Conferenza stampa con contestazione al Cav? Niente paura: per l’occasione c’è un buttafuori d’eccezione. Ignazio La Rissa
Il premier parla di “complotto” e “piano ben pensato” contro la sua lista. Bersani: “E’ un disco rotto”. In effetti il SuperCav, nei momenti decisivi, ama tornare alle antiche armi di propaganda. E’ una storia vecchia come il mondo, altro che “disco rotto“. Ma ciò che esce dalla sua bocca è sempre scandalo per la sinistra. Il “rotto” delle sabine
Clamoroso al Cibali: sarà ritirato a breve dal mercato l’improbabile McItaly tanto sponsorizzato dal ministro Zaia. Pare che l’ultimo di questi panini sia stato consumato dal celebre Alfredo Milioni nel giorno del presunto magna-magna che causò la mancata presentazione della lista romana del Pdl. MacCaroni’s
Tipo ‘Le Fate Ignoranti’ o ‘Saturno Contro’: il mutevole rapporto personale e politico tra Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè (con Berlusconi e Fini in mezzo) meriterebbe una sceneggiatura colorita e un film movimentato alla Ozpetek. Le rifatte ignoranti
U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto
I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.
D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.
E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?
F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia
Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.
A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.
B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)
Fulmine a ciel sereno per la redazione del Giornale, ma anche estrema sorpresa per tutti i telespettatori che avevano probabilmente conosciuto il nome di Gianni Pennacchi per via dello “scoop” sul presunto video hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini.
Solo pochi giorni fa si era infatti verificato il confronto-scontro in tv tra la Mussolini e il giornalista, cui si riferiscono le immagini del filmato. Pennacchi, cronista parlamentare di lungo corso, era presente in studio a beccarsi i rimbrotti della esponente del Pdl che alla fine abbandonerà lo studio annunciando querela contro Il Giornale.
La cosa che lascia sconcertati è che pare che la morte sia stata causata da una rovinosa caduta in casa, in seguito alla quale al giornalista era stata diagnosticata la frattura di 3 costole. Dimesso dall’ospedale, l’uomo sarebbe poi deceduto per un’emorragia interna, causata forse dal traforamento del pancreas proprio ad opera di una delle costole incrinate. La vicenda è ancora nebulosa, ma c’è chi paventa un caso - l’ennesimo - di malasanità.
Continua a leggere: È morto Gianni Pennacchi, il giornalista dello scandalo Mussolini-Fiore

Colpo di scena al processo Laziogate che vede come principale imputato Francesco Storace, l’ex presidente della Regione Lazio accusato di avere boicottato la lista di Alessandra Mussolini orchestrando una raccolta di firme false, tramite un accesso non autorizzato all’anagrafe di Roma.
Nel corso dell’udienza del processo l’avvocato di Storace ha depositato delle carte che dimostrerebbero come Dario Pettinelli, all’epoca collaboratore dell’ufficio stampa della Regione e principale accusatore di Storace, avrebbe intascato almeno 96mila euro dalla Regione durante la successiva amministrazione di Piero Marrazzo. Storace accusa
Trans e coca? Roba da educande. Il processo Laziogate è stato costruito a tavolino. Le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo. Marrazzo avrà nulla da dire?
Continua a leggere: Storace: "Laziogate, il pentito che mi accusa pagato da Marrazzo"
Le voci di un video hard che riguarderebbe la Mussolini sono diventate quasi una certezza. Nel frattempo quest’ultimo presunto scandalo ha spinto molti a rispolverare – soprattutto su internet – vecchie immagini della nipotina del Duce in versione attrice e fotomodella sexy. Cose di parecchi anni fa. Nel…Fiore…degli anni
A lungo Brunetta ha inveito contro Tremonti perché il divo Giulio non tira fuori gli “sghei” (o “schei” direbbe il mini-ministro veneziano). Poi i due hanno fatto pace, si sono abbracciati e si sono scambiati effusioni. S-ghei pride
Il crollo di Dubai è come una tragedia cinematografica. Lo scintillio dei grattacieli nel deserto, le mille gru sulla sabbia di isolotti artificiali, la finanza spericolata laddove una volta c’erano i beduini. Poi la Disneyland del mattone ha fatto crac. E’ venuta giù come una scenografia hollywoodiana. Robert D’Emiro
I giornali del Cav preparano il terreno. La procura di Firenze ha smentito. Ma tutti sono convinti che sia in arrivo un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. L’Italia ormai è preparata e il capo del governo è pronto alla guerra. La Spatuzza di Damocle

Incredibile ma vero. La vicenda del filmato hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini invece di affievolirsi ha avuto uno sviluppo imprevisto. Era già stato offerto a Palazzo Chigi a settembre, infatti, e per la modica cifra di un milione di euro!
Dato che nell’occasione non si facevano nomi, parlando genericamente di “un parlamentare europeo e una deputata mentre fanno sesso” la cosa era stata accantonata. Ma ora è stata ritirata fuori e identificato il mittente. Si tratta di un iscritto a Forza Nuova, che ha dichiarato:
L’ho fatto «perché non c’ho un soldo e speravo che Silvio Berlusconi fosse interessato e mi pagasse». E poi: «Quel video non ce l’ho, non sono stato io a girarlo. Ho soltanto fatto da intermediario»
Continua a leggere: Il video hard Mussolini-Fiore fu offerto a Palazzo Chigi