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"L'Expo creerà più di 400.000 posti di lavoro". Intervista con Giovanni Terzi, assessore alle attività produttive del Comune di Milano. Parte seconda

pubblicato da Luca Landoni

Seconda e ultima parte dell’intervista all’assessore alle Attività produttive del Comune di Milano Giovanni Terzi. Nella prima parte, pubblicata ieri, si era parlato di argomenti più inerenti alla politica locale, come la situazione degli impianti sportivi e la causa contro il Comitato San Siro. Dopo una breve digressione sulla Carta Giovani, oggi entreremo nel tema dell’Expo e della trasformazione delle grandi città.

Parliamo della Carta giovani. È stata annunciata da tempo, ma è partita ufficialmente?

Siamo partiti ieri (l’intervista è di mercoledì scorso, NdR). Abbiamo aperto per un mese un punto informativo in Piazza Duca d’Aosta, dove richiedere la carta. Tra 40 giorni sarà formalmente disponibile, nella forma di una ricaricabile. Sarà utilizzabile dai 18 ai 28 anni, senza costi bancari e convenzionata con circa 800 negozi.

Quindi ci sarà da attendere ancora un po’ perché sia utilizzabile.

Circa un mese. Il protocollo ormai è stato firmato e tra 30 giorni sarà possibile cominciare a usufruire di sconti in bar e pizzerie, oltre che su miscela e benzina. È bene ricordare che si tratta della prima carta di questo genere in Italia. Unica anche per l’educazione al consumo che comporta. (Alleghiamo il link al sito della Carta, NdR)

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"Io amo follemente Milano". Intervista con Giovanni Terzi, assessore alle attività produttive del Comune di Milano. Parte prima

pubblicato da Luca Landoni

Giovanni Terzi, da poco assessore alle Attività produttive del Comune di Milano dopo aver gestito lungamente Sport e tempo libero. Membro di spicco della giunta Moratti, e da sempre al centro delle iniziative più visibili, tra le quali annoveriamo la candidatura di Springsteen all’Ambrogino d’oro, la causa contro il Comitato San Siro che tenta di bloccare i concerti rock allo stadio, la realizzazione del Rock’n'music Planet (il museo del rock aperto in piazza del Duomo che ha avuto un grande successo di pubblico per mesi) e via dicendo.

L’assessore ci accoglie nel suo ufficio di via Larga per una chiacchierata su passato, presente e futuro dell’ex-città “da bere”. Tanti i temi sul piatto e la conversazione si fa subito fitta. Il clima è cordiale e la parete tappezzata di foto. Si sa che l’assessore, ex-pallavolista del glorioso Gonzaga Volley, è un appassionato corridore, e ci mostra le targhe che ne attestano la partecipazione a ben due maratone di New York; suscitando l’invidia del vostro giornalista, che nonostante più di vent’anni di onorata carriera agonistica nel mezzofondo, sarebbe morto se gli aveste fatto percorrere un ulteriore metro dopo l’arrivo degli 800 piani.

Visto che parliamo di sport, apriamo subito con le note dolenti. Gli impianti cittadini sono pochi e spesso in condizioni disastrose; la situazione dell’atletica è emblematica, ma certo anche gli altri sport non se la passano benissimo. C’è in progetto di migliorare questa situazione, magari partendo proprio dall’annosa questione del palazzetto coperto crollato più di vent’anni or sono?

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Religione alla scuola materna vs tempo pieno: quando le richieste dei genitori contano e quando no

pubblicato da Giulio Mattioli

Qualche giorno fa vi abbiamo riferito della decisione della giunta di centrodestra di Milano di assumere 46 nuovi insegnanti di religione per la scuola dell’infanzia (3-5 anni), in assoluta controtendenza rispetto al dichiarato intento della Riforma Gelmini di ridurre il numero degli insegnanti, considerati in sovrannumero rispetto alle esigenze della scuola italiana.

A fronte delle critiche di sinistra e CGIL non ha tardato ad arrivare la risposta dell’assessore all’Educazione Mariolina Moioli: “le richieste delle famiglie sono aumentate quindi noi abbiamo dovuto assumere le nuove maestre per garantire questo diritto, sancito dal concordato fra Stato e Chiesa

Una spiegazione semplice e lineare. Peccato che quando le richieste dei genitori riguardano servizi diversi dall’inserimento di un nuovo insegnante nominato dalla Curia, non vengano altrettanto ascoltate. Non si spiegherebbe altrimenti perché, a Roma, decine di genitori siano costretti a passare la nottata all’addiaccio per assicurare ai propri figli un posto nell’unica classe a tempo pieno della scuola: trovate tutto documentato nel video qua sopra.

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Annozero. La diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo qui inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento alle 21.

Ore 21.06 Buonasera a tutti. La trasmissione prende il via con Santoro che ricorda Curzi e la pausa natalizia di Annozero fino al 15 gennaio. Ironia sull’authority che si riunisce il 24 dicembre e presentazione di Marco Travaglio.

Ore 21.15 Travaglio apre sul governatore amico di Obama, sottolineando però che negli Usa le intercettazioni sono consentite. Da qui al confronto con l’Italia il passo è breve; tutti hanno parlato di presunzione d’innocenza per Del Turco, e ora? Paragone piuttosto azzeccato tra il suddetto Blagojevic e Totò Cuffaro. Nel complesso un po’ fiacca l’invettiva di Travaglio; sappiamo tutti che il confronto tra la magistratura americana e quella italiana - una delle più politicizzate al mondo - è pressoché inattuabile. Del Pd poi si è parlato pochissimo, quasi niente (solo un accenno nel finale all’Abruzzo). Siamo tutti d’accordo che Cuffaro è impresentabile, ma perché non citare neanche uno dei protagonisti dello scandalo napoletano? Era l’occasione per dimostrare di saper denunciare tutti con equidistanza, e questa occasione Travaglio l’ha immancabilmente persa. Delusione.

Ore 21.21 Al ritorno in studio la parola a Di Pietro (febbricitante) che affronta di petto il caso Margiotta. L’Idv è stato l’unico partito a votare a favore dell’autorizzazione a procedere per il deputato Pd, e il suo leader giustamente lo fa notare, sottolineando che non c’era alcuna ragione per votare contro. Difficile dargli torto e fin dall’inizio si ha l’impressione che sarà la sua trasmissione. Ghedini (Pdl) risponde che avrebbe votato anche lui no se fosse stato presente, ma fa notare che il voto negativo blocca solo l’arresto non le indagini, che possono comunque proseguire. Certo, risulta difficile inquadrare il suo intervento in qualcosa di diverso di una difesa d’ufficio della “casta”, e facciamo anche rilevare che il governo ha ritenuto di mandare un esponente del tutto secondario per sostenere le sue posizioni.

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Scandalo Romeo-Global Service. Spunta il nome di Rutelli. I testi delle intercettazioni che lo riguardano

pubblicato da Luca Landoni

La tangentopoli napoletana si allarga sempre più, e da caso locale si trasforma in cartina di tornasole nazionale. Ieri abbiamo detto del coinvolgimento dei parlamentari Bocchino e Lusetti, ambedue apparsi fiduciosi nella magistratura e intenzionati a consentire l’uso delle intercettazioni (tanto sarebbero saltate fuori comunque, come stiamo vedendo); oggi cominciano a fare capolino nomi grossi. Ciò non significa ovviamente che si siano macchiati di qualche colpa, non fino a prova contraria almeno, ma dimostra in ogni caso la presenza di una rete di conoscenze quantomeno anomala e tutt’altro che trasparente.

Occupiamoci dunque di Francesco Rutelli e vediamo come ne parlavano (fonte Il Giornale) il presunto corruttore Romeo e l’assessore suicida Nugnes:

N: “Stamattina mi ha chiamato Renzo (Lusetti, NdR). Mi ha detto che voleva fare una chiacchierata con te, insomma eventualmente per vederci con Rutelli”.
R: “Dobbiamo parlare con Francesco?”
N: “Insieme parliamo con Francesco, perché a me sinceramente questo percorso mi sta stretto…” E qualche giorno dopo:
R: “Pensavo di vederti a Roma perché ho avuto un invito di Francesco di suo pugno […] Ti ho fatto una buona piazza.”
N: “Hai parlato con Francesco?”
R “Sì, gli ho detto le cose mie napoletane, come andavano, chi mi stava aiutando, ha voluto sapere se il tuo capo (la Iervolino, NdR) era disponibile con me, oppure…”

Questa è la prima parte delle intercettazioni riguardanti Rutelli. Ricordiamo sempre che stiamo parlando di un imprenditore, il nostro Romeo, estremamente chiacchierato. Finito in carcere durante Tangentopoli, quella del 92, Romeo si è incredibilmente riciclato, riuscendo a ricreare il medesimo sistema a Napoli. Se la veridicità dei testi delle intercettazioni venisse confermata, avere anche solo contatti con un personaggio così ambiguo sarebbe di per sè una colpa. Passiamo comunque alla seconda parte, sempre pubblicata dal Giornale:

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"La moschea a Milano non si deve fare". Intervista con Pier Gianni Prosperini. Parte seconda

pubblicato da Luca Landoni

I fatti di Mumbai hanno reso più attuali alcuni contenuti dell’intervista all’assessore regionale con delega alla sicurezza Pier Gianni Prosperini. Nel corso della prima parte avevamo affrontato il tema dell’immigrazione, soprattutto di marca islamica, della sicurezza in generale e di una sorta di razzismo al contrario vigente nel nostro paese. Riprendiamo proprio da qui.

Assessore, che idea si è fatto del caso del ragazzo ghanese pestato, sempre se le ipotesi del pm dovessero essere confermate, dalle forze dell’ordine a Parma?

Ora, non conosco il caso nello specifico, ma il fatto che sia stato un vigile… anzi dieci, mi lascia molto perplesso. Proprio per questa ragione se la cosa è avvenuta non la fanno franca di sicuro… e comunque chiediamoci anche cos’ha fatto e detto questo qui? Ricordiamoci che molto spesso da noi si è gridato al razzismo per niente, vedi il caso della somala che non voleva farsi perquisire e poi si è scoperto che era un’ovulatrice (le donne che inghiottono ovuli di cocaina per passare la dogana, NdR) e una spacciatrice.

Su molti casi lei ha avuto ragione. A Parma però c’è un procedimento penale aperto.

Ma certo, i pazzi ci sono dappertutto. Se le forze dell’ordine hanno abusato del loro potere è giusto che paghino.

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