Infuocato e velenoso ping pong a mezzo stampa fra il Senatore Alberto Tedesco e alcuni esponenti del Pd. Tedesco, (senatore del gruppo misto ma all’epoca della sanitopoli pugliese eletto nelle liste Pd) si scaglia contro la presidente del pidì: “La Bindi? Ma si dimetta lei! Il suo moralismo mi fa orrore, e non da oggi. Sono vent’anni che la vedo invocare manette e galera con un livore indegno di una persona civile”.
Ieri Bersani, dopo il voto al Senato e alla Camera, era stato chiaro: “Le regole devono valere per tutti, politici, cittadini e amministratori. Se uno è indagato è corretto che faccia un passo indietro, anche se è innocente, per non coinvolgere le istituzioni “.
Evidentemente le parole del segretario del Pd non hanno fatto molto effetto a Tedesco, controattaccato dal vicesegretario del Partito democratico Enrico Letta: “Sono inopportune e inaccettabili nei toni e nella sostanza le parole del senatore Tedesco espresse stamani sui più importanti giornali italiani. Difendo convintamente Rosy Bindi dagli attacchi contenuti nelle interviste di oggi, così come trovo fuori luogo le parole nei confronti di Debora Serracchiani. Ci si sarebbe aspettato che il senatore Tedesco, il giorno dopo del voto al Senato, pensasse ai danni pesanti che il Pd in questa vicenda ha già subito e si comportasse di conseguenza”.
Tutta bella gente, i nominati …
Lui ci prova a commuovere l’aula con un intervento dignitoso, accorato e lacrimevole al tempo stesso. Ma la dura legge di Bobo (Maroni) lo condanna. E ora dovrà lasciare i colleghi e accomodarsi dietro le sbarre. Non ti curar di lor, ma guarda e Papa
In Senato, invece, si suona tutta un’altra musica e ora il Pd non può certo ergersi a cane da guardia della legalità. Pastore…Tedesco
Per giunta i democratici adesso devono vedersela con la vicenda Penati e le presunte tangenti per la ristrutturazione di un’area ex Falck. Bersani dovrà darne conto in qualche modo, anche in considerazione del fatto che l’ex presidente della Provincia di Milano è un uomo della sua cerchia. Il centrodestra si getterà a capofitto sul fattaccio per mettere alle corde il Pd? Fiondarsi come un Falck
L’easy rider de’ noantri, Gianni Alemanno, pochi giorni fa fece sapere di aver compiuto un giro notturno in moto, e in incognito, per capire quale fosse la presenza delle prostitute sulle strade delle periferie romane. Eh sì, è un sindaco che ancora c’ha er fisico. Kawasaki? No, chiava-saki

A mesi di distanza dallo scandalo della sanità in Puglia tornano nel vivo le varie inchieste che girano intorno agli appalti tra Regione e imprenditori del settore. E c’è un nuovo salto di qualità nella gravità delle accuse.
Infatti la Procura di Bari ha chiesto l’arresto per il Senatore del Pd Alberto Tedesco, in passato Assessore alla Sanità nella Giunta Vendola e per altre 4 persone tra cui l’autista personale del Governatore pugliese.
Le accuse sono di concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture in riferimento a indizi e prove legate a intercettazioni telefoniche incrociate e delibere della giunta regionale. Per il senatore la richiesta di arresto dovrà essere esaminata dalla giunta alle autorizzazioni a procedere del Senato
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Quanto successo a Piero Marrazzo non è servito a nessuno se oggi, a meno di un anno dall’accaduto, Nichi Vendola non può prepararsi alle primarie per giustificare tutte le accuse che puntualmente gli sono stare recapitate prima.
Oltre al presunto avviso di garanzia l’attuale Governatore della Regione Puglia deve arginare le pesanti dichiarazioni di Massimo D’Alema, che prima dell’investitura di Pierluigi Bersani non era così presente, secondo il quale Nichi Vendola rappresenta un problema politico.
“Vendola – ha dichiarato Massimo D’Alema – è un uomo molto intelligente, gli voglio anche bene e mi dispiace che la butti sul personale, ma qui ci occupiamo di politica e il valore delle persone non è in discussione. E Vendola anziché affrontare il problema in termini politici ha pensato bene di autocandidarsi”.
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Il Governatore della Puglia Nichi Vendola risulta indagato per il reato di concussione dalla Procura Di Bari nell’ambito della vasta inchiesta sulla sanità che ha visto nei mesi indagati numerosi politici, manager, medici e imprenditori. L’episodio fa riferimento a presunte pressioni di Vendola per la nomina del professor Logroscino. In particolare, in una serie di intercettazioni , si sentirebbe lo stesso Vendola parlare proprio di questo con l’allora assessore alla Sanità, Alberto Tedesco (ora senatore del Pd), rimproverato perché sarebbe intervenuto per bloccare la nomina di Logroscino.
Vendola si dichiara estraneo alle accuse a lui imputate e rilancia
Sono notiziole che danzano nell’aria e che provano ad assediare la mia vita, ma sono notizie usate continuamente come inquinamento della lotta politica. Nel caso di Logroscino se sono davvero iscritto nel registro degli indagati, non vedo quali reati potrei aver commesso. Anzi, dovrei essere premiato per aver capovolto l’andazzo italiano che porta avanti le persone non per meritocrazia, ma per fedeltà politica. Faccio fatica a credere ad una ipotesi di reato a mio carico. Se fosse così, sarebbe una ipotesi stravagante
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Si respira un’aria di Nuova Tangentopoli in Italia; un vento che spira per tutto il paese e che non conosce confini. Destra e sinistra pari sono, e ci auguriamo che a differenza di Mani Pulite questa volta si possa creare un clima che faccia davvero piazza pulita di tutti i maneggioni. Un clima che anche noi, a partire da chi scrive, possiamo contribuire a creare, mettendo da parte il tifo politico per guardare a tutti nello stesso modo. Un ladro è sempre un ladro, qualunque colore abbia.
Già stamane ci siamo occupati dei guai giudiziari di Paolo Berlusconi. Ora passiamo allo scandalo della Regione Puglia, decapitata prima dalle inchieste e poi dallo stesso Presidente Nichi Vendola che l’ha azzerata senza troppi complimenti. Facciamo subito i nomi: su tutti Alberto Tedesco, dalemiano doc e assessore alla sanità, nonché imprenditore del settore elettromedicale (e già qui dovrebbe squillare un campanellino).
Poi abbiamo il direttore generale del policlinico di Bari Vitangelo Dattoli, il primario di ortopedia Vittorio Patella, la direttrice di un centro riabilitativo Ilaria Tatò, il direttore generale dell’Asl di Bari Lea Cosentino e l’imprenditore Enrico Intini, anche lui vicino a D’Alema. Al centro di tutto un nome che ormai dovrebbe esservi familiare; Gianpaolo Tarantini (nella foto grande).
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