Pier Luigi Bersani: ombre rosse. Voto 6+ Il segretario del Pd al Tg 1: “Sul lavoro abbiamo una proposta innovativa per ridurre la precarietà e dare anche flessibilità al mercato del lavoro senza toccare l’articolo 18: il problema è come si assume, non come si licenzia”. C’era una volta la sinistra.
Antonio Di Pietro: spaghetti western. Voto 4- Le reazioni rabbiose del capo-padrone dell’Idv alle decisioni della Consulta sul referendum confermano che l’ex Pm è un “eversore” che si ribella alle regole della democrazia quando non coincidono con i suoi personali interessi. Per un pugno di voti.
S’aggrappa alle parole, anzi agli slogan Mario Monti, nella sua lunga e corposa conferenza stampa che Polisblog ha seguito in diretta. “Chiamatela fase Cresci Italia” ha chiosato il premier puntando tutto sulla concorrenza e la riforma del lavoro. Ma non ci sarà una “Seconda manovra”. C’è da crederci?
Da “Salva Italia” a “Cresci Italia”, dunque. Tant’è che subito c’è il rimbrotto di Antonio Di Pietro: “Continua la politica delle televendite, il presidente del Consiglio magnifica i suoi decreti dandogli anche i nomi, prima Salva Italia, ora Cresci Italia, ma non ci ha detto come vuole farla crescere l’Italia e soprattutto quali italiani cresceranno. Monti non ha detto come intende combattere l’evasione, se non ratifica l’accordo con la Svizzera, sul lavoro ha detto che sta studiando la Fornero, sulla lotta alla corruzione ha risposto che sta studiando. Abbiamo già visto un presidente del Consiglio che sapeva vendere i provvedimenti prima di farli, ora abbiamo bisogno di un governo che prima fa le cose e poi le illustra”.
D’altronde, Monti non nega non nega che la manovra ’salva Italia’ abbia potuto anche produrre effetti recessivi, come ha denunciato l’ex premier Silvio Berlusconi, ma tiene a precisare che senza farla “il sistema sarebbe esploso” quindi ricorda come sono andate le cose nell’ultimo anno: “Il mio predecessore, Berlusconi, il 23 dicembre 2010 disse: ‘non servirà una manovra correttiva’, le cose poi sono andate diversamente - ha detto il presidente del Consiglio -, nel frattempo sono state necessarie cinque manovre e solo l’ultima porta la mia firma”.Capito?
Risponde Matteo Savini (Lega Nord): “Se per far crescere l’Italia ci attacchiamo ai taxisti e ai farmaci al supermercato non so se ridere o piangere. La manovra doveva essere equa, invece sono andati a bastonare i pensionati e chi usa la macchina per lavorare. La colpa non è solo di Monti ma anche di chi c’era prima, noi compresi che non abbiamo potuto fare tutto quello che volevamo. Se avessimo fatto tutto bene saremmo ancora al governo”.
Il più soddisfatto è il leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini: “La conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio mi conforta ulteriormente: siamo in buone mani, nelle migliori possibili per guidare il Paese nella drammatica crisi europea”. Lo dichiara in una nota Pier Ferdinando Casini aggiungendo che “abbiamo percorso solo un tratto di strada e mi auguro che il senso di responsabilità dei principali leader politici consolidi lo sforzo comune che abbiamo iniziato”. E il Pd? Riflette…
Antonio Di Pietro: fritto misto. Voto 4 L’ex Pm leader dell’Idv teme la cancellazione del suo partito personale dal Parlamento: da 25 deputati di inizio legislatura a 21 e altri due con la valigia in mano. Rifugio nel gruppo misto. Idv, partito-tram di carrieristi e trasformisti?
Renzo Bossi: pesce fritto. Voto 4 Il figlio del Senatur rischia di rimanere impigliato nella rete in cui è incappato Alessandro Uggeri, indagato per cocaina, escort, festini e intrallazzi vari. Il faccendiere è stato main sponsor del Trota, portandogli voti e non solo. Dimmi con chi vai …
Antonio Di Pietro: gelata. Voto 5- Il capo Idv tuona: “La cura da cavallo del governo Monti non sta funzionando. Manovra di lacrime e sangue, ma i mercati nemmeno se ne sono accorti. Pagano sempre gli stessi”. Allarme reale o populismo elettoralistico?
Silvio Berlusconi: ghiacciata. Voto 4- Il Cavaliere non aspetta la primavera per uscire dal letargo: “Sono sempre in pista per la libertà”. La sua. Poi l’attacco contro Monti: “Manovra solo recessiva”. E sul Pdl: “Primo partito”. Aperta la campagna elettorale?
Si chiude la “fase uno”, quella dei sacrifici per evitare il fallimento del Paese di fronte a una crisi internazionale devastante e si tenta di aprire la “fase due”, quella – si dice – della risalita dal pozzo e della ripresa.
Fin qui, sostanzialmente, a pagare sono stati i soliti noti, cioè i ceti più deboli, senza dimenticare che è in arrivo un altro milione di disoccupati e già oltre un milione di anziani (il 10% del totale) è costretto a fare la dieta del “frigo vuoto”, con danni alla salute e poi alle casse dello Stato per gli ospedali pieni. E’ vero che qualche sforbiciatina è stata data anche “sopra”, ma patrimoni, ricchezze e privilegi prosperano indisturbati e soprattutto i grandi evasori e i grandi speculatori non sono stati minimamente toccati.
Ora, per spingere la fase due, - già si prevede una nuova pesante manovra in primavera - si può ancora spremere il limone dei pensionati, dei redditi fissi e dei piccoli imprenditori? No. Perché da quelle parti si è raschiato il barile. E non è pensabile nessuna vera riforma strutturale senza incidere i grandi interessi costituiti, caste comprese, a cominciare da quella politica.
A quel punto, più Monti spingerà sull’acceleratore delle riforme e più i parlamentari e i partiti della maggioranza inizieranno a frenare e a franare, fino a farlo saltare. Di fronte a questa possibilità, molti partiti, non solo della ex maggioranza, pensano solo ai propri interessi e alle elezioni.
Non a caso il giudizio di Vendola (che invoca una patrimoniale pesante) sulla manovra è uguale a quello di Di Pietro: “Socialmente sbagliata, inutile per il contenimento del debito pubblico, spinge il paese dentro una voragine recessiva”. Sbagliano?
Ci si accorgerà presto che il refrain: “ per il governo tecnico è più facile fare le riforme perché non ha esigenze di consenso elettorale” si scioglierà come la neve al primo sole di primavera. Allora? Serve il ritorno in campo della politica, forse ancor prima del 2013.
Serviranno scelte decisive e non indolori sulle quali dovranno essere solo i cittadini a decidere. Non subendo decreti ma accettando la maggioranza degli italiani, stabilita attraverso il voto. Giusto affrontare l’emergenza. Ma non si può vivere sempre nell’emergenza rimettendosi alla “clemenza” dei professori.
Antonio Di Pietro: l’inciampo. Voto 6+ Il leader Idv attacca Monti: il premier “ha garantito a Berlusconi che non avrebbe messo all’asta le frequenze tv”. E sulla manovra: “Più equa o non la votiamo”. Populista o “giusto”?
Mario Monti: inciampato. Voto 5- Il premier non convince i sindacati. Per Susanna Camusso: “Incontro deludente”. Oggi sciopero confermato. Replica del primo ministro: “E’ nella democrazia”. Democratico o “furbo”?
Giorgio Napolitano: Grand’Italia. Voto 9+ L’autorevole rivista tecnologica Wired ha dedicato la copertina di dicembre al capo dello Stato italiano, definendolo l’uomo dell’anno, “per la velocità di rimanere collegato alla realtà”. Non c’è solo il Belpaese del bunga-bunga, delle mafie, della malapolitica. Fortuna che Giorgio c’è.
Antonio Di Pietro: Italietta. Voto 7+ L’indagato Guargaglini si dimette da presidente Finmeccanica incassando 5 milioni di liquidazione. Entra Orsi. Il leader Idv:”La pezza è peggiore del buco perché Orsi, col doppio incarico, è il massimo della rappresentazione spartitoria dei partiti nelle aziende pubbliche”. Belpaese (malato).
Sarà Monti l’uomo del riscatto? L’uomo che ci farà allontanare dall’infernale truogolo dei Piigs per farci volare alto? (Mai)ali ai piedi
Casini si porta il vanto storico di aver fatto cadere il Cav dai suoi tacchi vertiginosi. E’ stato lui a sottrargli i parlamentari che lo hanno mandato a tappeto. Con gran sospiro di sollievo per la politica e la finanza di mezzo mondo. La Merkel “culona” è particolarmente grata al leader Udc. Il centro sopra Berlino
L’Idv ha insistito: “Né zio Gianni né nipote Enrico nel nuovo governo”. Di Pietro è stato perentorio su questo. Letta dura senza paura
E la Lega risponde all’ex magistrato: “Noi all’opposizione, voi a mangiare cacca”. Insomma, il Carroccio si tira indietro con la consueta eleganza. Merdi e fuggi
Antonio Di Pietro: guardie&ladri. Voto 7+ Il leader Idv non esulta: “Con l’annuncio delle dimissioni, ma senza darle, B prende un altro mese di tempo per tentare di comprare qualche personaggio in cerca d’autore”. Film già visto. Chi si fida del kaimano?
Pier Luigi Bersani: polli&capponi. Voto 6- Il leader del Pd esulta (troppo): “L’opposizione ha dimostrato di saper fare l’opposizione”. Primo round vinto. Ma attenzione alle contromosse del Cavaliere. Non dare niente per scontato. Togliere a B il pallino. Subito!
La crisi economica morde sempre di più e il cerchio attorno al governo si stringe. Pesantissima è la bordata del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo che invoca un governo di salute pubblica per affrontare l’emergenza, che rischia di essere giunta al punto di non ritorno, e che è segnalata da rendimenti dei Btp oramai al 6% e dall’ingresso in campo del Fondo Monetario Internazionale.
In una lunga lettera a Repubblica Montezemolo ribadisce come esista già una “ampia condivisione” da parte di cittadini e esponenti politici moderati e riformisti sulle riforme da adottare. L’Udc appoggia l’ex presidente di Confindustria. Lorenzo Cesa: “Bene Montezemolo, quello che dice sul governo e sulle ricette per il Paese e’ ampiamente condivisibile, noi lo diciamo da molti anni: c’e’ nel paese l’esigenza di dare una svolta. Lo si fa solo se questo Governo, e se questo presidente del Consiglio, si mette da parte”.
E’ un rilievo - ha proseguito - che faccio vedendo quello che accade in Parlamento, che non è in condizione di portare avanti nessuna delle cose dette a Bruxelles. L’alternativa - ha concluso il segretario centrista - e’ fare un Governo di responsabilità nazionale, che metta insieme tutti i partiti, il Pd, noi, il Pdl, persone e personalità esterne”.
Quasi sulla stessa lunghezza d’onda anche Idv e la sinistra. Garantire il risanamento senza “macelleria sociale”. E’ quello che Idv, Pd e Sel indicano in una lettera all’Unione europea che è in corso di gestazione. Lo ha affermato Antonio Di Pietro in una intervista alla Stampa. “La settimana prossima - ha spiegato il leader dell’Idv - ci incontreremo anche per buttare giù la nostra lettera all’Europa”.
“Garantiremo all’Europa i soldi, ma il modo di trovare i soldi - ha annunciato il leader dell’Idv - sarà assolutamente differente. Nessuna macelleria sociale”. Intanto l’opposizione l’opposizione si prepara ad affrontare l’ipotesi di una crisi: “Abbiamo dato la nostra disponibilità a farci carico di un governo d’emergenza. Io dico: noi del Patto di Vasto e oltre. Va coinvolto anche il Terzo Polo. D’altra parte vedo che Casini è disponibile anche lui. Ma non è facile accorrere al capezzale di un morituro. E badate che se noi dell’ opposizione ragionassimo cinicamente, sarebbe meglio aspettare. Vinceremmo facilmente le elezioni per il plebiscito negativo che seppellirà questo governo”.
“Siamo pronti - ha concluso Di Pietro - a rispondere costruttivamente al monito delle istituzioni europee. Ma la pre-condizione è il cambio di governo”.