Come era facile prevedere, causa le sottovalutazioni e le coperture, sono ripresi gli episodi di intolleranza e di aggressione contro il sindacato della Cisl.
Stavolta una serie di blitz, attaccata addirittura la sede nazionale di via Po a Roma da esponenti coperti da una fantomatica sigla: Action. A Merate, nel lecchese, irruzioni di militanti Fiom con tanto di dirigenti.
Non vogliamo aggiungere niente a quanto già scritto dopo i fatti della settimana scorso a Treviglio, nel bergamasco: nessuna esasperazione e nessuna ragione dei lavoratori legittima azioni che, al di là degli aspetti che riguardano l’ordine pubblico con tutte le conseguenze del caso, sono inqualificabili e intollerabili, da condannare sul piano politico.
Questo non significa sottacere le gravissime responsabilità di aziende private e pubbliche impegnate solo in un’opera selvaggia di licenziamenti e le ancor più gravi responsabilità del governo, totalmente assente.
Ma il clima di intolleranza serve solo a isolare i lavoratori e danno fiato alle forze che strumentalizzano tali azioni per dividerli e attaccare conquiste e diritti. Solo l’infantilismo politico può produrre tali azioni.
Immediata la condanna anche della segreteria della CGIL nazionale: “”Per la cultura e la storia della Cgil le sedi sindacali, tutte le sedi sindacali, sono un simbolo democratico e del lavoro e nessuna ragione può giustificare la loro violazione. Nell’esprimere solidarietà ed affetto alle lavoratrici Cisl che hanno subito l’intimidazione e alla Cisl tutta, la segreteria Cgil affronterà lunedì nell’incontro con la segreteria Fiom questo come primo argomento: è infatti inammissibile ed inaccettabile che non vi sia la più netta sanzione di tali comportamenti e che si possano ripetere”.

Secondo quanto reso noto da Beppe Grillo, sul proprio blog, un simpatizzante del Movimento 5 Stelle, di cui lo stesso comico si è fatto promotore in più occasioni, è stato aggredito dopo che aveva realizzato un filmato in cui denunciava la costruzione abusiva di complesso edilizio programmata sull’isola di Ischia.
Luca Savino, questo è il nome della persona di cui scrive Beppe Grillo, sarebbe stato picchiato dopo aver salutato un amico comandante. L’aggressore, di cui ancora non si conosce l’identità, prima di percuotere la propria vittima gli avrebbe tolto di mano la telecamera utilizzata dall’uomo per denunciare quanto stava accadendo a Forio.
“Il partito del cemento - scrive il comico - teme i cittadini informati con l’elmetto! Il blog propone il filmato, la Rete non si ferma. L’informazione lì cancellerà!”
Come tutti avete appreso nella serata di ieri una donna svizzera, probabilmente psicolabile, ha spinto a terra il Santo Padre nel corso della benedizione in Piazza San Pietro. Nulla di grave per Papa Ratzinger che ha poi celebrato la funzione senza problemi. Più grave il cardinale che gli era al fianco, operato al femore.
Ecco il video dell’accaduto, tratto dal servizio di RaiNews24.

Alfano succederà al Cav. Presto. Questo il titolo di Italia Oggi che ha fatto sobbalzare sulla sedia i vertici del Pdl. Secondo il giornalista Edoardo Narduzzi Berlusconi avrebbe confidato la cosa ai suoi fedelissimi ad Arcore, subito dopo le dimissioni dall’ospedale. Infatti:
Berlusconi è rimasto scioccato dall’episodio dell’aggressione subita al Duomo ed ora ha davvero paura di poter essere ucciso. E di morire il Cavaliere non ha alcuna voglia.
Proseguendo nella lettura, si apprende che addirittura il Cavaliere avrebbe già informato il Capo di Stato delle sue intenzione, ponendo come conditio sine qua non la possibilità di designare il suo successore, che sarebbe appunto il Guardasigilli Alfano. E Napolitano, incredibilmente avrebbe accettato.

Chi sono i mandanti dell’aggressione a Berlusconi? Chi si nasconde dietro Massimo Tartaglia? Messa giù così può apparire un po’ enfatica, ma di fatto Annozero ha intitolata la sua puntata serale proprio I Mandanti.
Uno squilibrato che lancia sul viso del Presidente del Consiglio una statuetta ferendolo in modo grave e’ il frutto del clima di grande polemica degli ultimi mesi nel Paese? Questa e’ l’interpretazione di alcuni esponenti del centrodestra dell’aggressione a Berlusconi in piazza Duomo a Milano: si indicano come responsabili morali del gesto alcuni esponenti politici, giornalisti, opinionisti che stanno raccontando quello che accade in Italia. Abbassare i toni e’ la formula piu’ usata in questi giorni, mentre sui giornali, in tv, nello stesso Parlamento lo scambio di accuse ha raggiunto livelli altissimi.
Ospiti di Michele Santoro saranno il leader dell’Italia del Valori Antonio Di Pietro (immancabile), l’esponente del Pdl Maurizio Lupi, il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista e l’esperto di sicurezza Andrea Nativi.
Continua a leggere: Chi sono i mandanti dell'attentato a Berlusconi? Ne parla Annozero stasera
Chi semina vento raccoglie tempesta. E’ l’accusa che le “due parti” si rimpallano dopo il fattaccio di Milano. Ancora una volta si confonde l’effetto con la causa.
L’effetto è il “Duomo” tirato in faccia al Premier, il caos di questa politica senza politica, che chiama “nemico” l’avversario, negandogli la legittimità di esistere e di governare.
Ma la causa non è il “carattere” presidenzialista di un Berlusconi o quello giustizialista di un Di Pietro, bensì questo “bipolarismo” Made in Italy, fasullo e pieno di germi infetti.
Può reggere un sistema politico basato sulla demonizzazione dei partiti e del Parlamento, sull’affermazione di una personalizzazione esasperata della politica, senza idee e senza confronto?
Stefano Folli sul Sole 24 Ore ha sintetizzato: “Il volto sanguinante di Berlusconi simboleggia il fallimento della Seconda Repubblica che doveva garantire un bipolarismo maturo e un confronto sereno tra due schieramenti, mentre invece ha dato luogo ad un conflitto perenne ed estenuante”.
Tutto qui. Ora, nessuno e nessuna parte ascolterà i saggi e fermi ammonimenti del Presidente Napolitano.
Berlusconi deciderà in queste ore se portare all’incasso (con elezioni anticipate) l’aggressione di Milano o tirare a campare, stringendo i “bulloni” per fare con “le buone” le cose che molti dei suoi falchi vorrebbero fare con “le cattive”.
Il dato non cambia: la seconda Repubblica è in coma. Come il Paese.

Tra le reazioni più misurate e lucide all’aggressione subita dal premier a Milano, una delle più garbate e pacate è quella dell’onorevole Cicchitto, uno dei berluscones in servizio effettivo permanente di cui il premier medesimo ha riempito il Parlamento.
“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”
Ha scandito Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio del Pdl, intervenendo alla Camera, nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del ministro Maroni.
Il compagno Fini ha bollato le dichiarazioni di Cicchitto come “parole incendiarie”. Mentre i terroristi di MicroMega, guidato da Paolo Flores d’Arcais, hanno lanciato un appello online di solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso…

Chiaramente Ballarò non poteva sottrarsi all’argomento del giorno, ovvero l’aggressione al Premier Silvio Berlusconi da parte di Massimo Tartaglia al termine del convegno di domenica a Milano.
L’Italia sotto shock dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi, le polemiche politiche e le tante cose da fare per il governo del Paese sono i temi in discussione nel settimanale d’informazione che è aperto, come sempre, dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.
Ospiti di Giovanni Floris saranno, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il vicesegretario del PD Enrico Letta, il viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli, il presidente della Regione Puglia Niki Vendola, leader di Sinistra e Libertà, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, il giurista Stefano Rodotà e il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Vi proponiamo qui il video della tv locale Telelombardia, in cui si vede con precisione Massimo Tartaglia che prende la mira e aspetta il momento giusto per colpire Berlusconi.
Il colpo viene vibrato con grande violenza ed è inquadrato con una lente d’ingrandimento. Il corpo contundente, che sappiamo essere una riproduzione del Duomo, non si vede benissimo.
Berlusconi per ora rimane ricoverato al San Raffaele di Milano con una prognosi di 20 giorni, il setto nasale fratturato e due denti rotti.
L’ex-parlamentare Daniela Santanchè è stata aggredita davanti al cinema Ciak di Milano dove si svolgeva la festa per la fine del Ramadan. L’intento del leader del Movimento per l’Italia era di protestare contro la condizione delle donne musulmane costrette a portare il burqa o velo integrale, e la provocazione non è piaciuta a qualche membro della comunità islamica che, sempre secondo la Santanchè, l’avrebbe assalita.
A suffragio della sua tesi l’ex-deputata ha presentato un certificato dell’ospedale Fatebenefratelli riportante varie escoriazioni e la possibile rottura di una costola. Al di là di questo, che non appare eccessivamente rilevante giacché sappiamo che in questi casi la prassi è esagerare i danni subiti, rimane il contenuto della protesta.
La Santanchè chiede semplicemente l’applicazione da parte delle forze dell’ordine di una legge del nostro ordinamento. Si tratta della legge 152 del 1975 che vieta di aggirarsi a volto coperto e non ammette alcuna deroga, che sia di carattere religioso o altro. È comprensibile la ritrosia della nostra polizia a far applicare un punto così impegnativo, nella previsione delle evidenti conseguenze sociali e materiali, ed è pertanto la politica a dover mandare un segnale preciso a favore della legge.
Continua a leggere: Daniela Santanchè aggredita a Milano. Sul burqa è scontro di civiltà