Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Partito Democratico Walter Veltroni

Ore 12- Dopo Napoli volano i consensi per il Governo. Arranca il Pd, senza bussola

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSi può essere d’accordo o no con le prime e forti decisioni prese ieri a Napoli dal Governo Berlusconi su “sicurezza” e “rifiuti”. Ma, di certo, non si può dire che non sia chiara la “linea” del nuovo esecutivo e non sia esplicito il messaggio agli italiani. Non a caso il governo vola nei consensi.

Si può dire altrettanto dell’azione del Partito democratico? No. Perché il governo “ombra” di Veltroni arranca, senza bussola, gioca di rimessa, deluso. E’impacciato, contorto, senza una visione e una proposta politica chiara ed efficace, privo di una strategia di lungo respiro. La questione è importante e non riguarda un singolo partito. Bensì l’opposizione. Cioè la democrazia di un Paese. Quindi interessa tutti.

Le “buone maniere” e il “dialogo” fra Veltroni e il Premier non sono sufficienti per fare una buona opposizione. I provvedimenti presi a Napoli su “sicurezza” e “emergenza rifiuti” dimostrano che Berlusconi non ha bisogno, per procedere, del supporto o dell’astensione benevola del Pd. Al Premier basta il forte mandato ricevuto dagli elettori.

Almeno in questa prima fase, è Antonio Di Pietro (alleato elettorale del Pd) a fare opposizione, all’insegna dell’intransigenza e dell’indignazione moralistica: che prende applausi dalla militanza (minoritaria) di sinistra ma non scalfisce il consenso del centrodestra. “L’opposizione dipietrista – come scrive Andrea Romano su La Stampa – può vivere di rendita e non ha bisogno, a differenza del Pd, di definire se stessa”.

Continua a leggere: Ore 12- Dopo Napoli volano i consensi per il Governo. Arranca il Pd, senza bussola

....
condividi 1 Commenti

Un'opposizione che si opponga, oppure no?

pubblicato da Bruno Marino

Si parla molto, in questi giorni, di “dialogo”, di “rapporto costruttivo tra maggioranza e opposizione”, di “riforme condivise per il bene del Paese”. Centrodestra e centrosinistra uniti per “fare fronte comune contro le emergenze”.

Il caso Travaglio (o, per meglio dire, il caso Schifani) è stato un buon esempio dei risultati di questo dialogo: maggioranza e opposizione che, salvo rare eccezioni (l’Italia dei Valori, Furio Colombo e pochi altri), sparano cannonate contro Marco Travaglio e Fabio Fazio.

Il caso è stato analizzato in lungo e in largo anche da noi, con vari articoli. Da cui emerge una sintonia molto alta tra governo e opposizione. O meglio, una presunta sintonia.

Continua a leggere: Un'opposizione che si opponga, oppure no?

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giampaolo Pansa: prof. Voto + 9. Il noto editorialista/scrittore “scomodo” alla sinistra tira ancora le orecchie ai capi del Pd: “Cazzo, ditelo una volta per tutte quello che è successo in quegli anni tremendi! Veltroni e D’Alema dovrebbero invitarmi al Loft per farmi tenere una lezione sul revisionismo intelligente. Solo così capirebbero perché la gente ancora non si fida di loro. Non si fida anche perché continuano a non dire la verità sulla Resistenza. Quando hanno capito che stavano perdendo le elezioni hanno rispolverato la retorica dell’antifascismo. Ma quale fascismo che torna!”. Pansa, inguaribile … “ottimista”!

Walter Veltroni: mambo. Voto – 9. Riportiamo dal “Riformista”. “Che le questioni principali per l’opposizione siano la Rai e la legge elettorale per le europee, poteva venire in mente solo a un gruppo dirigente di perdenti. Con il paese seduto, i campi rom bruciati, l’alpino ferito in Afghanistan, gli adolescenti che uccidono le ragazzine ecc, ci vengono a dire che il problema è impedire agli amici di Vendola di andare a Bruxelles e di garantire agli amici di Giulietti di fare carriera in Rai!”. Vai col mambo, Peppino Caldarola! Come non condividere? Ma, si sa, le sconfitte sono come le ciliegie: una tira l’altra. Alla prossima!

....
condividi 0 Commenti

D'Alema prova a smarcarsi da Veltroni: "Sto creando una nuova stuttura"

pubblicato da fc

Cosa abbia in mente Massimo D’Alema – a dire il vero – non è chiarissimo. Proviamo a capirlo insieme ripercorrendo, velocemente, l’intervista che ha rilasciato stamani a Maria Teresa Meli (come mai avrà “tradito” Massimo Giannini?) del Corriere della sera.

La notizia è racchiusa brillantemente nel titolo che prova a sintetizzare – seppur con molta difficoltà – il D’Alema pensiero: “Sto creando una nuova struttura legata al Pd ma aperta a tutti”. Attenzione! Ha detto “struttura”, non “partito”. Non travisate! Al termine del colloquio, infatti vi è anche una piccola lezione per chi – sicuramente - fraintenderà le sue parole: “La politica - ammonisce il leader Maximo - non si fa solo con i partiti”.

Massimo D’Alema spiega infatti che non ha voluto prender parte al governo ombra nonostante – sottolinea – Veltroni glielo abbia chiesto: “Penso di fare altro, di fare cose diverse ma utili”. Cosa?

Continua a leggere: D'Alema prova a smarcarsi da Veltroni: "Sto creando una nuova stuttura"

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

Leggi e commenta la Top News. Silvio Berlusconi brucia le tappe con il suo nuovo governo (oggi alle 17 giuramento di rito al Quirinale, mercoledì la fiducia alla Camera) e si appresta ad affrontare i problemi del Paese. Walter Veltroni alambicca con il suo “governo ombra”, (D’Alema: “io lì non ci entro”), litiga con Antonio Di Pietro, l’unico alleato in campo, tiene il Pd a bagnomaria.

Intanto fanno discutere le dichiarazioni degli ex presidenti Scalfaro e Cossiga: “Con questa legge elettorale non esiste nessun deputato né senatore eletti dal popolo italiano. Una legge che non ha nessuna parentela con il sistema democratico”. Voi che ne dite?

Giorgio Napolitano: “Sono soddisfatto, nessuna lungaggine, tempi più veloci che in Spagna, limpida collaborazione con Berlusconi”. Walter Veltroni: “La compagine di governo è una grossa delusione, ma noi siamo pronti al dialogo sulle riforme e sulla Finanziaria”. Umberto Bossi: “Noi siamo come i monaci, sappiamo aspettare. Adesso però governo in pressing, basta chiacchiere”. Antonello Soro: “E’ una compagine deludente, per l’esigua presenza di donne e per la presenza di personalità già sperimentate a lungo”. Roberto Formigoni: “Questo governo si presenta nelle migliori condizioni, come Regione, lo aspettiamo sul campo”. Luca Cordero di Montezemolo: “Come sempre noi giudichiamo i governi sui singoli provvedimenti. Positivo che questo governo è stato fatto in tempi brevi ed è un mix di esperienza e novità”.

Continua a leggere: Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Ore 12 - Pd, basta con le "menate". Chiarezza!

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPiù il 14 aprile si allontana e più, nel Pd, le ferite sanguinano. Il confronto sulla dura sconfitta elettorale è partito. Ma come? Peggio che nei peggiori momenti del peggior Pci. In termini cifrati. E con arroganza, disinvoltura: far finta di niente e piangersi addosso contemporaneamente. Si mena il can per l’aia.

Intanto ieri Massimo D’Alema (con Pier Luigi Bersani) ha fatto il … salto della quaglia, annunciando la nascita di una “associazione di parlamentari”. Cos’è questo (come anticipato ieri da Polisblog) se non la rinascita delle correnti nel Partito democratico? Se non l’atto che dissotterra l’ascia di guerra per rimettere in discussione “le strategie veltroniane” – come scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera – e, aggiungiamo noi – per rimettere in discussione la leadership di Veltroni?

Le sconfitte fanno male. Questa è la verità. Soprattutto fanno male a un gruppo dirigente che non è più abituato a stare fuori dal Palazzo, a vivere nella condizione di “opposizione”. Nel Pd stanno facendo melina. Ma al centro di tutto c’è uno scontro politico “nel” gruppo dirigente e “sul” gruppo dirigente.

Continua a leggere: Ore 12 - Pd, basta con le "menate". Chiarezza!

....
condividi 2 Commenti

Le pagelle del mercoledi

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: warm up! Voto + 8. Il Berlusconi-ter sta per essere varato. Merita un voto di … incoraggiamento. Luci e ombre, come sempre in questi casi, sulla composizione (ufficiosa) della squadra di governo. Le polemiche più roventi sull’ipotesi di Calderoli ministro “taglia-leggi”. Lui dice: “Sarò il ministro della semplicità e del quieto vivere” (!?). Taglia-corto Bossi: “Senza la montagna dei voti della Lega Berlusconi non ce la faceva”. (?!). Berlusconi ottimista: “Tutto a posto!”. Anche con i numeri dalla sua, non sarà facile per il Cavaliere …

Walter Veltroni: algebrico. Voto – 8. Nel Pd si discute sulle modalità e sui tempi del “confronto” interno. Prima decisione: fine del “caminetto” (il summit dei capi) e riorganizzazione dell’esecutivo che, spiega Walter, “sarà lo strumento di riorganizzazione del Pd, mentre le politiche settoriali saranno in capo ai ministri del nostro governo ombra”. Sulle alleanze: “Sì, a livello locale punteremo sulle geometrie variabili”. (?!). Il Congresso?: “In autunno, terremo un congresso tematico”. Linguaggio e impostazione da Pcus. Campa cavallo …

....
condividi 5 Commenti

Per D’Alema il PD deve tornare a sinistra

pubblicato da G.L. Barone

Massimo D'AlemaIl Partito Democratico è una forza politica rilevante, ma con la sua maggioranza relativa attestata al 33% non ha possibilità di tornare al governo; questo è quello che deve aver pensato Massimo D’Alema, che dopo una campagna elettorale da fedele e leale scudiero (almeno a parole) adesso comincia a togliersi qualche sasso nella scarpa.

Il suo obbiettivo è naturalmente Walter Veltroni, o meglio la sua politica che ha visto il PD spostarsi decisamente più al centro di quanto D’Alema avesse voluto. Il ragionamento di D’Alema è semplice: la sinistra radicale ha un certo peso politico e le scelte di Veltroni, di non coalizzarsi con l’Arcobaleno, hanno di fatto causato la perdita di quel serbatoio di voti (il 3,2% ma potevano essere molti di più) che sono rimasti fuori dal parlamento.

Dalla parte opposta replica Franceschini che, come un disco rotto, si ostina a ripetere che indietro non si torna. Tradotto: il PD non è (più) una forza puramente di sinistra ed è stato giusto correre da soli. Il progetto di Veltroni-Franceschini è chiaro: ispirare il PD italaino a quello USA, cioè ad una forza sì riformista ma che nulla ha a che fare con le ideologie massimaliste.

Continua a leggere: Per D’Alema il PD deve tornare a sinistra

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Walter Veltroni: (ri)cercatore. Voto + 7. Il segretario del Pd accetta la sfida di D’Alema, critico su “identità” e “alleanze” del Partito democratico. Veltroni: “Oggi il vero problema del Pd è definire una sua identità forte e ben delineata. C’è anche il tema delle alleanze, ma è secondario. Il problema dei rapporti del partito con le altre forze d’opposizione va affrontato, ma senza snaturare il Pd. Indietro non si torna. A meno di cambiare tutto. Ma proprio tutto”. E’ quasi una minaccia ai vari capicorrente: prendere o lasciare. Il Pd discute di se stesso dopo la sconfitta elettorale. Bene. Perché non lo fa alla luce del sole?

Gianfranco Fini: sbilanciato. Voto – 9. Il neo presidente della Camera “pesa” i fatti di Verona (il pestaggio mortale di un branco di neonazisti che è costata la vita al giovane Nicola Tommasoli) e quelli di Torino (le bandiere di Israele bruciate da un gruppo dei centri sociali) affermando che “è più grave bruciare le bandiere di Israele”. Si può mettere sullo stesso piano l’omicidio brutale di un ragazzo con le manifestazioni di opinioni (comunque deprecabili)? Non c’è una scala di priorità di fronte a fatti da condannare in toto, senza “se” e senza “ma”. Fini Presidente della Camera meno prudente di Fini segretario di An?

....
condividi 6 Commenti

Dopo Caporetto c'è solo Vittorio Veneto

pubblicato da Bruno Marino

Tradizionalmente, il 1° Maggio si consuma un gigantesco rito collettivo, la festa dei lavoratori, ma soprattutto, per i più giovani, il “concertone”. The great gig in the sky at Piazza San Giovanni. L’appuntamento musicale della festa dei lavoratori è tradizionalmente un momento di espressione politica molto seguito: chi non ricorda le frasi di Andrea Rivera sul Vaticano e sulla Chiesa Cattolica? Comunque, il video qui sopra è un utile ripasso.

Questo Primo Maggio sarà una festa amara per il popolo della sinistra. La sconfitta del 13-14 Aprile e la catastrofe delle elezioni amministrative stanno imprimendo un segno profondissimo nell’animo di quanti solo un paio di anni fa si sentivano (seppur di poco) maggioranza nel paese. Le cose sono evidentemente cambiate.

Continua a leggere: Dopo Caporetto c'è solo Vittorio Veneto

....
condividi 9 Commenti