certosa. Basta dire che mentre Medvedev parlava, lui si è addormentato. Il russo e il russatore
Scajola e la carenza di fondi per la banda larga. Sarà forse che il governo di questo premier non ha internet in cima ai propri pensieri? Webeti
Gli editoriali di Minzolini e le nubi su Rai Tre. La tv pubblica è sempre al centro della bufera. Ruffini e ruffiani
Si parla spesso delle gaffe del nostro premier Silvio Berlusconi: per fortuna che ogni tanto capitano anche agli altri, verrebbe da dire guardando il video qua sopra, in cui il primo ministro spagnolo Zapatero si rende protagonista di un lapsus alquanto imbarazzante.
Nel corso di una conferenza stampa con il presidente russo Medvedev il premier socialista spiega infatti di aver firmato un accordo per “stimolare, favorire e fare sesso (follar) con il turismo tra i due paesi”, prima di correggersi con “apoyar” (appoggiare).
Altra chicca da non perdere: la gelida faccia da uomo del KGB che fa il neo-Putin dopo che Zapatero si lascia andare ad una battuta sul fatto che Medvedev trasmette ancora un bell’aspetto perché è solo un anno che fa il politico. La trovate poco prima del minuto 1:00. Berlusconi e i suoi scherzi di dubbio gusto, in fondo, non sono poi così lontani.
Non si sono fatte attendere le reazioni internazionali alle aperture di Obama, che potete qui vedere nel video originale dell’intervista ad Al Arabiya. Ma mentre il neo-presidente registra il primo successo diplomatico, inducendo il collega russo Medvedev a cancellare il programma di ritorsioni contro il progetto di scudo antimissile in Polonia e Ungheria, molto diversa è la reazione dell’Iran.
Il presidente Ahmadinejad non smentisce infatti la sua fama di duro, e rifiuta qualunque dialogo prima di aver ottenuto il ritiro americano da tutti i fronti, nonché un risarcimento globale al suo paese per le ingerenze Usa manifestatesi nel corso degli anni a partire, come riferisce il Corriere, dal golpe del 1953 con cui fu rovesciato il premier di allora Mohammed Mossadegh.
È probabile che la sua posizione sia dettata anche dal timore di perdere un potere interamente basato sulla contrapposizione a Usa e Israele. Se infatti dovesse venire a patti con il grande nemico perché mai il suo popolo dovrebbe rieleggerlo, a fronte di avversari politici interni ben più coerenti e diplomaticamente validi? Ahmadinejad è un condottiero che ha bisogno di una guerra per giustificare la sua leadership e per questo ha rimarcato a chiare lettere che per ottenere il dialogo Obama deve prima togliere il proprio sostegno a Israele. Tutto questo ben sapendo che non lo farà mai.

In un bell’articolo su Limes, Lucio Caracciolo spiega con chiarezza qual è stato il vero esito della crisi georgiana d’agosto: la Russia ha “inflitto una sonora lezione agli Stati Uniti” e non è mai stata più vicina all’Europa occidentale, a dispetto delle apparenze. Il piano di pace di Sarkozy è servito infatti più a sancire lo status-quo che a imbastire una vera mediazione, e come si è visto l’UE si è accontentata di abbaiare senza mordere al recente vertice straordinario.
Questo perché all’interno dell’UE esistono due fazioni principali: da una parte i paesi ex-sovietici, comprensibilmente anti-russi, dall’altra un’ala molto più sensibile ad interessi e richieste putiniane, che ruota attorno al famoso asse Parigi-Berlino ma ha come esponente più radicale il nostro Silvio Berlusconi il quale:
passa per “amerikano”, ma quando si tratta di scegliere fra Bush e Putin inclina per il secondo
Sarà per questo che il nuovo presidente-burattino Medvedev ha ringraziato l’Italia per la sua posizione “equilibrata e ragionevole” e si è detta subito disponibile a partecipare ad una conferenza di pace organizzata dal nostro governo. E dev’essere anche per questo che, come si è scoperto ieri, Berlusconi non si fa problemi a firmare accordi con la Libia in cui sostanzialmente le promette di impedire agli USA di usare le basi NATO italiane contro di lei.
Se è vero che andiamo verso una nuova guerra fredda, forse noi questa volta, senza rendercene pienamente conto, stiamo dall’altra parte.
Foto: Alessio85, Flickr.

Vogliamo dirle quelle tre paroline che fanno paura a tutti? Diciamole: Terza Guerra Mondiale. Il riconoscimento di Ossezia e Abkhazia, fa tornare in mente quegli eventi, magari microscopici, che poi finiscono nei libri di storia. Eventi che danno il la a conflitti mondiali, o guerre durate cent’anni o trenta, a genocidi, massacri, fosse comuni.
Non so il motivo, ma in tutto questo, per la piccolezza, per l’aver scoperto qualche giorno fa che esiste un luogo del pianeta chiamato Abkhazia, mi veniva in mente Gavrilo Princip - uccise a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando scatenando poi la Prima Guerra Mondiale - o anche qualcosa di più lontano e stupido, come gli insegnanti dell’Accademia che respinsero il giovane Hitler.
Pare i suoi acquerelli fossero stucchevoli: lo erano, ma se avessero chiuso un occhio forse non sarebbe scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. O magari sarebbe scoppiata lo stesso, che importa. Quello che ci importa, sono le manovre navali sul Mar Nero - le spiega benissimo il Generale Fabio Mini oggi su Repubblica.
Dovrebbe anche importarci della paura di Gorbaciov, che sostiene stia “Crescendo la minaccia di un cataclisma mondiale”, o, specularmente, la totale mancanza di paura di Medvedev, della Russia stessa, un colosso umiliato da decenni, che alza la voce e afferma che “La Guerra Fredda non ci fa paura; anche se preferiremmo evitarla”.
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