
Il settimanale Internazionale ieri ha pubblicato una notizia che potrebbe far discutere molto nei prossimi giorni. Stando a quanto riportato dal magazine, che riporta sul proprio sito una notizia di El País, il Governo italiano ha espulso Faith Aiworo.
Faith (23 anni) è scappata dalla Nigeria, dove viveva, dopo aver ucciso il proprio datore di lavoro che aveva tentato di violentarla. Arrivata a Bologna la ragazza avrebbe potuto subire le stesse violenze da cui era scappata se un gruppo di cittadini, sentendo delle urla sospette, non avessero chiamato la polizia.
Le forze dell’ordine, dopo aver scoperto che Faith si era introdotta nel nostro paese senza permesso, lo scorso 20 giugno l’hanno rispedita in Nigeria dove la donna, che non aveva fatto in tempo a presentare all’Italia i documenti per l’asilo politico, sarà giustiziata per il crimine che ha commesso prima di scappare.
![]()
Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.
La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo il quale la tutela locale dei cittadini stranieri a scapito delle persone italiane i cui diritti, stando a quanto sostenuto dall’amministrazione nazionale, erano messi in pericolo da chi in Italia arrivava come rifugiato.
“La Corte costituzionale - sostiene Enrico Rossi a Repubblica - ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l’accoglienza, l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E’ una vittoria della ragione e della civiltà.

Per dimenticare quanto successo a Rosarno non è servito neanche un mese. A poco più di tre settimane dagli scontri, e dai conseguenti proclami secondo i quali gli immigrati coinvolti negli scontri avrebbero avuto una sistemazione adeguata, l’Unità pubblica delle immagini che dovrebbero far riflettere.
Queste fotografie meglio di altre rappresentano l’inadeguatezza dell’attuale classe politica italiana che ai lavoratori calabresi, in nero, non è riuscita ad assicurare quanto proposto tanto da costringerli a vivere per strada. Di nuovo. A Roma però.
Nella capitale dove si sono costituiti nell’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno. Secondo quanto scoperto da Emilia Zazza, che firma il servizio, queste persone erano costrette a lavorare 14 ore al giorno. Per 25 euro. Meno di due euro all’ora.

Dell’ultima, l’ennesima, scellerata idea degli esponenti politici leghisti (è di venerdì una proposta di censura al Diario di Anna Frank fatta da un deputato della Lega Nord) il Ministro degli Interni Roberto Maroni non ne ha voluto parlare a Fabio Fazio.
Il compagno di Umberto Bossi si è limitato a sostenere che le dichiarazioni dei propri discepoli non hanno fino ad oggi, e prova contraria, fatto danni pratici. Le violenze che hanno subito invece i dirigenti del partito che rappresenta invece sì.
Non c’è dubbio che un reato è da condannare al di là di chi sia farlo. Questo dovrebbe saperlo bene l’esponente politico che in altre circostanze, come spiegato durante l’intervista, ha dimostrato di avere una sensibilità che non utilizza se deve riflettere sull’operato del proprio partito.