
Quanto successo a Piero Marrazzo non è servito a nessuno se oggi, a meno di un anno dall’accaduto, Nichi Vendola non può prepararsi alle primarie per giustificare tutte le accuse che puntualmente gli sono stare recapitate prima.
Oltre al presunto avviso di garanzia l’attuale Governatore della Regione Puglia deve arginare le pesanti dichiarazioni di Massimo D’Alema, che prima dell’investitura di Pierluigi Bersani non era così presente, secondo il quale Nichi Vendola rappresenta un problema politico.
“Vendola – ha dichiarato Massimo D’Alema – è un uomo molto intelligente, gli voglio anche bene e mi dispiace che la butti sul personale, ma qui ci occupiamo di politica e il valore delle persone non è in discussione. E Vendola anziché affrontare il problema in termini politici ha pensato bene di autocandidarsi”.
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Il Governatore della Puglia Nichi Vendola risulta indagato per il reato di concussione dalla Procura Di Bari nell’ambito della vasta inchiesta sulla sanità che ha visto nei mesi indagati numerosi politici, manager, medici e imprenditori. L’episodio fa riferimento a presunte pressioni di Vendola per la nomina del professor Logroscino. In particolare, in una serie di intercettazioni , si sentirebbe lo stesso Vendola parlare proprio di questo con l’allora assessore alla Sanità, Alberto Tedesco (ora senatore del Pd), rimproverato perché sarebbe intervenuto per bloccare la nomina di Logroscino.
Vendola si dichiara estraneo alle accuse a lui imputate e rilancia
Sono notiziole che danzano nell’aria e che provano ad assediare la mia vita, ma sono notizie usate continuamente come inquinamento della lotta politica. Nel caso di Logroscino se sono davvero iscritto nel registro degli indagati, non vedo quali reati potrei aver commesso. Anzi, dovrei essere premiato per aver capovolto l’andazzo italiano che porta avanti le persone non per meritocrazia, ma per fedeltà politica. Faccio fatica a credere ad una ipotesi di reato a mio carico. Se fosse così, sarebbe una ipotesi stravagante
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Si respira un’aria di Nuova Tangentopoli in Italia; un vento che spira per tutto il paese e che non conosce confini. Destra e sinistra pari sono, e ci auguriamo che a differenza di Mani Pulite questa volta si possa creare un clima che faccia davvero piazza pulita di tutti i maneggioni. Un clima che anche noi, a partire da chi scrive, possiamo contribuire a creare, mettendo da parte il tifo politico per guardare a tutti nello stesso modo. Un ladro è sempre un ladro, qualunque colore abbia.
Già stamane ci siamo occupati dei guai giudiziari di Paolo Berlusconi. Ora passiamo allo scandalo della Regione Puglia, decapitata prima dalle inchieste e poi dallo stesso Presidente Nichi Vendola che l’ha azzerata senza troppi complimenti. Facciamo subito i nomi: su tutti Alberto Tedesco, dalemiano doc e assessore alla sanità, nonché imprenditore del settore elettromedicale (e già qui dovrebbe squillare un campanellino).
Poi abbiamo il direttore generale del policlinico di Bari Vitangelo Dattoli, il primario di ortopedia Vittorio Patella, la direttrice di un centro riabilitativo Ilaria Tatò, il direttore generale dell’Asl di Bari Lea Cosentino e l’imprenditore Enrico Intini, anche lui vicino a D’Alema. Al centro di tutto un nome che ormai dovrebbe esservi familiare; Gianpaolo Tarantini (nella foto grande).
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