Tutti gli articoli con tag alemanno

Il Milleproroghe declassa Alemanno e gli taglia i fondi: mai commissario straordinario per Roma Capitale

pubblicato da G.L. Barone in: Dì qualcosa di destra Gianni Alemanno Alle 5 della sera Visto da destra

alemanno sindaco di roma

Di solito, quando è in preparazione il cosiddetto decreto Milleproroghe, in tutti i palazzi pubblici dello stivale c’è ansia: il rischio è che, un’inaspettato emendamento o qualche improvviso colpo di genio, aggiunga qualche gabella o peggio “tagli” qua o là i conti pubblici. Questa volta è successo al Sindaco di Roma, di cui in questi giorni si parla anche per altre questioni.

Ma andiamo con ordine: il senatore Lucio Malan, lega Nord, relatore del provvedimento, ha proposto che dei 600 milioni di euro previsti per l’area metropolitana di Roma, 500 vengano distaccati al commissario straordinario per Roma Capitale. Fin qui niente di male per Alemanno.

Il comma successivo però stabilisce che il commissario non dovrà più essere “necessariamente” il Sindaco di Roma. Non una bocciatura a priori… ma quasi.

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Ore 12 - Fini ha... l'"arma segreta": boicottare i candidati Pdl (ex FI) alle Regionali ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroOramai solo il risultato del voto delle regionali di fine marzo dirà se il “sodalizio” fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini reggerà ancora.

L’uno non si fida più dell’altro e la tensione fra i due è al limite. Comunque andrà, non sarà facile riattaccare i cocci rotti.

Se il Pdl non brillerà e perderà voti, il Premier incolperà Fini. In tutti gli altri casi, sarà il Cavaliere a prendersi gli “onori”.

Quindi: o l’ex capo di An si decide a piegare la testa e a riconoscere in Berlusconi l’unico vero padre/padrone del partito e del governo, o è meglio preparare le valige.

Sabato 23 gennaio, ad Arezzo, gli ex “colonnelli” Gasparri, La Russa; Matteoli, Alemanno ecc. parteciperanno a un meeting per “contarsi” e, di fatto, fare il test di sganciamento da Fini.

Nel contempo, fra i finiani, dietro le quinte, si sta accentuando l’opera di ricostruzione della vecchia An, non per rifarla tout court, ma come anello di congiunzione per costruire un nuovo strumento e avviare il progetto di una nuovo e moderno partito “moderato”, molto più vicino al centro che alla destra. Su questo piano, c’è, in linea trasversale, attenzione e interesse verso l’evoluzione di Fini.

Per adesso, l’ordine (segreto) è uno solo: boicottare alle elezioni i candidati del Pdl, ex Forza Italia. Tutto il resto è conseguente.

Dopo di che, ogni secchio d’acqua gettato sul fuoco, avrà l’effetto della benzina.

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Ore 12 - Emma Bonino: se vince è merito suo, se perde è colpa del Pd ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroTanto per mettere subito in chiaro le cose, Emma Bonino ha lanciato il primo dardo, ante litteram…

La (quasi certa) candidata del centro sinistra per il Lazio ha avvertito che, con lei governatore: “in questa regione non ci saranno centrali nucleari”.

Un primo segnale al sindaco della capitale Alemanno (che dovrà allentare la morsa), e soprattutto un segnale al Pd, che ha deciso di rinunciare a giocare da protagonista, non solo nel Lazio, in questa campagna elettorale.

Il “guru” Marco Pannella ha centrato tempi e modi per lanciare la “sua” Emma, giocando al rialzo e, di fatto, mettendo sin d’ora sotto tutela il partito di Bersani.

Il doppio gioco si ripete, i radicali fanno e faranno (non solo nel Lazio) quel che fece Rifondazione con il secondo governo Prodi: a testa bassa nelle riunioni del consiglio dei Ministri e poi fuori a inscenare manifestazioni contro lo stesso Governo. Ieri, guarda caso, i radicali hanno manifestato sotto la Rai contro elezioni regionali considerate già “illegali”. Capito?

Il Pd è costretto a mandare giù il “rospo” Bonino. E si preparano altri bocconi amari (Udc ecc.). Così facendo, non solo disorienta la propria base e il proprio elettorato, ma continua a perdere pezzi anche nei gruppi dirigenti, dai vertici alla periferia.

Più che la rivincita del centro sinistra nel Lazio, comunque andrà, sarà la vittoria di Bonino e Pannella. Se Emma perde, la colpa sarà del Pd, se vince, sarà solo merito suo e dei radicali.

In caso di conquista della regione, Emma avrà carta bianca e Pannella saprà come mettere a frutto tale successo. Il conto più salato, ancora una volta, lo pagherà il Pd.

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Formula 1 a Roma, è quasi fatta. Monta la polemica politica

pubblicato da Luca Landoni in: L'Italia fa schifo



Incredibile, ma vero: è quasi fatta. Il circuito di formula uno a Roma verrà effettivamente costruito e non è più una burla (prima estiva, ora di Natale).

L’accordo con Ecclestone, il gran capo del circo a 4 ruote, è stato raggiunto in un tripudio nazionalpopolare guidato dal sindaco capitolino Gianni Alemanno. Anche il tracciato è stabilito da tempo (lo trovate nella mappa di cui sopra) e rimane da capire come la capitale pensi di gestire i cantieri nel caos terrificante della città più trafficata d’Italia.

Ricordando che noi ne avevamo già parlato molto tempo fa, pensando che si trattasse di poco più di uno scherzo e sottovalutando le menti pericolosamente vulcaniche di qualche nostro politico, passiamo alle reazioni dei partiti.

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Alitalia-Air France: su Malpensa è tutti contro tutti e oggi Bossi incontra Berlusconi

pubblicato da G.L. Barone in: Aut-aut Dì qualcosa di destra Popolo delle Libertà PDL Lega Nord

Alitalia-duomoIl matrimonio Alitalia-Airfrance, alla fine, pare proprio che si farà: venerdì i CdA delle due società delibereranno l’ingresso dei francesi nel capitale di Cai con un gettone di 300 milioni di euro per il 25% della nuova Alitalia.

Con il matrimonio alle porte non poteva però mancare qualche mugugno (per la verità ben più di qualcuno): Milano contro Roma, nord contro sud, PD contro PdL ma anche Lega contro PdL.

Eh si, non è un mistero che il partito di Bossi parteggi per un partner straniero che non declassi Malpensa come farebbero i francesi (leggi Lufthansa). E così spunta anche un asse “diagonale” che vede PD, PdL e Lega del “nord” contro PDL del “Sud”.

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Stasera ad Annozero la crisi del settore auto, con Alemanno e Chiamparino

pubblicato da Luca Landoni in: Stasera in TV

L’argomento crisi di questi tempi è gettonatissimo e Annozero non fa eccezione. La puntata di stasera, dal titolo Aiuto, la crisi! entrerà però soprattutto nello specifico del settore automobilistico, con Corrado Formigli in collegamento dagli stabilimenti Fiat di Torino.

Lo Stato deve salvare l’auto? Oppure il suo intervento può addirittura aggravare la crisi? Bisogna aiutare le fabbriche di automobili in crisi, come sta facendo Obama negli Stati Uniti, dove lo Stato sembra voler diventare azionista di maggioranza della General Motors? Gli economisti liberisti come Giavazzi e Alesina, temono l’ingerenza dello Stato padrone nell’economia di mercato, quasi una nazionalizzazione. Quello automobilistico è il settore nel quale la crisi è arrivata prima e in modo più visibile, con un drastico calo delle vendite, la chiusura degli stabilimenti Fiat per un mese, il ricorso alla cassa integrazione.

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sarà collegato proprio dagli stabilimenti, mentre in studio con Michele Santoro e Marco Travaglio troveremo il sindaco di Roma Gianni Alemanno, gli economisti Alberto Alesina, Francesco Giavazzi e il segretario confederale della Cgil Susanna Camusso.

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Borghezio, le manifestazioni di Colonia e la destra "normale"

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Dì qualcosa di destra Esteri Lega Nord


Si è parlato molto, anche su questo blog, della manifestazione organizzata per lo scorso weekend da vari partiti dell’estrema destra europea a Colonia per protestare contro la prevista costruzione di una nuova modernissima moschea, la più grande di tutta la Germania. E’ andata a finire con qualche scontro, l’intera città mobilitata per boicottare gli “eurofascisti” e il divieto della manifestazione da parte del governo tedesco, arrivato all’ultimo minuto, .

In Italia l’attenzione della stampa si è concentrata più che altro sulla partecipazione all’evento xenofobo di Mario Borghezio e sulla richiesta del PD a Berlusconi di impedire al parlamentare europeo della Lega Nord, rappresentante a pieno titolo della maggioranza, di partecipare all’evento. Appello caduto nel vuoto, come prevedibile. Concentrarsi eccessivamente sul “caso Borghezio” rischia però di diventare ozioso: egli rappresenta infatti solo un’ala estrema del suo partito, quella che spesso e volentieri flirta con Forza Nuova e movimenti simili. A sua volta la Lega è solo una parte della maggioranza di governo, che può dunque senza grandi difficoltà derubricare a “dettagli” gli impegni europei di Borghezio.

Ci sono modi molto più illuminanti di rendersi conto dell’anomalia della nostra maggioranza di governo: si possono ad esempio considerare le dichiarazioni rese in questi giorni dal sindaco di Colonia Frizt Schramma, membro del partito di centrodestra della CDU, attualmente al governo anche a livello federale, riportate da “Repubblica”:

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No, la storia del fascismo (e del comunismo) non si riscrive

pubblicato da Massimo Falcioni in: Dichiarazioni Alle 5 della sera Il punto politico E basta

Non è la prima volta che in Italia si tenta di riabilitare il fascismo e la Repubblica sociale. Ma è la prima volta che a farlo, con affermazioni “incredibili” sono niente meno che un ministro della Repubblica (La Russa, ministro della Difesa: “Anche a Salò diedero la vita per la difesa della patria”) e il sindaco di Roma Alemanno: “Il fascismo non fu un male assoluto, le leggi razziali sì”.

Le precisazioni e le correzioni del dopo fanno parte di un clichè che confermano quanto detto all’inizio e non convincono nessuno. Trattandosi di affermazioni politiche, non si tratta di “eresie”. Proprio per questo sono affermazioni gravi e inaccettabili, goffi tentativi tendenti a voler riscrivere la storia. Affermazioni che vanno rigettate e combattute sul piano culturale e storico, oltre che politico.

Su queste cose non si può essere “super partes” e lo Stato, egregiamente rappresentato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non si è tirato indietro nell’esprimersi con chiarezza (“… la Resistenza ha un duplice segno, quello della ribellione, della volontà di riscatto, della speranza di libertà e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e quello del senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salò”) e ritenendo inaccettabili le parole dei due alti esponenti della Repubblica italiana, dirigenti del Pdl, “reggenti” di Alleanza Nazionale, partito il cui leader storico Gianfranco Fini è oggi presidente della Camera, terza carica dello Stato.

Non è pleonastico ricordare che il fascismo si impose con la violenza e la forza, fu un regime dittatoriale di un solo partito che soffocò il dissenso e cancellò la libertà, cancellò i sindacati, perseguitò, incarcerò e assassinò gli avversari politici a cominciare da Amendola, i fratelli Rosselli, Matteotti, Gramsci, promulgò le leggi razziali, si alleò con la Germania nazista di Hitler, portò l’Italia nella rovina della seconda guerra mondiale, con fame, miserie e lutti in ogni famiglia italiana.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Antonio Di Pietro: liste civiche. Voto + 8. Il leader dell’Idv continua nella sua azione di smarcamento dal Pd, per accreditarsi come esponente “unico” dell’opposizione e di una politica “diversa”. Per le prossime elezioni regionali di novembre in Abruzzo, l’ex pm dice: “gli schemi classici dei partiti e delle coalizioni sono tutti da rivedere”. E annuncia: “Costituiremo un grappolo di liste civiche che appoggeranno il candidato al quale daremo il nostro sostegno”. Un modo (non nuovo) per recuperare la base e l’elettorato delusi? Di sicuro un modo per assestare un nuovo duro colpo al Partito democratico.

Franco Bassanini: storielle socialiste. Voto – 8. Non gliene importa niente a nessuno ma la polemica aperta da Rino formica contro Amato e Bassanini accusati di essere stati “consiglieri” del principe … Craxi, merita l’ultimo cenno. Replica Bassanini: “Io mai stato craxiano”. Controreplica di Formica: “Bassanini un giglio candido? E’ stato un giglio sul letamaio, con contaminazioni con affari e massoneria”. Più o meno sullo stesso tono il dialogo con Amato. Aveva ragione Pertini: “Due socialisti soli in una isola, fanno due correnti”. E danni. E a volte ritornano. Magari chiamati nella “commissione dei saggi” dal sindaco di Roma Alemanno…

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Gianni Alemanno: “indipendent”. Voto + 8. Il sindaco di Roma definisce “delirante e diffamatorio” l’articolo dell’Indipendent sui divieti nelle città italiane e attacca anche la “propaganda strumentale di certa sinistra e del Pd contro quei comuni amministrati dal centrodestra che hanno adottato rigide ordinanze antidegrado”. E’ vero, ordinanze analoghe sono state emanate ancor prima anche da sindaci di centrosinistra come Cacciari a Venezia e Domenici a Firenze. Per fortuna. No ai sindaci “sceriffi”. Ma Basta con la “libertà” di trasformare le nostre città in luoghi di bivacco e di imbrattare monumenti e luoghi pubblici. The Indipendent: da quale pulpito!

Italie: da medaglia. Voto – 9. Italie con la “e” finale perché non c’è solo una Italia. C’è l’Italia Olimpica delle medaglie e quella delle vergogne (con atleti come i nostri mediocri calciatori coccolati che viaggiano in classe business e altri atleti medagliati costretti alla classe economica) e c’è l’Italia dei due pesi e due misure. Piccole cose? L’acqua minerale costa 3 euro al metro cubo alle concessionarie per l’imbottigliamento e poi al supermercato la paghiamo 260 euro al metro cubo. Vai in spiaggia? Lo Stato incamera 40 milioni l’anno dai gestori di lidi che però ricavano 2 miliardi di euro dalla stagione balneare. Forza Italia! Poveri italiani!

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