
La candidatura dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone a governatrice della Puglia da parte dell’Udc (e ovviamente del movimento della senatrice Io Sud) ha spiazzato Berlusconi che privatamente si sarebbe scagliato contro i vertici regionali del partito in Puglia, colpevoli di aver anteposto le antipatie personali alla possibilità di vincere abbastanza tranquillamente la sfida elettorale.
E per questo il premier già da stamattina sta cercando di riaprire la questione magari puntando a una terza personalità da scegliere in accordo con i centristi. L’eventuale retromarcia sarebbe clamorosa anche se sulla carta ancora difficile da realizzarsi anche perchè l’Udc, forte dei sondaggi, ritiene che solo la Poli Bortone possa battere Vendola.
La realtà è che il candidato del Pdl, Rocco Palese, pur potendo contare su un solido appoggio popolare (è il più votato del Pdl in regione da due elezioni) e su un’attività in consiglio regionale che gli ha portato il soprannome di “Stakanov”, non è così popolare come la senatrice che da sola potrebbe ottenere un riscontro tra il 10 e il 15%, tale da consentire a Vendola di poter vincere a causa della divisione nel centrodestra. Per questo motivo Berlusconi, irritato per questa situazione, starebbe provando a riaprire la partita allargando il discorso con l’Udc ad altre regioni.

Nella serata di ieri si è riunito l’ufficio di presidenza del Pdl che avrebbe dovuto ufficializzare i nomi degli ultimi candidati governatori (per Basilicata, Marche, Toscana, Umbria e Puglia) e soprattutto definire una volta per tutte i rapporti con l’Udc nell’ottica delle elezioni regionali.
Come tutti sanno negli scorsi giorni Berlusconi ha più volte criticato la politica dei due forni che l’Udc sta mettendo in atto in tutta Italia, alleandosi con una o l’altra coalizione in base alla convenienza (nello specifico le poltrone). D’altronde al momento i centristi stanno attuando una politica ondivaga nelle varie regioni: in Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna correranno probabilmente da solo mentre nelle Marche, Liguria, Puglia (solo se vince Boccia le primarie), Piemonte e Basilicata dovrebbe correre con il Pd. Mentre con il Pdl sono in piedi i discorsi solamente nel Lazio e in Campania (e forse Calabria).
Ma la riunione ha portato all’ennesimo rinvio, Silvio Berlusconi era piuttosto intenzionato a una specie di diktat (”O con noi con un accordo nazionale o niente”) non pare aver ottenuto larghissimo consenso nell’ufficio politico. Troppi i membri del partito (non solo finiani) che non vogliono rompere con l’Udc, avendo probabilmente paura di veder svanire la possibilità di vincere in alcune regioni. In ogni caso sembra sempre più probabile che alla fine un mezzo accordo ci sarà, nonostante le accuse incrociate.
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