
In Rai, al momento, qualcosa non gira. Al di là delle polemiche scoppiate attorno ad Augusto Minzolini contro il quale oggi, giovedì 6 maggio, si terrà l’ennesimo sit-in di protesta per il servizio realizzato sul caso Mills nelle ultime settimane sono arrivati agli onori della cronaca altri due casi.
Il primo riguarda Simona Ventura. L’intervista fatta per la propria web tv ad Aldo Busi, epurato dalla televisione pubblica, avrebbe complicato i rapporti tra l’azienda e la mattatrice dell’isola dei famosi che si dedicherà ad un progetto spagnolo in attesa di riavere dai vertici la fiducia di cui ha sempre goduto.
Fatta eccezione per il volto di RaiDue i veri casini in Rai li stanno avendo chi si occupa d’informazione. A Corradino Mineo, direttore di RaiNews24, sarebbe stata cancellata la rassegna stampa che tutti i giorni conduceva in simultanea per RaiTre e il canale di cui è responsabile.
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In Italia, come ricordato recentemente da Al Gore a “che tempo che fa”, l’informazione non vive le sue stagioni migliori. C’è da dire che questo presunto buio, figlio dell’autocensura praticata il più delle volte dagli stessi giornalisti che si adeguano al colore politico del Governo senza che nessuno esplicitamente glielo abbia chiesto, sta per rischiararsi.
Mentre in tutto il Mondo, Italia compresa, i giornali cartacei chiudono Il Fatto di Antonio Padellaro cresce fino a diventare un vero e piccolo caso. Quel che lo scorso autunno valeva 600mila euro oggi è quotato 60 milioni di euro.
Il buon giornalismo vende. E crea a chi governa dei problemi. Alla vigilia della giornata mondiale dell’Unesco per la libertà di stampa, avvenuta lo scorso 3 maggio, Vanity Fair ha intervistato Hu Shuli la giornalista di Pechino che secondo il Time è considerata dal Governo cinese la donna più pericolosa del Paese.
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Calciopoli: si riapre tutto. La difesa di Moggi è andata all’attacco e il Tribunale ha ammesso una miriade di nuove intercettazioni. Non risultano tuttavia notizie in merito a massaggi ed escort in favore di designatori e arbitri. Che presa in gir-audo
Sarà anche il “direttorissimo”, ma il suo Tg1 va a picco sul fronte Auditel e presta il fianco agli attacchi dei critici. Ascolti striminzoliti
Secondo Tarcisio Bertone, dunque, la pedofilia nella Chiesa è effetto in larga parte dell’omosessualità. Poi ha aggiunto che i meridionali bevono troppo caffè e lavorano poco, gli interisti si scaccolano senza ritegno in tram, le infermiere eccedono nell’uso delle autoreggenti e gli adolescenti italiani scambiano troppo spesso la casa per un albergo. Il cardi(ba)nale
Luxuria ha deciso: fa il salto definitivo e cambia sesso per diventare donna a tutti gli effetti. Questione di punti di vista: l’ex deputata del Prc perde gli attributi, mentre molti nel Pd non li hanno mai avuti. Palla…coi pupi
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Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.
Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.
Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.
Manifestazione della sinistra di sabato scorso: alla fine del suo intervento a Piazza del Popolo, il leader dei Verdi Bonelli lancia fiori alla folla. Berlusconi ai suoi: “Ecco la differenza tra noi e loro. Questi pensano ai fiori, io preferisco le…patate”. 47, orto che parla
I fiori di Bonelli, in realtà, volevano avere un significato di rinascita, di “rivoluzione gentile” del e nel centrosinistra. Una ribellione di petali e pollini contro la plutocrazia del SuperCav. Petunia non olet
Fini lancia la ‘Generazione Italia’ e i berluscones entrano in allarme. Il buon Cicchitto ora sta pensando a una risposta politica che vada aldilà dei ‘Promotori’ del ministro autoreggente Brambilla. De-generazione Italia
Ahi, ahi, ahi…questi membri AgCom che deferenti parlano al telefono con il premier. E poi però si lamentano con i vertici Rai delle pressioni ricevute. In certi casi, sarebbe meglio tacere. Il silenzio degli Innocenzi

Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.
La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani, la maggior parte, ha scelto per il proprio paese. L’imbarbarimento del dibattito che attorno a lui si sta verificando oltre a non essere eticamente corretto non serve.
Se davvero si vuole che quello in corso sia il suo ultimo Governo che lo si dimostri con i fatti. Nella cabina elettorale. Fuori si può, e si deve, documentare l’operato di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.
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Affonda, Italia: Silvio Berlusconi è indagato a Trani, esattamente come Augusto Minzolini e Giancarlo Innocenzi di Agcom. Il tutto malgrado le smentite provenienti da ambienti giudiziari di sabato. Di che si tratta in concreto? Per SB, le accuse sono due: partiamo dalla concussione, ovvero l’art. 317 del codice penale. Si applica quando? Oh, molto semplice: quando un
pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, e’ punito con la reclusione da quattro a dodici anni
Le “altre utilità” sono le pressioni per chiudere programmi come Annozero, o addirittura il filo-rivoluzionario Parla Con Me di Serena Dandini (con i pericolosi sovversivi: Dario Vergassola e la Banda Osiris!), vi rientrerebbero in pieno. L’altro capo che pende sul presdelcons è violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, per le gentilezze telefoniche offerte a Innocenzi…

L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
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Il Direttore del Tg1, Augusto Minzolini, non è indagato a Trani: fonti giudiziarie parlano di
”fantasiosa ricostruzione giornalistica”
sembra quindi che avessimo fatto bene a tenere un basso profilo su una vicenda che appariva oggettivamente confusa. Al di là di questo, restano i dubbi: se è autentico - e non c’è dubbio per dubitare che lo sia - il contenuto delle intercettazioni uscite dalla Procura di Trani, in che razza di Paese viviamo? Ha ragione Massimo - e anche Masi, dg della Rai - pressioni del genere, neanche nello Zimbabwe.
La fiducia, nel servizio pubblico, credo sia ai minimi storici. L’informazione, voi che state leggendo, fate bene a costruirvela sul web: in questi giorni abbiamo visto il grado di fiducia che possiamo riporre in ciò per cui paghiamo il canone. Un grado prossimo allo zero assoluto.

Ultime ore per i sondaggi di polisblog sulle elezioni regionali 2010: per ora, un grazie alle migliaia e migliaia di lettori che hanno votato, in questa consultazione che non ha nessun valore scientifico o sociologico, ma che ci permette di avere il polso della situazione sulla rete. Alcuni risultati sono “equilibrati”, altri meno, ma anche questo è il bello del web. Più o meno tutto è lecito, verso queste elezioni regionali 2010.
Due esempi? Giovanni Favia, candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, in Emilia Romagna se la gioca testa a testa con Vasco Errani: chiaro che difficilmente nella “realtà” del 28 e del 29 marzo, le cose andranno così, ma la leggendaria capacità di mobilitarsi dei grillini, per ora lo sta premiando. Allo stesso modo, anche Paolo Caratossidis, candidato di Forza Nuova, è addirittura in testa nel sondaggio sul Veneto.
Di nuovo: merito della mobilitazione di Forza Nuova, formazione politica ininfluente, ma che sul web ha rilanciato nei suoi forum il nostro sondaggio mobilitando i suoi elettori. Nelle altre regioni, molti risultati sono sensati, nel senso di non tanto dissimili da quelli degli istituti di sondaggi, per quanto vedano il centro sinistra sempre leggermente avanti: a fronte di un centro destra, al solito, sottorappresentato in queste rilevazioni web.