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Manovra economica, i magistrati in rivolta si preparano allo sciopero

pubblicato da davide f.

da flickr, creative commons La manovra economica messa in piedi dal governo Berlusconi, con a capo Tremonti, ha scontentato molte categorie; di sicuro quello che fa più rumore è l’ennesimo scontro frontale con la magistratura, letteralmente in rivolta davanti alla finanziaria dell’esecutivo.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha proclamato uno sciopero, la cui data e modalità verrà decisa domani dal Comitato direttivo centrale dell’Anm. Le accuse dei magistrati non ci dicono molto di nuovo sul pessimo rapporto con il governo Berlusconi III (vedi ddl intercettazioni), ma restano pesantissime:

La manovra paralizza l’intero sistema giudiziario, mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e colpisce soprattutto gli stipendi dei giovani magistrati che subiscono una riduzione fino al 30 per cento.

Immagine|Flickr

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Sabato lo sciopero dei magistrati. L'Anm sceglie la linea dura

pubblicato da Luca Landoni



In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario prevista per sabato, l’Associazione Nazionale Magistrati ha scelto una forma dura di contestazione, sia pur civile. I suoi membri si recheranno nelle varie sedi stringendo in mano una Costituzione e abbandoneranno l’aula al momento del discorso dei rappresentanti del Ministero.

Dovrebbe fare eccezione la sede dell’Aquila, dov’è iscritto a parlare lo stesso Guardasigilli Alfano, per dare ancora più forza all’iniziativa. Quest’ultima è stata voluta per protestare in parte contro l’ormai annosa questione delle leggi definite “ad personam” del Governo, ma soprattutto contro i vari progetti di riforma della magistratura che si sono susseguiti già dai tempi del Dicastero Castelli.

Senza qui entrare per una volta nel merito, vogliamo analizzare la questione dal punto di vista filosofico, stimolando un dibattito il più possibile scevro dalle posizione politiche individuali. La domanda che ci poniamo è se sia giusto che il terzo potere faccia politica in modo così estremo, indipendentemente dal fatto che abbia ragione oppure no.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Stefania Prestigiacomo: caccia stop. Voto + 8. Il ministro dell’Ambiente definisce “inaccettabili” le nuove regole estensive sulla caccia volute dal Governo e approvate dalla commissione del Senato. Ambiente e fauna ko. A Lega e alleati interessano più il business e le urne.

Sandro Bondi: magistrati stop. Voto – 8. Il coordinatore del Pdl definisce “Profonda e oltraggiosa lesione dell’ordine democratico e costituzionale” la protesta decisa dall’Anm per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, e minaccia “sanzioni”. Can che abbaia … può mordere.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi che ha fretta e gli chiede tempi stretti sul processo breve. L’Anm che polemizza su tutto. Casini che lo incalza con il Lodo costituzionale. I finiani che si mettono di traverso. Veramente un momentaccio per il Guardasigilli. Angelino Affanno

Il SuperCav sotto attacco da parte dei magistrati? La maggioranza lo pensa davvero e il Pdl accusa: “Ecco che si scatena di nuovo il circo mediatico-giudiziario”. Parola di esperti in acrobazie e numeri da tendone. Silvio Barnum-sconi

Però, dall’altra parte, anche a Repubblica piace tuffarsi nello spettacolo circense della politica. Il giornale di Scalfari ci sguazza proprio. TrapEzio Mauro

Rotondi straparla in merito a pause pranzo e produttività lavorativa. Tanto per i politici la situazione è inversa: si tratterebbe al massimo di abolire la pausa lavoro tra una mangiata e un’altra. Comunque, si capisce che il problema di Rotondi è l’incedere dell’età. Andropausa pranzo

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi cambia tattica sui “farabutti” di Rai Tre: “Lunga vita a Santoro e alla Dandini. Portano voti al centrodestra“. Strada sgombra di ostacoli per il conduttore di Annozero? Caduta Masi

Il SuperCav è riuscito a farsi fotografare con il Papa a Ciampino. Tuttavia non si placa l’insofferenza di ampi strati del popolo cattolico per lo stile di vita del Mega Papi. E d’altra parte gli elettori Pdl spesso non vedono di buon occhio Bagnasco e co. Meno male che Silvio Cei

Rutelli sembra ormai più fuori che dentro il Pd. E mentre la base si straccia le vesti per il quasi addio di un leader fondamentale (e D’Alema non sa farsene una ragione), Casini già lo aspetta a braccia aperte. Pentito democratico

La baruffa Brunetta-magistrati è solo la spia di un’inquietudine più profonda che sta crescendo nel governo e che riguarda la scadenza tanto attesa, la decisione della Consulta della prossima settimana. Nel frattempo Di Pietro si sfrega le mani, spera e pregusta. Godo Alfano

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Berlusconi in soccorso di Del Turco: "Teoremi accusatori spesso non confermati"

pubblicato da Luca Landoni

Da Parigi il premier Silvio Berlusconi coglie al volo l’occasione Del Turco per ribadire il suo pensiero sulla giustizia italiana. “Mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione” - ha affermato, rispondendo alla domanda specifica di un giornalista. - “Ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l’attuale sistema dell’accusa in Italia, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati”.

Il fatto che questa volta a essere colpito sia un’esponente dell’opposizione non riveste alcuna importanza secondo il Cavaliere, che ha ricordato a titolo d’esempio il caso dei suoi ipotetici reati ambientali in Sardegna per Villa Certosa, caso poi finito in una bolla di sapone. Lo stesso uso della parola teorema è invece per l’Associazione Nazionale Magistrati un tentativo di gettare discredito sulla categoria, che dimostra la non conoscenza dei fatti da parte del Presidente del Consiglio, stando alle dichiarazioni del segretario Giuseppe Cascini.

In attesa di poter meglio valutare i fatti, di cui potete farvi un’idea bipartisan con gli articoli di Repubblica e Giornale citati nel pezzo di Marco Paganini, non possiamo non rilevare che il caso Del Turco per Berlusconi cada proprio al momento opportuno, consentendogli di dimostrare che la sua fissazione per la giustizia sarebbe fondata e del tutto indipendente dal ricavo di eventuali vantaggi politici. La strategia è simile a quella usata per il caso Unipol, che viene utilizzato dal governo per avvalorare la necessità di una legge di regolamentazione delle intercettazioni telefoniche, giacché questa sarebbe nell’interesse di tutti.

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