
Una settimana fa eravamo alla Festa della Libertà di Milano (qui la prima, la seconda e la terza parte del reportage di V.) e ignari delle battutacce del premier su Michelle Obama, abbiamo deciso di occuparci di cose serie, chiedendo ai militanti di indicarci i principali impegni che, a loro avviso, il governo Berlusconi ha realizzato.
Ne è uscita fuori una lista interessante, che abbiamo sottoposto ai lettori di polisblog attraverso un sondaggio che è restato aperto per una settimana. I risultati che abbiamo ottenuto sono molto strani: da una parte infatti, non potrebbero essere più diversi. Sotto altri aspetti, invece, si rivelano assolutamente identici.
La maggioranza assoluta delle risposte infatti va all’opzione “non so”: presumibilmente un modo per molti lettori per contestare l’assunto alla base del nostro sondaggio, ovvero che il governo abbia rispettato qualche impegno significativo per il paese.
Il SuperCav incontra Ali Zardari, che ringrazia l’Italia per il sostegno al suo Paese. Papistan
Corpo a corpo magistrati-Brunetta. Poi arriva il solito Mancino e cerca di gettare acqua sul fuoco. Il Coniglio superiore della magistratura
Bufera su Rai Tre: in particolare sul programma della Dandini e sulla nuova sit-com ambientata a Palazzo Grazioli. Ieri il fido Paolo Romani si chiedeva: “Cosa c’entra il WC con il servizio pubblico”. Rispondiamo: non sarà per caso che la Rai sta diventando molto servizio (igienico) e poco pubblico? Cessi…di esistere
Il Superpremier al limite del surrealismo. Consegna le case in Abruzzo e declama: “Questo è il governo che ha introdotto la moralità”. Ceci n’est pas un papi
Abruzzo: il Cav torna SuperCav grazie al grande spot sulla ricostruzione. E ringrazia mamma Rai per il prezioso regalo infiocchettato dal buon Vespa. Grazie dei Floris
Silvio contro Silvio. Berlusconi frega Berlusconi. Infatti, durante la notte della celebrazione aquilana, Porta a Porta ha un temibile concorrente nella corsa all’audience. Chi? Ma è proprio il Milan nel suo debutto in Champions. Il capo del governo non può nemmeno andarlo a vedere dalla tribuna come avrebbe voluto. Stadio…terminale
Fatto sta che nessun terremotato è stato ospitato nelle residenze del premier. Per entrare lì ci vogliono specifici attributi. Un tetto e le tette
Non è più il Mastella di una volta. Relegato a Bruxelles e fuori dalle grandi manovre romane, il leader ’salterino’ ha perso il potere di decidere della vita dei governi. Anche la recente festa di Telese sarebbe stata, pare, un flop clamoroso. Almeno in termini di presenze. Clemente sta quasi sparendo? Pensa a qualche nuovo travestimento? Fantomas-tella
La procura di Palermo torna a rovistare nei vecchi armadi in cerca di scheletri mafiosi. E Di Pietro spera che il Cav possa essere toccato dalle indagini. Don Silvio referente dei boss? Tonino ci conta. Don Silvio puparo e mandante? Don Silvio eminenza grigia? Don Silvio con la coppola? Balla coi pupi
Dopo il sisma, lo share. Il governo completa le prime casette per i terremotati e naturalmente ci tiene che la consegna avvenga non di mattina o nel pomeriggio. Ma in prima serata, con il massimo ascolto. Officiante sarà il solito Bruno Vespa. La cosa, però, ha provocato un altro terremoto in Rai. Il superpremier comunque se ne infischia: vuole benedire “il miracolo” di fronte a tutti, cerca un’epifania televisiva che possa segnare la sua resurrezione. Ho visto la Mad-Onna
Chi ne fa le spese è Ballarò, che di imperio è stato costretto a traslocare al giovedì. Clamoroso esempio di dabbenaggine a Viale Mazzini. Grottesco-rt
‘Terminator’ Brunetta attacca i cineasti italiani: non fanno cultura, dice, e sono parassiti. Poi aizza ‘Bondo’ Bondi e chiede di abolire il Fus. Min cul pap(i)

È scontro tra Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, e Massimo Cialente, sindaco de l’Aquila.
Come riportato dal Messaggero, Guido Bertolaso avrebbe fatto sapere che i ritardi registrati sulla ricostruzione delle abitazioni distrutte dal terremoto non sarebbero causati dal suo dipartimento. La colpa, secondo il Capo della Protezione Civile, sarebbe delle strutture locali.
“Noi – ha dichiarato Bertolaso - abbiamo dato i soldi ai sindaci, ma mi risulta che finora siano state presentate solo 2-300 domande da parte di proprietari di case danneggiate o distrutte. Mi sembra strano, sono pochissime. Dovremmo invece sfruttare il bel tempo dell’estate per fare i lavori in modo da poter ricominciare a settembre la vita normale”.
Foto | Flickr
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Qui sopra le interviste realizzate da Abruzzolive.tv ( e riprese da c6.tv) agli aquilani; più che per le parole è un esercizio molto utile vedere le espressioni, dopo 3 mesi di tendopoli, degli abitanti, ormai non più disposti a credere alle promesse “dorate” di Berlusconi.
Oggi, in vista dell’accoglienza di Obama, le associazioni abruzzesi, in testa 3e32 (il nome dall’orario della scossa più forte di inizio aprile), si sono date da fare realizzando a Roio una scritta gigante che recita “Yes we camp”, a dimostrazione della stanchezza dei cittadini, mista a rabbia, per l’impotenza che dimostra il governo quando dalle parole deve passare ai fatti.
Di seguito la spiegazione del perchè “Yes we camp” e le immagini della scritta.
Continua a leggere: G8: le promesse ai terremotati e la protesta "Yes we camp"

Siamo entrati nella settimana che porta al G8 in Italia. A otto anni da Genova, dalla mattanza della Diaz e da una situazione che il mondo non esitò a definire come una “tre giorni degna di Pinochet“, da quello che Michelangelo Fournier, all’epoca vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, definì “macelleria messicana“.
L’Italia non ha ancora superato quel G8, è rimasta una profonda (e forse non ricomponibile) lacerazione tra chi in quei giorni ha giustificato la violenza di stato, chi ha fatto orecchie da mercante e chi invece ha denunciato quello che fu.
Proprio oggi il pm ha chiesto due anni di reclusione per l’ex capo della Polizia Gianni de Gennaro, grande amico di (quasi) tutta la politica italiana, che ha indotto l’ex questore Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza per i fatti della Diaz.
Continua a leggere: G8: 8 anni dopo Genova, si prepara la protesta in tutta Italia

Non c’è niente da fare: all’estero c’è un solo nome in grado di catalizzare l’attenzione sul nostro paese, e quel nome è Silvio Berlusconi. I giornali stranieri non si distinguono dunque poi così tanto, a questo riguardo, dai media nostrani.
La candidatura di starlettes televisive al parlamento europeo non è infatti assolutamente passata inosservata oltralpe: il Times vi aveva dedicato un articolo già prima dell’intervento di Veronica Lario, così come O Estado de Sao Paulo, El Pais e l’olandese Algemeen Dagblad che ha offerto la più lucida analisi della vicenda:
Il fatto che l’Italia forse non manderá a Strasburgo i rappresentanti piú adatti, non ha molta importanza. In Italia il Parlamento Europeo é visto come un ampio parcheggio per politici e personalitá televisive disoccupate. Per sindaci e ministri é una buona seconda fonte di reddito. (..) Inoltre é una pacchia: gli europarlamentari italiani guadagnano piú di tutti gli altri (circa 20.000 euro al mese) e sono quelli che fanno di meno, cosí appare dagli accertamenti
Mentre sul web fa sorridere o gridare allo scandalo il video di cui sopra, in cui durante Domenica In una battuta neanche tanto ironica su Berlusconi fa scattare il panico in maniera veramente tragicomica, non fosse per la tristezza che suscita per quella inevitabile sensazione di conformismo all’italiana, Di Pietro lancia la sfida per un (improbabile) duello tv a Berlusconi.
Tuona dal suo blog il leader dell’Idv:
“L’allergia alla magistratura del presidente del Consiglio non e’ stagionale, e’ permanente. I riflettori sul terremoto dell’informazione, quella alternativa ovviamente, e le indagini avviate dalla magistratura disturbano la campagna elettorale permanente di Silvio Berlusconi in Abruzzo.
Continua a leggere: Politica e televisione: Di Pietro lancia la sfida a Berlusconi
Come ogni venerdì vi riproponiamo la video-apertura della puntata di Annozero di ieri, 16 aprile 2009. Parte il conduttore Michele Santoro con una risposta alle polemiche della settimana, condita da un ironico attacco ai lettori del Giornale. Segue la copertina di Marco Travaglio.
Nel suo intervento il giornalista inizia a sua volta attaccando le prese di posizione del Giornale, per poi dedicarsi a una lunga - oserei dire troppo lunga - imitazione dei cinegiornali Luce quando esaltavano Benito Mussolini durante il ventennio.
Ricordiamo che abbiamo seguito la trasmissione ieri con una lunga diretta. Chiunque volesse ripercorrerne gli eventi o commentarla può farlo qui.