Fu il politogo Giovanni Sartori a battezzare “porcellum” l’attuale legge elettorale: frutto delle “fatiche” di Roberto Calderoli, la legge n. 270 del 21 dicembre 2005 è conosciuta anche con il nome di Legge Calderoli, che successivamente la definì “una porcata”. Che cos’ha che non va il “porcellum” e perché è così difficile da sradicare? Le liste bloccate e tutto il potere di scegliere i candidati alle segreterie, vi pare poco? Garantisce la partitocrazia meglio di ogni altra cosa. E la garantisce a tutti i partiti e tutte le segreterie…
A parole, nessuno o pochissimi lo vogliono. Ma sotto sotto, piace, oh se piace…
Una legge che “grazie” alle liste bloccate, lascia la scelta dei parlamentari direttamente ai partiti. Gli elettori, insomma, non contano nulla nella scelta dei propri rappresentanti. Una norma così impopolare, il Porcellum, che la stessa Lega vorrebbe cambiare, magari con l’aiuto di Udc e Pd. Così oggi Calderoli, serafico, ha colto l’occasione della presentazione del libro di Pierluigi Mantini, “Riforme istituzionali per la terza Repubblica”, per ‘confessare’ davanti a Pier Ferdinando Casini (Udc) e Luciano Violante (Pd): “Vengo accusato di avere fatto la madre di tutti i mali, il Porcellum, ma credo che sotto sotto non ci sia segretario di partito che non fosse contento per le liste bloccate”.
Ieri Mauro Casciari e Arianna Ciccone di Valigia Blu sono andati a chiedere a un po’ di parlamentari cose ne pensassero. Ne è uscito il video qui sopra, a voi ogni valutazione.
Attraverso una lettera pubblica alcuni dei più importanti giornalisti, operanti anche su internet, si sono appellati a Giulia Bongiorno, che per il Governo Berlusconi su occupa della presidenza della Commissione Giustizia del Camera dei Deputati, affinché chi scrive per il web possa farlo in piena libertà.
Di seguito, per cui non avesse ancora avuto modo di leggere il documento sul blog di Alessandro Gilioli o di Vittorio Zambardino, vi riportiamo la lettera sottoscritta anche da Arianna Ciccone (del Festival Internazionale del Giornalismo) e Guido Scorza (Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione).
“La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
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