L’argomento crisi di questi tempi è gettonatissimo e Annozero non fa eccezione. La puntata di stasera, dal titolo Aiuto, la crisi! entrerà però soprattutto nello specifico del settore automobilistico, con Corrado Formigli in collegamento dagli stabilimenti Fiat di Torino.
Lo Stato deve salvare l’auto? Oppure il suo intervento può addirittura aggravare la crisi? Bisogna aiutare le fabbriche di automobili in crisi, come sta facendo Obama negli Stati Uniti, dove lo Stato sembra voler diventare azionista di maggioranza della General Motors? Gli economisti liberisti come Giavazzi e Alesina, temono l’ingerenza dello Stato padrone nell’economia di mercato, quasi una nazionalizzazione. Quello automobilistico è il settore nel quale la crisi è arrivata prima e in modo più visibile, con un drastico calo delle vendite, la chiusura degli stabilimenti Fiat per un mese, il ricorso alla cassa integrazione.
Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sarà collegato proprio dagli stabilimenti, mentre in studio con Michele Santoro e Marco Travaglio troveremo il sindaco di Roma Gianni Alemanno, gli economisti Alberto Alesina, Francesco Giavazzi e il segretario confederale della Cgil Susanna Camusso.
Continua a leggere: Stasera ad Annozero la crisi del settore auto, con Alemanno e Chiamparino

Si è parlato molto, anche su questo blog, della manifestazione organizzata per lo scorso weekend da vari partiti dell’estrema destra europea a Colonia per protestare contro la prevista costruzione di una nuova modernissima moschea, la più grande di tutta la Germania. E’ andata a finire con qualche scontro, l’intera città mobilitata per boicottare gli “eurofascisti” e il divieto della manifestazione da parte del governo tedesco, arrivato all’ultimo minuto, .
In Italia l’attenzione della stampa si è concentrata più che altro sulla partecipazione all’evento xenofobo di Mario Borghezio e sulla richiesta del PD a Berlusconi di impedire al parlamentare europeo della Lega Nord, rappresentante a pieno titolo della maggioranza, di partecipare all’evento. Appello caduto nel vuoto, come prevedibile. Concentrarsi eccessivamente sul “caso Borghezio” rischia però di diventare ozioso: egli rappresenta infatti solo un’ala estrema del suo partito, quella che spesso e volentieri flirta con Forza Nuova e movimenti simili. A sua volta la Lega è solo una parte della maggioranza di governo, che può dunque senza grandi difficoltà derubricare a “dettagli” gli impegni europei di Borghezio.
Ci sono modi molto più illuminanti di rendersi conto dell’anomalia della nostra maggioranza di governo: si possono ad esempio considerare le dichiarazioni rese in questi giorni dal sindaco di Colonia Frizt Schramma, membro del partito di centrodestra della CDU, attualmente al governo anche a livello federale, riportate da “Repubblica”:
Continua a leggere: Borghezio, le manifestazioni di Colonia e la destra "normale"
Non è la prima volta che in Italia si tenta di riabilitare il fascismo e la Repubblica sociale. Ma è la prima volta che a farlo, con affermazioni “incredibili” sono niente meno che un ministro della Repubblica (La Russa, ministro della Difesa: “Anche a Salò diedero la vita per la difesa della patria”) e il sindaco di Roma Alemanno: “Il fascismo non fu un male assoluto, le leggi razziali sì”.
Le precisazioni e le correzioni del dopo fanno parte di un clichè che confermano quanto detto all’inizio e non convincono nessuno. Trattandosi di affermazioni politiche, non si tratta di “eresie”. Proprio per questo sono affermazioni gravi e inaccettabili, goffi tentativi tendenti a voler riscrivere la storia. Affermazioni che vanno rigettate e combattute sul piano culturale e storico, oltre che politico.
Su queste cose non si può essere “super partes” e lo Stato, egregiamente rappresentato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non si è tirato indietro nell’esprimersi con chiarezza (“… la Resistenza ha un duplice segno, quello della ribellione, della volontà di riscatto, della speranza di libertà e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e quello del senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salò”) e ritenendo inaccettabili le parole dei due alti esponenti della Repubblica italiana, dirigenti del Pdl, “reggenti” di Alleanza Nazionale, partito il cui leader storico Gianfranco Fini è oggi presidente della Camera, terza carica dello Stato.
Non è pleonastico ricordare che il fascismo si impose con la violenza e la forza, fu un regime dittatoriale di un solo partito che soffocò il dissenso e cancellò la libertà, cancellò i sindacati, perseguitò, incarcerò e assassinò gli avversari politici a cominciare da Amendola, i fratelli Rosselli, Matteotti, Gramsci, promulgò le leggi razziali, si alleò con la Germania nazista di Hitler, portò l’Italia nella rovina della seconda guerra mondiale, con fame, miserie e lutti in ogni famiglia italiana.
Continua a leggere: No, la storia del fascismo (e del comunismo) non si riscrive
Antonio Di Pietro: liste civiche. Voto + 8. Il leader dell’Idv continua nella sua azione di smarcamento dal Pd, per accreditarsi come esponente “unico” dell’opposizione e di una politica “diversa”. Per le prossime elezioni regionali di novembre in Abruzzo, l’ex pm dice: “gli schemi classici dei partiti e delle coalizioni sono tutti da rivedere”. E annuncia: “Costituiremo un grappolo di liste civiche che appoggeranno il candidato al quale daremo il nostro sostegno”. Un modo (non nuovo) per recuperare la base e l’elettorato delusi? Di sicuro un modo per assestare un nuovo duro colpo al Partito democratico.
Franco Bassanini: storielle socialiste. Voto – 8. Non gliene importa niente a nessuno ma la polemica aperta da Rino formica contro Amato e Bassanini accusati di essere stati “consiglieri” del principe … Craxi, merita l’ultimo cenno. Replica Bassanini: “Io mai stato craxiano”. Controreplica di Formica: “Bassanini un giglio candido? E’ stato un giglio sul letamaio, con contaminazioni con affari e massoneria”. Più o meno sullo stesso tono il dialogo con Amato. Aveva ragione Pertini: “Due socialisti soli in una isola, fanno due correnti”. E danni. E a volte ritornano. Magari chiamati nella “commissione dei saggi” dal sindaco di Roma Alemanno…
Gianni Alemanno: “indipendent”. Voto + 8. Il sindaco di Roma definisce “delirante e diffamatorio” l’articolo dell’Indipendent sui divieti nelle città italiane e attacca anche la “propaganda strumentale di certa sinistra e del Pd contro quei comuni amministrati dal centrodestra che hanno adottato rigide ordinanze antidegrado”. E’ vero, ordinanze analoghe sono state emanate ancor prima anche da sindaci di centrosinistra come Cacciari a Venezia e Domenici a Firenze. Per fortuna. No ai sindaci “sceriffi”. Ma Basta con la “libertà” di trasformare le nostre città in luoghi di bivacco e di imbrattare monumenti e luoghi pubblici. The Indipendent: da quale pulpito!
Italie: da medaglia. Voto – 9. Italie con la “e” finale perché non c’è solo una Italia. C’è l’Italia Olimpica delle medaglie e quella delle vergogne (con atleti come i nostri mediocri calciatori coccolati che viaggiano in classe business e altri atleti medagliati costretti alla classe economica) e c’è l’Italia dei due pesi e due misure. Piccole cose? L’acqua minerale costa 3 euro al metro cubo alle concessionarie per l’imbottigliamento e poi al supermercato la paghiamo 260 euro al metro cubo. Vai in spiaggia? Lo Stato incamera 40 milioni l’anno dai gestori di lidi che però ricavano 2 miliardi di euro dalla stagione balneare. Forza Italia! Poveri italiani!
Fra quel poco che in questi giorni di calura ferragostana passa il convento tiene banco la proposta di una commissione bipartisan (bollata dai critici come commissione Attali “bonsai”) sui mali della capitale, fatta dal sindaco di Roma Alemanno e accettata da Giuliano Amato, in veste di capo-commissione.
Apriti cielo! E’ un laboratorio politico capace di imporsi come modello nazionale? E’ solo un escamotage estivo? Classico matrimonio all’italiana?
Le polemiche sono dentro i partiti, ma anche trasversali. Il più sferzante è l’ex ministro psi Rino Formica: “Alemanno insegue miti imperiali. E Amato è sempre disponibile, è figlio del Palazzo. Lui ambisce a fare il consigliere del Principe, come ai tempi di Craxi. E vuole ballare altri 5 anni”.
Anche Forza Italia non gradisce. Berlusconi sbuffa. Infatti getta acqua sul fuoco il capogruppo dei deputati Fabrizio Cicchitto: “ Non si può continuare ad alimentare l’ immagine di un centrodestra senza cultura propria, fatto di sprovveduti, che quando va al governo deve bussare alla porta di un Giuliano Amato per farsi elemosinare qualche consiglio. Questo eccesso di dialogo non porta da nessuna parte”. Se non è stroncatura, questa!
Ma qui si parla e si coinvolge il “singolo”, la “persona”. E il partito, i partiti non sono chiamati a impegnarsi o a essere coinvolti direttamente. E’ stato così anche per la sinistra francese, che ha contestato la scelta di Kouchner o dello stesso Attali di collaborare con Sarkozy.
Continua a leggere: Ore 12 - Alemanno-Amato: matrimonio all'italiana?
I critici del recente decreto sicurezza fanno spesso notare che i rom che si trovano nei campi sono spesso cittadini italiani. Sarebbe perciò discriminante e razzista raccoglierne le impronte, ad esempio. Ma se di cittadini si tratta, ciò significa che sono titolari, tra le altre cose, di diritto di voto. Ma qualcuno ha mai provato a chiedersi cosa votano gli zingari italiani? Ci abbiamo provato noi, con risultati sorprendenti: a quanto pare gli zingari votano Berlusconi.
La nostra fonte è un’assistente sociale che lavora per una cooperativa presso un campo autorizzato alla periferia di Milano, che ci ha pregato di garantirle il massimo anonimato, visto il clima di questi ultimi mesi. Conversando con i residenti nel campo (tutti cittadini italiani) le è capitato di scoprire che molti di loro avevano votato PDL alle ultime elezioni.
Ha quindi condotto una piccola indagine “in proprio” e ha scoperto che questo era avvenuto per la maggior parte di loro. Stando alle loro giustificazioni, non si erano accorti che era alleato con la Lega. Ora sono pentiti. Certo, è un’indagine priva di qualsiasi significato statistico, ne siamo consapevoli.

Intercettazioni. “Mica penserete che il provvedimento serva a salvare il c*** al fighissimo Presidente del Consiglio? Suvvia, siate seri: qui si stringono le viti e i bulloni ché altrimenti, con quello che costano ’ste intercettazioni, la giustizia rischia di andare a puttane – e di questi tempi non mi pare proprio il caso. Risparmio, ecco… è al nostro risparmio che mirano questi nostri illustri rappresentanti, ché dove pensate li prendano i soldi per pagarle le intercettazioni? dalle tasse, mi par chiaro. Ergo: tagliando le intercettazioni il contribuente ne avrà un duplice vantaggio: paga meno e parla tranquillo!”.
by Diary
“Veltroni elargiva soldi pubblici - diverse decine di milioni di euro - ai suoi clientes elettorali, tramite consulenze gonfiate e progetti affidati ad associazioni miracolate. Ironie su Alemanno sindaco fascio, ma Veltroni sarà ricordato come il sindaco dello sfascio“.
by JimMomo
“Se non era per l’istrionico e vulcanico leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia, che nel suo intervento dell’altro giorno alla Camera dei Deputati ha smascherato e colto in fallo un “pianista” non certo di piano bar, oggi non staremmo a riparlare (male) di quei deputati che si allungano allo scranno vicino (con un notevole esercizio di stretching) per votare in assenza del loro compagno di partito. Una disdicevole usanza politica che alberga nel palazzo di Montecitorio dalla notte dei tempi, come gli assenteisti e i franchi tiratori”.
by l’Antipatico
Per segnalarci il tuo blog invia una mail a politicaltrackback@polisblog.it

Molti, anche su questo blog, hanno parlato di una presunta crisi generalizzata della sinistra europea, cogliendone magari la conferma nella recente batosta del labour. Bisognerebbe però sempre avere la massima cautela nel formulare generalizzazioni di questo tipo. Spesso, infatti, i condizionamenti dovuti al contesto sono così forti che lo stesso evento, se avviene in due paesi diversi, causa effetti molto differenti, a volte addirittura diametralmente opposti.
E’ quello che gli scienziati sociali chiamano path dependence. Vediamone - dopo il salto - un esempio, mettendo a confronto due casi di campagna elettorale di pochi mesi fa, di cui uno vi sarà già noto.
Continua a leggere: Italia, Germania e la sicurezza: mondi a parte?
Del giornalismo come arma di propaganda politica gli ebrei intuirono l’importanza fin da quando, nei primi anni dell’Ottocento, di giornalismo politico vero e proprio non v’erano tra noi che pochi saggi. Ed era naturale che così fosse, giacché gli ebrei, usciti appena dai ghetti e circondati ancora dalla salutare diffidenza che per secoli li aveva quasi ovunque segregati dal popolo, sentivano il bisogno di un’arma che consentisse loro di spargere largamente il mal seme dei principi dell’Ottantanove
No, non è un estratto del Mein Kampf. No, non è un discorso di Mussolini. Nemmeno: non è neanche un brano preso da un’adunata a Norimberga nel 1939. Vediamo se indovinate. E’ un brano tratto da “La Difesa della Razza“, pubblicazione diretta da Telesio Interlandi, pubblicata fino al 1943, sulla quale scrisse anche, vediamo se adesso indovinate. Si. Giorgio Almirante. Ed il morceau qui sopra, è proprio suo. Non serve cercare molto, o fare come ha fatto Emanuele Fiano, citando un “altolà ad ebrei e meticci”. Basta cercare su wikipedia. E’ molto più facile di quanto si creda.