Fulmine a ciel sereno per la redazione del Giornale, ma anche estrema sorpresa per tutti i telespettatori che avevano probabilmente conosciuto il nome di Gianni Pennacchi per via dello “scoop” sul presunto video hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini.
Solo pochi giorni fa si era infatti verificato il confronto-scontro in tv tra la Mussolini e il giornalista, cui si riferiscono le immagini del filmato. Pennacchi, cronista parlamentare di lungo corso, era presente in studio a beccarsi i rimbrotti della esponente del Pdl che alla fine abbandonerà lo studio annunciando querela contro Il Giornale.
La cosa che lascia sconcertati è che pare che la morte sia stata causata da una rovinosa caduta in casa, in seguito alla quale al giornalista era stata diagnosticata la frattura di 3 costole. Dimesso dall’ospedale, l’uomo sarebbe poi deceduto per un’emorragia interna, causata forse dal traforamento del pancreas proprio ad opera di una delle costole incrinate. La vicenda è ancora nebulosa, ma c’è chi paventa un caso - l’ennesimo - di malasanità.

Colpo di scena al processo Laziogate che vede come principale imputato Francesco Storace, l’ex presidente della Regione Lazio accusato di avere boicottato la lista di Alessandra Mussolini orchestrando una raccolta di firme false, tramite un accesso non autorizzato all’anagrafe di Roma.
Nel corso dell’udienza del processo l’avvocato di Storace ha depositato delle carte che dimostrerebbero come Dario Pettinelli, all’epoca collaboratore dell’ufficio stampa della Regione e principale accusatore di Storace, avrebbe intascato almeno 96mila euro dalla Regione durante la successiva amministrazione di Piero Marrazzo. Storace accusa
Trans e coca? Roba da educande. Il processo Laziogate è stato costruito a tavolino. Le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo. Marrazzo avrà nulla da dire?
Continua a leggere: Storace: "Laziogate, il pentito che mi accusa pagato da Marrazzo"
Le voci di un video hard che riguarderebbe la Mussolini sono diventate quasi una certezza. Nel frattempo quest’ultimo presunto scandalo ha spinto molti a rispolverare – soprattutto su internet – vecchie immagini della nipotina del Duce in versione attrice e fotomodella sexy. Cose di parecchi anni fa. Nel…Fiore…degli anni
A lungo Brunetta ha inveito contro Tremonti perché il divo Giulio non tira fuori gli “sghei” (o “schei” direbbe il mini-ministro veneziano). Poi i due hanno fatto pace, si sono abbracciati e si sono scambiati effusioni. S-ghei pride
Il crollo di Dubai è come una tragedia cinematografica. Lo scintillio dei grattacieli nel deserto, le mille gru sulla sabbia di isolotti artificiali, la finanza spericolata laddove una volta c’erano i beduini. Poi la Disneyland del mattone ha fatto crac. E’ venuta giù come una scenografia hollywoodiana. Robert D’Emiro
I giornali del Cav preparano il terreno. La procura di Firenze ha smentito. Ma tutti sono convinti che sia in arrivo un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. L’Italia ormai è preparata e il capo del governo è pronto alla guerra. La Spatuzza di Damocle

Incredibile ma vero. La vicenda del filmato hard tra Roberto Fiore e Alessandra Mussolini invece di affievolirsi ha avuto uno sviluppo imprevisto. Era già stato offerto a Palazzo Chigi a settembre, infatti, e per la modica cifra di un milione di euro!
Dato che nell’occasione non si facevano nomi, parlando genericamente di “un parlamentare europeo e una deputata mentre fanno sesso” la cosa era stata accantonata. Ma ora è stata ritirata fuori e identificato il mittente. Si tratta di un iscritto a Forza Nuova, che ha dichiarato:
L’ho fatto «perché non c’ho un soldo e speravo che Silvio Berlusconi fosse interessato e mi pagasse». E poi: «Quel video non ce l’ho, non sono stato io a girarlo. Ho soltanto fatto da intermediario»
Continua a leggere: Il video hard Mussolini-Fiore fu offerto a Palazzo Chigi
Ieri vi abbiamo dato conto del presunto filmato che ritraeva Alessandra Mussolini e il capo di Forza Nuova Roberto Fiore in atteggiamenti inequivocabili nella sede del partito. Il video, secondo Indymedia, sarebbe stato ricavato dalle telecamere di sicurezza interne, ma già Fiore tra le altre cose aveva fatto rilevare che la sede non ne dispone.
Rimane da capire cosa abbia spinto il direttore del Giornale Vittorio Feltri a tirare fuori un comunicato stampa del 20 novembre, rimasto completamente inosservato fino al titolone del quotidiano apparso ieri, con tanto di foto della Mussolini che prendeva mezza pagina. Vecchie ruggini? Voglia di sensazionalismo? O più probabilmente pura abilità commerciale…? Giudicate voi.
Per l’intanto vi riproniamo le dichiarazioni di Alessandra Mussolini, come sempre molto colorite.

Oggi il Giornale esce con un titolo a caratteri cubitali sul presunto video hard tra il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Alessandra Mussolini, ipotizzando un ricatto ai danni di quest’ultima. La notizia per la verità non è nuovissima, ma solo ora assurge agli onori della cronaca proprio per via della campagna del quotidiano di Vittorio Feltri.
Vediamo di ricostruire la vicenda. Il 20 novembre Indymedia, sito di estrema sinistra di area no global, esce con il seguente comunicato stampa:
La notizia, assolutamente certa, ma ancora riservata, è questa: esiste un video dove sono ripresi ROBERTO FIORE ed ALESSANDRA MUSSOLINI a fare sesso esplicito nella sede romana di Forza Nuova.
Un ex dirigente nazionale di FN ed ex stretto collaboratore di Fiore (già responsabile della sua sicurezza), ha già contattato diversi giornalisti per vendere il video. La proposta è arrivata alla redazione de Il Giornale (che ha potuto visionare il filmato), ad alcuni giornalisti RAI e agli ambienti ex AN di Milano e Roma.
Si tratta di immagini registrate dal circuito interno di videocamere della sede romana di Forza Nuova. Il filmato è ancora in circolazione e in vendita. Per quanto si tratti di una questione personale e privata, la notizia, oltre che ghiotta per la stampa, dopo il caso Marrazzo, potrebbe colpire il PDL, soprattutto in Lazio e Campania dove la Mussolini vorrebbe ricandidarsi. In Forza Nuova lo scandalo sarebbe già scoppiato
Continua a leggere: Video hard tra Alessandra Mussolini e Roberto Fiore. Una bufala?

Sono stati arrestati i quattro carabinieri che avevano tentato di estorcere al Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, circa 80 mila euro. Il ricatto sarebbe stato basato su un video che ritraeva lo stesso Marrazzo in un momento della sua vita privata.
Al momento non si conoscono altri dettagli benché la stessa vittima si sia affrettata a precisare che quanto successo, oltre a basarsi su fatti non veri, è stato progettato per infangare la propria persona a pochi mesi dalle elezioni regionali.
Appuntamento che ha delle analogie con quello precedente. Come spiegato da la Stampa già nel 2005 Piero Marrazzo, candidato allora alla presidenza della regione Lazio, era stato coinvolto con Alessandra Mussolini e Francesco Storace.
Continua a leggere: Piero Marrazzo ricattato da quattro carabinieri

Le recenti dichiarazioni rilasciate da Umberto Bossi sull’inno nazionale, di cui ha già scritto questa mattina Massimo Falcioni qui e qui, stanno accendendo un vero e proprio dibattito all’interno della maggioranza.
Interessante, a tal proposito, il commento che ha rilasciato ad affaritaliani.it Alessandra Mussolini. Non smentendo la propria propensione a trasformare un confronto politico in uno show folcloristico la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia ha dichiarato:
“Parliamo degli extracomunitari… ma alcune volte loro hanno molto più il senso della patria che non Bossi. Che per me è da permesso da soggiorno… e non so nemmeno se glielo darei. Non mi piace affatto”.
Continua a leggere: Alessandra Mussolini: extracomunitari meglio di Umberto Bossi
Pdl: la carica dei 170. Voto – 6. Quasi 200 deputati del Pdl mandano una lettera a Berlusconi: “No alla fiducia sul ddl sicurezza”. E’ la prima rivolta interna. Davanti c’è Alessandra Mussolini. Ma dietro c’è la regia di Gianfranco Fini. Bossi: “La legge non si tocca”. Il Pdl non è ancora nato e già si … rivolta.
Governo: la “carica” alla Sapienza. Voto – 6. Molte decine di contusi fra gli studenti dopo le cariche della polizia alla Sapienza di Roma.. L’accusa dei giovani: “I poliziotti colpivano con il manganello girato dalla parte del manico”. Le regole vanne rispettate. Da tutti. E non solo in piazza. Mala tempora currunt.
Un dettato legislativo che va contro i più elementari diritti umani e in particolare dell’infanzia e della maternità. È questo il motivo per il quale cento deputati del Popolo della libertà, capitanati da Alessandra Mussolini, hanno scritto una lettera al premier Berlusconi per chiedere di non porre la fiducia sul Pacchetto sicurezza.
Il provvedimento conterrebbe alcune previsioni allarmanti, come l’obbligo per medici, insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici di denunciare gli immigrati clandestini: nel disegno di legge numero 2180 ci sarebbero dunque norme inaccettabili e che necessitano di indispensabili correzioni.