
La vicenda che ruota intorno agli appalti, alle mazzette, alle donazioni e ai benefit messi in circolo per agevolare amici e imprenditori assegnandogli appalti e soldi pubblici merita senz’altro di essere definita edificante. Non solo perché affonda le sue fondamenta nel cemento (oltre che nella melma) ma anche per il suo evidente valore didattico educativo.
Ancora una volta il messaggio che si può facilmente evincere da questa inchiesta (non serve neppure attendere le conclusioni del terzo grado, basta leggere le intercettazioni) è che in Italia si diventa ricchi e potenti facendo marchette e favori (mica pagando le tasse) se possibile a spese della collettività. Gli altri, onesti e sfigati, possono girare in metropolitana per ore.
Affrontare cantieri infiniti (chissà come mai…) e vivere nei palazzoni fuori dal raccordo e dalla tangenziale. Loro, i furbi, quelli con gli amici di manica larga che tanto decantano il governo del fare, possono avere appartamentoni vista Colosseo, auto di lusso e naturalmente escort da esibire nei locali vip. Tutto giusto…

Non si fa in tempo a registrare un’indagine o una condanna che ne segue un’altra. Questa volta tocca al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, indagato per corruzione nell’inchiesta su illeciti negli appalti pubblici in Sardegna.
Sulle indagini viene mantenuto il più stretto riserbo ma sappiamo che sarebbero coinvolti anche il costruttore Arcangelo Martino; Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias; Ignazio Farris, consigliere dell’Arpa di Sanremo; e un giudice tributario, Pasquale Lombardo.
Il leader del Pdl Silvio Berlusconi, già alquanto refrattario nel caso Scajola del quale ha preso il dicastero ad interim, ha parlato di “complotto contro il governo”, aggiungendo che questo provvedimento non sarà l’ultimo.
Continua a leggere: Indagato anche Denis Verdini per l'eolico in Sardegna
Ora i saltimbanchi del centrodestra cercano di rimediare al pasticcio liste con i ricorsi alla giustizia amministrativa. Nel frattempo, però, i veleni intestini non accennano a finire. Eravamo quattro amici al Tar
Il Cav sogna un nuovo predellino, ma intanto (come dice Bersani) la macchina del Pdl sbanda alla prima curva. Ai box, per fortuna, è sempre pronto Minzolini per un cambio gomme. Rai(kkonen)
Dopo Haiti, Bertolaso è pronto a partire per il Sudamerica. C’è un altro terremoto che lo aspetta. E le vittime del sisma commentano: le disgrazie non vengono mai da sole. Cile(cca)
Inchiesta sulla Protezione civile: dai ‘massaggi’ delle presunte escort alla prostituzione gay. Non bastavano dunque Regina Profeta e le sue giovani fisioterapiste. Da Regina Profeta a Regina Coeli
Il futuro politico di Nichi Vendola è legato al classico filo di lana.
L’inchiesta del pm antimafia di Bari Desirée Digeronimo, sul bubbone della sanità pugliese, tiene il governatore di Sinistra e Libertà sui carboni ardenti e rischia di “bruciarlo” definitivamente.
La “primavera pugliese” è già finita. La “diversità” al potere è stato solo un bluff.
La giustizia farà il suo corso. Nessuno è colpevole prima della sentenza definitiva. Sul piano politico, invece, il giudizio lascia pochi dubbi.
C’è una responsabilità politica e gestionale del presidente della Regione Nichi Vendola, per “aver consentito, quando non avallato e favorito –come sostengono apertamente i suoi nemici e “amici”- che la politica controllasse ogni respiro, ogni movimento, ogni provvedimento in campo sanitario”.
L’accusa punta il dito sulla “esistenza di un comitato di affari interno all’assessorato alla Sanità della giunta Vendola che scambiava appalti, nomine e fondi pubblici a cliniche private con tangenti, finanziamenti illeciti e voti”. Cose note, e non solo chiuse nei confini pugliesi.
L’affaire sta logorando Vendola che, dopo una iniziale cautela, adesso “fa il Berlusconi”: attacca la magistratura e i giornali, a muso duro: “Contro di me, solo cecchinaggio politico su commissione”.
Berlusconi docet. E’ il solito refrain. Il solito schifo.
Per una volta Annozero contravviene alle abitudini e va in onda con 3 giorni d’anticipo, sfruttando la serata solitamente morta del lunedì. Il motivo non è dato saperlo, ma l’argomento è sicuramente di estremo interesse e coinvolge i vertici della città di Milano e della manifestazione che la caratterizzerà di qui ai prossimi 6 anni. Expo 2015.
Nella puntata di lunedì si parlerà di Milano, la città capitale dell’industria italiana che cambia pelle. L’edilizia è la nuova frontiera produttiva, con interessi che riguardano gli imprenditori di diversi settori, i grandi consorzi e i costruttori. L’Expo di Milano del 2015, con un investimento di 15 miliardi di euro, è la grande occasione per rimettere in moto l’economia della capitale lombarda, ma con i rischi di grandi speculazioni. Come impedire le infiltrazioni criminali nei grandi appalti? Come reagisce la popolazione al grande progetto che ridisegnerà la città? I soldi per l’Expo, in un momento di crisi economica, dove si troveranno?
La puntata avrà per titolo Milano da mangiare, giocando su un noto slogan pubblicitario degli anni 80, e vedrà come ospiti il sindaco di Milano Letizia Moratti, l’ amministratore delegato della società Expo 2015 Lucio Stanca e il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,05.
Si può sempre fare meglio.
Ma quando lo Stato dimostra di potere e sapere rispondere a una situazione come quella del terremoto abruzzese non bisogna sottacerlo, né sottovalutarlo.
In queste ore si tratta di dover far fronte all’emergenza.
Per salvare vite umane, per soccorrere i feriti e chi ha perso tutto, per ridare fiducia e prospettiva a gente colpita duramente.
E’ perciò inutile (e sbagliato), adesso, tornare a constatare quello che non si è fatto prima, (quando? Con questo governo, con quello precedente, con quelli della prima repubblica? E gli Enti locali? …) a rigirare il chiodo sulle ferite e sui limiti storici dell’Italia (la prevenzione, la sicurezza, la speculazione edilizia, la trasparenza degli appalti ecc.).
Tutto vero ma, è utile ripeterlo, non aiutano chi in questo momento ha solo bisogno di interventi e fatti concreti.
A chi si rompe un braccio devi dargli subito un buon ospedale, una buona ortopedia, una buona sala gessi, non fargli il predicozzo sulla … malasanità.
Altra cosa è la strumentalizzazione politica dei fatti tragici come quelli abruzzesi. Perché i politici (nessuno escluso) sono bravi a riempirsi la bocca di promesse non mantenute (Irpinia, Belice ecc.) e si gettano sempre a capofitto (anche sulle disgrazie) per ritorni di immagine, di visibilità e di voti.
Ha suscitato una certa eco l’aggressiva campagna antidipietrista portata avanti dal quotidiano Libero, e culminata in una richiesta (poi ottenuta) di chiarimenti in prima pagina sulla condotta politica dell’ex-pm. Dopo essere uscito con un apprezzamento per la pronta reazione del leader dell’Italia dei Valori il direttore Feltri ha ora rincarato la dose, ponendo delle ulteriori questioni. Nello specifico:
- Come si spiega il rapporto tra associazione Idv (costituita per raccogliere il finanziamento pubblico) e partito Idv.
- Come si spiega le gestione dei contributi elettorali
- Come mai fino alla lettera aperta di Libero, era il solo Di Pietro ad approvare i rendiconti Idv (ha cambiato lo statuto in seguito a ciò)
- Come ha potuto acquistare la casa di Bergamo all’asta dell’Inail nonostante il divieto di legge
- Come si spiega che fosse il partito a pagare l’affitto della sede romana della famiglia
- Come ha potuto Di Pietro sapere in anticipo che il provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone fosse sotto inchiesta a Napoli
Queste domande non sono altro che quelle che da tempo pone il Giornale, che oggi lamenta il fatto che Di Pietro abbia ritenuto di rispondere in prima persona a Feltri ma non al Giornale stesso, preferendo querelarlo tout court. Fin qui i fatti, di cui vi dovevamo la cronaca; ora passiamo alle considerazioni generali.
Scandalo Global Service: ieri Di Pietro in conferenza stampa ha pubblicamente ammesso che il figlio Cristiano ha sbagliato, ma nel suo comportamento non ci sarebbe nulla di penalmente rilevante, e comunque l’ex-pm ha augurato buon lavoro alla magistratura che deve andare avanti perché “noi non abbiamo niente da temere”. In effetti può anche essere che non ci sia nulla di illegale, tranne probabilmente il reato di turbativa d’asta viste le continue segnalazioni che da Cristiano (consigliere comunale a Campobasso) pervenivano a Mario Mautone, ma un traffico smodato di raccomandazioni ad amici vari è innegabile.
Voi direte: siamo in Italia, le cose funzionano così e non c’è nulla da fare. Ah bene, allora rassegnamoci al fatto che in tutti i posti chiave ci siano il figlio del tale o l’amico del cugino dell’onorevole o, come da inchiesta dell’Espresso pubblicata nel numero di oggi, che si scopra che gli appalti della Maddalena, Sardegna, fossero tutti in mano ad aziende collegate al commissario governativo e che siano costati mediamente il doppio del normale. Va bene, va bene, va bene… bugiarda quando ti conviene… se mi passate la citazione. Sì, perché noi siano comuni cittadini con le mani pulite e non dobbiamo coprire nè giustificare questi comportamenti nemmeno (anzi soprattutto) quando siano della nostra parte politica.
A parte la questione morale, quindi, che prescrive che ad aggiudicarsi gli appalti debbano essere le migliori offerte e a ottenere i posti di lavoro i più meritevoli, come (quasi) mai avvenuto in Italia, c’è anche una questione sostanziale. E questa sì riguarda da vicino Antonio Di Pietro. Ci dica la verità sul trasferimento di Mautone. In passato ha provato a giustificarlo in tutti i modi, prima affermando che aveva saputo dalle principali agenzie di stampa del suo coinvolgimento nell’indagine napoletana (ma la stampa non ne parlato che sei mesi dopo, a inizio 2008). Poi che il personaggio in questione era “chiacchierato”; ma come chiacchierato, da chi e per che cosa? Si trasferisce uno così, per una chiacchiera, o c’era qualcosa di più? Infine oggi ha parlato di decine di trasferimenti da lui decise nel 2007, e questo era solo una dei tanti. Sì, va be’.
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Voglio proprio vedere se il Partito Democratico, qui, su polisblog, riesce a fare peggio dello screenshot che vedete qui sopra, preso da Corriere.it qualche minuto fa. Per me ce la può fare: dopo le ultime quarantotto ore, è ormai chiaro che non c’è limite al peggio.

Ospitiamo un intervento di Marina di Ecoblog sullo scandalo Global Service di Napoli - se ne parla anche su crimeblog - dove in queste ore si sta scatenando un terremoto del quale credo sentiremo parlare ancora parecchio nelle prossime settimane. Buona lettura.
Un anno difficile quello che va a chiudersi per Napoli, per il Sindaco Iervolino e la sua giunta, privata oggi di altri due assessori in carica: finiscono agli arresti domiciliari Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, gli ex assessori al bilancio e alle scuole Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale. Sarebbe finito sotto inchiesta anche l’assessore Giorgio Nugnes(purtroppo morto suicida alcune settimane fa) e ci sono anche due parlamentari coinvolti: Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd) e le accuse vanno dalla turbativa d’asta all’associazione a delinquere e in totale finiscono sotto custodia cautelare 13 persone.
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