Silvio Berlusconi: Iran stop. Voto + 9. Il Premier italiano lancia un nuovo appello al mondo: “Fermare il progetto atomico iraniano con forti sanzioni ”. Forte e chiaro!
Pier Luigi Bersani: primum vivere. Voto – 8. Il leader del Pd mette i piedi avanti: “Resto segretario anche se perdiamo le Regionali”. Excusatio non petita, accusatio manifesta.
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“Non ci sono stati attacchi terroristici in America durante la presidenza Bush. Con la presidenza Obama ne abbiamo gia’ avuto uno”
Rudolph Giuliani
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Continua a leggere: Veritometro: Rudolph Giuliani e l'11 settembre "mancato"

Una lunga notte di trattative ha portato finalmente a una bozza di accordo grazie alla fondamentale mediazione di Sarkozy. Questa l’eredità di una conferenza intergovernativa sul clima che sarà ricordata più per la feroce battaglia tra Cina e Usa che per le soluzioni concrete adottate.
Il pericolo tuttavia era che l’evento si concludesse in una drammatica bolla di sapone, per cui un accordo per quanto debole è sempre meglio di nulla. Due i punti chiave della bozza, sempre in attesa dell’arrivo di Obama previsto per stamattina.
Punto primo. Contenimento della temperatura entro i due gradi dalla media del periodo pre-industriale. Ancora da stabilire i provvedimenti concreti per arrivare a questo risultato (o meglio per contenere lo sforamento). Il documento parlerà genericamente della riduzione dei gas serra, ma su questo sarà prevedibile il rinfocolamento della solita guerra tra la Cina in ascesa e i paesi occidentali.
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Barack Obama, fresco di premio Nobel alle intenzioni, un Nobel evidentemente voglioso di un pò di pubblicità, porta a casa il primo round sulla sanità. E’ stata infatti approvata dalla Commissione Finanze del Senato con 14 voti a favore (tra cui quello della repubblicana Olympia Snowe, ringraziata personalmente dal presidente come sottolinea l’Independent ) e 9 contrari, la legge sulla riforma sanitaria.
Dopo il voto il presidente americano non ha nascosto la sua soddisfazione, sentendo avvicinarsi un traguardo che sarebbe storico, ovvero una riforma sanitaria che vede interessate milioni di persone:
Oggi siamo più vicini di quanto lo sia stato chiunque altro prima di noi a portare a termine la riforma. Quello approvato oggi non è un testo perfetto e manca molto lavoro da fare ma questo voto ci ha portato molto vicini all’obiettivo che ci siamo posti.
Immagine|Flickr
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Indovinello: chi ha detto questa frase?
«Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro il Presidente e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione»
Se la vostra risposta è stata “Silvio Berlusconi” (o anche “Bonaiuti” o “Capezzone”, che è lo stesso) siete fuori strada. Allo stesso modo, la dichiarazione seguente non è stata pronunciata dal direttore di Repubblica Ezio Mauro:
«Invece di governare (..) si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori (..) In ogni caso, ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su»
Se la Consulta emetterà una sentenza sfavorevole, cosa rimarrà da fare al SuperCav? Dimettersi e andarsene un po’ al mare? Lido Alfano
I socialisti vincono in Grecia. Ma Berlusconi tranquillizza i suoi: “Caso isolato, qui il Pd non fa strada, almeno finché c’è Rutelli con loro. Qui vinco solo io“. Papindreou
Affaire Mondadori: secondo i giudici il Superpremier è corresponsabile della corruzione e i vertici Fininvest non potevano non sapere. Cosa si inventeranno ora i legali del capo del governo? Quale acrobazia? Cir-censi
Anche Obama si inchina alla logica economica e si fa intimidire da Pechino: il Dalai Lama non sarà ricevuto alla Casa Bianca. Incontro soltanto rinviato a dicembre? Buddhanate
Silvio Berlusconi vuol fare l’americano ma negli Usa salgono le quotazioni dell’alleato/amico/nemico Gianfranco Fini.
Il New York Times, mai tenero con il Cav di Arcore, adesso incensa il nostro presidente della Camera: “Uno dei politici italiani più interessanti, con un piglio da statista”.
Quasi una investitura d’oltre Oceano! Anche se il grande quotidiano americano ricorda “l’ex fascista che nei primi anni Novanta aveva un busto di Mussolini esposto nel suo ufficio”.
Tant’è. Ma l’acqua corre sotto i ponti. E tutto si trasforma.
Specie in Italia, dove “evoluzionismo” (politico) fa rima con trasformismo. Dove i voltagabbana abbondano, non dopo reale travaglio e autocritica, ma per rimanere sempre in piedi. O meglio, attaccati alla poltrona.
Forse, a breve, si capirà meglio il percorso di Fini, la sua evoluzione politico-ideologica: cosa vuole davvero e dove vuole andare.
“Il futuro della libertà” è il libro appena scritto dal number two del Pdl, fra un mese in edicola per i tipi della “nemica” Rizzoli (mica la Mondadori del Cav!): un manifesto che chiarirà il Fini pensiero. Almeno si spera.
Chissà come sarà contento Berlusconi!
Continua a leggere: Gianfranco Fini, trasformista o statista?
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E’ un’ Obama deciso, battagliero, quasi arrabbiato quello che si presenta al Congresso (il video dell’intervento qui sopra da msnbc tv) , che sferza con parole chiarissime il parlamento:
“Non sono il primo presidente a provarci ma voglio essere l’ultimo. L’America è l’unica democrazia avanzata, è l’unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente; o perché hai perso il lavoro.”
Continua a leggere: Obama all'attacco: "Assistenza sanitaria per tutti"

Tempi duri per il presidente Barack Obama. Ieri le dimissioni del ‘guru verde’ del presidente, travolto da accuse riguardanti una sua firma in passato su una petizione che ipotizzava il coinvolgimento del governo negli attacchi dell’11 settembre. Una cosa che a noi, abituati agli incollati alle poltrone, sembra quasi clamorosa.
In questi giorni si dovrebbe decidere invece sulla battaglia più difficile del presidente, la riforma della sanità.
Dopo mesi di propaganda repubblicana feroce, in cui Obama è stato definito nazista e socialista allo stesso tempo, in cui i conservatori hanno cercato di sviare il dibattito con accuse assurde ma pressanti; tipo quella che Obama taglierebbe le cure per i malati terminali (vedi Sarah Palin sul suo facebook o gli show di Fox news).
Continua a leggere: Obama e la riforma della sanità: domani è il giorno della verità?
Dopo essersi rilassato con il lancio inaugurale nell’80esima edizione della partita delle stelle di baseball al Busch Stadium di San Louis, Obama prova a scalare uno dei tabù più rigidi del capitalismo selvaggio made in U.s.a: la riforma della sanità. Michael Moore, tra i tanti, aveva tentato di spiegarlo nel suo ultimo lavoro, Sicko, di come funzioni la sanità negli Stati Uniti: no money, no cura.
Questa la formula che fa si che centinaia di milioni di persone siano senza diritti di accesso a cure mediche. Questo orrore sembra però rappresentare un vanto per tanti americani, che ogni qualvolta si parli di questa riforma vedono scatenarsi l’indignazione repubblicana e non solo. Anche questa volta si è ripetuto il tutto.