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Tutti gli articoli con tag Nicolas Sarkozy

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti cerca di rifarsi un’immagine dopo lo scandalo Milanese. Ora a Roma vive in albergo, torna più spesso dalla moglie a Pavia e va pure a fare la spesa al supermercato. Anche spingendo un carrello si può ritrovare l’equilibrio interiore in stile Siddharta. Hesse-lunga

Per affrontare questa crisi ci vuole cervello e sangue freddo. Bossi non va a fare la spesa come l’amico Giulio e la sua rudezza da macho in pensione può creare problemi. Conad il barbaro

Gli indici di Milano soffrono, ma anche il Dax tedesco o il Cac francese ballano sotto i colpi della speculazione. In fondo, nemmeno Parigi è del tutto al riparo. E l’intraprendenza di Sarkozy lo dimostra. Nella Cac fino al collo

Il governo continua a incontrare imprese e sindacati sotto Ferragosto. Devono parlare della crisi, ma preferirebbero fare un cocktail a bordo piscina con la Camusso che fa gli scherzi a Bonanni e lo spinge in acqua vestito. Party sociali

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi l’altro giorno ha fatto addirittura una veloce capatina in farmacia e ha cominciato a raccontare barzellette così vecchie che persino ai camici bianchi dietro il bancone è salito il mal di testa. Nimesuleader

A qualcuno dei farmacisti, però, sarà forse venuto il voltastomaco. Il premier può causare disturbi gastrici. SpasmoMan

In ogni caso il capo del governo mantiene una positività e una voglia di scherzare stupefacenti se si considera il periodo che attraversa. Una carica davvero esplosiva. La (xama)mina

Il Cav ha detto di non aver comprato nulla per sé: “Sono perfettamente sano”. Eppure avrebbe avuto bisogno di qualcosa per sedare l’acidità che gli ha di certo provocato il vertice con Sarkozy e la giravolta a 180 gradi sulla Libia. Bicarbo-Nato

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Deputati costretti in massa e a tempo pieno alla Camera per votare la legge che serve al Cav. Non conta partecipare al dibattito-fiume con attenzione. Allora ci si può distrarre per lunghi periodi e gli Ipad pullulano tra i banchi. C’è chi li usa per visitare siti web di dubbio interesse e chi si esercita con videogame di varia natura. Basta essere in aula per schiacciare il bottone quando interessa a Berlusconi. La voce dell’IPad-rone

L’onorevole Carlucci inorridisce di fronte ai testi scolastici eversivi vergati da storici staliniani o anti-berlusconiani a prescindere. Secondo l’ex soubrette, ad esempio, è impensabile che nel pantheon degli eroi risorgimentali non ci sia un posto per Mike Bongiorno. Meno male che c’è lei a indicarci il senso vero e profondo della storia patria. Giosuè Carlucci

Bufera su Castelli che non esclude l’idea di sparare agli immigrati. Tra pistole e fucili padani dove finiremo? Smarrita la (Be)retta via…

Sarkozy e il Cav, gemelli diversi. Si è sfaldato il sarkoberlusconismo? Così simili tra loro eppure in rotta sulle rotte dei disperati del Nord Africa. Ora si attende il vertice del 26 aprile. Faranno pace? Troveranno unità d’intenti? Più nani più belli

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Ore 12 - Libia, i 4 "grandi" si spartiscono il Nord Africa. Berlusconi fuori dalla porta

pubblicato da Massimo Falcioni

altroUna prova in più della pochezza internazionale di questa povera Italia, che le vicende giudiziarie e morali del Capo del Governo e la figura sbiadita e servile del suo Ministro degli Esteri hanno ridotto a poco più che un Paese da operetta?

Eccola! L’Italia viene tenuta fuori dalla porta sulla Libia. Ieri sera il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un incontro in videoconferenza sulla Libia.

All’incontro non è stata invitata l’Italia che non ha dunque partecipato. I quattro “big” hanno discusso dell’attuale situazione in Libia e dei piani in vista del vertice in programma oggi, martedì 29 marzo, a Londra.

Un brutto colpo per Silvio Berlusconi. Soprattutto un brutto colpo per l’Italia, la cui credibilità internazionale è davvero in caduta libera. Anche l’inedito asse italo-tedesco pare poco più di una trovata propagandistica, il solito escamotage per tentare di uscire dall’angolo e invece ficcarsi nel pozzo.

Si pensa sempre alle promesse del dopo, ai rapporti preferenziali e così facendo si costruisce sulla sabbia e ci si arrampica sugli specchi, con l’autorevolezza internazionale dell’Italia ridotta al lumicino.

C’è chi non perde la (ghiotta) occasione per ironizzare: al berluska lo hanno lasciato a casa senza invitarlo? Ovvio, in situazioni così serie non serve uno che fa il cucù, che fa le corna da dietro, che racconti barzellette, o che dia baci sulle mani del rais libico. Calcata ma efficace.

Intanto i quattro grandi decidono l’assetto mondiale, la nuova geografia del nord Africa e del dopo Gheddafi. A noi ci toccano i profughi.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Certo che Sarkozy del Patto atlantico se ne fotte alla grande. Forse pensa di essere De Gaulle, ma in realtà è alto come uno stivale del generalissimo. Un nano manesco che vuole metterlo “in quel posto” (cit. Bossi) al nostro nano di Arcore. Dandolo e Prendolo

Cicchitto sul rapporto Pdl-Lega in merito alla Libia: “Non c’è stato alcuno strappo”. Certo, non servono strappi quando ci si abbassa placidamente le mutande. Full Tre-Monty

Singolare il nomignolo che le ‘olgettine’ usavano per Berlusconi: non il solito “papi” ma il misterioso “Betty”. Che vuol dire? Come nasce? Forse, mentre le ragazze ad Arcore di dimenavano travestite da infermiere, il premier stava al gioco e si mascherava da Regina Elisabetta? Prod save the queen

Mistero su un fantomatico master alla Bocconi che la Santanchè ha messo sul cv e che invece non avrebbe mai conseguito. Diciamo che comunque Danielona si è fatta strada con altri argomenti. Curri-culo vitae

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Francia: censurato il mini-documentario su Carla Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi


Sembrano ormai conclusi i giorni in cui si sosteneva che Silvio Berlusconi studiasse per diventare il Nicolas Sarkozy italiano. A poco più di un anno dalla chiacchierata separazione tra il primo ministro italiano e Veronica Lario i ruoli sembrano essersi scambiati.

Il Presidente francese oltre a gestire le proteste degli studenti nelle prossime ore dovrà spiegare alla nazione perché dalla rete è stato tolto un video riguardante la moglie, l’ex modella Carla Bruni.

Secondo quanto riportato dalla Stampa dai siti francesi è scomparso “in the tube with Carla”, il mini-documentario realizzato Thomas Cazals in cui la première dame è raccontata con materiale d’archivio poco elegante.

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Sondaggio: gli italiani sono contrari al presidenzialismo proposto da Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcosa non torna. O Silvio Berlusconi è bravo a inventare delle storie o i cittadini italiani che dicono di non votarlo nell’intimità della cabina elettorale lo scelgono con la stessa parsimonia che ha garantito alla Democrazia Cristiana decenni e decenni di monopolio.

A seguito delle dichiarazioni fatte dallo stesso Premier sul cambio della legge elettorale il Corriere della Sera ha realizzato un sondaggio per capire se il presidenzialismo possa essere utilizzato anche in Italia.

Ebbene. Secondo quanto osservato da Nando Pagnoncelli (che per il quotidiano ha realizzato lo studio) solo due italiani su dieci sarebbero favorevoli alla proposta di Silvio Berlusconi, il quaranta percento sarebbero contrari mentre un terzo vedrebbe favorevolmente l’iniziativa solo se il Parlamento avesse più potere.

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Francia: Nicolas Sarkozy più forte di Silvio Berlusconi. Licenziati i giornalisti contro Carla Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.

Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.

Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

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Raghad Hussein: la figlia di Saddam non ha bisogno delle quote rosa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Tutte le necessarie considerazioni che vengono scritte sull’emancipazione femminile ancora non raggiunta in politica scompaiono in giorni come questi quando, ad esempio, l’Interpol annuncia pubblicamente di occuparsi di Raghad Hussein, figlia primogenita del Rais.

Secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, la piccola Saddam (così è stata soprannominata la donna la cui tenacia ricorda quella del padre) sarebbe la mente degli attacchi terroristici che in queste settimane sono stati fatti a Bagdad.

Dalla Giordania, dove è protetta dal sovrano Abdallah a patto che non crei problemi, raccoglie soldi destinati alle colonie di nostalgici baathisti (così si chiamano gli esponenti del Baath, l’ex partito di Saddam Hussein) che a loro volta lo condividono con le basi che sono state create in punti strategici del Medio-Oriente.

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Francia: tolta l’auto blu a Rachida Dati dopo i commenti fatti sulla coppia Sarkozy-Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Silvio Berlusconi
non è l’unico in Europa ad avere problemi con la giustizia. Nicolas Sarkozy deve ad esempio arginare l’ex Ministro che si occupava della disciplina. Rachida Dati, già spedita al Parlamento Europeo a pochi mesi dall’inizio dell’operato come Guardasigilli, sarebbe infatti l’artefice dei pettegolezzi che circolano sulla coppia dell’Eliseo.

Per questo motivo Nicolas Sarkozy avrebbe negato, da un giorno con l’altro, all’ex delfino magrebino l’auto, l’autista e la scorta che era solito utilizzare per svolgere la propria attività politica.

Sempre secondo quanto riportato dalla stampa locale al marito di Carla Bruni non sarebbero andati giù neanche i commenti, negativi, che la stessa Rachida Dati avrebbe fatto all’indomani dell’insuccesso elettorale che ha registrato il proprio partito.

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