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Tutti gli articoli con tag articolo 18

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Roma si blocca per un po’ di neve e Alemanno non pensa a nulla di meglio che invitare i cittadini ad armarsi di pala. Un vero fenomeno…sarebbe perfetto come sindaco di Mosca. Pala al piede

Macché. A Mosca gli avrebbero fatto fare una bruttissima fine. Dasvid-anal

Scenderà presto il gelo tra governo e sindacati sull’articolo 18 e lo Statuto dei lavoratori? Intanto gli italiani sono ancora alle prese con il freddo e l’emergenza maltempo. Starnuto dei lavoratori

Certo, va detto che su alcuni fronti di riforma anche il governo iper-decisionista dei tecnici si è un po’ arenato. Ma i cittadini sembrano in qualche modo accontentarsi nel nome dell’emergenza. Questo è ciò che Passera il convento

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"Posto fisso monotono", dietrofront del premier Monti. Anzi no ...

pubblicato da il passator cortese

Dopo il polverone sollevato dalla sua frase provocatoria: “Il posto fisso è monotono”, Mario Monti è tornato sul delicato argomento. “Una frase come quella” detta a Matrix “presa fuori dal contesto può prestarsi all’equivoco”. Così il premier parlando a Repubblica.it.

“Se per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e delle tutele - ha sottolineato - è ovvio che è un valore positivo. La frase che ho usato diceva che i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, non lo avranno come capitava ancora nella mia generazione” in cui si aveva “un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, in una stessa sede per tutta la vita”. Polemica chiusa o altra benzina sul fuoco?

Monti sottolinea che al primo punto dell’agenda dell’esecutivo c’è il lavoro per i giovani. “Creare lavoro per i giovani è l’obiettivo centrale di tutta la politica economica e sociale del governo, se ci si riesce e ci vorrà del tempo, ma questo non significa che i giovani debbano e possano avere quel lavoro per tutta la loro esistenza, il cambiamento è da guardare positivamente e non negativamente”.

Quindi una bacchettata ai passati governi: “Non tocca dire a me se il mio governo ha un cuore buono, ma invito gli italiani a tener conto che se l’Italia è ridotta un po’ male è perchè i governi italiani per decenni hanno avuto il cuore troppo buono, diffondendo buonismo sociale, coprendolo con il debito a danno dei giovani d’oggi”. Realismo o schematismo?

Poi sull’ ARTICOLO 18: “Per come viene applicato l’articolo 18 in Italia”, sconsiglia «investimenti di capitali stranieri ma anche italiani in Italia”. L’art. 18 è “un tema centrale della discussione, uno dei tanti” sul tavolo del dibattito sulla riforma del mercato del lavoro, sottolinea il presidente del Consiglio. Il dibattito sulla norma dello statuto dei lavoratori, in passato “sembrava una contrapposizione tra Orazi e Curiazi”, con chi “lo considera la punta offensiva della spada mentre altri il centro dello scudo difensivo. E’ ora di passare dai simboli, dai miti alla realtà pragmatica”.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: ombre rosse. Voto 6+ Il segretario del Pd al Tg 1: “Sul lavoro abbiamo una proposta innovativa per ridurre la precarietà e dare anche flessibilità al mercato del lavoro senza toccare l’articolo 18: il problema è come si assume, non come si licenzia”. C’era una volta la sinistra.

Antonio Di Pietro: spaghetti western. Voto 4- Le reazioni rabbiose del capo-padrone dell’Idv alle decisioni della Consulta sul referendum confermano che l’ex Pm è un “eversore” che si ribella alle regole della democrazia quando non coincidono con i suoi personali interessi. Per un pugno di voti.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: accordo. Voto 7+. Raggiunto l’accordo sul trasporto locale fra Governo e Regioni con un fondo di 1,5 miliardi da inserire nella manovra con un decreto previsto entro il 31 dicembre. Importante atto di discontinuità Qualcosa si muove. Italiani non appiedati.

Pier Luigi Bersani: disaccordo. Voto 7-. Il segretario del Pd esce allo scoperto a difesa dell’articolo 18: “Toccarlo è roba da matti. Il problema è entrare nel mondo del lavoro, non uscirne. Il governo lo capirà, lo dovrà capire, altrimenti …”. E l’altra metà del Pd che non lo capisce?

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Elsa Fornero: marcia indietro sull'articolo 18. Fraintesa?

pubblicato da Alberto Puliafito

Elsa Fornero - Porta a porta

Elsa Fornero come Berlusconi? Il ministro del Welfare e del Lavoro si fa la sua ospitata a Porta a porta e getta acqua sul fuoco su tutta la polemica sull’articolo 18. In sostanza, dice che sarebbe stata fraintesa (uno dei grandi cavalli di battaglia dell’ex premier). O meglio, di essere addirittura caduta in trappola nel corso dell’intervista, rilasciata al Corriere della Sera, che poi ha scatenato le reazioni dei sindacati e persino di Pierluigi Bersani (da oltre un mese prono sulle posizioni del nuovo esecutivo). Ospite di Vespa, la Fornero ha detto di non aver mai pensato nulla a proposito dell’articolo 18, di non averlo in mente, e ha aggiunto:

«Sono stata ingenua. I giornalisti sono bravissimi a tendere trappole e io ci sono caduta. Il mio era solo un invito a parlare di un problema in maniera piena. Ho riletto l’intervista e mi sembrava che l’elemento dominante fosse il dialogo. Non mi aspettavo che il solo menzionare l’articolo 18 potesse scatenare tutto questo».

Poco dopo, su Twitter, Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, prima commenta: «La Fornero è caduta nella trappola di se stessa». Poi scrive:


Ora. Se la Fornero è stata intervistata dal Corriere, se si è sentita in trappola e se ha poi chiarito che il Corriere non le ha fatto trappole, la domanda nasce spontanea: chi le ha fatto una trappola?

Antonio Di Pietro ha commentato così le dichiarazioni della Fornero, ai microfoni di Sky Tg24:

«La Fornero è tutta da decifrare, se pecca per la sua arroganza o per l’ingenuità. Sta di fatto che si sta dimostrando di una superficialità assoluta. Deve sapere che non è più una professoressa ma un ministro e quando dice una cosa pesa come un macigno».

Già. Le parole sono importanti.

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Oggi il decreto salva-Italia è al Senato: dalle 9.30 la diretta streaming

pubblicato da V.

manovra senato oggi mario monti decreto salvaitaliaCi siamo, oggi il decreto salva-Italia di Mario Monti approda in Senato. Dalle 9.30 infatti sarà possibile seguire i lavori dell’aula in diretta streaming - sul sito della webtv del Senato - vedremo che cosa succederà, se anche questa settimana la Lega Nord darà “spettacolo”, come accaduto alla Camera e al Senato settimana scorsa, con le dure contestazioni rivolte all’esecutivo tecnico.

L’intenzione è chiudere la partita tra oggi e domani e sicuramente prima di Natale - questo weekend - e non c’è il minimo dubbio che andrà così. I numeri il governo Monti li ha sia alla Camera che al Senato. In questi giorni però dai temi più strettamente legati alla manovra si è passati alla discussione su un tema, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che ha scatenato le parti sociali.

Ieri ho provato a spiegarvi di cosa si tratti e cosa ci sia in gioco, oggi sembra tutto rientrato, visto che lo stesso Monti ha precisato che non si tratta di una priorità per l’esecutivo tecnico, quella di modificare la norma che regola il licenziamento per giusta causa. Vedremo: forse era solo un modo per sondare il terreno, e quel terreno si è visto subito che scotta. Intanto, vediamo come va oggi con la manovra al Senato.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Culto della personalità, propaganda populista, fan disperati per la fine di un’esperienza politica. Si scrive Pyongyang, si legge Arcore. Kim Jong (S)Il(vio)

Dopo un decennio lo Statuto dei lavoratori e l’articolo 18 tornano al centro dello scontro. Nel frattempo abbiamo perso 10 anni, trascorsi senza crescita e con poche riforme. E il clima economico è sempre più freddo. Lo starnuto dei lavoratori

Il governo tecnico comincia ad assaggiare le ruvidezze della polemica politica. I nervi iniziano a venire a fior di pelle e gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l’angolo. Umore (For)nero

Il leghista Fugatti a Rai3 intento in un esercizio di equilibrismo: “Napolitano contro la secessione? Dal suo punto di vista ha ragione”. Un genio del surreale. Ce ne sono pochi come lui. Quattro (Fu)gatti

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Necessario un ulteriore approfondimento: Napolitano rinvia alle Camere la legge su lavoro e articolo 18

pubblicato da paganini


Dopo aver suscitato molte polemiche e raccolto diverse critiche, la legge del governo Berlusconi in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro è stata rinviata alle Camere dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Napolitano si è rifiutato dunque di firmare la legge, bloccando l’iter dell’approvazione, esercitando il potere che la Costituzione gli riconosce, ma che forse ha utilizzato meno spesso del dovuto. Il motivo del rinvio, spiegato in presidentedellarepubblichese, fa riferimento alla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale.

Insomma, linguaggio diplomatico/burocratico a parte, si tratta di una bocciatura per il provvedimento del governo che riforma anche alcune parti del diritto del lavoro, tra cui l’articolo 18 che regola le procedure di licenziamento.

Arbitrato, Andreoni a Polisblog: “Con le norme del governo i contratti collettivi diventano uno scolapasta”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega



Un attacco all’articolo 18 dello statuto e uno schiaffo alle tutele dei lavoratori? Oppure un metodo per garantire i diritti dei dipendenti in modo più rapido e una scommessa sulla loro maturità? La possibilità di ricorrere all’arbitrato invece che al giudice nei casi di controversie sul lavoro, norma contenuta nel cosiddetto ddl lavoro (1167-B) appena approvato dal Parlamento, ha diviso i sindacati (con la Cgil in trincea contro il provvedimento) e fa discutere gli esperti di diritto del lavoro.

In attesa di capire se il presidente Napolitano firmerà la legge o la rimanderà alle Camere sottolineandone i punti di possibile incostituzionalità, il giuslavorista Amos Andreoni, docente alla Sapienza di Roma, dice la sua a Polisblog.it: “Se diamo la stura a un arbitrato secondo equità, avremo lodi arbitrali che potranno archiviare ciò che è scolpito nei contratti collettivi in favore di un giudizio discrezionale. A che serve allora un contratto collettivo?“.

Andreoni, chiariamo subito cosa si intende per arbitrato ’secondo equità’.

L’arbitrato ’secondo diritto’ decide a norma di legge e di contratto collettivo, dunque con gli stessi criteri del giudice del lavoro. Quello ’secondo equità’, invece, prescinde da norme legislative e contrattuali. Funziona, diciamo, all’inglese. Può derogare dal contratto collettivo e basarsi su situazioni contingenti, su un dato contesto sociale o economico. Un arbitro secondo equità può per esempio stabilire discrezionalmente che il salario giusto per un certo lavoratore è 1.000, anche se il contratto nazionale prevede 1.500, sol perché in quel dato contesto geografico-economico c’è povertà, crisi economica o altro“. Chiosa il professor Enrico Pugliese, sociologo del lavoro della Sapienza: “Il giudizio secondo equità risente di solito del clima politico o industriale del momento“.

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Veritometro: Brunetta, l'Articolo 18 e la precarietà dei giovani

pubblicato da Giulio Mattioli

“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 garantisce i padri, che sono ipergarantiti”

Renato Brunetta

Scopri perchè dopo il salto

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