Ddl Alfano intercettazioni: è passato il maxiemendamento, con 325 favorevoli, 246 contrari e 2 astenuti. Che cosa cambia? Il Potere è ancora più libero di farsi gli affari propri. Berlusconi ora potrà parlare di ragazze da piazzare al telefono con Saccà molto più tranquillamente - ascoltate l’audio qui sopra, mafiosi assortiti saranno ascoltabili solo per 40 + 20 giorni, se uno pianifica un omicidio al telefono e tu lo senti, non puoi farci niente. Armando Spataro, lo spiega chiaro e tondo:
“Incostituzionale” per via della durata breve (solo due mesi), per i privilegi agli 007, per il diritto di cronaca compresso. “Irragionevole” perché “azzera” un fondamentale strumento d’indagine. E pure gravemente colpevole, visto che “gli omicidi irrisolti saliranno incredibilmente di numero e sarà più difficile salvare vite umane”. Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro continua a sfogliare la nuova legge sulle intercettazioni e con Repubblica sconsolato commenta: “Ma come si fa a scrivere una legge così?”
Chiaramente, la legge ad personam distrugge, oltre alla libertà di informare - ne parliamo dopo - anche quella di indagare. Le decine di operazioni anticamorra di questi mesi, di cui Roberto Maroni si fa vanto, non sarebbero mai state possibili. Ad esempio? Quella contro il clan Letizia - nessuna parentela con Noemi…
Ieri a Sky Tg24 accorata intervista ad Agostino Saccà, che è apparso sconvolto, quasi tremante, con l’aria di chi abbia subito una grossa ingiustizia. L’antefatto: dopo mesi di tira e molla sul suo reintegro in Rai o meno, il Consiglio di Amministrazione della TV nazionale ha optato per una decisione salomonica, trasferendo il discusso dirigente da Rai Fiction alla Direzione Commerciale. Il suo posto alla fiction è stato invece assunto dall’intoccabile Fabrizio Del Noce, ormai vero plenipotenziario dell’emittente.
La decisione è stata presa su indicazione del nuovo direttore generale Claudio Cappon, con 6 voti favorevoli, un astenuto (Giovanna Bianchi Clerici) e un solo voto contrario (Angelo Maria Petroni), ambedue in quota centro-destra. L’esilio sostanziale che questa decisione comporta non è andato giù a Saccà, come dicevamo, che ieri ha difeso accoratamente la sua condotta aziendalista, sostenendo di aver sempre avuto a cuore le sorti della rete.
Alla domanda se il suo comportamento sia stato etico, ha risposto che in televisione l’etica consiste nel confezionare buoni prodotti, cosa che lui avrebbe sempre fatto. Quando invece gli è stato chiesto se sia giusto che la politica condizioni in modo così pesante le scelte della Rai, ha affermato che la politica è azionista di riferimento della TV nazionale, e in quanto tale lui non poteva esimersi dal rispondere alle sue chiamate, che fossero di Berlusconi o di D’alema. A tal proposito Saccà ha citato il vecchio direttore generale e suo punto di riferimento Ettore Bernabei, (a proposito del quale vi invito a leggere l’interessante articolo di Lord Lucas su TV Blog) il quale sosteneva di ricevere 18.000 segnalazioni l’anno.
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Una cosa è certa. Quando ti aspetti che Berlusconi dica una scempiaggine, la dice. La frase, made by Montanelli, si adatta perfettamente ad una delle ultime perle del nostro premier; citando un’inchiesta che ha visto coinvolto il ministro Raffaele Fitto, Berlusconi ha detto:
“Sono situazioni che si avvicinano alla sfera onirica che prevale soprattutto nella notte’‘
Tanto per rinfrescarci la memoria, vi proponiamo alcune intercettazioni che hanno visto coinvolto il nostro PdC (Presidente del Consiglio). Non tutte sono state fatte di notte, ma hanno comunque una certa rilevanza. Ovviamente, non vogliamo fare processi sul web o cose del genere: semplicemente, pensiamo siano atti rilevanti per conoscere un pò meglio il Cavaliere.
Continua a leggere: Berlusconi e intercettazioni: Montanelli e Saccà.
La notizia arriva attraverso i suoi legali: Agostino Saccà potrà presto tornare in Rai. A stabilirlo è stato oggi il giudice del lavoro di Roma, Giuseppina Vetritto che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da Saccà contro la sospensione da direttore di RaiFiction.
Un provvedimento disciplinare, questo dell’azienda di viale Mazzini, messo a punto dopo che la Procura di Napoli lo aveva iscritto nel registro degli indagati per corruzione. Secondo i magistrati, infatti, avrebbe favorito alcune attrici segnalate da Silvio Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno da parte del Cavaliere alle sue attività private.
La Rai non ci sta e, nel tardo pomeriggio di oggi, annuncia che impugnerà l’ordinanza del giudice del lavoro di Roma. Intanto, i cronisti delle agenzie raccolgono i primi commenti sulla vicenda. Interviene anche lo stesso Saccà che all’Ansa dice: “Aspetto di tornare a lavorare perché c’è da tanto da fare”. Ah, si?

Quando stamani il caporedattore di Polis mi ha chiesto un pezzo di analisi “da destra” sulla vicenda Berlusconi-Saccà ho indugiato abbastanza. Mi sono domandato – e ho girato l’interrogativo a un valido collega – cosa avrei scritto: “Berlusconi – ho concluso - è indifendibile”. Risposta di Paganini: “La destra pulita e montanelliana ha tutto il diritto di esprimere delle critiche”.
Ecco, forse deluderemo qualcuno, ma le nostre non possono essere altro che critiche di fronte ad un uso personalistico della cosa pubblica (quale è la Rai). Gli affari e i favori che si celano dietro le telefonate tra l’ex direttore di Rai Fiction e l’allora capo dell’opposizione, infatti, dimostrano – ancora una volta - in modo palese, che i tentacoli del Palazzo non hanno confini: raggiungono tutto e tutti facendosi beffa della meritocrazia.
C’è chi – già da ieri sera – si è affrettato a chiarire che non c’è nulla di penalmente rilevante nelle intercettazioni pubblicate oggi dall’Espresso. Benissimo, siamo contenti. Ma il problema resta. Perché, indipendentemente dalla magistratura (che tra l’altro indaga a Napoli sulla prima fase di questa brutta storia), il caso è squisitamente politico e tira in ballo – non chiamateci per questo bacchettoni – anche la cd. questione morale che in un paese civile e moderno non deve essere per nulla secondaria o irrilevante.
Continua a leggere: Visto da destra: Berlusconi-Saccà e i tentacoli della politica
Mala Italia: senza fine. Voto – 10.
Puntuali come i treni svizzeri arrivano nuove intercettazioni relative ai rapporti tra il premier Silvio Berlusconi e l’ex direttore di Rai fiction, Agostino Saccà. Sono pubblicate da L’Espresso e risalgono al 2007 e fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell’inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà.
Raccomandazioni e pressioni politiche. L’on. Ghedini, legale di Berlusconi, reclama subito la norma contro le intercettazioni e ha annunciato che sarà presentata una denuncia. L’Anm parla di deprecabile diffusione. Polisblog ha già spiegato e mostrato i dettagli della vicenda.
Nel ginepraio, un dato è certo: se il lodo del fido Alfano andrà in porto nel Consiglio dei Ministri e poi alla Camera, l’inviolabilità del mandato di Berlusconi sarà sancita e non ci saranno né casi Mills né Saccà a intrappolare sua Maestà da Arcore. Le compromettenti intercettazioni dovranno sparire e con loro evaporeranno tutti i vizi e le nefandezze degli uomini di Palazzi piccoli e grandi (e i casi Pollari, Carraro, Moggi, Storace ecc).
Come scrive Aprile: “Di tutta questa bell’Italia da celare potremo fra breve non sapere nulla. Basta seguire i piani del premier estirpando i tumori della nazione: toghe e informazione”. Forza Italia!

Emergono nuove telefonate (trovate qui sia le trascrizioni che l’audio) tra Silvio Berlusconi, allora capo dell’opposizione e Agostino Saccà, ex direttore di Rai Fiction.
A pubblicare le intercettazioni è il settimanale L’Espresso che, nell’edizione in edicola domani, dedica ampio spazio alla vicenda portando alla luce, tra l’altro, da un lato i rapporti tra il Presidente del Consiglio e Giancarlo Innocenzi, componente dell’Autorità delle Comunicazioni (Agcom) e, dall’altro, le pressioni sul senatore Willer Bordon (soprannominato “Tex Willer”) per fagli lasciare la maggioranza.
Non solo. L’Espresso - anticipa Repubblica.it - svela anche le telefonate a Saccà “di Letizia Moratti, sindaco di Milano, pronta a raccomandare la moglie del suo braccio destro; di Giuliano Urbani impegnato a sponsorizzare il via libera ai pagamenti di una miniserie prodotto dalla sua compagna Ida Di Benedetto, e di Luca Barbareschi, neodeputato del Popolo delle Libertà che chiede con insistenza all’allora direttore Rai fiction il finanziamento di un lavoro realizzato dalla sua casa di produzione”.
Nuove rivelazioni, insomma, che danneggiano ulteriormente l’immagine di Berlusconi stretto, ormai, in una vera e propria morsa: da Mills a Saccà. Ne uscirà “vivo”?