Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Umberto Bossi

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi sarà una “mezza calzetta” come dice Bossi, ma il carisma del senatur è ormai in mutande. Si tratta, comunque, della fiera dell’underwear tra i due leader che così tanto si amavano. Intimissimi

Secondo altri, invece, l’Umberto furioso avrebbe definito il Cav una “mezza cartuccia”. Cosa verosimile per chi parla spesso di ribellioni e di armi spianate. Colt in fallo

Certo, Berlusconi preferisce le autoreggenti delle olgettine alle mezze calzette dei lumbard. Bersani invece ha l’aria di aver visto pochissime Golden Lady nella sua vita. Le compagne non sono mica bambole da lettone di Putin. Golden Lenin

Finalmente il blocco Tir si è sciolto dopo aver messo in ginocchio colossi come Fiat e Coca Cola. Tuttavia tra i camionisti restano fortissimi i mal di pancia. Coca Colica

....
condividi 0 Commenti

Bossi insiste, fuori Formigoni dentro Maroni. E Berlusconi ...

pubblicato da il passator cortese

E comunque Umberto Bossi, che continua a “provocare” Berlusconi, un’idea ce l’ha. A parte il solito linguaggio “ruvido”, il capo del Carroccio lancia bombe per confondere gli avversari interni ed esterni.

Il vero obiettivo del Senatur è quello di mantenere il pieno potere della Lega. Non può accettare uno scontro aperto con Maroni, ragion per cui cerca di trovare per “Bobo” una collocazione prestigiosa istituzionale in modo da spuntargli gli artigli nella lotta per la leadership del Carroccio.

Da qui la sparata contro Formigoni, un vero e proprio ultimatum per aprire una crisi pilotata, giungere alle elezioni anticipate in primavera e sostituire l’attuale Governatore con Maroni.

Formigoni mostra sicurezza: “Non succederà niente. La Lega non commetterà l’errore esiziale per se stessa di uscire da un governo regionale che sta funzionando bene da 12 anni, che i cittadini hanno riconfermato più volte alla guida della Lombardia. Se si rompe un’alleanza come questa è difficile ricomporla in 15 giorni”.

Nel piano di Bossi Berlusconi perderebbe un pezzo importante ma recupererebbe il Senatur come alleato nelle politiche del 2013 o, se servisse, nella primavera 2012. Fantapolitica? Con Bossi in campo, mai dire mai. E con Berlusconi … fuori campo, peggio ancora.

....
condividi 1 Commenti

Bossi a Berlusconi: "Mezza calzetta". E a Bersani: "Vaff..."

pubblicato da il passator cortese

A Umberto Bossi non gli è bastato il doppio bacio (sulle guance) che lunedì sera gli ha dato Silvio Berlusconi al termine dell’incontro nella villa dell’ex premier in via Rovani a Milano.

Oggi il Senatur ha bollato il Cavaliere definendolo “mezza calzetta” perché ha paura di far cadere il governo Monti. “C’è tutto un paese che vuole strozzare Monti e lui ha paura di mandarlo via”, ha detto il leader del Carroccio, che ha anche commentato il processo Mills: “Berlusconi non è stato abbastanza furbo da chiedere la buonuscita”.

Poi è tornato a minacciare il Pdl: “O cade il governo o cade la Lombardia” e la giunta Formigoni. E le reazioni di Berlusconi? “Dopo ci sono le ragioni della convenienza e della responsabilità. Io sono sereno. Al momento opportuno il centrodestra sarà compatto”. Chiaro?

Bossi è anche convinto che l’uscita di scena del governo dei professori porterebbe la pace nel Paese e tra gli autotrasportatori: “Basta che cade il governo e va tutto a posto. Non vogliono soldi, vogliono regole”, dice Bossi.

Dagli artigli del Senatur non sfugge neppure Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd invita il capo della Lega ad appoggiare Monti: “Dai, sostieni anche tu ’sto governo…” ricevendone un sonoro: “Vaffa…”. Punto. Classe dirigente… da spread.

....
condividi 6 Commenti

Dove sta andando la Lega Nord?

pubblicato da Andrea Signorelli

lega nord milano

Il ritorno alla secessione e Mario Monti come nemico assoluto: è questa la strada che Umberto Bossi ha intrapreso per tenere in piedi una Lega che, come hanno dimostrato le invocazioni a Maroni, gli inviti a Reguzzoni a dimettersi e i fischi in alcuni passaggi del discorso di Bossi, è ormai lacerata all’interno. Mentre la contrapposizione tra il vecchio capo e il suo delfino di sempre rischia di spaccare in due anche la base. Ma se la linea oltranzista intrapresa dal capo può servire a celare gli scontri, il rischio è che porti il partito a essere sempre più isolato nel panorama politico.

“La Lega è determinante per il governo politico della Lombardia quanto il Pdl lo è per Veneto e Piemonte - replica il segretario Pdl Angelino Alfano - L’alleanza sta attraversando un momento di difficoltà, ma non la consideriamo archiviata”. Alle parole di Bossi, che ha minacciato di far cadere il governo della Lombardia se Berlusconi non farà cadere il Governo Monti, risponde più duramente il Presidente della regione Formigoni: “E’ una logica del ricatto, inutile innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del nord. Abbiamo il dovere di rispettare gli accordi fatti davanti ai cittadini”.

Anche i dirigenti pidiellini più vicini alla Lega si distanziano da Bossi, come l’ex super-ministro Tremonti: “Non voglio occuparmi degli altri partiti, ma in questo momento è importante la stabilità”. A dare a Bossi e i suoi una sorta di pacca sulla spalla di simpatia è invece proprio il nemico individuato dai leghisti per il 2012, Mario Monti: “Ho seguito con simpatia i primi passi della Lega e penso che molte cose che stiamo facendo rispondano alla sua ispirazione originaria. Se la Lega si guarda dentro il cuore e pensa ai propri principi fondamentali sarà meno opposta al nostro lavoro”.

Continua a leggere: Dove sta andando la Lega Nord?

Bossi dal palco del Duomo: "Monti, governo infame, fuori dai c ..."

pubblicato da il passator cortese

Dove eravamo rimasti con quelli “duri” del Carroccio? A due passi dal Duomo di Milano. Chiudiamola qui, con il solito garbo del Senatur.

Il governo di Mario Monti è «un governo infame» ha gridato Umberto Bossi dal palco di Milano. Il leader della Lega ha aggiunto, papale papale: «Monti fuori dai coglioni». E giù applausi e campanacci.

Poi, rivolto al Cav: «Berlusconi, tanto alle elezioni ci andiamo ugualmente. Scegli, o fai cadere questo governo infame o comunque alle elezioni ci andrai per fare quelle della Regione Lombardia. La Lega ti obbliga alla scelta. Non puoi più far finta di niente, rimanere sordo al grido che sale dalla gente: Monti a casa».

In apertura il leader leghista aveva già minacciato di togliere la fiducia alla giunta regionale lombarda. «Se Berlusconi non fa cadere Monti non riuscirò a far sostenere alla Lega il governo della Regione Lombardia, dove stanno arrestando tutti i giorni qualcuno. Presidente della Regione Lombardia - ha detto Bossi - i soldi della regione sono dei cittadini lombardi».

Bene, bravo, bis. Tutto Made in Italy. Pardon, Made in padania.

....
condividi 7 Commenti

Bossi con i "padani" a Milano. Fiction o farsa?

pubblicato da Massimo Falcioni

Calano oggi in piazza a Milano quelli del Carroccio per mandare a casa il governo Monti e per dimostrare la ritrovata pax interna. E’ sempre stato così, sia nei partiti antidemocratici che nei Paesi dittatoriali: l’unico modo per dimostrare di esserci e recuperare i guai interni è cercare il nemico esterno, uno qualsiasi.

Ora, basta non esagerare anche nelle proporzioni, perché la Lega non ha niente del vero partito e quando ha provato a governare una Nazione (con Berlusconi) l’ha condotta negli scogli, al naufragio, come capitan Schettino la Concordia.

Cos’ha da dire l’Umberto ancora oggi a Milano agli italiani, dopo la fiction della pacificazione con Maroni? Il Senatur ha preannunciato «un’idea forte» per la manifestazione milanese e parlerà della legge elettorale.

Roberto Calderoli ha spiegato alla “Padania” che i “big” del movimento diranno alla loro base che quello in carica è il «governo dei poteri forti» che «ha fallito tutti gli obiettivi per cui è nato» perché i provvedimenti economici varati «chiedono coperture e, quindi, aumentano il disastro finanziario del Paese». L’autore del Porcellum ha anche annunciato che la Lega vuole l’uscita dall’euro, l’adozione di nuove monete e una modifica costituzionale che preveda la trasformazione dell’Italia in una Repubblica «federale o confederale».

La vice presidente leghista del Senato Rosi Mauro si fa forte dicendo che: “La nostra gente è dura”. Forse perché c’è chi alza il gomito e prende la ciucca?

Bisogna riconoscere che l’elaborazione ideologica e politico-programmatica della Lega fa passi avanti con severa coerenza: dal “celodurismo” di Bossi al “durismo” della Rosi. Se non è zuppa è pan bagnato. Se non facessero piangere ci sarebbe da ridere. Insieme al Trota.

....
condividi 2 Commenti

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Romano Prodi: denuncia. Voto 4 L’ex premier vuole le primarie anche per i parlamentari: “Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali”. E se ne accorge solo ora?
Umberto Bossi: denunciato. Voto 3 Al leader della Lega piovono querele da tutta Italia perché pronunciò parole offensive contro Napolitano e Monti in occasione di una kermesse nel bergamasco. Bene. Era ora!

....
condividi 6 Commenti

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: inciucino. Voto 5- Il segretario del Pd è disponibile a “compromessi” sulla legge elettorale ma le varie anime del partito si dividono sulla nuova “maggioranza politica” con Pdl e Udc. Inciuci di bassa … lega?

Umberto Bossi: ciuchino. Voto 4- Il capo della Lega fa presentare alla Camera una mozione contro il ministro dello Sviluppo Economico Passera per: “Manifesta incapacità”. La svolta data dal Trota. Rivoluzionari o (il)letterati?

....
condividi 0 Commenti

E Bossi ci mette una ... "pezza". Maroni nel bivio ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Isolato persino dalla sua base padana Umberto Bossi e i suoi sodali cercano di metterci una pezza sullo strappo con Roberto Maroni.

Si chiede oggi Eugenio Scalfari su Repubblica: “E’ un movimento democratico quello in cui il segretario impedisce con una pubblica deliberazione ad un esponente storico di quel partito di intervenire nel dibattito congressuale? Sembra la Corea del Nord. Ed hanno l’ardire di ridurre il grande Nord italiano alla loro miserabile Padania?”.

Già. Tutto vero. Ma una domanda s’impone. Come è stato possibile che Bossi, triste cantautore bocciato al festival di Castrocaro nel ’61, sia stato in grado, con le sue sortite strampalate ma soprattutto con il voto, di “occupare” il settentrione d’Italia e di governare per anni insieme a Berlusconi l’intero Paese?

Invece di incolpare gli elettori piemontesi, lombardi, veneti ecc. perché i partiti, a cominciare dal Pd e dalla sinistra non hanno mai fatto un’analisi e una autocritica politicamente corretta e credibile?

Ora, questa diatriba può essere liquidata come l’ennesima pagliacciata del Carroccio o, peggio, come una furbata per i gonzi: non è la prima volta che in certi partiti si concordano la composizione e scomposizione di frammenti dello stesso partito per adescare l’elettorato anche in condizioni di posizioni antitetiche. In altre parole mettono capra e cavoli sotto lo stesso cesto e tentano il rilancio individuando il nemico, in questo caso, Monti e Napolitano.

Il giochetto del Senatur è fin troppo scoperto e non ha nulla a che fare con gli interessi del Nord e dell’Italia. E Maroni? Deve scegliere: l’abbraccio (tattico) di Bossi può essergli fatale prolungando l’agonia della Lega, partito che così com’è, è solo uno scrigno per gli affari e il potere di un uomo, della sua famiglia e delle cricche amiche.

....
condividi 1 Commenti

Lega Nord da ... teatrino dei pupi: Bossi imbavaglia Maroni

pubblicato da Massimo Falcioni

Merita tornarci sulla Lega Nord, dopo che Umberto Bossi, di fatto, ha proibito a Roberto Maroni di parlare in pubblico… da solo. Il partito (si fa per dire) dei soviet (si fa per dire) del qualunquismo padano si sta squagliando, con il Senatur che mostra la sua vera faccia.

Così commentava “boh 1”, un lettore di Polisblog, il post pubblicato ieri sullo stesso tema da V.: “Bossi, come chiunque nella storia si sia avvicinato a Berlusconi ( … remember fini ) , pagherà con la sua pelle tutte le porcate di cui è stato complice da 15 anni a questa parte. Bossi da uomo celtico, libero, è caduto nelle sabbie mobili berlusconiane. Pensava di mantenere il controllo come i cocainomani quando incominciano a sniffare e se la godono alla grande. Bossi è diventato la sua stessa caricatura. Senza Berlusconi scompare, per ragioni politiche, e molto probabilmente pure economiche e finanziarie. Berlusconi nel suo perfetto stile, lentamente si è impossessato di simbolo, uomini e della cassa di partito. Un ossessionato dal potere non potrà mai avere un reale subalterno, ma solo manichini.
Bossi è il manichino berlusconiano del nord”.

C’è poco da aggiungere. A Radio Padania militanti ed elettori del Carroccio hanno protestato vivacemente per l’avvilente andazzo del loro partito. Il conduttore ha replicato ai contestatori o togliendo la linea o spiegando secco: «Bossi propone un pacchetto con alcune soluzioni. Se le condividete bene, altrimenti votate altri partiti che ce ne sono tanti. Bossi è il segretario federale, punto e basta».

Robe da … “Trota”. Cvd (come volevasi dimostrare).