Cerchiamo di ricostruire cosa sia veramente accaduto tra il ministro La Russa e la rappresentante in Italia dell’Alto commissariato dell’Onu Laura Boldrini (nella foto) visto che molti alla reazione un po’ smodata del titolare della Farnesina avranno reagito domandandosi a cosa si riferisse.
Il 10 maggio la Boldrini rilascia un’intervista a Carolina Pasolini di Repubblica. L’intervista verte sui respingimenti e sulla recente presa di posizione dell’Unhcr contro la politica italiana nel Mediterraneo. I passaggi contestati sono i seguenti:
Caterina Pasolini: L’Italia non rispetta diritti e convenzioni?
Laura Boldrini: Respingere in Libia gli immigrati entra in rotta di
collisione col diritto di asilo, cosi’ come e’ regolato da leggi nazionali,
europee ed internazionali. Esiste infatti il principio del non respingimento
nel caso di gente bisognosa di protezione.Caterina Pasolini: Il governo dice che sono clandestini.
Laura Boldrini: Non lo sono. Il piu’ delle volte sono rifugiati e lo
dimostra il fatto che la meta’ di quelli che arrivano a Lampedusa e chiede
asilo lo ottiene dall’Italia dopo un accurato lavoro che vede la
collaborazione di prefetti e dell’Unhcr in 15 commissioni. Ecco, vorremmo
che si intensificasse la collaborazione che c’e’ sempre stata col governo
italiano.
Roma, ore 17. L’Aula ha appena terminato di votare il decreto sicurezza, quando il Presidente del consiglio attorniato da una muta di cronisti parlamentari, rilascia le seguenti dichiarazioni: “C’è un’agenzia Onu in Libia. Chi ha i requisiti per essere accolto da noi basta che si presenti lì.” Per poi aggiungere: “Siamo in linea totale con le direttive europee, il diritto internazionale e la legge italiana.”
Abbiamo dunque le prove che Berlusconi è un assiduo lettore delle nostre pagine, dove ieri scrivevamo:
Serve quindi un sistema che consenta di giungere a questa soluzione prima ancora che gli immigrati partano dalla Libia, per evitare i problemi di cui sopra. Tutto ciò si può realizzare facilmente, cooperando con le autorità del paese africano, per esempio installando degli uffici di funzionari di nazionalità mista presso i centro di accoglienza libici. Questo è il progetto che l’Unione europea può aiutare a realizzare, smistando gli aventi diritto in tutti i paesi aderenti direttamente dal paese di raccolta.