Sono passati esattamente dieci anni dall’inizio della guerra in Afghanistan. E’ un decennale che non viene nè celebrato nè ricordato dai media mainstream - come invece occorso per quello dell’11 settembre. Era il 7 ottobre 2011 quando George Bush pronunciò le parole
Full warning has been given. For those nations that stand with the terrorists, there will be a heavy price.
(ovvero: Sono stati dati ampi avvertimenti. Per quelle nazioni che collaborano coi terroristi ci sarà un duro prezzo da pagare), iniziando dunque la guerra al terrore. Una guerra evidentemente non ancora finita, di cui si parla con grande difficoltà. Sommersa e affossata dal concetto di notiziabilità. In Italia, per esempio, se ne parla solo quando c’è un ferimento, un rapimento, una morte che riguarda connazionali.
Eppure bisognerebbe riferirne in maniera completa e puntuale - per quanto si possa farlo, quanto si racconta di zone di guerra. A cominciare dai decessi provocati dal conflitto.

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Chiusa la “pratica” Osama bin Laden, è finita la guerra al terrore? Naturalmente no. Essersi sbarazzati simbolicamente di un leader come Osama bin Laden ha aperto la strada a molti successori. Quello ufficiale, dal 15 giugno scorso, è il medico egiziano Ayman al-Zawahiri. Ma non è solo: un altro nome da tenere d’occhio è quello di Anwar al-Awlaki.
Meno noto di al-Zawahiri, ha molto in comune con Osama bin Laden. È un eroe - negativo - dei due mondi proprio come il terrorista più famoso della storia: è nato, ha vissuto e studiato in America, è stato a stretto contatto con l’occidente, e lo conosce bene. Ha vissuto anche nel Regno Unito. Prima di volerlo spazzare via dalla terra, ha imparato a conoscere bene il suo nemico.
Soprattutto, ha permesso un salto in avanti alla strategia di comunicazione di Al-Qaeda. Molto attivo sul web, si è visto chiudere un blog e spazzare via decine di video da Youtube, prontamente ricomparsi altrove. Ha anche scritto qualcosa di più classico, una guida. Più che una guida, un bignami. Si intitola “44 modi per aiutare la Jihad”.
Continua a leggere: Chi è Anwar al-Awlaki, il futuro di Al Qaeda
Povero Emiliuccio. Perché ce l’hanno tutti con Fede? E’ un vecchietto inoffensivo, buono e dolce. Cosa c’entra lui con questa storia della prostituzione a casa del premier? Lo trattano manco fosse un efferato boss mafioso. La meteoRiina
Un dossier raccoglie voci poco verificate, più o meno verificabili e comunque molto pesanti sulla gestione del Tg3 da parte della direttora di ferro, Bianca Berlinguer. Ne esce il ritratto professionale di una specie di Stalin in gonnella, una professionista che bracca i suoi sottoposti e non lascia loro scampo alcuno. Una vera bestia del giornalismo. Zanna…Bianca
Gli Stati Uniti accusano il Pakistan per la gestione del caso Bin Laden e ora chiedono a Islamabad di cambiare atteggiamento o di darsi una sveglia. Mujahi-drin!
Trovato del viagra naturale nel rifugio di Osama. Dalle caverne ai corpi cavernosi, dalla cintura del martirio al martirio sotto la cintura, lo sceicco del terrore aveva problemi di impotenza. Non si alza il (kami)kaze
La Difesa Usa, dopo 10 anni, fa suo Bin Laden. Quella italiana, nella persona del ministro La Russa, deve ancora scoprire chi è Lukashenko. L’altra sera a Ballarò il buon Ignazio sembrava essersi fatto un bicchierino. Situation rum
Pare che Simona Ventura abbia fiutato l’occasione televisiva del secolo e abbia contattato la figlia 12enne di Osama. Lo scopo? Reclutarla per un sensazionale reality. L’Islam dei famosi
Giovanni Brusca dice che la mafia interloquiva sia con la morente Prima repubblica sia con la nascente Seconda. Insomma, era tutto un magna magna. Il pentito parla al processo di Firenze e dopo toccherà ai Graviano: siamo solo all’antipasto. Giovanni bruschetta
Il ministro Meloni si scaglia sempre contro la casta, ma poi (così sembra) prende un volo di Stato per andare a fare campagna elettorale in Calabria. E c’è qualcuno che ancora abbocca alle chiacchiere… Vieni avanti, Crotone
Ieri vi ho riassunto i principali dubbi dei complottisti sulla morte di Osama Bin Laden, cercando di smontarli. La pistola fumante che chiuderebbe ogni speculazione però sarebbero delle foto dello “sceicco del terrore”, sia ucciso dopo l’azione dei Navy SEALs, sia dei funerali: la CIA dovrebbe diffonderle a breve.
Ma le diffondono o non le diffondono? E quali diffondono? Leon Panetta, uno che dovrebbe sapere quello che dice visto che è a capo della CIA, ieri spiegava alla NBC che
“Il governo ha discusso delle modalità più opportuna per farlo, ma senza dubbio posso dire che almeno una fotografia verrà diffusa pubblicamente (…) ovviamente ho visto quelle foto, le abbiamo analizzate, e non ci sono dubbi che si tratti di Bin Laden”
Si legge qualcosa in inglese su TPM, per esempio. Ma già oggi escono cose diverse…
Continua a leggere: Osama Bin Laden è morto e le foto del blitz arriveranno a breve
Risuona ancora quel solenne “justice has been done” di Barack Obama. Giustizia è fatta, Osama è stato ucciso (o così pare). Qualche perplessità resta sulla sepoltura in mare, così rapida e ‘discreta’. Sconcerto da parte di Daniela Santanchè: “Avrei voluto guardare quel criminale negli occhi e sventolargli sotto il naso il mio dito medio!”. Giustizia è ri-fatta
Ora si cercano i segreti di al Qaeda nei cinque computer di Bin Laden. Sembra che lo sceicco del terrore fosse un affezionato visitatore di Dagospia. Poi gli hanno tagliato internet e allora preparava le strategie militari giocando a Pinball. Molto cliccati su Youtube i suoi video girati nell’orto del compound. Vanno Aruba
L’importante, come si dice, è essere consapevoli dei propri limiti. Luciano Sardelli, ineffabile, spiega: “Io sono un ossimoro, esisto ma potrei non esistere”. E’ vero, non ci sono più gli statisti di una volta. Aldo (ossi)Moro
Proseguono i balletti di Vittorio Sgarbi. Prima si ri-dimette dal ruolo di curatore del Padiglione Italia della Biennale. Poi ritira le nuove dimissioni e dice: “Berlusconi mi ha promesso un impegno diretto per il reperimento dei fondi”. Intanto prosegue lo scontro con il ministro Galan. Come direbbe il buon Ricucci: “E’ facile fare il frocio con il culo degli altri”. Bi-anale di Venezia
Osama Bin Laden è stato ucciso da un commando di Navy SEALs: questa la versione ufficiale, quando ormai era passato un decennio dall’undici settembre 2001, l’anno delle Torri Gemelle e in cui si intensificò - eufemismo - la caccia allo “sceicco del terrore”, già da prima nella lista dei most wanted.
Perché sono sorti tanti dubbi - vedremo di smontarli uno per uno dopo il salto - sulla sorte di Bin Laden? Perché molti credono che il terrorista saudita sia o ancora vivo, oppure deceduto anni fa? Forse perché l’operazione effettivamente ha molti lati di difficile comprensione.
Primo: perché uccidere Bin Laden, non era meglio catturarlo e interrogarlo? Poi, perché disfarsi del cadavere in mare? E poi molti altri. Ad appesantire con una cappa di falso: la foto tarocca diffusa dalla tv pakistana nelle ore immediatamente successive al blitz, rilanciata da qualunque media mainstream del pianeta e finita in home page ovunque.
Continua a leggere: Osama Bin Laden non è morto: tutti i dubbi dei complottisti
Dopo aver stanato Osama, adesso la Cia ha nel mirino un altro celebre ‘desaparecido’: Daniele Capezzone. Secondo fonti di intelligence, sarebbe barricato in una dependance di Villa San Martino, ad Arcore. Ma ormai avrebbe le ore contate. Pakistanco
Dichiarazione solenne di Scilipoti sulla morte dello sceicco del terrore: “E’ un grande giorno anche per tutto il mondo della medicina naturale”. Bin Laiden
Gli 007 adesso considerano quasi certa una ritorsione di al Qaeda. Ma sotto quale forma potrebbe manifestarsi? Un attentato kamikaze di tipo tradizionale? Un attacco batteriologico? O un raddoppio dell’appuntamento tv con Giuliano Ferrara? No-fly (pan)zone
Svelato un altro pizzino di Ciancimino Jr. in cui si sotiene che Bin Laden era il fantomatico “signor Franco”, misteriosa figura di collegamento tra lo Stato, la mafia e Don Vito. Bush-etta