Dionigi Tettamanzi: monito. Voto + 9. Allarme dell’arcivescovo di Milano sullo stato della vita pubblica italiana: “Preoccupanti episodi di corruzione, aggressività e accanimento mediatico ledono le istituzioni. C’è un clima politico denso di veleni e sospetti”. Notte fonda.
Silvio Berlusconi: martire. Voto – 9. Il premier indossa l’elmetto e, lancia in resta, accusa: “Sono vittima di campagne mediatiche. Su di me calunnie giudiziarie e patrimoniali. Ho subito le più gravi aggressioni contro un capo di governo”. Chi mena per primo mena due volte.

Non tutto ciò che viene fatto attorno al Vaticano è sbagliato. Anzi. Per alcuni esponenti politici le massime cariche ecclesiastiche dovrebbero persino diventare dei modelli e non solo dei nomi da sventolare per commentare l’ennesimo imbarbarimento della società italiana.
Per capirlo è sufficiente leggere come sta per finire l’immaginaria diatriba che è stata costruita attorno alcune recenti dichiarazioni del Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Secondo l’esponente leghista il Cardinal Dionigi Tettamanzi evangelizzerebbe un messaggio politico. E non il Vangelo.
Ebbene. Dopo aver capito che la boutade dell’illuminato compagno di partito fosse sbagliata, solo perché costruita attorno ad un tabù, Umberto Bossi ha fatto sapere che avrebbe visto l’Arcivescovo di Milano venerdì prossimo. Peccato che alla curia non sia ancora arrivato nessuna richiesta.
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