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Berlusconi, la Riforma Presidenziale e il Presidenzialismo. Ma di cosa parliamo?

pubblicato da Bruno Marino in: Esteri Costituzione Regole del gioco Popolo delle Libertà PDL E basta La storia sottovoce

Uno spettro si aggira per l’Italia: la Repubblica Presidenziale. Già nei sogni del MSI, di Craxi (ricordate la “Grande Riforma”?), di Berlusconi, e in generale di tutti quelli che vedono la vittoria alle elezioni come la conquista definitiva del potere (ignorando anche le basi della teoria politica democratica), la riforma che dovrebbe portare l’Italia nel novero delle “democrazie governabili” sembra urgente e indispensabile.

Ha dato il via alle danze Berlusconi, che al congresso fondativo del PDL ha detto:

“La Costituzione va rivitalizzata e arricchita. Una delle missioni della nostra maggioranza – ha aggiunto – è ammodernare l’architettura istituzionale dello Stato”. Ha dato ragione a Fini, che aveva usato la metafora del calabrone e della farfalla. “È il tempo di passare dal calabrone alla crisalide ed è tempo che la crisalide diventi finalmente farfalla. E che l’Italia, come una farfalla, possa spiccare finalmente il volo”. Le riforme dovranno dare più poteri al premier, che “al contrario delle favole scritte su di me dalla sinistra, non ho poteri, se non quelli che derivano dalla mia autorevolezza”. I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti (li ha definiti “finti”).”

Anche Maurizio Belpietro, dalle colonne di Panorama, ha detto la sua: cambiare la Costituzione, per dare finalmente al premier i poteri di cui avrebbe un disperato bisogno.

Ora, a parte il fatto che definire Berlusconi “armato solo di moral suasion”, prigioniero della sua maggioranza, dotato solo di finti poteri (ma, pare, di vere televisioni e di veri giornali) è, come dire, un pò riduttivo, è bene spiegare alcune cose.

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Bolivia: arrestato il prefetto mandante della strage di Pando, Morales resiste

pubblicato da davide f. in: Esteri Echi dalla Blogosfera

da http://latuff2.deviantart.com/art/Union-Juvenil-Crucenista-98002799In Bolivia sta arrivando la resa dei conti. Dopo giorni di scontri violentissimi e il massacro di più di trenta contadini da parte della gioventù paramilitare secessionista (armata dai politici locali), due giorni fa l’esercito ha circondato la prefettura e tratto in arresto il prefetto (governatore), Leopoldo Fernández, mandante della strage.

Altri due esponenti dell’opposizione oltre a Fernández sono stati tratti in arresto. Secondo il Presidente Evo Morales, l’arresto del prefetto in nessun modo danneggerà i negoziati in corso con gli altri tre prefetti dell’opposizione.

Intanto in questa settimana a Santiago del Cile il vertice straordinario dell’UNASUR aveva dato pieno appoggio al governo di Evo Morales e in tutta la Bolivia si erano tenute manifestazioni contro l’impunità per il massacro di Pando del quale è ancora impossibile dare un bilancio definitivo.

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Hugo Chavez contro Angela Merkel:"E' una discendente di Hitler"

pubblicato da V. in: Esteri

Su Hugo Chavez si può dire tutto è il contrario di tutto. C’è chi lo difende a spada tratta, vedendo in lui uno degli ultimi baluardi de “un mondo diverso è possibile” e chi lo condanna con tutte le forze vedendo in lui solo un despota. Ultim’ora: Chavez avrebbe dichiarato, in seguito alla presa di posizione di Angela Merkel, che aveva invitato gi altri leader sudamericani a prendere le distanze dal caudillo doi Caracas, che la premier della Cdu sarebbe

“Lei è della destra, dello stesso partito che ha supportato Hitler, che ha supportato il fascismo, ed oggi è la cancelliera tedesca!”

Nel video qui sopra potete vedere uno spezzone di “Alò Presidente”, la trasmissione che Chavez conduce ed in cui risponde per ore alle telefonate dei cittadini venezuelani. Una via di mezzo tra “Pronto Raffaella?” e i “Fatti Vostri” solo che non si vince niente.

Via PressTv

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La situazione in Sudamerica e la prigionia della Betancourt

pubblicato da Ivy in: Uncategorized Esteri

Ingrid BetancourtDifficile affiancare la lettura di “Lettera dall’inferno” (le ultime parole che ci arrivano da Ingrid Betancourt scritte nell’ottobre 2007), e le cronache della situazione sudamericana di questi giorni. Nel primo caso frasi strazianti e commoventi rivolte alla madre, ai figli, agli amici, e dichiarazioni terribili sulla prigionia, nel secondo si scade nel ridicolo.

Il 1 marzo il presidente colombiano Uribe ordina l’uccisione in Ecuador di Raùl Reyes, portavoce e numero 2 delle Farc (che dal 1997 tengono in ostaggio circa 200 persone, rapite nel corso degli anni). Si scatena la reazione dell’Ecuador, che rompe le relazioni diplomatiche con la Colombia, e quella francamente più ridicola (e contestata) di Chávez, che mette l’esercito ai confini colombiani. Uribe dice che dai documenti prelevati a Reyes si evincono chiari legami tra le Farc, il Venezuela e l’Ecuador. A testimonianza di questo in realtà ci sono anche le dichiarazioni del presidente venezuelano su Reyes, molto positive, e il fatto che lo stesso si trovasse in Ecuador. La crisi, tutto sommato, si è di fatto chiusa con Chávez che perde ulteriormente credibilità nel paese (oltre a dare motivo di sospettare legami con le Farc) e il presidente colombiano che smaschera il momento di difficoltà militare delle Farc, accerchiate, facilmente intercettabili.

Ma gli ostaggi? Pare che si agisca in direzione opposta alla loro liberazione. Si ha infatti notizia che l’omicidio di Reyes sia avvenuto nel giorno in cui avrebbe dovuto incontrare tre inviati di Sarkozy, giunti per trattare uno scambio di prigionieri. Ingrid Betancourt (nel 2002, quando venne rapita, candidata alle presidenziali colombiane) sta diventando un simbolo di lotta alla corruzione e al narcotraffico, e un simbolo di lotta per la libertà, ma sta anche lentamente morendo. C’è chi, in conseguenza alla morte di Reyes e alle difficoltà delle Farc, ipotizza che possano liberarla a breve, per far calmare le acque e far calare l’attenzione sul gruppo. E voi? Siete altrettanto ottimisti?

Foto | Flickr

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