
Chissà quanti di voi conoscono il “Tea party movement”. Breve riassunto per inquadrare la vicenda. E’ un movimento d’opinione legato alla destra americana (alcuni suoi leader sono commentatori della rete tv americana Fox News, vicina ai repubblicani) che si propone di ridurre l’intervento statale in economia, aumentato di molto negli ultimi tempi visti anche i tentativi di Obama di arginare la crisi economica.
Tra gli obiettivi del movimento, la riduzione delle tasse (viste come il male perché alimentano “la bestia”, cioè il governo di Washington). Qui un articolo di Wikipedia, per i più curiosi, qui invece una sintesi efficace di Giornalettismo:
“Il cuore del messaggio dei Tea party è che gli enormi sforzi anticrisi messi in campo dai democratici più che essere inefficaci – naturalmente sono anche inefficaci – rappresentano un pericolo per la libertà futura dei cittadini. “Approfittando” delle difficoltà delle famiglie, Washington nazionalizza l’industria e rende pubblica la sanità; con la scusa di aiutare i poveri annulla le differenze.
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Quel che si è visto nelle “vacanze romane” del rais libico Gheddafi e quel che si è sentito sulle “milizie” della rossa Brambilla per contestare Fini a Mirabello sono uno spaccato dell’italietta formato Berlusconi.
Ma sono anche il frutto di questa Italia formato seconda Repubblica, del fallimento di un sistema politico che vive sulla demonizzazione dell’avversario (esterno e interno), che ha mandato ko sia governi di centrodestra, sia governi di centrosinistra.
Insomma, Berlusconi ha pesanti responsabilità, ma non è tutta colpa sua se il Paese è così mal ridotto.
L’Italia resta nella tenaglia di una crisi economica durissima. Il Paese è bloccato, con la crescita attorno lo zero: così non c’è futuro. Il governo ha sforbiciato a vanvera,, colpendo i più deboli e tagliando settori fondamentali.
L’opposto di quanto fatto in Germania dalla Merkel (per non parlare di Obama) che ha investito oltre venti miliardi di euro in ricerca, conoscenza e sviluppo.
La situazione rischia di precipitare, sia per la crisi della maggioranza di governo, ma anche per l’inconsistenza delle opposizioni. Perché non resettare?
Per fare cosa? In Gran Bretagna i liberali di Clegg e i conservatori di Cameron hanno stretto una inedita alleanza per governare la crisi.
In Italia, Berlusconi ha promesso miracoli: taglio delle tasse e milioni di posti di lavoro. Il risultato è un disastro. In Inghilterra il governo ha detto la verità sulla crisi chiamando tutti ai remi. E la politica ha dato l’esempio.
Non può essere una strada (pro tempore) anche per l’Italia?
Aggiornamento ore 12.30: scontri al confine tra Israele e Libano. La notizia è stata data da Al Jazeera e conferma in modo drammatico le parole del Presidente siriano Assad, che vi riportavamo nemmeno un’ora fa.
L’emittente araba riferisce di un lancio di razzi e sparatorie nel corso della mattinata lungo la linea del confine tra i due Stati. Il bilancio attuale è di due feriti tra i libanesi (un civile e un soldato). Non è chiara la dinamica che ha innescato lo scontro, tutt’ora in corso secondo fonti israeliane. Sono state udite esplosioni lungo il confine. Secondo la radio israeliana indicherebbero un possibile attacco con razzi sul nord di Israele
Siria, Assad: “Cresce il rischio di una guerra in Medio Oriente” Viene da chiedersi se sia un auspicio. Il Presidente siriano è nuovamente tornato sul rischio di un conflitto in Medio Oriente, dopo analoghe dichiarazioni tenute negli ultimi mesi e di cui vi abbiamo parlato su queste pagine.
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Nell’anno dell’Inter che vince tutto senza italiani, l’Italia fa una figuraccia epocale ai Mondiali, una figuraccia che manco il Pd alle Politiche. La battuta più bella, pur tragica, è di Gattuso: “Ora ci nomineranno cavalieri della vergogna”. Un fuoriclasse. Mouringhio
Con ‘l’americano’ Marchionne la Fiat è proprio cambiata rispetto al passato. Come sono lontani i tempi di Valletta, dell’Avvocato o di Romiti. Ora domina il pullover blu. Il Signore degli Agnelli
L’intervista del generale McChrystal ha scatenato una bufera e lui ha dovuto lasciare l’Afghanistan. Eppure il suo passato e il suo curriculum non sono esattamente immacolati. Era proprio necessaria un’incauta chiacchierata con un giornale per farlo fuori? Rolling Stronz
Il governo pensa al federalismo e lancia la tassa unica comunale, l’Imu. Intanto, però, la manovra colpisce duro e gli enti locali tremano al passaggio di Tremonti, come fosse una specie di Attila, flagello di Dio. Imu, sbabbariii!!!

Le dichiarazioni del generale Stanley McChrystal, capo delle forze NATO in Afghanistan, hanno suscitato un vespaio di proporzioni gigantesche. In un’intervista per Rolling Stone, McChrystal ha lanciato giudizi molto duri su alcune personalità americane, tra cui il Presidente. Obama, durante un incontro al Pentagono, era apparso “intimidito e impreparato”. Sul vicepresidente Joe Biden: “Mi chiedi di Joe Biden. Chi è?” (un pò come il famoso “Michele chi?” riferito a Michele Santoro).
Un collaboratore riferisce di un incontro del generale con Obama, questa volta alla casa Bianca: “Ci siamo visti per dieci minuti, giusto per delle foto (“it was a 10-minute photo op”). Obama chiaramente non sapeva niente su di lui, non sapeva chi fosse. È l’uomo che dovrebbe condurre questa fottuta guerra, ma non sembra molto interessato. Il capo (McChrystal, nda) era molto deluso.”
E, come nella migliore tradizione italiana di smentite, di “mi scuso, non volevo esprimere quei giudizi”, il generale ha dovuto fare marcia indietro:
Continua a leggere: Stanley McChrystal, Obama e Rolling Stone: dimissioni oggi?

Può sembrare strano, ma negli Stati Uniti la Camera dei Rappresentanti si rinnova ogni due anni. E non perchè cada un governo (là c’è il Presidenzialismo, ne avevamo parlato anche noi un pò di tempo fa), ma per precisa disposizione costituzionale. Prima delle elezioni, previste per il 2 Novembre, ci saranno le Primarie, nelle quali i Democratici e i Repubblicani sceglieranno i candidati alla carica di Deputato.
Come spiega bene il sito del NY Times, le Primarie sono iniziate il 2 Febbraio e andranno avanti, con date diverse a seconda degli stati coinvolti, fino al 18 Settembre, quando anche i cittadini delle Hawaii avranno scelto i loro candidati.
Le elezioni del 2 Novembre, che cadono più o meno a metà del mandato di Obama e che quindi sono definite midterm elections, rappresentano un’importante sfida per il Presidente. Tradizionalmente, infatti, le midterm sono una “cartina di tornasole” per l’operato presidenziale: una massiccia vittoria repubblicana non sarebbe un bel segnale per l’inquilino della Casa Bianca.
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Festa del 2 giugno: stavolta lo ’scandalo’ sta nella celebrazione di Varese con Maroni e la gatta di Gino Paoli in sottofondo. Qualche anno fa si discusse invece del premier che si massaggiava le parti basse durante la parata. Qui patta ci cova
Gli americani difendono Israele dopo il blitz letale e l’Italietta stracciona si adegua. Naturalmente la Turchia si inalbera e lo scenario in Medio Oriente va degenerando rapidamente. Obama intanto balbetta confuso. Spara Gazate
Il Giornale di famiglia oggi oppone l’indole di un Tremonti “surgelato” a quella di un Berlusconi gioviale e aperto. Tuttavia il Cav sembra non poter fare a meno del suo “genio” al Tesoro. Mi findus di te
Il Fini che ostacola il capo del governo, che controcanta e fa la fronda. Poi compare il suo sosia mansueto, che si accoda e giura fedeltà al sultano. Due figure che si alternano come in un famoso film di Benigni. Johnny Bocchino
“Tappate quel maledetto buco!!”. Chi l’ha detto? 1) Obama a proposito della falla sottomarina da cui fuoriesce il petrolio Bp; 2) Tremonti parlando dello stato dei conti pubblici italiani; 3) Mauro Masi in merito alla bocca di Santoro. Rai-ge against the machine
Abolizione delle province? Dopo il solito teatrino, il Cav dice no: al Sud la cosa andava giù a pochi e folle oceaniche si preparavano a forti proteste. Vibo Violenza
Con la benedizione di Confindustria, la manovra bastona soltanto i travet pubblici. Resistono vecchi cliché fantozziani secondo cui lo statale è fannullone, ipocrita, laido e profittatore? Gran Cav. e Trem. Lup. Mann. Figl. di Putt.
La scure del governo, anzi l’ale-mannaia, si abbatte anche sull’Urbe. Si riducono i trasferimenti per Roma Capitale (capitale, come la pena) e si pensa a una tassa da 10 euro per i turisti che dormiranno negli alberghi romani. Il gelo in una stanza
Non c’è pace tra le due Coree. Nonostante siano passati sessant’anni dalla guerra civile che ha spaccato in due il Paese, la tensione tra Seul e Pyongyang è di nuovo ai livelli di guardia. Il regime del dittatore comunista Kim Jong Il ha dato l’ordine di massima allerta alle truppe, intimando di essere “pronti a combattere se attaccati”.
Obama ha ribadito il totale appoggio degli Stati Uniti a Seul, che ieri ha varato pesanti sanzioni nei confronti del Nord, con tanto di chiusura degli scambi commerciali e l’interdizione delle proprie acque territoriali alle imbarcazioni nordcoreane.
Ad accendere la miccia è stata l’affondamento, lo scorso marzo, della corvetta militare sudcoreana Cheonan, che ha causato la morte di quarantasei militari; Seul ha accusato la marina nordcoreana di aver colpito l’imbarcazione con un missile, anche se il regime di Pyongyang ha drasticamente negato ogni responsabilità in merito.
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La politica, si sa, si sposta dalla piazza alla tv e, sempre di più, dalla tv al web. Lo sa oramai anche Silvio Berlusconi che è pronto per il gran salto nei social network.
A giorni, anche il Premier sarà su Facebook, con una propria pagina e una prima audio intervista. Sconfitta, quindi, la linea anti Internet, rappresentata dal presidente del Senato Schifani per cui: “Facebook è più pericoloso dei gruppi anni Settanta”.
Invece il Cavaliere adesso vuole parlare “direttamente” alla gente.
Il primo passo, a dire il vero, non promette bene: sullo spazio/test aperto nel sito ForzaSilvio.it sono giunte in 36 ore 8703 domande, e solo 20 hanno avuto l’onore di una risposta. Forse non si è ancora capito che il web è fuori dalle regole delle “veline”, delle selezioni fatte dai direttori e redattori compiacenti, dalla censura.
Il “2.0” è l’opposto del modello della tv berlusconiana: è “democratico”, chiunque può domandare e a tutti va data risposta. Obama docet.
Il presidente Usa ha 8.269.481 fan su Facebook, 3.948.145 followers su Twitter, 23.035.992 visualizzazioni del Canale su You Tube. E ad ogni domanda segue … risposta.
Silvio, capito? Il Web non è il partito del “predellino”, ideato, costruito, gestito ad uso e consumo del “padrone” e della sua cricca. Per fortuna.
Con la fiducia in “picchiata”, adesso Berlusconi si attacca al web…