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Tutti gli articoli con tag angelino alfano

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: schiena dritta. Voto 6+ Era radioso ieri sera il presidente del Consiglio italiano al termine del Consiglio europeo. Non ne ha fatto mistero: “siamo molto contenti”, ha detto per la “fortissima traccia italiana” imposta all’intesa sulla crescita e l’occupazione. Eviteremo all’Italia di sbattere contro il muro”. Ok. Verso l’uscita dal tunnel?

Angelino Alfano: schiena piegata. Voto 5- Il segretario del Pdl fa autocritica: “Finora abbiamo sostenuto il governo con dei ’se’ e dei ‘ma’, è il momento di assumere una posizione più chiara e fare le nostre proposte”. Ma si prepara una manifestazione: “Vogliamo dimostrare che la gente è con Berlusconi e che molti vorrebbero il voto”. Double face.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Scoppia la protesta dei pescatori nel centro di Roma. Oramai non ce la fanno più. Oltre la sogliola di tolleranza

Da loro non ci si può aspettare la rivoluzione. Ma forse una sana ribellione che comunque non sovvertirà l’ordine costituito. Polpo di Stato

Anche i camionisti continuano a ribellarsi. E tuttavia si spaccano, si minacciano e si pestano pure tra loro. Tir-ompo il c…

Alfano alla Camera: “Non dobbiamo andare in Europa con il capo cosparso di cenere…”. Chissà cosa ne penseranno i tedeschi rammentando il Cav al governo. Cospargersi il kapò di cenere

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: mascherato. Voto 4- In un colloquio con Angela Merkel Alfano ha promesso che il “nuovo” Pdl sceglierà il candidato premier alle prossime elezioni con le primarie. Cav permettendo.

Gianni Alemanno: smascherato. Voto 4- Sparatoria a Roma: 64enne ucciso davanti al garage. Il 38° omicidio nella capitale dal 2011. E le “squadracce nere” scorrazzano impunite. C’era una volta in Italia.

"Nessun partito ha un sistema così virtuoso": Alfano e le tessere false del Pdl a Vicenza

pubblicato da paganini


Il Pdl ha iniziato il percorso verso i congressi provinciali e lo ha fatto con una marea di nuove tessere salutate dal segretario del partito, Angelino Alfano, come un grande segnale di vitalità e una risposta a chi lamentava assenza di democrazia interna. Sarà certamente così. Però quanto sta succedendo a Vicenza rischia di far sorgere qualche dubbio in proposito…

Tra i 18 mila tesserati registrati in quella provincia - un numero piuttosto alto anche sommando i vecchi militanti di An e Fli - ci sarebbero molti iscritti a loro insaputa: lo stile reso celebre dal ministro Scajola sarebbe stato applicato anche alle tessere, iscrivendo migliaia di persone ignare. Il problema, oltre alle evidenti questioni di democraticità e trasparenza, riguarda i nomi scelti. Molti dei nuovi tesserati sarebbero infatti iscritti o addirittura dirigenti di altri partiti, come Udc e Fli.

Stando al blog del Pdl di Vicenza sarebbero stati proprio i reggenti del partito a fa scoppiare il caso - montato da loro stessi - per invalidare il congresso e comunque depotenziare gli innovatori che volevano cacciarli. Sempre sul blog del partito il coordinatore provinciale spiega candidamente che il 50% delle nuove tessere, circa 8mila, erano in effetti incomplete:

Le richieste di tessere pervenute dalla nostra provincia con documentazione incompleta, classificate S1, sono ben 8.150, quindi oltre il 50% del totale, quando invece a livello nazionale corrispondono soltanto al 6%. Un dato certamente anomalo. In un primo momento, in assenza di specifiche contestazioni, anche chi vi scrive aveva ritenuto di poter giustificare tale anomalia con adesioni spontanee ai gazebo, che evidentemente erano avvenute senza raccogliere la fotocopia di un documento di identità. Purtroppo, siamo stati costretti a ricrederci; in realtà stiamo comprendendo in queste ore che si trattava di una penosa menzogna e che i pochi gazebo non giustificavano dati così clamorosi. Ben venga quindi la clamorosa indagine della magistratura, i cui responsi, quali che siano, attendiamo con serenità.

Quindi per l’onorevole Pierantonio Zanettin è normale che ci sia un incremento straordinario del tesseramento e che questo coincida con una straordinaria percentuale di tessere che mancano dei requisiti minimi di validità. Poi, poi, quando arriva la magistratura allora ci si accorge che forse quel dettaglio andava valutato con attenzione. Roba da dimissioni immediate, anche dal Parlamento.

Giusto per chiudere, ricordiamoci cosa ha detto Angelino Alfano, intervistato dal Giornale, in merito ai sospetti sui numeri del tesseramento:

«Per il nostro tesseramento è stato adottato un surplus di cautela, sappiamo di essere sempre sotto osservazione. Non siamo il ministero dell’Interno ma ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo adottato il meccanismo del versamento individuale, delle firme autografe con una struttura di controllo ad hoc. Una volta votavano anche i morti nei congressi, ora mi chiedo quale partito può contare su un sistema più virtuoso».

Già, chissà se anche in altre province il Pdl ha adottato il virtuoso sistema Vicenza?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Nichi Vendola: miope. Voto 5- Il leader di Sel cerca spazio e “linea” attaccando Monti: “Non vedo l’elemento di discontinuità da Tremonti”. E chiama Gino Strada e Don Ciotti a scendere in campo al suo fianco. Anno nuovo, “minestrone” nuovo?

Angelino Alfano: astigmatico. Voto 4- Il segretario del Pdl, senza linea politica, sposta i birilli nel partito con nuovi incarichi a Brunetta, Frattini, Fitto, Romani. I congressi? Rinviati. Il Cavaliere pronto a cancellare tutti gli “eredi” dal libro paga?

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Ore 12 - Berlusconi e i "berluscones", ma dove sono finiti?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE i responsabili (irresponsabili) dello sfascio dell’Italia che fanno, mentre Monti rema (e mena fendenti non sempre in modo equo e utile…) per non fare affogare il Paese?

Lasciando stare Scilipoti, nullità da Carnevale, e lasciando stare Bossi, maschera di un separatismo padano estremistico, è utile seguire le orme del cuore e del volano della ex maggioranza, il Pdl e i berlusconiani. Non sono estinti come i mammuth. Privati delle leve decisive del potere ma non privi di potentissime bocche da tiro, sono solo delusi e smarriti.

Anticomunisti come sono (anche se adesso Bossi accusa l’ex alleato di stare con i comunisti) non sanno che Lenin potrebbe tornare loro utile con i suoi “Che fare?” e “Un passo avanti due passi indietro”. Più modestamente i pidiellini si affidano ai giornali di famiglia del capo-padrone del partito, in primis Il Giornale. Altro che Lenin: Sallusti, Feltri e la solita compagnia di giro minano il terreno, non si risparmiano contro il governo dei “professori” ma, come accecati, sparano a vuoto, privi di un orientamento politico capace di preparare il contrattacco e riprendersi quel che hanno perduto.

Già, l’orientamento! Dove va il Pdl? Dove va Berlusconi? Dopo la fuoriuscita da Palazzo Chigi, dopo qualche mortaretto, vista la malaparata, il Cavaliere si è afflosciato, nascondendosi dietro le persiane della sua Villa di Arcore, silenziosa come non mai per le assenze di Bossi e delle ragazze del Bunga bunga.

La faccia, per ora, ce la mette, dietro comando e … compenso, Angelino Alfano. Il segretario del Pdl si arrampica sugli specchi, sta in bilico sul trapezio, lancia timidi richiami a Monti (no alla patrimoniale) e lo incita a usare la scure sulle pensioni d’oro, proteso a mettere paletti a difesa di determinate classi sociali (con dentro i furbetti del quartierino e i furboni dei quartieri alti) e soprattutto a fare il “cane da guardia” della “roba” del suo padrone. Ma il Pdl è corretto e voterà la manovra di Monti, si dirà.

Sì, perché è “costretto”, sapendo bene che seguire Bossi nel “tanto peggio tanto meglio” significa la fine del Pdl e la fuga al centro o nell’astensionismo dell’elettorato. Allora? Forse chiedere al Pdl di definire una nuova identità e una nuova strategia è chiedere troppo. Ancora una volta si aspetta che sia Berlusconi a tirare fuori l’ennesimo coniglio dal cappello, magari solo una nuova alleanza tappabuchi.

Quella del Pdl resta una forza (elettorale e non solo …) reale e pesa politicamente, socialmente ed economicamente nel Paese. Va rimessa in “circolo”. E’ fondamentale per il dopo Monti, per la riorganizzazione del sistema politica, per la salvaguardia democratica e il futuro dell’Italia.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: furbetto. Voto 6- Il segretario del Pdl critica il premier Monti perché: “troppo timido”. “Il contributo del 15% sulle pensioni sopra 200 mila euro è poco. Potevano usare la scure del 20-25%”. Aggiungendo: “Stiamo proponendo anche un tetto per i manager di Stato”. Bene. Rinsavito o solo populista?

Gianfranco Fini: furbotto. Voto 5- Il leader di Fli ricorda la sua promessa (non mantenuta) di dimissioni da presidente della Camera se l’avesse fatto Berlusconi e si giustifica così: “Le dimissioni di Berlusconi sono arrivate dopo la constatazione del venire meno della solida maggioranza di cui disponeva”. Arzigogolamento.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Attenzione a desiderare di abbandonare l’euro per tornare all’antico. Sembra un vantaggio, ma sarebbe una sventura. Lira funesta…

La Bindi letterale a Ballarò sulla patrimoniale: “Che si chiami Pippo o Gina, l’importante è che paghino coloro che hanno di più”. E ad Alfano, lì presente, viene il mal di testa. Noval-Gina

Il governatore del Veneto Zaia piccato: “Non ci sono esponenti della mia regione nel nuovo governo? E’ perché non abbiamo università private”. Tuttavia da quelle parti sono orgogliosi del Pil che producono e stanno ad osservare con attenzione cosa accadrà dopo la crisi. The sghei after

Austerità? Sobrietà? La prima cosa che ha fatto il nuovo governo è stata rinunciare alle berline tedesche per muoversi con più vecchie Lancia nostrane. Eppure non basta, ora bisogna agire, bisogna fare in fretta….mentre la tensione sale. Nervi Thesis

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: giochetti.. Voto 5- In arrivo le misure anticrisi del governo Monti con nuova Ici, tracciabilità e nuove tasse. Pd in fibrillazione. Le minoranze interne puntano già al congresso anticipato. Fuori dall’orbita. Bersani, difensore della Patria o guardiano di un bidone vuoto?

Angelino Alfano: giochini. Voto 4- Le nomine di Monti rispondono a criteri essenzialmente tecnici, ma c’è già una prima grana. Maurizio Gasparri guida la fronda: diversi deputati e senatori Pdl contestano la nomina di D’Andrea e minacciano di non appoggiare l’esecutivo. Partito del livore.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: marziano. Voto 5- Il segretario del Pdl vede nel sostegno ampio al governo Monti le “basi per costruire un clima nuovo”. Nel frattempo il Cav, proprietario unico del Pdl, rilancia la crociata anticomunista. Il gatto e la volpe?

Roberto Calderoli: padano. Voto 5- La Lega risponde immediatamente a Berlusconi che cerca il riaggancio con Bossi per andare alle amministrative insieme. L’autore del “porcellum” taglia corto:”L’alleanza con il Pdl non c’è più”. C’eravamo tanto amati.

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