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Tutti gli articoli con tag andrea ronchi

Urso e Ronchi via dal Fli. Risposta dei futuristi: "Due palle al piede in meno"

pubblicato da il passator cortese

La notizia si prende l’applauso del popolo di Mirabello, alla Festa della libertà Si tratta dell’uscita di Adolfo Urso e Andrea Ronchi da Fli. Nessuno se ne era accorto dell’interminabile tira e molla dei due e nessuno è interessato al loro zigzagare interpartitico, in cerca di poltrone.

E’ stato un estasiato (e invasato) Ignazio La Russa a dare l’annuncio: “Mirabello dà i suoi frutti”. Anche bacati, col caldo che fa. Così la storia della italica destra si è arricchita di un’altra pagina… “gloriosa”.

Dall’altra sponda, quella di Fli, la risposta non si fa attendere: “Addio, senza rimpianti”. Così il webmagazine di area finiana diretto da Filippo Rossi, commenta l’uscita di Urso e Ronchi da Fli: “Due palle al piede in meno. Nessuno li ha cacciati, nonostante i loro disperati tentativi di farsi espellere e di passare per vittime”.

Dunque quest’addio “è una buona notizia per il mondo che nell’ultimo anno si è raccolto attorno al presidente della Camera. Perchè ora Fli è certamente un movimento più leggero, senza i lacci di chi negli ultimi mesi ha provato a corrompere da dentro l’essenza a suo modo ‘rivoluzionaria’ della svolta finiana - e lo ha fatto dietro paraventi sempre più ridicoli, fino al comico richiamo a un non meglio definito ‘partito popolare europeo’ da costruire magari con Scilipoti e Santanchè. E ora Gianfranco Fini, se vorrà, potrà essere un leader meno bloccato, meno rallentato nella sua azione di guida da chi rappresentava, in fondo, le burocrazie di partito cripto berlusconiane, terrorizzate all’idea di abbandonare il proprio orticello di riferimento”.

Contenti loro. Non ci resta che registrare il solito balletto del teatrino politico Made in Italy.

Prove di dialogo a Ballarò con Casini, Ronchi, Bonaiuti e Violante

pubblicato da Luca Landoni



Il dialogo conviene a tutti, o no? E, soprattutto, alla prova dei fatti può reggere il confronto su temi come giustizia ed economia? Questo il tema della puntata serale di Ballarò, l’ultima prima della pausa natalizia. La trasmissione di Giovanni Floris riprenderà il 12 gennaio, dopo 2 settimane di stop.

Ospiti della puntata saranno, tra gli altri, il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi (Pdl), il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti (Pdl), Luciano Violante (Pd), i direttori di “Libero” Maurizio Belpietro e del “Fatto” Antonio Padellaro, la segretaria confederale della Cgil Susanna Camusso e il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

In apertura la copertina satirica di Maurizio Crozza.

Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.10

Berlusconi aggredito: Tartaglia, il web da censurare e quello che non si può dire

pubblicato da V.

berlusconi aggredito piazza del duomoDomenica pomeriggio l’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, a opera di Massimo Tartaglia, uno squilibrato che odiava il Presidente del Consiglio, non è il sintomo di un ritorno agli anni ‘70, ma solo di una persona che ha bisogno di uno psichiatra. Come sempre accade con qualunque cosa riguardi l’attuale capo del Governo però, l’aggressione, ha fratturato l’Italia a metà.

Più che due metà, però, parlerei di tre pezzi: i solidali “senza se e senza ma”, per cui, oltre a chi del PdL fa parte, tutti quelli che per etichetta istituzionale hanno mandato messaggi positivi, auguri, mielosaggini un po’ ipocrite assortite. Poi, secondo pezzo, i solidali “con distinguo”, per cui Antonio di Pietro e Rosy Bindi. Infine, il terzo pezzo, oscurato: “i contenti”.

Ma i contenti, non potevano esprimersi nell’arco istituzionale. Neanche sui giornali. Perché non va bene, non si fa: perché in certe occasioni si “deve” - per etichetta - esprimere questa solidarietà forzosa, quella stessa solidarietà che permetterà, nel prossimo futuro, a Silvio Berlusconi di tornare più forte di prima. Non che a non esprimerla, o farlo con dei distinguo, cambi qualcosa. Ma andiamo con ordine…

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Andrea Ronchi: “Oscuriamo internet”. Massimo Tartaglia è il figlio del No B-Day?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Quanto forte è stato l’impatto dei mass media su Massimo Tartaglia? Un uomo, che prima di essere definito un pazzo, è stato bombardato da un modo di fare informazione pericoloso. Perché in Italia spesso accade che chi distribuisce informazioni si concentri sul fenomeno del momento. Senza spiegarlo.

Per capirlo è sufficiente riflettere su come viene letta la cronaca nel nostro paese. Prima della morte di Stefano Cucchi pochi giornalisti hanno condiviso con il proprio pubblico notizie, d’attualità, riguardante morti analoghe.

Prima della morte degli operai della Thyssen Krupp quanti hanno regolarmente denunciato le morti bianche? Pochi. Pochissimi. Non deve quindi stupire la proposta provocatoria del Ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi.

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Festa delle Libertà. Ronchi: "Un sogno: Fini presidente del Consiglio

pubblicato da Luca Landoni


Dal nostro inviato

Parte all’insegna delle dichiarazioni forti e non senza qualche polemica di contorno la prima Festa delle Libertà in programma al Lido di Milano fino a domenica. Notevole il parterre degli ospiti del dibattito condotto da Vittorio Feltri, con Roberto Formigoni, Letizia Moratti, Andrea Ronchi e il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti chiamati a rispondere alle domande non sempre benevole del direttore di Libero. Riguardo a questo, notevole la gaffe del primo cittadino milanese, che nell’enfasi del proprio discorso celebrativo dell’Expo apostrofa il povero Vittorio con un consentimi, Libero in un piano di completa identificazione con il suo giornale.

Toni entusiastici per l’Expo, dunque, ma molto altro sul tappeto, e non è mancata una pepata polemica morattiana, appoggiata da Scopelliti, all’insegna della sottrazione dei fondi Ici che il comune aveva messo a bilancio. “L’abolizione dell’Ici è stata giustissima ma…” ha esordito il sindaco, preannunciando una petizione nei confronti di Berlusconi per il recupero dei fondi perduti. Come? Non è chiaro, ma il discorso ruota intorno al fatto che non sia giusto che gli enti locali “virtuosi” siano messi sullo stesso piano di quelli spendaccioni (che però ormai soldi li avranno finiti…) e dunque bisognerebbe anticipare lo spirito del federalismo fiscale premiando i “buoni”. D’altronde è appena rimbalzata sul palco la notizia che Roma e Catania saranno salvati dal fallimento con un grosso stanziamento governativo (a riguardo Formigoni, incalzato da Feltri, dichiara di sospendere il proprio giudizio) e la Moratti non può che essere attapirata, come suol dirsi.

Dal canto suo il governatore lombardo pone l’accento sulla necessità di far valere la cultura della regione per attirare il maggior numero possibile di visitatori all’Expo, mentre a Scopelliti restano un po’ le briciole del dibattito, nonostante i continui incensamenti di Ronchi che su Reggio Calabria afferma testualmente “Hai fatto di quella città un fiore”. Quasi imbarazzante l’enfasi del Ministro alle politiche comunitarie, che alza continuamente i toni manco fossimo allo stadio, e quasi mi aspettavo che a un certo punto invocasse il classico “po… po… po…” mondiale dalla folla acclamante. Ma se fortunatamente non si è arrivati a tanto, rimane da segnalare la chiusura dello stesso Ronchi, che la dice lunga sulle strategie di An all’interno del Pdl.

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Al via a Milano la prima Festa Nazionale delle Libertà

pubblicato da Luca Landoni

Al Lido di Milano in Piazzale Lotto prende oggi il via la prima Festa delle Libertà su scala nazionale, a formare una sorta di contraltare alla Festa Democratica cui PolisBlog ha preso parte con il nostro corrispondente dal campo fc. Il programma è strutturato su quattro giorni di eventi e nella migliore tradizione delle feste di partito prevede anche eventi extra-politici, come i concerti che chiuderanno le prime tre giornate tra i quali spiccano quelli di Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri.

Entrando nello specifico oggi alle 17 è prevista l’inaugurazione con Viviana Beccalossi, Laura Ravetto, Massimo Corsaro e Guido Podestà, alla quale seguirà già alle 17.30 il primo dibattito con argomento Città e regione una risorsa per l’Italia, moderato da Vittorio Feltri. Vi prenderanno parte i ministri Raffaele Fitto e Andrea Ronchi, il sindaco di Milano Letizia Moratti, i governatori di Veneto e Lombardia Giancarlo Galan e Roberto Formigoni, e il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti.

In serata alle 21 avrà luogo una tavola rotonda dal titolo La grande Milano: governare il futuro cui parteciperanno Valducci, Collino, Fidanza, Gallera, De Nicola, Dapei, e infine il primo dei concerti che nel programma originale avrebbe dovuto essere di Max Pezzali e invece sarà di Edoardo Bennato. Chi l’avrebbe detto che un giorno avremmo visto l’autore di Feste di Piazza in una kermesse come questa.

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1993: Andrea Ronchi intervista Moana Pozzi

pubblicato da V.

Altri tempi: pochi lo ricordano, ma Andrea Ronchi una volta faceva il giornalista, ed intervistava anche Moana Pozzi, era la golden age del Partito dell’Amore. Altri tempi…

Via: Repubblica

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