Roberto Maroni: bobi. Voto 4 L’ex ministro leghista degli Interni attacca Monti: “Governo ipercentralista. Noi Padani abbiamo ricevuto solo due dita negli occhi”. Il Senatur gli detta la “scaletta”. Corretta (alla grappa) dal Trota.
Roberto Calderoli: bobbi. Voto 3 L’ex ministro leghista ce l’ha con il capo dello Stato che bocciò i decreti di Berlusconi e ha firmato senza battere ciglio quelli di Monti: “Due pesi e due misure”. Ideologia del “Porcellum”.
Contrordine, padani! Tutto a posto nella Lega democratica: nessun dissidio, piccole incomprensioni per colpa dei soliti incendiari al soldo dei comunisti, fra Bossi e Maroni manca solo il bacio alla Leonid Breznev sotto le mura del Cremlino.
Gongola l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per … l’inattesa e fausta presenza del Senatur alla manifestazione di ieri sera - organizzata a Varese dai suoi fedelissimi come risposta alla ‘fatwa’ decretata dagli oppositori interni - “Una gradita sorpresa”- ha detto Bobo sorridendo. Aggiungendo che il grande capo del Carroccio “è voluto venire per dimostrare il legame indissolubile che ci lega, dimostrato anche platealmente con un abbraccio e che queste brutte vicende che si sono fortunatamente risolte grazie all’affetto straordinario dei militanti non sono nate da lui”.
L’ex responsabile del Viminale ha aggiunto, durante la visita alla fiera Festivity, che quella di ieri è stata “una serata molto importante sul piano personale, umano, affettivo, ma anche politico. Tutti i militanti hanno chiesto alcune cose con boati, hanno chiesto di andare ai congressi e Bossi ha detto alla fine che ci saranno i congressi nazionali”. Bravi? Sì, inimitabili nella loro faccia di tolla.
Isolato persino dalla sua base padana Umberto Bossi e i suoi sodali cercano di metterci una pezza sullo strappo con Roberto Maroni.
Si chiede oggi Eugenio Scalfari su Repubblica: “E’ un movimento democratico quello in cui il segretario impedisce con una pubblica deliberazione ad un esponente storico di quel partito di intervenire nel dibattito congressuale? Sembra la Corea del Nord. Ed hanno l’ardire di ridurre il grande Nord italiano alla loro miserabile Padania?”.
Già. Tutto vero. Ma una domanda s’impone. Come è stato possibile che Bossi, triste cantautore bocciato al festival di Castrocaro nel ’61, sia stato in grado, con le sue sortite strampalate ma soprattutto con il voto, di “occupare” il settentrione d’Italia e di governare per anni insieme a Berlusconi l’intero Paese?
Invece di incolpare gli elettori piemontesi, lombardi, veneti ecc. perché i partiti, a cominciare dal Pd e dalla sinistra non hanno mai fatto un’analisi e una autocritica politicamente corretta e credibile?
Ora, questa diatriba può essere liquidata come l’ennesima pagliacciata del Carroccio o, peggio, come una furbata per i gonzi: non è la prima volta che in certi partiti si concordano la composizione e scomposizione di frammenti dello stesso partito per adescare l’elettorato anche in condizioni di posizioni antitetiche. In altre parole mettono capra e cavoli sotto lo stesso cesto e tentano il rilancio individuando il nemico, in questo caso, Monti e Napolitano.
Il giochetto del Senatur è fin troppo scoperto e non ha nulla a che fare con gli interessi del Nord e dell’Italia. E Maroni? Deve scegliere: l’abbraccio (tattico) di Bossi può essergli fatale prolungando l’agonia della Lega, partito che così com’è, è solo uno scrigno per gli affari e il potere di un uomo, della sua famiglia e delle cricche amiche.
Merita tornarci sulla Lega Nord, dopo che Umberto Bossi, di fatto, ha proibito a Roberto Maroni di parlare in pubblico… da solo. Il partito (si fa per dire) dei soviet (si fa per dire) del qualunquismo padano si sta squagliando, con il Senatur che mostra la sua vera faccia.
Così commentava “boh 1”, un lettore di Polisblog, il post pubblicato ieri sullo stesso tema da V.: “Bossi, come chiunque nella storia si sia avvicinato a Berlusconi ( … remember fini ) , pagherà con la sua pelle tutte le porcate di cui è stato complice da 15 anni a questa parte. Bossi da uomo celtico, libero, è caduto nelle sabbie mobili berlusconiane. Pensava di mantenere il controllo come i cocainomani quando incominciano a sniffare e se la godono alla grande. Bossi è diventato la sua stessa caricatura. Senza Berlusconi scompare, per ragioni politiche, e molto probabilmente pure economiche e finanziarie. Berlusconi nel suo perfetto stile, lentamente si è impossessato di simbolo, uomini e della cassa di partito. Un ossessionato dal potere non potrà mai avere un reale subalterno, ma solo manichini. Bossi è il manichino berlusconiano del nord”.
C’è poco da aggiungere. A Radio Padania militanti ed elettori del Carroccio hanno protestato vivacemente per l’avvilente andazzo del loro partito. Il conduttore ha replicato ai contestatori o togliendo la linea o spiegando secco: «Bossi propone un pacchetto con alcune soluzioni. Se le condividete bene, altrimenti votate altri partiti che ce ne sono tanti. Bossi è il segretario federale, punto e basta».
Robe da … “Trota”. Cvd (come volevasi dimostrare).
La divisione della Lega esplosa ieri alla Camera sul voto a Nicola Cosentino non è solo un fatto personale fra Umberto Bossi e Roberto Maroni ma riguarda la prospettiva del Carroccio e le ripercussioni sull’attualità e sul futuro del quadro politico generale.
Maroni è deluso ma rilancia su Facebook: “Non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica”. Bossi incassa la sua “vittoria di Pirro”. Il Senatur non è più il “dux” assoluto ma tiene duro e decide ancora lui. Maroni ha acquisito autonomia ma non il carisma necessario per la leadership.
Di fatto la Lega vive con grandi difficoltà il passaggio da partito di “governo e di lotta” a quello di partito di opposizione. Il Senatur ha imposto al suo partito la via della contrapposizione tout court al governo Monti ma questa opposizione pregiudiziale e oltranzista ha isolato la Lega anche al nord anche rispetto al suo elettorato di riferimento, incrinando forse irrimediabilmente l’alleanza con il Pdl.
L’ex ministro Maroni rifiuta questa linea cercando di fare uscire dall’angolo il Carroccio e rimettendolo in gioco con una opposizione costruttiva e aperta a vecchie e nuove alleanze, sia sul territorio che a livello nazionale. Bossi gioca tutte le sue carte puntando sul fallimento del governo dei “professori” e preparandosi a raccogliere il voto degli scontenti.
Su questo piano ha però molti avversari: anche Cinque Stelle, Sel e Idv fanno lo stesso gioco con più chances perché, a differenza della Lega, non scontano il gap di anni di governo, cui Bossi sarà chiamato dagli elettori a rispondere. Maroni è certo che saranno Grillo, Vendola e Di Pietro, non Bossi, a rintracciare i voti degli insoddisfatti e che un nuovo abbraccio con Berlusconi potrebbe essere esiziale.
In pochi mesi la Lega si gioca il proprio futuro: il rischio - per lei - è che diventi totalmente marginale dilapidando un “patrimonio” politico e di potere di non poco conto.
Cosentino è salvo. Vendola: “La Lega ha perso la sua virilità”. Maroni…cascanti
Il parlamentare campano la fa franca e ora se la gode, comodo e soddisfatto. Sta bene come un… (Alfonso) Papa
Eppure sembrava esserci la maggioranza per farlo arrestare. Una maggioranza contraria all’idea di persecuzione da parte dei giudici. Poi i bossiani si sono vendicati sui maroniani e la maggioranza si è dissolta. E’ andata in fumus
Monti va a Parigi e poi a Berlino. La Merkel lo ama segretamente, Sarkozy è geloso. La crisi rimane, ma il premier italiano ci metterà del suo per risolverla. Siamo ancora all’inizio, all’aperitivo. Aperol spread
Quando un amore finisce, più quello che non si rassegna alla rottura cerca di ricucire, più l’altro sfugge alle avances dell’ex partner. Pare così anche fra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. L’atteso e strombazzato meeting di oggi fra il Cavaliere e il Senatur è saltato.
Era stato lo stesso ex presidente del Consiglio ad annunciare che oggi avrebbe avuto un faccia a faccia con il capo del Carroccio. Ma l’incontro, che fino a ieri a palazzo Grazioli continuavano a confermare, oggi è uscito dall’agenda del Cavaliere. Silvio Berlusconi da settimane ripete che una rottura dell’alleanza con la Lega sarebbe “insensata” soprattutto in vista delle amministrative del 2012 che coinvolgono molte realtà locali governate dal centrodestra. Anche Roberto Maroni ha ribadito che il rapporto Pdl-Lega, è da considerarsi concluso alla luce del differente atteggiamento rispetto al governo Monti.
Bossi e il Trota hanno altro da fare: domenica a Vicenza ci sarà la riapertura del … Parlamento padano. Fuochi d’artificio e sparate a volontà per spingere l’acceleratore sulla Lega di lotta e far dimenticare (e digerire) quella del … malgoverno. D’altronde, né Berlusconi né Bossi, pur su piani diversi, sembrano convinti del cambio di passo della politica italiana. Questo perché non hanno assimilato il fallimento della loro politica.
Bossi e Berlusconi si sono sorretti a vicenda, puntellandosi per non precipitare. Scrive Giuseppe Morelli su Affaritaliani: “Bossi ha cercato di usare il Cavaliere per entrare nella stanza dei bottoni (senza cavarne granché), mentre Berlusconi ha finto di interessarsi alla Lega quando in realtà del Carroccio gli servivano solo i voti e la fedeltà”.
Già. E entrambi, Cav e Senatur sono ora con un piede nella fossa. Politicamente parlando, s’intende …
Roberto Maroni: oracolo. Voto 4- L’ex ministro dell’Interno tenta il rilancio: “Dietro questo governo tecnico c’è un progetto per fare macelleria sociale. Puntano al post-berlusconismo e al multi-polarismo. Poi Passera sarà premier”. Lotta dura. La Lega vuole vincere la lotteria delle elezioni senza aver pagato il biglietto. Il Trota si scalda.
Gianfranco Rotondi: crociato. Voto 4- L’ex ministro diccì, oggi “soldato semplice” del Pdl: “Monti e i suoi ministri ci costeranno ben 11 milioni solo in stipendi”. Poi: “Ho 18 deputati Pdl pronti per nuovo gruppo per non lasciare alla Lega l’opposizione”. Poi il dietrofront per ordini dall’alto. Dall’Unto del Signore o … più su?

Tasse, tasse e ancora tasse. Secondo Roberto Maroni
“Le prime misure del governo Monti prevedono solo tasse: così sono capaci tutti. Se è così bisogna fare opposizione dura, alla quale si prepara la Lega. Perché così c’è l’Ici, l’aumento dell’Iva, la patrimoniale, le pensioni per fare cassa: come può il Pdl votare misure del genere?”
Ah, quant’è vero. Il rapace Monti che mette le mani in tasca agli italiani per far quadrare i conti. Ma quando governava Berlusconi cosa succedeva? Le cose erano diverse? Basta leggere un articolo del Sole24 Ore del Dicembre scorso ore per capire qualcosa in più: l’Italia era al terzo posto in Europa per pressione fiscale. Ancora, un pezzo del Fatto di qualche settimana fa titolava: “la pressione fiscale al massimo storico”. Nell’articolo si citavano le parole di un funzionario della Banca d’Italia:
“La pressione fiscale salirà dal 42,3% del 2010 al 42,7% nel 2011, e dal 2012 si assesterà su valori intorno al 43,8%, un massimo storico.”
Concludiamo con un nostro veritometro, del 12 Settembre scorso. Lo ricordate? Si parlava dell’ennesima manovra e di aumento dell’Iva: Libero-news titolò “il governo aumenterà l’Iva per non alzare le tasse”. Tito Boeri su lavoce.info spiegò con l’aiuto di un grafico che, con la nuova manovra, la pressione fiscale sarebbe salita di ben due punti di Pil. Per non parlare della ormai mitologica promessa del taglio delle imposte e dei balzelli fatta da Berlusconi (qui un fantastico articolo di Nonleggerlo). Meno tasse per tutti, oppure no?
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Roberto Maroni: ciliegina col bruco. Voto 4- Il ministro degli Interni lancia l’idea per contrastare la violenza nei cortei: “Manifesti solo chi dà garanzie in denaro”. Il ministro che fa la parte del leghista per bene getta la maschera. In piazza solo Berlusconi con Lavitola e cricche varie? Il Trota acconsente.
Margherita Boniver: mela bacata. Voto 4- L’ex pasionaria craxiana, oggi deputata PdL e presidente del Comitato Schengen lancia l’idea per il dl sviluppo: “Se il governo non ha risorse finanziarie stampi denaro. Battere conio era una delle prerogative di uno Stato che si rispetti”. Caduta dal seggiolone?