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Tutti gli articoli con tag Partito Democratico Walter Veltroni

Rutelli sempre più insofferente verso gli ex Ds. Aria di scissione nel Pd?

pubblicato da paganini


Il Partito democratico continua a navigare in cattive acque e Francesco Rutelli non esita a iniziare a dissertare di scissione della componente centrista.

Delle irresistibili tendenze scissionistiche della sinistra abbiamo già detto. Adesso anche nel Pd si inizia a parlare di divorzio, a causa del ruolo, a loro dire marginale, riservato ai centristi della ex Margherita, che non vogliono cioè morire da «indipendenti di centro» in una forza egemonizzata dagli ex Ds.

L’ultima goccia del proverbiale vaso sarebbero state la parole con cui D’Alema ha designato Bersani quale possibile successore di Veltroni: quindi ancora una guida “di sinistra” per il Pd, mentre i margheriti sarebbero relegati ad un ruolo marginale dagli ex pci – pds - ds.

Rutelli non esita a criticare un partito che fa fatica su tutto, fatica a parlare con il Paese, e si rifugia magari nelle piazze, negli slogan, oppure dietro la Cgil. O ancora nel laicismo e a profilare l’ipotesi scissione proprio mentre in Sardegna le urne sono aperte e gli elettori del Partito democratico avrebbero bisogno di qualche certezza più che di fosche previsioni di tempesta…

Pd Day: la manifestazione del 25 ottobre vista dalla blogosfera. Tolleranza Zoro

pubblicato da Luca Landoni

Il giorno dopo la manifestazione di piazza del 25 ottobre, che secondo le stime del Pd avrebbe raccolto due milioni di persone, mentre la Questura ne ha stimate 200.000, torniamo sullo spassoso siparietto realizzato dal famoso blogger Zoro. Molti di voi lo avranno visto venerdì sera nel corso di Parla con Me, la trasmissione condotta da Serena Dandini in onda su Rai3 da martedì a venerdì in seconda serata, che trovate qui presentata dai colleghi di TvBlog.

Lo spazio si chiama molto opportunamente Tolleranza Zoro, mentre il titolo del filmato è Come d’autunno. Citando il blog La Z di Zoro:

Quattro mesi sono tanti, possono succedere un sacco di cose.
Assemblee difficili da raggiungere, prenotazioni di piazza, vittorie morali, sconfitte immorali, correnti camuffate, associazioni palesi, tessere da pagare, fondazioni necessarie, tessere che non ci sono, feste da ribattezzare, nomi russi, compagne scafate, giustizialisti, garantisti, comunisti, petizioni, gazebo, arresti, astensioni, preferenze, occasioni mancate di fatto, divani, salvataggi, scuole, fare finta, manifestazioni possibili, manifestazioni da fare, e un altro divano.
Tutto questo, in sintesi, nella nuova puntata di Tolleranza Zoro, che è appena andato in onda su Rai 3, a Parla con me.
Buona visione.

E buon divertimento anche da noi, con la promessa di citare Parla con me anche in futuro, stavolta contro il governo. Dio sa quanto abbiamo bisogno di una trasmissione di satira davvero bipartisan.

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Veltroni a Bologna: il clima sta cambiando, il governo Berlusconi ha fallito

pubblicato da Bruno Marino

Dal nostro inviato

La sala dibattiti centrale della festa dell’Unità è gremita in ogni ordine di posto, direbbe qualche telecronista sportivo. Veltroni arriva alle 20:45. Dopo un giro nei ristoranti vicini, entra nella sala dibattiti. Quasi tuti si alzano in piedi e scatta un prolungato applauso. Poi inizia l’intervista: Veltroni, dopo gli iniziali auguri di buon lavoro alla de Gregorio, dice che le cose, per il PD, stanno andando bene. Il clima è cambiato, c’è la sensazione che si voglia voltare pagina. E le parole novità, speranza, futuro sono come sempre un cavallo di battaglia del segretario democratico.

Alla domanda del direttore dell’Unità sulla “nostalgia del futuro”, vale a dire sulla paura che si ha quando si pensa al domani, Veltroni risponde sostenendo che da tempo il centrosinistra riformista non è maggioranza nel paese. A ben vedere, sottolinea, non lo è stato neanche nel 1996 e nel 2006. Però il PD ha avuto, unico tra i partiti estranei alla destra di Berlusconi, un successo elettorale considerevole: un partito riformista del 34 % è qualcosa di straordinario. Anche se la sinistra italiana è spesso simile a Tafazzi.

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Live dalla Festa dell'Unità di Bologna: aspettando Veltroni

pubblicato da Bruno Marino

Dal nostro inviato

Caldo e pioggia. Il tempo che mi accoglie al Parco Nord, alla festa dell’Unità a Bologna, non è dei migliori, ma si sa, nella rossa e dotta città Settembre è un mese pazzo.

E’ la prima volta che partecipo ad una festa dell’Unità, e l’impressione, appena varcato il cancello, è di assoluto disorientamento. Accanto a gazebo del partito, bar, osterie tipiche, trovo vasti stand di case automobilistiche straniere. Auto di media e piccola cilindrata accanto ai manifesti del partito sul tesseramento 2008-2009 (croce e delizia della dirigenza democratica), sulla riforma Gelmini, sui fallimenti del governo Berlusconi.

Un patchwork post ideologico? Un tentativo di ringiovanire la festa? O la necessità, divenuta più impellente dopo la fine del PCI, di trovare sponsor capaci di finanziare, almeno in parte, la grande kermesse?

Il Parco Nord è ancora semi deserto, ma in fondo è ancora presto e l’evento principale del giorno, l’intervista di Concita de Gregorio a Walter Veltroni, inizierà alle 21. I pochi visitatori e militanti che incontro sembrano sereni e rilassati. Tuttavia l’aria che si respira alla festa è assolutamente limpida: c’è bisogno che il segretario indichi la rotta da seguire, c’è bisogno di una guida, bisogna ripartire. Ormai mancano poche ore allo showdown di Veltroni. Stay tuned!

Foto: Andrea Sartorati da Flickr

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Stasera in TV: il ritorno di Ballarò

pubblicato da Luca Landoni

Stasera su Rai3 prende il via la nuova stagione di Ballarò. Per l’occasione il programma condotto da Giovanni Floris ha fatto le cose in grande, presentando il confronto tra due pezzi grossi della scena politica italiana: Massimo D’Alema e Giulio Tremonti.

Probabile dunque che il dibattito prenda una piega prevalentemente economica, almeno sul fronte del contrasto maggioranza-opposizione, mentre dal canto suo il leader del movimento Red potrebbe approfondire la sua proposta alternativa che nei giorni scorsi lo ha indotto a reclamare una posizione di maggior rilievo nella dirigenza del Partito Democratico.

Anche quest’anno la trasmissione sarà aperta dalla copertina satirica di Maurizio Crozza, mentre tra le rubriche si segnala il Viaggio in America di Andrea Salvadore, alla scoperta degli aspetti più curiosi e nascosti della campagna elettorale americana. Come sempre lo spazio dei commenti sarà a disposizione per discutere della trasmissione. Appuntamento alle ore 21.05.

Berlusconi contro la magistratura. Ma perché siamo arrivati a tanto?

pubblicato da Luca Landoni

Un mese mezzo or sono il centro-destra usciva trionfatore dalle elezioni con percentuali bulgare. La sinistra comunista che tanto aveva fatto per distruggere ogni iniziativa del governo Prodi si vedeva ripagata con la cancellazione dal Parlamento, mentre il centro-sinistra subiva un tracollo tale da annichilirlo e togliergli ogni velleità, al punto che nelle prime settimane ci si domandava che fine avessero fatto Veltroni e la sua neonata creatura.

Berlusconi beneficiava del nuovo clima di apparente collaborazione (in realtà dovuto alla scarsità numerica dell’opposizione) procedendo spedito e varando a stretto giro di posta un decreto fiscale, uno per la sicurezza e una proposta concreta per risolvere l’annosa emergenza rifiuti in Campania. Questo il quadro idilliaco (dal punto di vista governativo) che si presentava alla vigilia del Lodo Alfano.

In questo contesto si inserisce il primo progetto blocca-processi, che tra gli altri avrebbe la conseguenza di rinviare di un anno quello che riguarda il premier. L’opposizione, come sempre guidata dall’ultrà antiberlusconiano Di Pietro, coglie l’occasione al volo e solleva un polverone spaventoso cambiando completamente linea politica con la prima sterzata azionista del Partito Democratico. La domanda che dobbiamo porci dunque è la seguente: perché Berlusconi ha voluto distruggere il clima da luna di miele che favoriva l’ondata di riforme in fieri per riaprire la vecchia e probabilmente irrisolvibile polemica personale con la giustizia?

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Ore 12 - Ingorgo Pd: la ressa delle correnti

pubblicato da Massimo Falcioni

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C’è ressa attorno al Pd. Che avete capito? Non è la fila ai gazebo delle primarie. Né la spinta del popolo “democrat” che, visto il gran ritorno del “Caimano”, bussa alle porte delle sezioni (o dei circoli o come cavolo le chiamano adesso) per chiedere la tessera di iscrizione del partito di Veltroni.

No. L’ingorgo è dato dal brulicare e dal rincorrersi delle correnti interne, definite eufemisticamente “associazioni” culturali, pensatoi. D’Alema, la sua, (ma non bastava Italianieuropei?) l’ha battezzata “Red”, a supporto di “Riformisti e democratici”. E Baffino presenta la nuova creatura (toh, guarda che combinazione!) proprio mentre il leader Veltroni è costretto a difendersi in conferenza stampa sul buco del (suo) bilancio che affonda il comune di Roma. Tanto per capire che uno sta da una parte e uno sta da un’altra parte.

Non si muove solo la prima fila. Giovanna Melandri ci prova con “Andare controcorrente”, dato che nessuno parla più di lei, l’ex ministra prova a mettere insieme un pugno di ex compagni trombati e a rischio estinzione. Giovanna alza la sua voce per chiedere le primarie in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee. Convinta che la base tifi per lei e per quelli come lei. E’ l’ultimo treno.

E gli ex margheritini? Il cattolico Enrico Letta già la prossima settimana a Piacenza nel Festival delle idee, risponde con “Associazione 360°” . Marini finge disinteresse ma sta scaldando i motori. La parola d’ordine è “smarcarsi”.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il ministro-arciere scocca la freccia e scrocca un miliardo ai ricchi petrolieri di Fottingham. Però ne distribuisce solo la metà ai poveri affamati in cerca di pasta e burro. Dove finiranno gli altri 500milioni? Frate Tac-cheggio

Continua la saga tragicomica degli esami di (im)maturità. Dopo gli errori sulle tracce del tema, ecco strafalcioni incredibili nel compito di inglese. Pare che gli illuminati tecnici del Miur (le prove erano state approntate con Fioroni ancora in carica) siano stati coadiuvati dagli esperti dell’ex ministro ai Beni culturali, un politico cui tutti riconoscono una padronanza assoluta della lingua di Shakespeare: Francesco Rutelli. “Pliz, visit itali. Bat visit uebsait”

Il governo sta elaborando le prime tempestive risposte alla crisi della pesca. Proprio oggi dovrebbe essere licenziato dal Consiglio dei sinistri un decreto ad hoc. Intanto il premier parabolato, in attesa di insegnare ai pescatori a camminare sulle acque per non consumare gasolio, ha promesso una misura specifica contro la diminuzione del pescato, un provvedimento degno del suo illustre predecessore: la moltiplicazione delle aragoste. L’Unto di paranza

E’ la domanda che tutta Italia in questo momento si sta ponendo. C’è gente che non ci dorme la notte, linguisti che studiano volumi e volumi, filologi che si rompono il capo sui testi più complessi. Il quesito che attanaglia il Paese è questo: cosa sarà mai il “drizzone”? Cosa avrà voluto dire il premier poeta usando questo termine in riferimento all’Unione europea? C’è chi pensa che il “drizzone” sia l’attrezzo sessuale di Borghezio, qualcun altro ha ipotizzato che possa trattarsi del pettine in carbonio usato dallo stesso Cavaliere Tricotico. Di certo si sa solo che dinnanzi alle turbolenze anti-europeiste dei suoi, Umberto Bossi avrebbe detto: “Il trattato di Lisbona va ratificato: se qualcuno protesta, gli faccio assaggiare il drizzone”. Sembra però che alla fine il ministro Mara Carfagna si sia proposta al Cavaliere Galattico: “Lascia fare a me, io so bene come dare un drizzone all’Europa”. Lis-bona

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Il Partito Democratico davanti alla svolta. Veltroni riapre il dialogo coi comunisti

pubblicato da Luca Landoni

Era nell’aria da tempo e mancava soltanto un pretesto, servito ora su un piatto d’argento dai cosiddetti emendamenti salva-Berlusconi. Walter Veltroni si trovava ormai completamente isolato nella sua posizione di dialogo col governo, e la sua poltrona già traballante è stata ulteriormente scossa dal rischio defezione degli ultimi fedelissimi Furio Colombo e Lidia Ravera, che hanno annunciato la loro adesione alla giornata per la giustizia patrocinata da Di Pietro e da Micromega.

Di fronte alla fuga di tutti i topolini dalla nave democratica, capitan Walter è stato costretto a violentare la propria personalità sollevando un polverone enorme per giustificare un cambio di rotta così repentino, e da ieri ha cominciato a incontrare i leader della sinistra, partendo da Franco Giordano (Rifondazione). Va detto che non sarà facile riannodare un rapporto uscito malconcio dalla comune esperienza di governo, ma Sir Walter porta con sè una dote luccicante per coloro che furono estromessi dal Parlamento: l’abolizione (o abbassamento) della quota di sbarramento già a partire dalle prossime europee. Un bottino irrinunciabile per i nipotini di Bertinotti.

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Il governo Mediaset, l'opposizione fantasma e il lifting berlusconiano

pubblicato da fc

“Gira e rigira il nano non è cambiato affatto, cura sempre gli interessi del governo. Il governo italiano? NO. Il governo della Repubblica italiana? NOOOO. Il governo mediaset? SI, può fare”. Si può fare dice Walter, se po fa dice il nano, entrambi dicono la stessa cosa e vogliono la stessa cosa”.
by Michael’s Vision

“Il britannico The Economist ci spiega perchè dire che Veltroni stia conducendo un’opposizione di stampo britannico è una grande incommensurabile str******: “The risk is that Italy may get not a shadow government, but a phantom opposition”".
by giusec&frienz

“Che cos’è che dicevamo? Berlusconi è cambiato, ora è un uomo di Stato, risolverà i nostri problemi, non è più quello del vecchio governo, dobbiamo dialogare… vero? Uhm, vediamo: salva Rete 4, mutui allungati, nuovo Lodo Schifani… sì, indubbiamente è cambiato. A modo suo certo. Ma io lo avevo detto che lui è esperto in lifting…”
by Innoxius

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