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Tutti gli articoli con tag Silvio Berlusconi

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: il cattivo. Voto 4- La Corte dei Conti lancia l’allarme: il carico fiscale supererà il 45%. Il pareggio di bilancio? Il governo lo vuole raggiungere puntando sull’aumento del prelievo fiscale. Risultato? Recessione.

Silvio Berlusconi: il buono. Voto 3- Il Cav magnanimo con Ruby: “Silvio mi dava tutto quello che chiedevo “. La paghetta dell’ex premier alla avvenente “nipote di Mubarak”? 47 mila euro a settimana. Ghe pensi mi.

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Alfano: "Da me e Silvio presto il grande annuncio". Emigrano?

pubblicato da il passator cortese

Quando il 4 ottobre 1957 l’URSS lanciò lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, il governo americano chiese ai cittadini di spegnere luci e motori per ascoltare il bip bip proveniente dallo spazio.

Stavolta si fermerà il mondo. Tutti con le antenne alzate per ascoltare l’annuncio del … secolo che farà, urbi et orbi, … Angelino Alfano. Il segretario del Pdl, rispondendo a una domanda sul documento di Beppe Pisanu, che invita ad andare oltre il Popolo delle libertà, ha risposto: «ieri ho parlato con Berlusconi. Subito dopo i ballottaggi amministrativi annunceremo la più grossa novità della politica italiana».

A detta di Alfano - imboccato dal Cav - si tratta di una iniziativa «che cambierà il corso della politica in Italia e sarà accompagnata dalla più innovativa campagna elettorale che il nostro Paese abbia conosciuto dalla discesa in campo di Berlusconi a questa parte».

Carri armati o carri di carnevale?

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Ore 12 - Pdl caos, oggi Pisanu (con 30 senatori) spacca il partito. Berlusconi fra due fuochi. Alfano nella graticola

pubblicato da Massimo Falcioni

altroRombano i motori nell’area centrista. Ma c’è il rischio del surriscaldamento perché nessuno (ancora) si muove, non sapendo dove andare.

Pier Ferdinando Casini è pronto a varare il Partito della Nazione, imbarcando ministri dell’attuale governo, certo del loro valore aggiunto. Più cauto, forse più disorientato, è Silvio Berlusconi, preoccupato per l’annunciata debacle elettorale di maggio e ancor di più per le due anime del Pdl, l’un contro l’altra armate e decise al “redde rationem”.

Il Cav sa che il Pdl ha esaurito la propria funzione e si sta consumando come una candela. Da una parte c’è chi chiede lo scioglimento del partito per costruire un’altra area moderata e superare l’attuale quadro politico. Proprio oggi, 30 senatori del Pdl guidati dall’ex democristiano Beppe Pisanu dissotterreranno l’ascia di guerra e consumeranno lo strappo: basta col Pdl e con gli ex An, appoggio incondizionato a Monti, subito nuovo partito “democratico” di “salvezza nazionale” con dentro l’ex Forza Italia, il Terzo Polo, gli ex Popolari del Pd, insomma la tanto … “attesa” nuova DC, o meglio, il PPE italiano.

Dall’altra parte, i duri e puri legati a Berlusconi (ex An in primis), pronti allo strappo con Monti, decisi a rilanciare una politica oltranzista e di rottura, tutta orientata a destra. Angelino Alfano, sempre più nudo e crudo, cuoce a fuoco lento. Dopo le amministrative deciderà il Cav.

E se i buoi fossero già tutti scappati?

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: casini. Voto 4- Il leader centrista annuncia: “Faccio il Partito della Nazione con i tecnici di Monti”. Domanda: “Anche con il ministro Passera?”. Risposta: “E chi lo sa…”. E il Pdl minaccia di fare saltare l’esecutivo dei prof. Intanto alle amministrative l’Udc si allea in 35 comuni con il PDL e in 36 col PD. Non si sa mai.

Silvio Berlusconi: casino. Voto 3- L’ex ministro Scajola rivela: “Berlusconi regista di un partito nuovo”. L’idea del Cav è quella di ripensare il Pdl in un partito nuovo e vivo che possa portare in parlamento quella spinta modernizzatrice di cui il Paese ha seriamente bisogno. Il “ghe pensi mi” vuole “Ricominciare dalla politica”. Sì, quella del bunga bunga.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Rocco Siffredi a Radio2: “Vorrei fare un film con Berlusconi e lo chiamerei ‘Attenti a quei due’”. Insomma, il pornoattore desidererebbe avere l’ex premier come partner e sostegno. Un’ottima (s)palla

Siffredi non nasconde la sua simpatia per il Cav, considerato da lui quasi un re nell’ambiente delle giovanissime donne di successo. Monarca del menarca

Rosi Mauro vittima di un attacco maschilista nella Lega? Lei dice: “L’invidia fa male. Io sono stata molto vicina a Bossi perché lo conosco dall’87”. (Bad)ante litteram

E il povero Reguzzoni, “cerchista” della prima ora? Che fine farà nell’era Maroni, dopo aver attaccato personalmente ed essere stato sconfitto dall’ex ministro dell’Interno? Cornuto e mazziato. Cervo magico

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Ore 12 - Rosi Mauro fra gioielli (veri) e falsi (Sinpa). Il sindacato padano "inventato". L'arte dell'antipolitica ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altro

La “furbata” di Silvio Berlusconi fu quella di usare l’arma dell’antipolitica per fare la propria politica, cioè quella dei propri interessi. B&B puntarono a distruggere i “veri” partiti per impiantare i finti partiti personali-padronali, occupando le istituzioni con deputati nominati e facendo eleggere ovunque gente di poca professionalità e dubbia moralità.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Anche se è doveroso aggiungere che responsabilità e colpe hanno avuto e hanno i partiti di sinistra e quelli di centro-sinistra emulando per anni il gioco del Cav.

I governi di centro-destra hanno poi fatto di tutto per dividere le tre storiche confederazioni sindacali, con l’obiettivo di annientare la Cgil, forte di oltre 5 milioni di iscritti, organizzazione non certo priva di pecche. Così Pdl, Lega, cricche amiche hanno anche alimentato (in tutti i modi, specie con i media e ingenti finanziamenti) sindacati di comodo, organizzazioni inventate di sana pianta.

La cronaca ci dice oggi che con i soldi della Lega Rosi Mauro, Stiffoni e Belsito, avrebbero acquistato diamanti per circa mezzo miliardo di euro. Chi era Rosi Mauro prima di sedere al Pirellone? Era la “capa” del Sinpa, sindacato padano: 350 mila iscritti dichiarati ma sconosciuto in tutta la Lombardia e in tutta Italia. Un sindacato pressochè inesistente, ma sempre invitato ai tavoli regionali di trattativa dal governatore Formigoni e a quelli nazionali dall’allora ministro Sacconi.

Chiaro? A quando una bella ramazzata anche in Italia?

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: mercatone. Voto 6+ Il leader dell’Idv grida contro il patto di ABC teso a difendere il finanziamento pubblico ai partiti: “Gli italiani si ribelleranno coi forconi”. Populista ma efficace.

Silvio Berlusconi: mercatino. Voto 4- Il Cav esce dal letargo e alla Merkel promette: dopo le elezioni politiche del 2013 Mario Monti sarà riconfermato premier. Passo del “Ghe pensi mi” verso il Colle?

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Crisi, partiti pieni di soldi, italiani a secco. E Monti?

pubblicato da Massimo Falcioni

La tassa (annunciata poi ritirata) sui messaggini non è stato solo l’ennesimo scivolone del governo, ma anche la dimostrazione di volere raschiare il barile. Ma a vanvera. Ora tocca all’Imu, rateizzata.

In poche parole, Monti ha fatto un buon lavoro (pur facendo calare la scure sui soliti noti) nella fase uno, quella del risanamento, ma nelle ultime settimane annaspa, non riuscendo ad innestare la seconda marcia, quella della ripresa. Anzi, il cambio del prof “gratta”, il motore non gira e si surriscalda, il mezzo (cioè il Paese) procede a sussulti e rischia di rimanere impantanato in mezzo alla palude.

Silvio Berlusconi e i suoi governi hanno fatto danni incalcolabili. Ma non si può incolpare a vita il Cavaliere. L’Italia riuscì a risorgere dopo 20 anni di fascismo e la seconda guerra mondiale. Perché oggi non accade?

E’ mutato il quadro generale internazionale ma soprattutto oggi in Italia i partiti invece di rappresentare una risorsa per la democrazia e per lo sviluppo economico sono una palla al piede, una corda al collo degli italiani.

Il quadro è fosco: tasse, corruzione, crisi. Imprenditori, lavoratori e pensionati che si tolgono la vita, partiti (non tutti, ma quasi) in mano a clan, pieni di soldi e italiani con le tasche vuote, il Parlamento di nominati più costoso e inutile d’Europa, il terzo debito pubblico del mondo, fughe di cervelli e di aziende, un giovane su tre senza lavoro, mafia e camorra quasi ovunque. Non c’è da stare allegri.

Il Paese è a un bivio. Quasi più nessuno crede nei partiti e non sono pochi a chiedere l’uomo forte. Si rischia di cadere dalla padella alla brace.

Ma urge la svolta: Monti più deciso e svincolato davvero dai partiti, chiamati a rendere conto. Dalle urne del 6-7 maggio la prima risposta.

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Ore 12 - Casini e Renzi insieme, pranzo "galeotto"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPremessa numero uno: chiunque va a pranzo o a cena con chi vuole. Premessa numero due: un leader di partito e un sindaco di una grande città sono sempre sotto i riflettori, per cui devono (o dovrebbero) comportarsi in modo avveduto.

Ciò detto, una domanda s’impone: che ci facevano ieri a pranzo in un noto ristorante del centro di Roma (Fortunato al Pantheon) il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi?

Il capo centrista e il primo cittadino fiorentino hanno discusso tete-a-tete, in un angolino appartato, per un paio d’ore. Di che cosa? Bocche cucite. Solo sorrisetti di circostanza. E’ difficile pensare che i due abbiano affrontato questioni locali o inerenti le liste delle prossime amministrative (Firenze è fuori dal turno del 6-7 maggio). Allora?

Il “rottamatore”, sempre più separato in casa nel Pd, si guarda attorno. Renzi già in precedenza aveva tastato il terreno in un famoso e discusso incontro (segreto?!) ad Arcore con Silvio Berlusconi. Vista la parabola discendente del Cavaliere il sindaco di Firenze ha pensato bene di rivolgersi altrove.

Pierferdy sta costruendo il nuovo “soggetto politico moderato” ed è impegnato nella campagna acquisti in vista delle decisive elezioni politiche del 2013. Per entrambi, alla fin fine, non è da escludere l’abbraccio finale con Berlusconi. E Renzi è ingenuo o sfrontato? Vuole solo sbandierare ai quattro venti la propria “autonomia”: così facendo diventa più appetibile nel mercatino della politica.

Bersani, convitato di pietra, non vede e non sente. Forse spera che Renzi se ne vada dal Pd, zitto zitto, senza sbattere la porta. Diceva l’arguto Gian Carlo Pajetta del Pci: “L’ultimo che se ne va, spenga la luce”.

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Bossi? Guai a chi lo tocca. Giuliano Ferrara difende il Senatur

pubblicato da Massimo Falcioni

Scriveva ieri sul Giornale il “saputone”, gran affabulatore (ma anche… culturalmente fascinoso) Giuliano Ferrara: “Chi getta fango su Bossi parla in perfetta malafede: è stato fra i pochi a lavorare per risolvere davvero i problemi degli italiani. E prima di lui il Nord non esisteva”.

Ora, arrampicarsi sugli specchi è un’arte che l’ex celebratore di Bettino Craxi e di Silvio Berlusconi (nonché ex marxista-leninista col trattino e devoto togliattiano ante litteram) conosce alla perfezione e coltiva con indubbia lena e tensione politica. Ma, stavolta, l’”elefantino” rischia di precipitare con tutta la vetrata addosso.

Chissenefrega! Come ripete Giulianone ricordando limiti e pochezze del Senatur. Per tagliare corto, al netto della retorica: ha fatto davvero qualcosa l’Umberto per migliorare il paese?

La Lega, partito-cupola della Bossi family, ha contribuito al degrado culturale, morale e sociale della destra italiana, frenando di vent’anni la possibilità di riformare l’Italia, stampella di Berlusconi e del berlusconismo, i cui frutti velenosi e inquinanti ammorberanno il Paese per anni.

Ora che i clan leghisti sono stati smascherati, non resta che affossarli politicamente con l’unica vera arma, quella del voto. Con buona pace di Giulianone.

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