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Tutti gli articoli con tag PDL

Berlusconi, Casini, Bersani: chi fa il gioco delle tre carte?

pubblicato da il passator cortese

A Silvio Berlusconi, si sa, la fantasia non manca. Adesso, per rincuorare i suoi e cercare di fermare i buoi che scappano dalla stalla (leggi Pdl in caduta libera nei sondaggi) lancia l’allarme: “Il Pd vuole fare cadere Monti e andare a votare in Ottobre. Bisogna fare il fronte unico dei moderati, altrimenti vince la sinistra”.

Il Cav usa il vecchio metodo del “chi mena per primo mena due volte”.

Tant’è che tocca a Bersani replicare: “Il Pd mantiene la parola e quindi vuole sostenere il governo Monti fino alla scadenza naturale della legislatura, cioè nel 2013. Se Berlusconi ha problemi lui, lo dica ma mi consenta di lasciare a me la parola sul Pd”. “Vedo – prosegue il segretario del Pd – certamente un po’ di disagio sull’altro fronte, soprattutto perché da quel lato non funziona il tentativo di mettersi al riparo dalla vicenda Monti per non pagare dazio. Ma molti ricordano che Monti non è venuto dopo i partiti, Monti è venuto dopo Berlusconi dovendosi caricare lui, e un po’ anche noi, delle difficoltà che ha trovato”.

E su una eventuale vittoria del centrosinistra temuta da Berlusconi, Bersani ironizza: “Per lui quel rischio lì c’è”. “Guardiamo cosa succede in Europa – conclude – è ormai chiaro quale sarà il terreno di sfida che noi abbiamo intuito da tempo: avanzeranno i progressisti e i moderati per dare risposte saldamente istituzionali alla crisi”.

Tutto bene, dunque per il Pd? Forse sì, forse no. Col Pdl alla frutta, con la Lega nel pozzo nero degli scandali, con Formigoni con l’acqua alla gola ecc., se si andasse presto a votare il centrodestra si squaglierebbe. Ecco perché Berlusconi finge di appoggiare Monti: vuole rinviare il redde rationem. Ed ecco perché, mettendo le mani avanti, cerca di accalappiare Casini, con il Terzo Polo e zone limitrofe.

A questo punto sorge il dubbio: e se Pierferdy facesse il solito pesce in barile e, al di là delle parole, puntasse davvero alle elezioni anticipate per diventare il jolly decisivo fra le parti?

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Ore 12 Astensionismo al 40%? "Chissenefrega!" rispondono i partiti. Ecco come non farsi fregare ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI leader dei partiti “fingono” di essere preoccupati della minaccia degli elettori di disertare le urne. Il 40% non andranno a votare nel 2013? Chissenefrega! Questa è la risposta dei partiti.

Il motivo ? Semplice. Anche se a votare andrà solo il 60% degli aventi diritto, comunque le liste votate (cioè i partiti) occuperanno il 100 per cento dei seggi in Parlamento. Capito?

Come chiamarla, se non una truffa bella e buona a danno di milioni di italiani che non vogliono essere obbligati a mandar giù questa “minestra” imposta da una risicata “maggioranza” che dà tutto il potere a partiti “minoritari”?

Oggi Paolo Flores D’Arcais sul Fatto fa una proposta: “Se a votare vanno i due terzi degli aventi diritto solo i due terzi dei seggi verranno distribuiti tra le liste in competizione; il restante terzo verrà distribuito per sorteggio tra i cittadini che non si sono recati alle urne”. Scandaloso?

Il sorteggio era parte integrante della democrazia ateniese e tutt’ora è asse portante negli USA nella formazione delle giurie nei tribunali che decidono persino la vita e la morte degli accusati. Bisogna stanare i partiti e non farsi incantare dal loro “pianto di coccodrillo”.

Prosegue D’Arcais: “A loro (ai partiti ndr) l’astensionismo va benissimo se non intacca la percentuale delle cadreghe da occupare in Parlamento”. Già. Allora?

Perché non fare di questa riforma il cavallo di battaglia di un movimento di opinione trasversale che si formi con il tam tam della rete e si ramifichi nel territorio? I vecchi contadini facevano crescere il pagliaio attorno a un asse nudo piantato nell’aia.

Perché non provarci e far crescere la nostra democrazia malandata?

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Ore 12 - Bersani guarda a Parigi. E a Roma i "centristi" preparano la trappola per il Pd

pubblicato da Massimo Falcioni

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Gli ultimi annunci sulla nascita di nuovi partiti fatti da Casini e da Alfano (più Pisanu, Montezemolo ecc.) vengono collocati nell’area del marketing elettorale, bollati per lo più come operazioni di “ripackaging di ceto politico, magari con qualche innesto tecnico, senza programma credibile”.

Ma nel Pdl e, soprattutto nel Pd, tira una brutta aria. Anche perché non si capisce bene cosa succederà quando le fibrillazioni in corso nei tre poli e (fuori) troveranno un sbocco politico.

Per le elezioni politiche girano sondaggi da tsunami: Pdl sul 15%, Pd 18%, Sel-Idv-5 Stelle sul 20%, Partito della Nazione e Listone Civico nazionale (partito dei tecnici) sul 35-40! Insomma, il gran movimento in corso al “centro” può deflagrare in un vero e proprio terremoto elettorale da sconquassare il quadro politico.

Il più preoccupato (e indeciso) appare Pier Luigi Bersani. Dalle urne francesi potrebbe giungere la spinta definitiva per collocare il Pd (finalmente?) sulla sponda socialdemocratica o progressista europea. In quel caso una alleanza di “sinistra” potrebbe però portare il Pd a perdere le elezioni, avendo di fronte, contrapposti, l’alleanza dei centristi, con numeri in grado di raggiungere la maggioranza.

Fantapolitica? Forse. Ma il Pd deve decidersi sul che fare e bruciare i tempi. Altrimenti si consuma come una candela e a Bersani non resta in mano che un mozzicone.

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Burlesquoni, arieccolo!

pubblicato da Massimo Falcioni

Fa proprio ridere, il Cav “Burlesquoni”. Ma dietro la maschera consumata e grottesca c’è il Cav di sempre, pronto – l’annuncio è del fedele Angelino Alfano - a mandare in scena un nuovo “coupe de theatre”.

Poco conta se il Cav sarà sotto i riflettori in prima persona: di certo sarà ancora lui e solo lui a tirare le fila dell’ennesima trovata utile solo a se stesso.

Dal Predellino al Predellone il passo è breve. Chi credeva a un Berlusconi “pensionato” di lusso, dovrà ricredersi. Berlusconi c’è e ci sarà. Avere negato per anni la crisi e avere ridotto l’Italia in braghe di tela non conta, acqua passata. Conta il futuro. Quale futuro? Ovvio, fermare la sinistra e i comunisti, la cui ombra lunga si staglia fino a lambire Palazzo Chigi.

Altrettanto ovvio che nel Pd c’è sempre qualche “furbo” che fa da sponda alle velleità del Cav. lanciando l’idea delle elezioni politiche anticipate per il prossimo ottobre.

“È ben poco verosimile – scrive oggi sul Sole 24 Ore Stefano Folli - e sembra funzionale al desiderio dell’ex premier di mantenere il controllo della vasta area d’opinione che per anni ha sostenuto il Pdl e oggi appare frastornata, in cerca di nuove strade. Uno scenario pre-elettorale, benché fittizio, serve a restituire compattezza a quel mondo, riducendo lo spazio di manovra dei “terzopolisti”.

Ecco perché Monti non fa un passo avanti sulle riforme. I partiti hanno altro da fare. Smontare e rimontare i partiti e l’attuale quadro politico è bene. Altra cosa è cambiare solo l’insegna della propria bottega lasciando negli scaffali la vecchia mercanzia tarlata e dietro il banco i vecchi mercanti “predatori”.

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Alfano: "Da me e Silvio presto il grande annuncio". Emigrano?

pubblicato da il passator cortese

Quando il 4 ottobre 1957 l’URSS lanciò lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, il governo americano chiese ai cittadini di spegnere luci e motori per ascoltare il bip bip proveniente dallo spazio.

Stavolta si fermerà il mondo. Tutti con le antenne alzate per ascoltare l’annuncio del … secolo che farà, urbi et orbi, … Angelino Alfano. Il segretario del Pdl, rispondendo a una domanda sul documento di Beppe Pisanu, che invita ad andare oltre il Popolo delle libertà, ha risposto: «ieri ho parlato con Berlusconi. Subito dopo i ballottaggi amministrativi annunceremo la più grossa novità della politica italiana».

A detta di Alfano - imboccato dal Cav - si tratta di una iniziativa «che cambierà il corso della politica in Italia e sarà accompagnata dalla più innovativa campagna elettorale che il nostro Paese abbia conosciuto dalla discesa in campo di Berlusconi a questa parte».

Carri armati o carri di carnevale?

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Ore 12 - Pdl caos, oggi Pisanu (con 30 senatori) spacca il partito. Berlusconi fra due fuochi. Alfano nella graticola

pubblicato da Massimo Falcioni

altroRombano i motori nell’area centrista. Ma c’è il rischio del surriscaldamento perché nessuno (ancora) si muove, non sapendo dove andare.

Pier Ferdinando Casini è pronto a varare il Partito della Nazione, imbarcando ministri dell’attuale governo, certo del loro valore aggiunto. Più cauto, forse più disorientato, è Silvio Berlusconi, preoccupato per l’annunciata debacle elettorale di maggio e ancor di più per le due anime del Pdl, l’un contro l’altra armate e decise al “redde rationem”.

Il Cav sa che il Pdl ha esaurito la propria funzione e si sta consumando come una candela. Da una parte c’è chi chiede lo scioglimento del partito per costruire un’altra area moderata e superare l’attuale quadro politico. Proprio oggi, 30 senatori del Pdl guidati dall’ex democristiano Beppe Pisanu dissotterreranno l’ascia di guerra e consumeranno lo strappo: basta col Pdl e con gli ex An, appoggio incondizionato a Monti, subito nuovo partito “democratico” di “salvezza nazionale” con dentro l’ex Forza Italia, il Terzo Polo, gli ex Popolari del Pd, insomma la tanto … “attesa” nuova DC, o meglio, il PPE italiano.

Dall’altra parte, i duri e puri legati a Berlusconi (ex An in primis), pronti allo strappo con Monti, decisi a rilanciare una politica oltranzista e di rottura, tutta orientata a destra. Angelino Alfano, sempre più nudo e crudo, cuoce a fuoco lento. Dopo le amministrative deciderà il Cav.

E se i buoi fossero già tutti scappati?

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: casini. Voto 4- Il leader centrista annuncia: “Faccio il Partito della Nazione con i tecnici di Monti”. Domanda: “Anche con il ministro Passera?”. Risposta: “E chi lo sa…”. E il Pdl minaccia di fare saltare l’esecutivo dei prof. Intanto alle amministrative l’Udc si allea in 35 comuni con il PDL e in 36 col PD. Non si sa mai.

Silvio Berlusconi: casino. Voto 3- L’ex ministro Scajola rivela: “Berlusconi regista di un partito nuovo”. L’idea del Cav è quella di ripensare il Pdl in un partito nuovo e vivo che possa portare in parlamento quella spinta modernizzatrice di cui il Paese ha seriamente bisogno. Il “ghe pensi mi” vuole “Ricominciare dalla politica”. Sì, quella del bunga bunga.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: barricadiero. Voto 4- Sulla strada accidentata di Mario Monti scoppia il caso “beauty contest”, con il Pdl sulle barricate per l’emendamento del governo che mette all’asta le frequenze tv. Il Cav comanda, Angelino obbedisce, Mediaset incassa, gli italiani pagano. Basta trucchetti! Prof, da che parte stai?

Beppe Grillo: giustiziere. Voto 3- Il leader di “5 stelle” vola sopra il 7% e minaccia i partiti: “Ci vuole un nuovo processo di Norimberga. Si tirerà a sorte una giuria di cittadini incensurati e determineremo come farci ridare tutti i soldi che hanno rubato e come indirizzarli a qualche lavoro sociale”. Chiodo scaccia chiodo.

Ore 12 - Rosi Mauro fra gioielli (veri) e falsi (Sinpa). Il sindacato padano "inventato". L'arte dell'antipolitica ...

pubblicato da Massimo Falcioni

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La “furbata” di Silvio Berlusconi fu quella di usare l’arma dell’antipolitica per fare la propria politica, cioè quella dei propri interessi. B&B puntarono a distruggere i “veri” partiti per impiantare i finti partiti personali-padronali, occupando le istituzioni con deputati nominati e facendo eleggere ovunque gente di poca professionalità e dubbia moralità.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Anche se è doveroso aggiungere che responsabilità e colpe hanno avuto e hanno i partiti di sinistra e quelli di centro-sinistra emulando per anni il gioco del Cav.

I governi di centro-destra hanno poi fatto di tutto per dividere le tre storiche confederazioni sindacali, con l’obiettivo di annientare la Cgil, forte di oltre 5 milioni di iscritti, organizzazione non certo priva di pecche. Così Pdl, Lega, cricche amiche hanno anche alimentato (in tutti i modi, specie con i media e ingenti finanziamenti) sindacati di comodo, organizzazioni inventate di sana pianta.

La cronaca ci dice oggi che con i soldi della Lega Rosi Mauro, Stiffoni e Belsito, avrebbero acquistato diamanti per circa mezzo miliardo di euro. Chi era Rosi Mauro prima di sedere al Pirellone? Era la “capa” del Sinpa, sindacato padano: 350 mila iscritti dichiarati ma sconosciuto in tutta la Lombardia e in tutta Italia. Un sindacato pressochè inesistente, ma sempre invitato ai tavoli regionali di trattativa dal governatore Formigoni e a quelli nazionali dall’allora ministro Sacconi.

Chiaro? A quando una bella ramazzata anche in Italia?

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Malapolitica, il Sen. Sergio De Gregorio "lautamente pagato per passare dall'Idv al Pdl"

pubblicato da il passator cortese

Questa è una di quelle losche storie all’italiana che fanno capire che in politica non sono tutti uguali ma che la pianta della politica Made in Italy produce frutti bacati e anche avvelenati. Sotto i riflettori un “figuro” quale Sergio De Gregorio, il cui passaggio dall’Idv, partito nel quale fu eletto la prima volta nel 2006, al centro destra, fu «lautamente remunerato».

Lo rivela ai pm napoletani il commercialista del senatore, Andrea Vetromile, ascoltato il 29 febbraio scorso quest’anno come persona informata dei fatti. «Fu Lavitola che accreditò De Gregorio presso Berlusconi - dice - De Gregorio è ex socialista come Lavitola».

Alla presidenza del Senato è arrivato l’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il senatore del Pdl: è accusato, nell’inchiesta su Valter Lavitola, di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria. Gli atti entro 48 ore saranno trasmessi alla Giunta delle Immunità.

Stando alla ricostruzione di Vetromile il senatore avrebbe dovuto candidarsi nel 2005 nelle liste di Forza Italia, ma Fulvio Martusciello, «che non lo vedeva di buon occhio, riuscì a farlo escludere». De Gregorio si candidò con Di Pietro e fu eletto con circa 80mila voti. «Una volta eletto passò nelle fila del centro destra - spiega Vetromile - ebbene fu proprio Lavitola, forte dei suoi rapporti personali con Berlusconi, che concretizzò questo accordo. Sentivo Lavitola che caldeggiava l’operazione di passaggio…voglio precisare anche che l’accordo del passaggio venne così lautamente renumerato … (omissis). Anche il Lavitola come De Gregorio doveva traghettare quanti più parlamentari possibili dal centrosinistra al centrodestra». Il verbale, con diversi omissis, è riportato nell’ordinanza di custodia notificata oggi.

Sono questi i personaggi chiamati “onorevoli” e lautamente pagati dal popolo italiano?

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