
La preparazione al prossimo appuntamento elettorale sta mettendo a dura prova l’opposizione. Da una parte c’è Pierluigi Bersani, e i candidati talmente forti da poter proseguire indipendente dal suo appoggio, dall’altra Antonio Di Pietro.
Il leader dell’Idv, malgrado il congresso, è solo contro i suoi stessi uomini che gli rimproverano l’appoggio della candidatura di Vincenzo De Luca. Sindaco, in quota Pd, che punta a prendere il posto di Antonio Bassolino malgrado le indagini che sul suo conto sono state avviate.
A far saltare la pace tra l’ex magistrato e il suo elettorato sarebbero stati i probabili crimini commessi dal candidato del Partito Democratico. In molti, Luigi De Magistris in primis, hanno rimproverato Antonio Di Pietro per la sua scelta poco coerente con quanto fino ad oggi predicato.

Per capire quanto il presente sia brutto per il Partito Democratico è sufficiente sapere che anche un certo tipo di giornalisti, rappresentati da Barbara Palombelli, sta cominciando a chiedersi se il giorno dopo le elezioni di marzo sarà anche l’ultimo del Pd.
Se anche la stampa, mi si passi il termine, sinistroide non prova a sopperire le falle di Pierlugi Bersani e compagni allora siamo veramente alla fine. Il solo antiberlusconismo, per quanto consigliabile, non può essere l’unico medicinale da prendere.
Se ne sono resi conto pure gli esponenti dell’Italia dei Valori che per una volta provano a dimostrare di non essere solo il partito all’opposizione. Per eccellenza. Per farlo ha deciso di non sostenere la candidatura, del Pd, di Vincenzo De Luca.

L’emergenza rifiuti registrata, e probabilmente, risolta in Campania è stata solo la prima. Pochi mesi dopo, malgrado il silenzio stampa, una analoga è comparsa anche a Palermo. È notizia di queste ore quella di Taranto.
Il progressivo aumento di questi accadimenti deve far riflettere. Non solo perché sono dei problemi da risolvere. I rifiuti ci ricordano che è dovere di un Governo non solo eliminare le emergenze. Per poter evolvere un Paese ha bisogno anche di un progetto per prevenire tali circostanze.
Di Taranto, intanto, non si parla. Malgrado la proposta avanzata dai stessi cittadini alle stesse istituzioni. Un gruppo di disoccupati si è infatti reso disponibile per pulire la città. Per loro potrebbe essere un’opportunità di lavoro. Una vera. Non come quella palliativa proposta da Giovanni Minoli per la Sicilia.

La politica regala ogni giorno nuovi scenari portando alcuni protagonisti a intraprendere strade comuni quando il giorno precedente sarebbe stato quasi assurdo pensarlo. L’esempio più eclatante in questi giorni è quello di Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, alleato alle politiche con Berlusconi, alleato alle europee con Storace.
Da qualche mese ha rotto con il Pdl siciliano vicino ad Alfano e Schifani e da pochi giorni ha fatto il suo nuovo governo regionale (il terzo) accettando l’appoggio esterno del Pd e nominando un assessore (Centorrino) iscritto al Pd creando le condizioni per un clamoroso ribaltone.
E’ di questi giorni la novità della vicinanza politica tra Lombardo e Antonio Bassolino. Il governatore siciliano ha addirittura usato queste parole
Avendo ben lavorato, se ritiene di candidarsi lo faccia. Al di là delle appartenenze con Bassolino, ma anche con Loiero, Vendola e tutti i presidenti delle regioni del Mezzogiorno abbiamo instaurato un grande rapporto di collaborazione e sottoscritto anche un patto per un’azione comune

Finisce l’era di Antonio Bassolino in Campania: il governatore dichiara ufficialmente che non si ricandiderà per un nuovo mandato. Non che le sue promesse siano sempre state mantenute, infatti in piena crisi rifiuti affermò che si sarebbe dimesso un anno dopo salvo rimangiarsi dopo poco la parola data.
Bassolino quindi lascia la regione ma lo fa a modo suo vantandosi apertamente delle sue qualità politiche
Mi auguro per la Campania due candidati forti e buoni. Ma penso che lo sappiano anche fuori che sono io il miglior candidato. Lo sanno anche nel Pdl. E lo sanno nel Pd anche se non ho ancora capito se gli faccia piacere oppure no. Ma non esiste. Darò una mano, anzi due perché il rinnovamento si faccia qui, nel partito e a Roma
Il centrosinistra non ha ancora scelto il suo candidato per le prossime regionali ma leggendo tra le righe si capisce che se qualcuno glielo chiedesse Bassolino non farebbe mancare il suo sì. D’altronde recentemente era uscita anche la voce che il suo nome era tra i papabili per la carica di sindaco di Napoli. L’ipotesi del clamoroso ritorno aveva immediatamente acceso le polemiche locali.
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Ieri vi abbiamo anticipato la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Oggi sono state rese note le carte e i verbali su cui si basano le accuse. Visto che cominciano a spuntare nomi grossi vediamo di fare il punto della situazione. Una premessa: tutto il castello accusatorio si basa sulle deposizioni di pentiti di mafia, dunque - come ha detto anche Marco Travaglio nel corso di Annozero - vanno prese con le pinze. Ma gli inquirenti sono giunti a una conclusione e questo è un fatto. Vediamo il tutto.
I collaboratori di giustizia sono sei, tra i quali il ruolo di primattore spetta all’imprenditore Gaetano Vassallo, che si definisce legato alla cosca dei Bidognetti. Quest’ultima è una delle due grandi famiglie che in questa vicenda formano la galassia dei casalesi. La seconda è quella degli Schiavone. Le parole di Vassallo:
In questi ultimi giorni sui media stranieri non si è parlato solo del caso-Marrazzo, ma anche delle primarie del Partito Democratico e del nuovo segretario che attraverso esse è stato incoronato: Pierluigi Bersani.
Già prima di domenica 25 l’olandese NRC Handelsblad aveva dedicato un articolo dai toni critici alle recenti vicende del PD, intitolato “La sinistra lotta con se stessa e con gli elettori diffidenti“, definendo tra l’altro i tre candidati come “privi di carisma”:
L’opposizione di sinistra sceglie un nuovo leader ma non sa ancora come opporsi al capo del governo (..) non è ancora pronta a prendere il potere. Il Partito Democratico oscilla tra cristallizzazione e rinnovamento. (..) Da un lato è all’avanguardia in Europa quando si tratta di sperimentare nuovi strumenti per superare la spaccatura tra il cittadino e la politica. Non la vecchia elite del partito, ma gli elettori di sinistra hanno l’ultima parola su chi deve guidarlo. (..) Qui si tenta un esperimento che i partiti socialdemocratici nel resto dell’ Europa dovrebbero seguire con attenzione. D’altro canto, i tentativi del PD di rinnovare il suo radicamento nella società accrescono la possibilità di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, che, soprattutto nel Sud Italia ha una grande influenza sulla vita quotidiana
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Il Pd e il centrosinistra in generale puntano molto sulle regionali, per rilanciarsi dopo un filotto di sconfitte consecutive. Le sfide per i governatori si presentano però difficili anche perché è quasi impossibile riproporre gli stessi risultati di 5 anni fa. In Campania in particolare, dopo il disastro rifiuti e le numerose inchieste che hanno colpito Bassolino, (il cui gradimento come governatore non è nemmeno al 35%) la battaglia si preannuncia veramente ardua. Il centrosinistra rischia seriamente di consegnare la regione al centrodestra.
Per questo motivo è partito il corteggiamento all’Udc; l’unico modo per avere qualche chance alle elezioni. E l’Udc in Campania significa De Mita il cui appoggio è diventato l’oggetto del desiderio per il Pd regionale. E i contatti incominciano
Hanno chiuso la conversazione con la promessa di vedersi nei prossimi giorni. Per discutere e ragionare, tra le altre cose, di una possibile alleanza per le prossime regionali. Il neo segretario regionale del Pd Enzo Amendola chiama al telefono Ciriaco De Mita “Con De Mita abbiamo fatto una chiacchierata ad ampio raggio, si è parlato delle primarie delle Pd e della nuova fase che si apre”. De Mita ha fatto capire che ci può essere un dialogo con il Pd.
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Roberto Formigoni: promesse da politico. Voto – 8. Resistono i 49 operai della Innse in smobilitazione davanti ai carabinieri con scudi e manganelli. Il presidente della Regione Lombardia aveva assicurato: “niente blitz ad agosto”. Appunto.
Antonio Bassolino: monnezza e acqua. Voto – 9. Prima invasi dalla monnezza, adesso senza acqua. A Giugliano, nel napoletano, 3 mila abitanti a secco e 40 mila ricevono acqua solo per due ore al giorno. Mancano le pompe. E politici capaci e onesti.
Paolo Ferrero: ipocrisia alcolici. Voto + 7. Il segretario di Prc attacca Berlusconi e la Moratti sul divieto di vendita di alcolici agli under 16: “E’ solo ipocrisia. Bisogna vietare la pubblicità che forma i modelli di riferimento”. Già. Ma gli interessi delle grandi aziende, prima di tutto.
Antonio Bassolino: faccia di m … Voto – 10. Il governatore della Campania non molla la poltrona. Certo di subire un ko alle prossime regionali, punta a riprendersi la carica di … sindaco di Napoli. Il Pd lo ha scaricato e il boss “rosso” si candiderà con il nuovo partito del Sud. Vergogna!