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Tutti gli articoli con tag Walter Veltroni

Berlusconi "ko" (non) tecnico. Atteso il getto della spugna. L'opposizione. "Dimissioni subito!"

pubblicato da Massimo Falcioni

Voleva la conta Silvio Berlusconi e la conta è arrivata in Aula alla Camera, inequivocabilmente chiara e pesante come un martello che spinge un chiodo fino a farlo scomparire. 308 da una parte e 321 dall’altra parte. Si è votato sul “rendiconto”, che non è una quisquilia, licenziato per il bene della Patria.

Ma a nessuno sfugge il peso e il messaggio politico: si è votato su Silvio Berlusconi e sul suo governo. Il responso è uno solo: premier ed esecutivo non hanno più la maggioranza in Parlamento. Berlusconi, Bossi, il Pdl e la Lega e l’allegra brigata di corte non hanno più i numeri. E adesso?

Berlusconi a caldo definisce “traditori” i dissidenti. Frastornato, pare abbia chiesto un time out: 24 ore per la decisione finale. Ma forse la decisione ha tempi più stretti. Ignazio La Russa: “Sicuramente il presidente Berlusconi parlera’ con il Presidente della Repubblica. Nessuno sottovaluta il voto di oggi”. E’ già in corso un vertice a palazzo Chigi tra Berlusconi, Alfano, Letta, Maroni. E’ atteso alla riunione anche Tremonti.

Il Pd fa quadrato. Walter Veltroni appoggia il segretario Bersani: “Berlusconi deve dimettersi subito, tra un minuto. E’ inevitabile che vada al Quirinale, è suo dovere”. Bersani: “Rassegni le sue dimissioni e rimetta il mandato al Capo dello Stato”. Questo l’invito politico rivolto al premier dal segretario del Pd già in aula alla Camera. “Rassegni le dimissioni, qui faremo la nostra parte per il Paese. E sia chiaro che sei lei non lo facesse, non oso credere che lei non lo faccia. Se lei non lo facesse le opposizioni considererebbero iniziative ulteriori perchè così non possiamo andare avanti”.

Per Berlusconi è l’ultima occasione per uscire di scena con un brandello di dignità.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Gli eredi del Pci, una generazione di vincenti: Occhetto ha perso le elezioni, Veltroni ha perso le elezioni, Bersani non tocca palla. Sfigati e portatori di sfiga. Menagramsci

La grande finanza ha massacrato l’economia reale, Wall Street ha azzoppato Main Street e poi ha mentito, provando a mascherare gli enormi buchi. Quante palle hanno raccontato questi magnati della carta straccia. Ball Street

I canali all news italiani hanno l’abitudine di intervistare i politici già alla mattina presto nelle varie rubriche “un caffè con…” e similari. E sono tanti i peones disposti a far la levataccia pur di apparire in tv. Anche di fronte a una tazza di caffè al bar. Mezza sega(fredo)

Poi ci sono le trasmissioni tv che generano i personaggi. La Polverini e la Brambilla, ad esempio, sono creature di Giovanni Floris (che esclamò a suo tempo: “Sii puoooò faaareeeeee”). Ora il debuttante Corrado Formigli è proprio dispiaciuto per non aver creato lui una come la Brambilla. Pazza-pulita

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il Cav ha un buon argomento per convincere Scajola a rientrare nei ranghi. Non conosciamo i dettagli, bisogna capire se questo argomento è di pelle o di velluto, se ha le rotelle o i piedi rigidi. Di certo, è un argomento con comodi braccioli e schienale accogliente. Frau-dolento

Esilarante video che mostra il duro La Russa alle prese con il proprio agghiacciante inglese. Nelle immagini deve dire due parole e si impappina. Anche la pronuncia non è proprio da star di Hollywood, ma il ministro ha la faccia di chi in fondo se ne frega. Charles Bronzo-n

Il Pdl arretra nei sondaggi, però il Pd che torna a dividersi resta al palo e non guadagna nulla. Il rinnovato protagonismo di Veltroni prelude a nuovi grandi trionfi. Walter-loo

Il governo è appeso a Scajola e ai responsabili, ma intanto rischiano di saltare le grandi opere per carenza di fondi. Sciliponte di Messina

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: villa … no. Voto 4-. Il premier sbugiardato dal direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli a Ballarò: “Conosco il proprietario di quella villa che è la più bella di Lampedusa e so per certo che non è stata acquistata da Berlusconi, è una bugia”. Non è la prima, non sarà l’ultima.

Walter Veltroni: valteri … no. Voto 5-. L’ex Pci-Pds-Ds-Pd: “ Siamo al termine di un ciclo politico il cui sbocco non e’ necessariamente rappresentato dalle elezioni’ anticipate. Ora c’e’ da ‘chiedersi quanto possiamo andare avanti”. Uolter dixit. Guai in vista. Per Berlusconi? No, per il Pd!

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Ore 12 - Pd caos: Fioroni (dopo Veltroni e Renzi) dà il benservito a Bersani

pubblicato da Massimo Falcioni

altroFra le miserie quotidiane della politica dell’Italietta spicca un affondo di Beppe Fioroni, l’ex ppi della minoranza interna del Pd, che torna a colpire la leadership di Bersani.

Tanto per gradire e mettere altra legna sul fuoco della discordia interna, l’ala ex diccì si è dotata di un proprio giornale il “Domani d’Italia”, il cui primo editoriale a firma dell’ex ministro chiama il partito a un forte ricambio generazionale in tempi brevi perché al prossimo appuntamento elettorale il Pd deve cambiare faccia e sostanza. Bene.

Quindi, di fatto, è il benservito a Bersani, cui si vuol precludere la possibilità di presentarsi come leader della alleanza di centro sinistra alle prossime elezioni politiche. In pratica Fioroni prevede l’uscita di scena del Cavaliere, per cui, questo il ragionamento, via Berlusconi via gli anti Berlusconi.

Nella sostanza, Fioroni si aggancia ai nuovi recenti attacchi di Walter Veltroni e di Matteo Renzi contro la dirigenza del Partito democratico, in primis il capo Pierluigi.

Così ancora una volta il pidì è in fibrillazione, ancora una volta la tregua annunciata regge lo spazio di un mattino. Un bel modo di preparare il partito per affrontare il “nemico” vero, in vista delle importanti elezioni amministrative di metà maggio. A chi va l’oscar dell’autolesionismo politico? La risposta è fin troppo scontata.

Ma c’è la chicca finale. Come già pubblicato nel post precedente, Bersani ha scelto per la campagna elettorale lo slogan «Oltre»; non accorgendosi però che «Oltre» è anche la testata del «periodico dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale». Dai manifesti elettorali a quelli mortuari. Così il Pd è davvero ridotto al lumicino. Requiescat.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Tremonti: l’itagliano. Voto 4. Il super ministro dell’Economia apre il forziere e dà l’allarme: “ Non c’è un euro a disposizione per il piano crescita”. Brutto risveglio dopo la sbronza. Le bugie hanno le gambe corte. Addio all’ottimismo del Cavaliere. Altra bella “spennata” in vista?

Walter Veltroni: l’amerikano. Voto 4. Il più “marchionnista” del Pd fa marcia indietro: “Se la Fiat dovesse venir meno agli impegni che ha assunto si prenderà le responsabilità di questo mancato rispetto. Andare a Detroit sarebbe violare gli impegni”. Uolter, deciditi! Usa o Africa, ma vattene!

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Il Pdt (partito delle tasse) insiste con la "patrimoniale". Cui prodest?

pubblicato da il passator cortese

Non è il ddt di nefasta memoria, , ma il Pdt può essere ugualmente velenoso, e non solo per le mosche. Il Pdt, partito delle tasse composto in particolare da antiberlusconiani doc, ha solo un dubbio: se colpire con la mannaia di una patrimoniale o raddoppiando le aliquote sulle rendite finanziarie.

C’è in particolare questa gran voglia di imposta patrimoniale. Dalle “nobili” alte vette ex socialiste di Giuliano Amato alle nebbiose pianure dell’ex comunista Walter Veltroni (con assist di Pietro Ichino) è giunta la soluzione per risolvere i gravi problemi delle italiche (esauste) finanze.

Che non ci si fidi delle nuove promesse di liberalismo di Berlusconi è … naturale. Ma del Pd chi si fida?

La patrimoniale straordinaria non ha niente di “comunista”: è solo una idea bislacca, inutile e assurda. Perchè ammesso che nelle casse dello Stato entrino più soldi (anche questo in Italia è da dimostrare), governo e opposizioni non tireranno e non faranno tirare la cinta, ma, all’opposto allargheranno i cordoni della borsa rimpolpata.

Solo così si prendono applausi e, soprattutto, voti. A onor del vero, Amato e Veltroni, propongono una patrimoniale con seguito di altri interventi strutturali in grado di sostenere la crescita e migliorare il bilancio, fino all’agognato pareggio e conseguente riduzione delle tasse. Ma se si fanno davvero interventi di liberalizzazione e di riforme vere, a che serve la scure-capestro della patrimoniale?

La via d’uscita è dietro l’amgolo, ma nessuno intende imboccarla: usare la forbice, senza pietà, per tagliare le spese. Chi è oggi (o domani) in grado di usare il forbicione?

Primarie Pd e sospetti brogli: come distruggere una grande intuizione

pubblicato da Bruno Marino


Pochissimi giorni fa ci siamo occupati delle primarie del Pd a Bologna e a Napoli, in previsione delle elezioni amministrative del 2011. Bene, mentre a Bologna la vittoria del “candidato Pd” non ha suscitato polemiche (anche se parlare di candidato del Pd alle primarie del Pd sembra un controsenso tutto italiano), a Napoli il trionfo del bassoliniano Andrea Cozzolino ha dato il via a pesantissime accuse di brogli.

Qui trovate un articolo del Fatto che riassume la vicenda. Cito il caso di un seggio, davvero meraviglioso:

“A Miano, nel seggio di via Ianfolla, Cozzolino raccoglie 1067 preferenze, 867 in più di Ranieri. Un record: con il seggio aperto 13 ore, si calcola che ogni votante sarebbe riuscito a far registrare la sua preferenza in un solo minuto.”

Il punto però, al di là dei numeri (più di 44.000 votanti a Napoli contro i soli 28.000 di Bologna - Bologna, una delle capitali della “zona rossa”, superata da Napoli è di per sé un risultato sospetto), è un altro. Ma prima, serve ripercorrere in poche righe la storia delle primarie in Italia.

Continua a leggere: Primarie Pd e sospetti brogli: come distruggere una grande intuizione

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Walter Veltroni: acchiappamosche. Voto 5-. L’ex leader del Pd tenta il rilancio con il Lingotto 2 proponendo un nuovo governo di … centrodestra, “ma anche” un governo di tutti. Cioè un governo “a’ la carte”, come al ristorante. Uolter: replay del fallimento.

Emma Mercegaglia: spaventapasseri. Voto 5-. Il presidente di Confindustria spara contro il Governo “insufficiente” e sponsorizza Giulio Tremonti premier. Ma tace sull’assenza dell’associazione degli imprenditori, al guinzaglio di Marchionne.

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Pd, "manicomio" ambulante ...

pubblicato da il passator cortese

“Congresso anticipato? Non so di che si parli”. A giurarlo è Walter Veltroni, preoccupato delle accuse di eterno spaccatore del Pd, sempre in preda alle fibrillazioni correntizie.

L’ex segretario smentisce così la richiesta di congresso anticipato: “Sono interessato solo a una vera discussione sull`identità programmatica del partito”.

Appunto. Se uno vuole una vera discussione significa che una vera discussione non c’è. Che si è fatto in tutti questi anni? Problema di democrazia o di Veltronocrazia?

Cioè, la formula di governo in cui se vince i congressi deve decidere da solo (Veltroni), se li perde (Veltroni) bisogna rifarli finchè non li vince (Veltroni)!

E Arturo Parisi, tanto per restare allenato, rilancia: “Bisogna cercare un nuovo Prodi”.

Sì, bisogna cercare un … “manicomio” ancora aperto. O cambiare tabella davanti al Nazareno.

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