
Come sono andati i ballottaggi e le amministrative lo sappiamo tutti - ieri Luca ha seguito per polisblog gli scrutini in diretta - un po’ meno chiaro sembra siano le conseguenze politiche del voto. Andiamo per ordine. Primo elemento: la campagna aggressiva e invasiva di Berlusconi non ha pagato, anzi, sembra aver danneggiato i suoi candidati; non dobbiamo dimenticarci però che si tratta di elezioni amministrative, in cui il governo del territorio ha un suo tratto fondamentale. Le bugie in prima serata funzionano di meno.
Secondo elemento: le grandi vittorie del centro sinistra - Milano (qui uno speciale dei colleghi di 02), Napoli, Cagliari - nascono da sconfitte pre elettorali del Pd nazionale, che ancora una volta dimostra di avere persone capaci a livello locale ma di non sapere scegliere i propri candidati e soprattutto di non avere intenzione di rinunciare alla solita vecchia nomenclatura di partito (vedi Napoli).
Terzo elemento: sentir parlare di apparentamenti con Casini dopo questa tornata elettorale pare quasi folle. Ha stravinto il modello di alleanza che vede il Pd stare con SeL e Idv, che questa volta hanno addirittura fatto da traino con i propri candidati. Possibile che il Pd si ostini con un autolesionismo quasi inverosimile a rincorrere un Terzo Polo con il quale è impossibile trovare punti programmatici comuni? Il modello Prodi non funziona, è illusorio e ridicolo pensare ancora una volta di poter andare da sinistra fino a gente come Mastella.

Scarsa gloria per il centrodestra a Savona. Come già nel 2006 Pd e compagnia hanno fatto manbassa di voti, relegando gli avversari a un tristo 26,1%. Si conferma dunque il sindaco uscente Federico Berruti, che ha praticamente confermato il suo consenso, passando dal 59 al 57%.
Secondo si piazza Paolo Marson, staccato di 30 punti in una città in cui la Lega non ha mai sfondato (5%) e in cui lo stesso Pdl deve accontentarsi di un misero 16,5.
Grande affermazione invece per la Lista 5 Stelle, che porta la sua candidata Milena Debenedetti a conquistare un notevolissimo 9% tondo (più di tremila voti) persino superiore allo stesso voto di lista (8,42%).
Continua a leggere: Comunali Savona: conferma di Federico Berruti per il centrosinistra

Nel pomeriggio di oggi PolisBlog torna ad essere protagonista nel backstage de L’Ultima Parola, il programma di approfondimento politico di Gianluigi Paragone in onda ogni venerdì alle ore 23,30 su Raidue.
Il backstage, condotto da Giulia Cazzaniga, va in onda sul web dalle ore 16,15 alle 17 circa e viene trasmesso qui. Nei giorni successivi troverete poi l’anticipo di serata sul canale YouTube del programma. Tema della trasmissione saranno le caldissime elezioni comunali, con Napoli e Milano in prima fila, le calunnie della Moratti e la scandalosa monopolizzazione delle televisioni di un premier che ormai tiene in ostaggio un intero paese.
A rappresentare PolisBlog oggi sarà il sottoscritto. Sarà possibile interagire tramite la pagina Facebook dell’Ultima parola, twitter o la chat direttamente dal sito.
Seguiteci numerosi.
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“La Moratti ha detto una una bugia”
Matteo Salvini, 12 maggio 2011, parlando delle accuse di Letizia Moratti a Pisapia |
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Se eravate rimasti interdetti dalla levata di scudi di Feltri - che l’altro giorno aveva addirittura criticato il candidato sindaco del Pdl Moratti per le calunnie durante il confronto a Skytg24 senza possibilità di difesa a Giuliano Pisapia - oggi potete tornare a stare tranquilli: il direttorissimo preso atto della linea del premier si è riallineato e anzi, sentendosi probabilmente in colpa per aver detto una cosa reale carica a testa bassa.
Come vedete nell’immagine la sobria prima pagina di Libero oggi fa capire quanto Feltri si sia pentito di aver osato attaccare il sindaco uscente. Riprendendo i cartelli messi in giro da Lassini - che ricordiamo è candidato con la Moratti, le dimissioni erano stranamente fuffa - che dicevano “Fuori le br dalle procure”, Libero chiosa “Fuori le Br dalle liste elettorali”, volendo naturalmente accusare Pisapia delle sue amicizie passate.
Peccato Feltri e Belpietro non abbiano trovato il tempo di dare un’occhiata alle liste della Moratti, e alle personcine perbene che ha candidato. Dunque prosegue la strategia della calunnia avviata dal sindaco e ripresa con entusiasmo dal premier. Attanagliati dalla paura che questa volta le bugie e le infamie possano non bastare.

Le elezioni amministrative che si svolgeranno domenica prossima vedranno un numero molto elevato di liste concorrenti: 37 a Torino, 31 a Napoli e Cagliari, 25 a Barletta e Caserta. Decine e decine di partiti si sfideranno dunque nella speranza di conquistare fette più o meno rilevati di potere. Una degenerazione del sistema che porterà a schede elettorali lenzuolo, ricamate di simboli variamente fantasiosi, a solo beneficio della confusione e a danno di anziani ed elettori meno esperti.
Ma davvero questo sistema non può essere migliorato? Sarebbe forse necessario intervenire per semplificare il quadro e rendere la competizione qualcosa di diverso da una caotica ammucchiata. Se infatti è giusto garantire la democrazia e la possibilità di presentarsi a chiunque riesca a raccogliere le firme, bisognerebbe capire quale beneficio venga apportato al sistema democratico da una simile sarabanda.
Probabilmente, al contrario di quanto sostenuto dal Pdl, che continua ad avere problemi “burocratici” con la raccolta delle firme per le liste elettorali (a Castiglione delle Pescaia sono riusciti a non presentare una lista valida, perdendo prima di competere l’unico Comune della zona strappato faticosamente al centrosinistra), la normativa andrebbe resa più stringente, innalzando il numero delle sottoscrizioni necessarie e limitando così le liste di puro disturbo, che non contribuiranno in nessun modo alla vita politica di una città.
Voi che ne dite?
Foto | Flickr
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“Il caso è chiuso”
Letizia Moratti sul caso Lassini, 22 aprile 2011 |
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Annunciando le date del voto per le elezioni amministrative di maggio, fissate dal ministero dell’interno per il 15 e 16 maggio 2011, vi segnalavamo che la scelta delle date avrebbe creato qualche problema nella città di Gubbio, dove in quei giorni si svolge una festa di tradizione millenaria, la Corsa dei Ceri: il 15 maggio nessuna altra attività è contemplata e tollerata.
E infatti, nessuna altra attività si svolgerà in quei giorni. Il ministro dell’interno, insieme al prefetto e alle altre autorità competenti, ha accolto le richieste dei politici locali e nazionali, prevedendo uno spostamento delle elezioni comunali di Gubbio: la città umbra andrà alle urne il weekend successivo, cioè il 22 e 23 maggio 2011. Confermate invece le date delle Primarie del centrosinistra, fissate per domenica 3 aprile: parteciperanno Maria Cristina Ercoli (Prc), Diego Guerrini (Pd) e Ubaldo Casoli (Democratici per Gubbio).
Se lo spostamento di una data che riguarda tutti i Comuni italiani chiamati al voto vi sembra strano è soltanto perché non avete mai visitato Gubbio, soprattutto durante la Corsa dei Ceri.

Anche il Comune di Orbetello, in Toscana, andrà al voto il 15 e 16 maggio 2011. Si tratta di uno di quei piccoli Comuni, ha circa 15 mila abitanti, con un valore simbolico che prescinde dal numero dei residenti e dall’estensione, come Siena, Rimini, Arcore…
Orbetello è infatti il regno di Altero Matteoli, attuale ministro dei trasporti ed esponente di rilievo del Pdl. Nel 2006, alle ultime elezioni comunali, la coalizione di centrodestra Oltre il Polo vinse col 48,9% mentre il centrosinistra si fermò al 44,9%.
Il 15 maggio il candidato di Oltre il Polo sarà Rolando Di Vincenzo, che potrà contare anche sui voti di Futuro e libertà. Contro di lui il centrosinistra di Forze di progresso e rinnovamento schiererà un candidato ancora da scegliere: il prossimo 27 marzo infatti 5 concorrenti si confronteranno nelle rituali Elezioni Primarie di coalizione per trovare colui che dovrà tentare le reconquista.

Probabilmente anche gli abitanti di Bordighera, Comune ligure di 10 mila abitanti, andranno alla urne il 15 e 16 maggio. Ma le elezioni amministrative non erano previste, dato che il sindaco Gianni Bosio (Pdl) non era in scadenza, essendo stato eletto con il 58% nel maggio del 2007.
Inaspettatamente, e per la prima volta in Liguria, il Consiglio comunale di Bordighera è però stato sciolto dal ministro dell’interno Roberto Maroni:
La richiesta di sciogliemento era stata avanzata l’estate scorsa dai carabinieri, che avevano compilato un dossier dal quale emergeva l’ipotesi di un collegamento tra alcuni politici e la malavita organizzata. Il Comune era governato da una coalizione di centrodestra e a seguito delle indagini la giunta venne azzerata e il sindaco ne formò un’altra. Erano emerse pressioni sul sindaco e su alcuni assessori per ottenere l’apertura di una sala giochi e altri favori.
Lo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose non rappresenta mai un bel segnale. Il fatto che questo avvenga in Liguria rende la cosa, se possibile, ancora più grave.
Via | Corriere.it