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Elezioni Regionali 2010: Bersani in difficoltà e intanto Idv e Sel minacciano lo strappo

pubblicato da Christian De Mattia


Continuano le trattative per le elezioni regionali e continuano le difficoltà per il centrosinistra. Pierluigi Bersani si trova a gestire notevoli problemi soprattutto al centrosud e cerca in qualche modo di allargare la coalizione anche a costo di qualche mal di pancia interno (o di possibili alleati). D’altronde il segretario del Pd fa intendere che qualche compromesso è assolutamente necessario

Se facciamo da soli o abbiamo un solo interlocutore, il centrosinistra prende solo tre regioni. Non voglio che questo sia il risultato. Il Pd non e’ in balia degli eventi, noi abbiamo un filo logico: rendere piu’ competitivo il centrosinistra alle regionali. Vogliamo accorciare le distanze e stiamo ragionando, ma ricordo a tutti che la scadenza per la presentazione delle candidature e’ il 20 febbraio.

Ma se da una parte qualche concessione dall’Udc la ottiene, incomincia a infastidire i possibili alleati di Sel (l’ex Sinistra&Libertà, ora Sinistra Ecologia Libertà) e Idv. Entrambi sospendono le trattative con i democratici. I primi con queste motivazioni

Sospendiamo ogni trattativa sulle prossime elezioni regionali’ con il Pd in attesa di un confronto, direttamente con i rappresentanti nazionali delle forze politiche. Il Pd ”rischia di essere subalterno all’Udc ed all’idea che quel partito ha di coalizione di governo. Il Pd aderisce, in nome di una futuribile alleanza alternativa a Berlusconi, ai contenuti che il partito di Casini esprime. Il Pd rinuncia persino allo strumento sul quale si e’ fondato, le primarie, per aderire alle logiche di palazzo del suo nuovo alleato e sancendo il divorzio da quel popolo, compreso quello viola’, che viene guardato con sospetto e fastidio in ogni manifestazione di partecipazione democratica. Il Pd vuole una sinistra asservita ai programmi della destra moderata e liberista o la indica come nemico esplicito

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Enrico Letta attacca Di Pietro e De Magistris. Prove di rottura Pd-Idv?

pubblicato da Christian De Mattia


Le esternazioni di queste ore di Luigi De Magistris (che ha proposto l’esilio per Berlusconi) e di Antonio Di Pietro (che ha parlato di parole incaute da parte di Giorgio Napolitano) oltre a ricominciare ad avvelenire il clima politico hanno prodotto una dura risposta dagli alleati, forse ancora per poco, del Pd.

Enrico Letta, vicesegretario dei democratici, ha attaccato pesantemente l’Idv, evidentemente scocciato del solito populismo e delle sparate quotidiane del partito di Di Pietro

Con questa continua rincorsa Di Pietro e De Magistris portano il centrosinistra nell’abisso e sono i migliori alleati di Berlusconi. Noi continuiamo sulla nostra linea di sostegno e difesa del capo dello Stato e della sua posizione a favore delle riforme e dell’interesse nazionale

Evidentemente la linea (sempre meno robusta) che univa Pd e Idv sta lentamente cedendo. I continui attacchi di Di Pietro al Presidente della Repubblica se una volta venivano nascosti o non commentati ora incominciano a stancare i democratici. Letta fa parte di quelli che vorrebbero rompere con Di Pietro, vissuto come zavorra da un lato e competitor dall’altro.

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Dopo Berlusconi, pronto il No D'Alema Day

pubblicato da Christian De Mattia


La notizia ha del clamoroso, alcuni storici contestatori di Berlusconi (come Piero Ricca) insieme ad alcuni organizzatori del No B Day hanno annunciato una nuova iniziativa: il No D’Alema Day
E’ già attivo un gruppo su Facebook e si sa già la data della manifestazione: 6 febbraio

Ecco le motivazioni che spingono a opporsi a D’Alema in piazza

Lanciamo una manifestazione per denunciare quindici anni di inciuci, compromessi, subalternità, tatticismi, vigliaccheria e corruzione morale di una parte consistente dei dirigenti politici che avrebbero dovuto rappresentare l’alternativa al berlusconismo, mentre in realtà ne sono stati contaminati. Massimo D’Alema è il simbolo di questa politica suicida che non ha mai fatto nulla per risolvere il conflitto d’interessi e la concentrazione del potere televisivo e pubblicitario, che ha sempre sottovalutato la priorità della questione morale, che si è fatta imporre il vocabolario da un affarista estraneo alla democrazia. Cacciare Berlusconi, i suoi complici e i suoi servi è fondamentale. Tra i complici e i servi ci sono i suoi finti oppositori, a cominciare da Massimo D’alema.

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