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Tutti gli articoli con tag angela merkel

Italia unter alles: cosa dicono in Germania della crisi e di noi

pubblicato da Giulio Mattioli


Crisi dell’euro, austerità, crescita economica: poco importa come la pensiate, le decisioni cruciali riguardanti la nostra economia non vengono più prese in Italia. E se ancora c’è rimasto un governo nazionale con un certo margine di autonomia, non ci sono dubbi: si trova a Berlino. Ormai siamo, per dirla con Luigi Zingales, “solo una provincia dell’impero“.

E qui nasce un problema: perchè la Germania è, tra i grandi paesi europei, quello di cui sappiamo di meno. Sarà la lingua, saranno storiche diffidenze, ma è difficile che in Italia si parli della vita politica, sociale e culturale tedesca - fatta eccezione ovviamente per l’Oktoberfest e per gli occasionali successi elettorali dei neonazisti nell’ex DDR.

E’ da questi pensieri che nasce “Italia unter alles”, una nuova rubrica di polisblog dedicata a quello che dicono i tedeschi della crisi e dell’Italia - in diretta da Berlino!

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: mascherato. Voto 4- In un colloquio con Angela Merkel Alfano ha promesso che il “nuovo” Pdl sceglierà il candidato premier alle prossime elezioni con le primarie. Cav permettendo.

Gianni Alemanno: smascherato. Voto 4- Sparatoria a Roma: 64enne ucciso davanti al garage. Il 38° omicidio nella capitale dal 2011. E le “squadracce nere” scorrazzano impunite. C’era una volta in Italia.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Monti dovrà far ingoiare ai grandi partiti cose che loro non digeriscono, tipo una patrimoniale o la riforma del mercato del lavoro. Ci riuscirà? Bersani accetterà più flessibilità sui licenziamenti e il contratto unico? Fato bir-Ichino

Oggi il neo-premier vede Barroso e Van Rompuy. Giovedì cercherà di catechizzare la Merkel, provando a farle cambiare idea su eurobond e ruolo della Bce. Altrimenti celebreremo presto il funerale dell’euro. Ei f-Ue siccome immobile…

In Egitto torna il caos. La primavera araba si è trasformata in un sanguinoso autunno e la giunta militare non è certo meglio del vecchio rais Mubarak. Il Cairo armato

Retroscena: l’Udc avrebbe voluto Piero Gnudi alle Infrastrutture, ma Passera ha preteso anche quel ministero e Gnudi è finito al turismo. Adesso però il governo non deve incepparsi su viceministri e sottosegretari o saranno dolori per Monti. Il re è gnudo

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Merkel "cul*na in**iavabile" secondo Berlusconi? E' questo, il problema?

pubblicato da Alberto Puliafito

Merkel culona inchiavabile

C*lona in**iavabile. Diciamolo senza mezzi termini: secondo quel che si legge in giro, sarebbero queste le parole che Silvio Berlusconi avrebbe dedicato ad Angela Merkel nel corso di una telefonata che dovrebbe essere nelle intercettazioni ancora non rese pubbliche. Qualcuno, con pudore, si vergogna persino a pubblicare.

Ora. Se non fosse che la frase - ammesso che sia mai stata davvero pronunciata - si inserisce in un angolo bello grosso in cui si sovrappongono potere, squallore, sprezzo per le istituzioni e molto, molto altro, per quel che mi riguarda, andrebbe accolta con un bel chissenefrega. Invece si colloca in quel contesto lì. Aiuta a descriverlo. E poi, be’, poi va cancellata dalla memoria con un bel chissenefrega prima che, per l’ennesima volta, la boutade da uomo qualunque sovrascriva tutto il resto, che è molto più importante.

Perché quel che evidentemente non si è colto, e che Berlusconi invece ha colto benissimo, è che di queste cose, all’italiano medio, non interessa niente. E Berlusconi lo sa, l’ha capito e riassume questa sua comprensione nella frase riportata da La Stampa:

Le intercettazioni? Bah… La gente ormai è assuefatta, faranno rumore un giorno tutt’al più.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Giro della Padania al via tra le polemiche e gli scontri. Bossi tenta ora di strumentalizzare pure lo sport, un po’ come fa Berlusconi fin dal ‘94. Dio li fa e poi li ac-Coppi

Intanto, però, c’è il solito gruppetto di comunistacci che contesta la corsa e rovina la festa al Trota che si era presentato all’inaugurazione. Karl Merckx

Baffino in bolletta deve vendere l’amato Ikarus II per fare cassa. Per D’Alema è un sacrificio dolorosissimo, quasi come se Veltroni dovesse dar via i suoi album di figurine Panini. Addio mare per il ‘lider maximo’, mentre il Cav non deve rinunciare mai a nulla. La poppa del nonno

La Merkel è contro gli eurobond. Ma la sua posizione non convince i tedeschi e la cancelliera continua a perdere consensi. Intanto la crisi investe ormai tutti e anche la prima economia europea inizia a girare a vuoto. Il gelo sopra Berlino

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Crisi, la Germania invita l'Italia a vendere l'oro. Quanto vale? Ecco il conto della serva

pubblicato da il passator cortese

L’Italia, chi non lo sa, è piena di debiti ma tiene anche un bel tesoretto, nel senso reale della parola: lingotti d’oro. Il Belpaese dispone di riserve in oro in capo a Bankitalia di 2400 tonnellate, dal valore quindi di circa 100 miliardi.

Che non sono pochi, (riserve che tengono l’Italia nei primi cinque posti al mondo) ma che non sono in grado di “stravolgere” la grave situazione di oggi. Il conto della serva è presto fatto: tre anni fa il debito pubblico italiano era inferiore ad oggi di 300 miliardi di euro. Anche se vendessimo tutto l’oro, interromperemmo di un solo anno l’aumento del debito pubblico. Poco più di una boccata d’ossigeno.

Comunque, proprio oggi, per ridurre il nostro debito pubblico, dalla Germania arriva all’Italia l’invito, si fa per dire, di vendere parte delle riserve in oro, oltre a fare le privatizzazioni vere. Questo chiedono alcuni esponenti della Cdu e dell’Fdp, i cristiano democratici e i liberaldemocratici (partner di governo a Berlino) secondo quanto rivela oggi in esclusiva il Financial Times Deutschland. Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, al Bundestag ha detto al Ftd: “Devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro”.

Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considera “necessario” che gli stati indebitati “vendano parte del loro oro o depositino parte delle loro riserve a garanzia presso la Banca Centrale europea”. Sarà il caso di nascondere i …”gioielli di famiglia”?

Ore 12 - Libia, i 4 "grandi" si spartiscono il Nord Africa. Berlusconi fuori dalla porta

pubblicato da Massimo Falcioni

altroUna prova in più della pochezza internazionale di questa povera Italia, che le vicende giudiziarie e morali del Capo del Governo e la figura sbiadita e servile del suo Ministro degli Esteri hanno ridotto a poco più che un Paese da operetta?

Eccola! L’Italia viene tenuta fuori dalla porta sulla Libia. Ieri sera il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un incontro in videoconferenza sulla Libia.

All’incontro non è stata invitata l’Italia che non ha dunque partecipato. I quattro “big” hanno discusso dell’attuale situazione in Libia e dei piani in vista del vertice in programma oggi, martedì 29 marzo, a Londra.

Un brutto colpo per Silvio Berlusconi. Soprattutto un brutto colpo per l’Italia, la cui credibilità internazionale è davvero in caduta libera. Anche l’inedito asse italo-tedesco pare poco più di una trovata propagandistica, il solito escamotage per tentare di uscire dall’angolo e invece ficcarsi nel pozzo.

Si pensa sempre alle promesse del dopo, ai rapporti preferenziali e così facendo si costruisce sulla sabbia e ci si arrampica sugli specchi, con l’autorevolezza internazionale dell’Italia ridotta al lumicino.

C’è chi non perde la (ghiotta) occasione per ironizzare: al berluska lo hanno lasciato a casa senza invitarlo? Ovvio, in situazioni così serie non serve uno che fa il cucù, che fa le corna da dietro, che racconti barzellette, o che dia baci sulle mani del rais libico. Calcata ma efficace.

Intanto i quattro grandi decidono l’assetto mondiale, la nuova geografia del nord Africa e del dopo Gheddafi. A noi ci toccano i profughi.

Politici italiani "voltagabbana"? E la Merkel?

pubblicato da il passator cortese

Sembra proprio di essere nell’italietta, dove fra i politici domina la vocazione del “voltagabbana”. Invece siamo nella grande Germania, dove a cambiare le bandierine sulla scacchiera è addirittura la cancelliera Angela Merkel.

Un’astensione sull’intervento militare in Libia e un voltafaccia da gioco dell’oca sull’energia nucleare: la cancelliera tedesca va controcorrente rispetto a molti dei suoi partner internazionali, ma la sua nuova posizione su temi così caldi sembra essere dettata più dalla paura di una sconfitta alle prossime regionali che da una scelta strategia.

Tira infatti brutta aria per la Cdu della cancelliera tedesca e per la sua alleata Fdp: potrebbero subire un ko alle elezioni di domenica prossima nel Baden-Wuerttmemberg (Sud). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’istituto Forsa realizzato per il settimanale Stern e l’emittente televisiva Rtl. Spd e Verdi otterrebbero il 48% dei voti (24% ciascuno), contro il 43% della maggioranza (38% per Cdu-Csu e 5% per Fdp), che attualmente governa la regione.

Nei giorni scorsi, il capogruppo della Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, si e’ detto sicuro che il suo partito ha una ‘possibilita’ concreta’ di andare al governo con i Verdi nel Baden-Wuerttmemberg. Secondo gli esperti della Forsa, la questione nucleare avra’ un peso notevole sulle elezioni. La Linke, da parte sua, otterrebbe solo il 4% e non riuscirebbe cosi’ a entrare in Parlamento.

La cancelliera, scrive la stampa tedesca, soffre di una crisi di credibilità che difficilmente riuscirà a superare nell’immediato futuro. E all’orizzonte avanza l’ombra delle elezioni del 2013. Un consiglio alla Merkel: chieda lumi a Berlusconi, uno che ha sette vite come i gatti.

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Ore 12 - Nucleare, pochi a naso in su a scrutare la "nube". E il governo cerca altri limoni da spremere

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPochi col naso in su, nel Belpaese, a scrutare la nube radioattiva in arrivo dal Sol Levante.

In Italia il premier ha altre gatte da pelare, dai processi al “rimpastino”, al fuoco sull’ex amico Gheddafi. E il ministro Carfagna s’arrabbatta fra master più o meno taroccati, mentre in Germania una laureata in fisica, il cancelliere Angel Merkel mette la parola fine alle centrali nucleari nel Paese locomotiva d’Europa.

Anche su questa vicenda, esplosa con la tragedia in Giappone, il Governo fa la sua “bella figurina” da … pirla: è l’ultimo esecutivo in Occidente a puntare nelle centrali nucleari, poi, vista la … gaffe (e i sondaggi…) allunga il brodo, con pause di riflessione, rinvii o moratorie, solo perché teme perdite di consenso elettorali.

Alla fine di queste giravolte, la conclusione è una sola: il governo non sa che pesci pigliare, di fatto l’Italia è senza una politica energetica.

Mettere insieme i dodici mesi di moratoria e i 24 mesi per l’elaborazione della strategia nucleare, ovvero a scadenza delle legislatura, dà la misura di quanto il nodo nucleare fosse diventata esplosivo per il Governo.

Adesso, ammettere che il rilancio nucleare italiano era già morto prima di nascere e dire “scusate” alla lobby che già si stava fregando le mani al pensiero di tutti quei miliardi di euro di soldi pubblici necessari al programma nucleare spiazza le cricche amiche di chi conta e decide.

E’ in questa ottica che vanno lette le dichiarazioni di chi si attarda ancora nel dire che ci sono decisioni da ponderare e non da assumere sull’onda dell’emotività. Ma, anche se si chiude l’affaire del nucleare, c’è sempre un nuovo limone da spremere.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il pronipote di Otto von Bismarck, il giovane barone Zu Guttenberg, lascia in tronco la politica, abbandona una carriera promettente e si mette a disposizione dei magistrati per una innocente storia di plagio ai tempi della tesi di dottorato. Ma allora il Cav di chi è discendente? Me ne f-Otto von Bismarck

Il premier sogna una vita da privato cittadino, ma non vuole mollare e darla vinta ai detrattori. Eppure potrebbe godersela in una delle sue tante ville: piscina, cocktail, feste e bella vita. E potrebbe divertirsi come più gli aggrada. Whisky&sodoma

Quel genio di Alessio Butti ha modificato la sua proposta per il pluralismo dell’informazione televisiva e siamo passati dagli argomenti una tantum alle targhe alterne dei conduttori. Forse il prossimo tentativo sarà quello di mandare Floris e Santoro in radio invece che in tv una settimana sì e l’altra no. Ineffabile paladino della democrazia. Tana libera Butti

Sull’emergenza immigrazione il governo italiano chiede aiuto all’Europa e per forza di cose dovrà bussare alla porta dei tedeschi (che negli anni ‘90 affrontarono in beata solitudine la catastrofe umanitaria dei Balcani). Silvio userà ancora una volta le sue doti da seduttore con la refrattaria cancelliera Merkel? Ich Libia dich

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