La puntata di Annozero di questa sera è decisamente imperdibile, dopo la sequela di polemiche suscitate settimana scorsa. Per le armate di Michele Santoro si sono susseguiti 7 giorni molto intensi, e l’esito finale è stato il richiamo del conduttore, invitato a “riequilibrare” i temi del suo programma, e la sospensione per una puntata del vignettista Vauro.
In questo clima assisteremo a una nuova trasmissione sul terremoto, con la partecipazione di Sabina Guzzanti che ha già promesso battaglia e cercherà sicuramente di fare anche le veci dell’assente. Nei giorni scorsi la Guzzanti ha dichiarato esplicitamente che “bisogna fare più casino possibile per riavere Vauro”, quindi aspettiamoci di tutto. Ecco il manifesto della serata:
In Abruzzo si pensa alla ricostruzione, che costerà secondo una prima stima 12 miliardi di euro. Con il rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei fondi, un fiume di denaro che scatena le attenzioni delle organizzazioni criminali. Come si muoverà la politica per impedirlo? I rappresentanti delle istituzioni e della politica, a cominciare dal Presidente del Consiglio, sono andati ogni giorno a L’Aquila per assicurare alla popolazione non solo l’impegno del Governo, ma l’inizio in tempi rapidi della ricostruzione. Intanto la magistratura sta avviando le indagini sui mancati controlli, sulle strutture pubbliche crollate e a volte senza nemmeno l’abitabilità, come l’ospedale diventato immediatamente inagibile. Gli allarmi lanciati in questi anni sono stati ascoltati? Perché molte relazioni tecniche che parlavano dell’instabilità di alcuni edifici non hanno avuto seguito? Sono molte le costruzioni abusive, centinaia quelle inagibili o che hanno bisogno di interventi di sostegno.
Era nell’aria, ed è arrivata la “punizione” per la trasmissione di Santoro, Anno zero. Il provvedimento è in una lettera del direttore generale Rai, Mauro Masi. Domani Santoro nella puntata dovrà “attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo“.
Vauro, invece, non ci sarà. Colpevole, secondo Masi, di aver offeso “le vittime e chi le piange” con la vignetta sulle cubature (minuto 1.26 del video). Aspettando la reazione della redazione di Anno zero vi chiediamo cosa ne pensate.

Reduci dall’articolo di Valli su Repubblica che ha scatenato molte polemiche e da due settimane di accuse e contro accuse di sciacallaggio per quanto riguarda il terremoto abruzzese, vediamo come El Pais, uno dei più importanti quotidiani spagnoli, giudica la situazione italiana. Scrive El Pais:
“Il terremoto ha portato alla luce, ancora una volta, il meglio e il peggio dell’Italia. Grazie alla solidarietà e al lavoro di migliaia di volontari è stato possibile trovare una sistemazione e prendersi cura di 55mila sfollati e 1.500 feriti. Ma, d’altra parte, l’illegalità e la mancanza di controlli sono all’origine del crollo di molti edifici di recente costruzione.
Tra questi, l’ospedale San Salvatore, l’opera pubblica più importante realizzata in Abruzzo negli ultimi decenni, che non avrebbe dovuto neanche aprire. Il centro, infatti, non era stato accatastato e non aveva ottenuto l’agibilità”. Domanda: chi ha realizzato l’ospedale? Dice qualcosa il nome Impregilo?
Continua a leggere: Abruzzo e l'ospedale San Salvatore: cosa scrive El Pais e la banda Impregilo
Una settimana dopo la tragedia del terremoto d’Abruzzo Ballarò cerca di tracciare un primo bilancio. Ricordiamo che la scorsa settimana infinite polemiche aveva suscitato la linea aggressiva adottata da Annozero e sarà interessante vedere come Floris imposterà la trasmissione.
Ad una settimana dal terremoto che ha devastato L’Aquila e gli altri centri abruzzesi, la puntata di “Ballarò” cerca di capire che Paese è uscito fuori. In cosa abbiamo funzionato e in cosa no? Quali i vizi e quali le virtù mostrati dagli italiani di fronte al tragico evento?
Ospiti di Giovanni Floris saranno il Ministro degli interni Roberto Maroni e la presidente dei senatori del PD Anna Finocchiaro. Ciò dovrebbe garantire una trasmissione equilibrata e pluralista. In apertura la copertina di Maurizio Crozza.
PolisBlog seguirà il programma in diretta con il nostro Marco Paganini. Appuntamento qui e su Rai3 alle 21.05
Nella sempre minor complessità del panorama politico italiano una cosa l’abbiamo capita, masticata e rimasticata, ma (si spera) non ancora digerita: in Italia per fare il politico devi sapere chiaccherare tanto, ma proprio tanto, e fare i fatti quasi zero. Lo sa bene il governo marketing di Berlusconi, che si riempie la bocca di sparate un giorno si e l’altro pure.
L’ultima trovata pubblicitaria è il 5 per mille da devolvere ai terremotati abruzzesi del ministro dell’Economia Giulio Tremonti; il consulente di Emergency Gianpaolo Concari l’ha definita “inquietante e demagogica”, ed è stato anche magnanimo. Questa trovata spot infatti rischia di danneggiare migliaia di associazioni, alcune delle quali sono pienamente impegnate anche in Abruzzo.
Visto l’impatto emotivo e mediatico della situazione abruzzese, come è naturale che sia, questo gesto rischia di essere una condanna, e forse è questa la volontà del governo. Sempre Concari in più fa notare che i “soldi per il terremoto in realtà ce ne sono già adesso si possono infatti anticipare e quindi smobilizzare i soldi dell’8 per mille.
È di ieri la notizia che la Lega sarebbe disposta a mettere in gioco l’esistenza stessa dell’alleanza di governo nel caso il Pdl si pronunciasse a favore dell’accorpamento del referendum al primo turno. L’intenzione è di evitare l’accorpamento tout court, quindi anche al meno trafficato secondo turno amministrativo, ma non è improbabile che si raggiunga un compromesso, come ha ipotizzato La Russa qualche tempo fa.
La realtà però è che questo referendum contiene degli elementi fortemente antipluralisti, per non dire antidemocratici, e perciò la battaglia che lo avversa appare per molti aspetti sacrosanta. Abbiamo già cercato di spiegare come lo scopo della consultazione sia favorire un sistema bipartitico andando a penalizzare tutte le forze “terze”, motivo per il quale non è visto di cattivo occhio dal Pdl e riscuote l’adesione entusiastica del Pd, che non vede l’ora di recuperare consenso ai danni di Di Pietro, vedendo nel contempo aprirsi un incrinatura nella maggioranza.
Una spaccatura Lega/Pdl cambierebbe infatti lo scenario in molte circoscrizioni del nord, permettendo al centrosinistra di infilarsi nei pertugi lasciati liberi. Ecco perché Franceschini ha ipocritamente dichiarato di volere l’accorpamento per risparmiare soldi, ed ecco perché non ha esitato a usare le vittime del terremoto per suffragare questa tesi, destinando il risparmio all’emergenza. Ma come detto è una posizione ipocrita, perché la sinistra stessa non ha esitato in passato a sostenere l’astensionismo e ad avversare l’accorpamento quando le faceva comodo. Così come il centrodestra, s’intende.
Il terremoto che ha scosso l’Abruzzo e sconvolto l’Italia intera pone forti interrogativi. Abbiamo scritto e discusso e tuttora è in corso il dibattito sul perchè di costruzioni anche non vecchie ma tanto fragili. Un’altro drammatico e inquietante interrogativo è sui morti “non ufficiali”, ovvero gli irregolari presenti in Abruzzo al momento del sisma.
Secondo il parere di un funzionario della protezione Civile italiana, ripreso qui da una telecamera nascosta, al momento è impossibile ipotizzare quanti migranti vivessero nel centro storico. “Almeno il 90 percento di quelle case erano affittate in nero”. Quando sapremo qualcosa?
“Una televisione pubblica non può comportarsi così”. Alla fine è arrivata la polemica su Anno Zero, quando sale le tensione puntualmente esplode, lanciata per l’ennesima volta da Berlusconi e Fini. Chiede giustamente oggi Emma Bonino, non una fan del programma, “Cosa si contesta a Santoro?”. E aggiunge: “La liberta’ di espressione ha un limite solo, quella della menzogna”.
E’ proprio questo il problema del premier e dei suoi fedeli politici e seguaci: dà fastidio tutto ciò che contrasta o rovina l’immagine del premier tra la gente, del governo efficiente che aiuta i terremotati, dell’immagine di una Protezione Civile perfetta. Non le menzogne di Anno zero, che “sbadatamente” non vengono mai indicate da coloro che accusano e insultano la trasmissione.
Premesso, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, che non si è mai visto un premier che continua ad attaccare programmi di informazione che non gli vanno a genio, un governo realmente democratico dovrebbe avere la capacità di rispondere a delle critiche, anzi, dovrebbe farne tesoro per migliorare.
Continua a leggere: Berlusconi e Fini contro Anno zero di Santoro: qual è la vera indecenza?
Sbatti il morto in prima pagina. Il morto in realtà è vivo e sta bene? Pazienza. Esiste anche il defunto “taroccato”, colpa della fretta, della pigrizia e di Facebook che ci mette lo zampino. Cosa avrà pensato stamattina la povera Roberta Zavarella, sociologa di 35 anni, abruzzese sì, ma trapiantata a Roma, nel vedere sulla prima pagina del Giornale la propria immagine tra le tante delle vittime del sisma? Un patchwork di foto formato tessera che racconta una tragedia e che include anche lei, cappellino azzurro, sciarpa in pendant e lecca lecca. Il problema è che Roberta, per fortuna, è stata solo sfiorata dalla tragedia: “Sono sconvolta – scrive sullo stato di Facebook – Vedere la propria terra distrutta è una sensazione strana. I miei parenti tutto ok”.
Stanno bene i parenti e ancor meglio sta lei, che si prepara a tornare in Abruzzo per la Pasqua. Eppure secondo il Giornale ha già finito di vivere sotto le macerie. Non contenti, i redattori di Mario “the voice” Giordano ci tornano su a pagina 4. Boxino, stessa foto di Roberta, presa ovviamente dal suo profilo sul social network, e accanto un piccolo epitaffio: “Era di Cavate di Sulmona. Fuori dalla chiesa di San Michele Arcangelo, dove ieri hanno fatto i funerali, fiori bianchi, una sua gigantografia e un cartello con poche semplici parole: ‘Ci mancherai. Ci mancherà il tuo sorriso e la tua semplicità’. L’hanno scritto i suoi amici”. Peccato che i redattori del Giornale quella gigantografia non l’abbiano mai vista. Si sarebbero accorti che tra le vittime c’è sì una Roberta Zavarella, ma è soltanto un’omonima della sociologa 35enne che vive a Roma e che su Facebook ha fatto sapere a tutti gli amici di star bene.
Infortuni da social NOTwork: si rubacchia una foto-profilo e via. Senza nemmeno vedere cosa quella pagina personale contenga davvero. Roberta dice a Polisblog: “E’ assurdo, mi tocca denunciarli al Garante della privacy”. Morale della favola? Si può finire, tristemente, sotto macerie di ferro e cemento. Ma a volte si può “morire” anche sotto le macerie dell’informazione. E senza neppure saperlo.
Ecco il video dell’intervento introduttivo di Marco Travaglio ieri ad Annozero. Il giornalista ha tracciato un quadro della legislazione italiana in materia antisismica a partire dal 1904, data del terremoto Messina/Reggio Calabria. Come sempre Travaglio non le manda a dire, e ne ha per Impregilo, costruttore dell’ospedale dell’Aquila, per la Calcestruzzi e in generale per i cosiddetti “ladri di cemento”.
Nel corso dell’intervento il polemista cita alcuni significativi passaggi delle intercettazioni telefoniche intercorse tra i responsabili della Calcestruzzi. Un esempio per tutti: “Non possiamo fare che andiamo a norma questo mese?” e la risposta: “No, meglio di no.” Citati anche Formigoni, Guarischi e l’ex-governatore del Molise.
A voi ogni commento.