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Tutti gli articoli con tag Venezuela

Colpo di stato in Honduras: i primi morti del golpe e la promessa di Zelaya

pubblicato da davide f.

tiempo

Il colpo di stato in Honduras, tentato di mascherare dalle oligarchie locali e dai principali media honduregni come atto democratico di liberazione da una “presunta onnipotenza” del capo, ha ricevuto la condanna unanime di Onu, Ue, Alba e Oea, oltre a un duro monito di Obama, segno che forse qualcosa nel continente americano sta davvero cambiando.

Ma i golpisti non si fermano, e la violenza militare ha fatto le prime vittime: la prima è César Ham, parlamentare di Unión Democrática e tra quelli che più si erano spesi in questi mesi per il sogno del referendum per un’Assemblea Costituente. Le poche voci che arrivano, soprattutto tramite la rete, parlano della repressione alle manifestazioni di protesta di ieri.

Unità di forze speciali hanno caricato i dimostranti e iniziato un lancio di lacrimogeni, armati di manganelli e sparando in aria. Molti gli arrestati. Non si sa quante persone sono rimaste ferite, sembra ci sia un particolare accanimento verso i manifestanti più giovani.

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Colpo di Stato in Honduras

pubblicato da Giovanni Molaschi


Tegucigalpa. La Corte Suprema dell’Honduras dopo aver giudicato illegittimo il referendum che potrebbe permettere al presidente di essere riletto, ha incaricato domenica 28 giugno le forze armate di arrestare Manuel Zelaya (foto) che attualmente ricopre il ruolo più importante nel paese.

Il golpe, dichiarato tale dallo stesso sequestrato attraverso un video trasmesso dall’emittente Telesur, potrebbe creare un incidente diplomatico. Il Presidente del Venezuela Hugo Chavez, oltre ad aver già fatto sapere di essere pronto all’intervento militare qualora il sequestro di Zelaya continuasse, ha accusato l’amministrazione Obama (che attraverso Hilary Clinton si era già dissociata dal colpo si Stato) di essere coinvolta sui recenti fatti registrati in Honduras che stanno influenzando anche altri paesi sudamericani.

Secondo quanto denunciato dal Presidente dell’Organizzazionne degli Stati Americani José Miguel Insulza sono stati sequestrati gli ambasciatori dell’Honduras operanti a Cuba, Nicaragua e Venezuela. Malgrado l’Honduras abbia già un nuovo Presidente, Roberto Micheletti (già Presidente del Parlamento), il Paese è nel caos…

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Honduras: tentativo di colpo di stato, il presidente Zelaya resiste grazie ai movimenti sociali

pubblicato da davide f.

honduras

Brutto, bruttissimo flashback questa mattina nel sentire del tentato golpe militare in Honduras, un colpo di stato che riporta la mente al Venezuela del 2002 quando a Caracas ci fu il tentato ribaltone dell’11 aprile contro il governo democraticamente eletto di Hugo Chávez, che fallì grazie alla reazione dei cittadini.

Nella notte il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya ha dichiarato: “È in corso un colpo di stato nel paese”. Cosa ha scatenato il vigliacco tentativo?

L’assoluta contrarietà di elite e vertici militari al referendum di domenica per la formazione di un ‘assemblea costituente, dove la popolazione dovrà decidere se convocare o no l’elezione dell’assemblea. I sondaggi danno l’appoggio dell’85% degli honduregni.

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Chavez, un libro di Galeano in regalo ad Obama

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Vi abbiamo illustrato sabato dell’inattesa stretta di mano tra Chavez e Obama, un evento più mediatico che di sostanza, almeno per il momento: ci sono infatti buoni segnali da entrambi per un possibile dialogo in futuro. Da una parte Barack Obama conferma la sua intenzione di voltare pagina nei rapporti con l’America Latina e dice: “Ho molto da imparare e da ascoltare”.

Chavez, dal canto suo, ha dichiarato di “non aver il benché minimo dubbio che con la nuova amministrazione Usa i rapporti con gli Stati Uniti miglioreranno”. A conferma del significato simbolico della stretta di mano, che ieri ha dominato i titoli di tutti i media al seguito del vertice, il presidente venezuelano ha anche regalato un libro a Obama, “Le vene aperte dell’America Latina”, di Edoardo Galeano.

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Il Sucre, nuova moneta dell'America Latina e la stretta di mano Chavez-Obama

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Al termine di una riunione dell’Alba (Alternativa bolivariana per le Americhe) a Cumana, in Venezuela, è stato firmato un trattato che istituisce un sistema unitario di compensazione regionale ed una nuova moneta, il Sucre.

L’Alba è un progetto di cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi dell’America Latina ed i paesi caraibici, promossa dal Venezuela e da Cuba nel 2004 in alternativa all’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) voluta dagli Stati Uniti.

I paesi che fanno parte Alba, ovvero Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana, Honduras, Nicaragua e Venezuela più l’Ecuador, hanno raggiunto ieri l’accordo per la creazione di questa moneta unica regionale che funzionerà come una ‘moneta virtuale’ da utilizzare per l’interscambio tra gli stessi paesi dell’Alba.

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Operacion milagro, Cuba, Venezuela e la censura dei media: perchè non se ne parla?

pubblicato da davide f.

da http://ecatepec.blogia.com/2007/072801-al-gobierno-espurio-la-salud-de-los-mexicanos-le-vale-boicoteo-la-operacion-mila.phpDa sempre ci viene insegnato che nel mondo della comunicazione esistono molteplici criteri per la scelta dei temi e la loro notiziabilità (vedi alla voce Agenda setting). In un giornalismo non ideale ma minimamente serio questi sono la rilevanza e il grado di interesse e incidenza sulla realtà; oggi invece su quotidiani e televisioni la notiziabilità risponde ad un solo criterio: interesse, o convenienza.

Così dal sito di G.Carotenuto:

“La solidarietà è sovversiva, scandalosa e va censurata. Soprattutto se a mettere in campo da tre anni la più grande operazione medica di solidarietà nella storia sono due paesi piccoli, periferici e considerati membri dell’asse del male.
I grandi media congiurano per il silenzio ma attraverso l’ALBA, Cuba e Venezuela, con la Operación Milagro, dal 2005 ad oggi hanno permesso a 1.362.505 persone di 33 paesi del Sud del mondo di riacquistare la vista senza pagare un centesimo. Intanto il rapporto della OXFAM accusa: un cieco su quattro al mondo, quasi trenta milioni di persone, hanno perso la vista per la politica dei brevetti imposta dalle multinazionali farmaceutiche.”

Questo vuole essere un esempio, ma non solo. Qual’è il motivo per cui su quotidiani come Repubblica e Corriere leggiamo tutte le marachelle di Cuba e Venezuela e le storie degli “eroi” contrari ai presidenti e mai un’informazione seria sulle loro reali politiche? La paura di offrire un modello virtuoso che inizi ad avere il sostegno delle persone?

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Elezioni amministrative in Venezuela: Chavez vince, la stampa internazionale rosica

pubblicato da davide f.

da flickr, http://www.flickr.com/photos/pankcho/864641399/, creative commonsSi è appena conclusa in Venezuela un’importante tornata elettorale. Si votava per le amministrative, l’affluenza è stata del 65%, un record per il Venezuela. Si è votato in pace e in democrazia, a dispetto delle catastrofiche previsioni piene di sventura della stampa, che come al solito, ha fatto una pessima figura quando si parla di stati (anzi, di governi) non graditi.

17 stati su 22 sono andati ai sostenitori di Chavez, che perdono il sindaco della capitale Caracas; per capire quanto siano andate bene le elezioni per il presidente venezuelano, anche in tempi di crisi e con il petrolio mai cosi svalutato come ora, basta guardare al silenzio della stampa, quella italiana soprattutto, sempre pronta a starnazzare ideologicamente (memorabile l’attacco del Corriere della sera a Chavez per lo spostamento del fuso venezuelano di un’ora, che era semplicemente un ritorno al passato e un modo per consumare meno energia) quando c’e qualche presidente non allineato ai desideri degli industriali e dei poteri forti economici.

Altro esempio è come vengono affrontati temi riguardanti Bolivia ed Ecuador. A dispetto dell’informazione a reti unificate il Venezuela di Chavez fa un altro passo avanti, e lo stesso presidente non nega la sua soddisfazione:

“La fiamma della rivoluzione è oggi ancora più forte, la strada per la costruzione del socialismo è stata approvata e andrà avanti. Adesso dobbiamo continuare con il nostro compito e approfondire il nostro progetto”.

Nessuno pretende che il Venezuela diventi un modello, o che il suo presidente socialista e un pò populista debba piacere, però ciò che è veramente squallido per parlare di stampa italiana (e occidentale più in generale) è la faziosità e la totale mancanza di professionalità quando si tratta di analizzare paesi come il Venezuela, la Bolivia, Cuba (con l’ormai ventennale campagna stampa soprattutto di Repubblica e Corriere contro l’isola caraibica qualunque cosa accada).

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Hugo Chavez contro Angela Merkel:"E' una discendente di Hitler"

pubblicato da V.

Su Hugo Chavez si può dire tutto è il contrario di tutto. C’è chi lo difende a spada tratta, vedendo in lui uno degli ultimi baluardi de “un mondo diverso è possibile” e chi lo condanna con tutte le forze vedendo in lui solo un despota. Ultim’ora: Chavez avrebbe dichiarato, in seguito alla presa di posizione di Angela Merkel, che aveva invitato gi altri leader sudamericani a prendere le distanze dal caudillo doi Caracas, che la premier della Cdu sarebbe

“Lei è della destra, dello stesso partito che ha supportato Hitler, che ha supportato il fascismo, ed oggi è la cancelliera tedesca!”

Nel video qui sopra potete vedere uno spezzone di “Alò Presidente”, la trasmissione che Chavez conduce ed in cui risponde per ore alle telefonate dei cittadini venezuelani. Una via di mezzo tra “Pronto Raffaella?” e i “Fatti Vostri” solo che non si vince niente.

Via PressTv

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La situazione in Sudamerica e la prigionia della Betancourt

pubblicato da Ivy

Ingrid BetancourtDifficile affiancare la lettura di “Lettera dall’inferno” (le ultime parole che ci arrivano da Ingrid Betancourt scritte nell’ottobre 2007), e le cronache della situazione sudamericana di questi giorni. Nel primo caso frasi strazianti e commoventi rivolte alla madre, ai figli, agli amici, e dichiarazioni terribili sulla prigionia, nel secondo si scade nel ridicolo.

Il 1 marzo il presidente colombiano Uribe ordina l’uccisione in Ecuador di Raùl Reyes, portavoce e numero 2 delle Farc (che dal 1997 tengono in ostaggio circa 200 persone, rapite nel corso degli anni). Si scatena la reazione dell’Ecuador, che rompe le relazioni diplomatiche con la Colombia, e quella francamente più ridicola (e contestata) di Chávez, che mette l’esercito ai confini colombiani. Uribe dice che dai documenti prelevati a Reyes si evincono chiari legami tra le Farc, il Venezuela e l’Ecuador. A testimonianza di questo in realtà ci sono anche le dichiarazioni del presidente venezuelano su Reyes, molto positive, e il fatto che lo stesso si trovasse in Ecuador. La crisi, tutto sommato, si è di fatto chiusa con Chávez che perde ulteriormente credibilità nel paese (oltre a dare motivo di sospettare legami con le Farc) e il presidente colombiano che smaschera il momento di difficoltà militare delle Farc, accerchiate, facilmente intercettabili.

Ma gli ostaggi? Pare che si agisca in direzione opposta alla loro liberazione. Si ha infatti notizia che l’omicidio di Reyes sia avvenuto nel giorno in cui avrebbe dovuto incontrare tre inviati di Sarkozy, giunti per trattare uno scambio di prigionieri. Ingrid Betancourt (nel 2002, quando venne rapita, candidata alle presidenziali colombiane) sta diventando un simbolo di lotta alla corruzione e al narcotraffico, e un simbolo di lotta per la libertà, ma sta anche lentamente morendo. C’è chi, in conseguenza alla morte di Reyes e alle difficoltà delle Farc, ipotizza che possano liberarla a breve, per far calmare le acque e far calare l’attenzione sul gruppo. E voi? Siete altrettanto ottimisti?

Foto | Flickr

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