
Coloro (i pochi) che avevano sempre messo in guardia dalle numerose normative di regolarizzazione delle badanti scuoteranno il capo, certo non felicissimi di aver avuto ragione. Il Sole 24 Ore ha infatti diffuso i dati sulla sanatoria basandosi sulle cifre ottenute dal Viminale, e purtroppo i numeri confermano tutti i sospetti della vigilia.
A parte il totale delle domande, che già di per sè è abnorme, quel che risulta ancor più allarmante è la distribuzione territoriale delle stesse. Napoli addirittura vanta l’11,8% del totale nazionale, battendo nettamente gli altri grandi centri, mentre Caserta si piazza incredibilmente al quarto posto, seguita da vicino da altri centri del sud come Bari, Salerno, Reggio Calabria, Ragusa, Cosenza e Messina.
Ciò che lascia stupefatti è la composizione demografica di questi centri, che fa sì che a Napoli, per esempio, dopo la sanatoria si abbia una badante ogni 33 anziani, contro i 60 di Milano. Inutile sottolineare quanto queste percentuali salgano ulteriormente negli altri casi, Caserta in testa.

Da pochi giorni è entrata in vigore la legge per la regolarizzarizzazione delle badanti, e da domani 1 settembre sarà possibile presentare le domande (anche su Internet). I dati affermano infatti che nel nostro paese, oltre alle circa seicentomila badanti regolari, vi sono almeno altrettante collaboratrici irregolari.
La manovra d’estate 2009 prevede un pagamento forfettario di 500 euro per ogni regolarizzazione da parte del datore di lavoro o da un altro componente della famiglia, con l’obbligo che esso continui ad occupare questi lavoratori alla data di presentazione della denuncia con un orario lavorativo non inferiore alle 20 ore settimanali.
A chi è ignorante in materia di assistenza sociale, questa legge potrebbe anche sembrare una soluzione al problema della cura dei non autosufficienti. La verità è invece che si tratta di un provvedimento ampiamente inadeguato, per usare un eufemismo. Vediamo perché dopo il salto.
Giorgio Napolitano: nuovo stop. Voto + 9. Il capo dello Stato impone la modifica del dl anticrisi riguardo ai poteri del ministero dell’Ambiente, la Corte dei Conti, lo scudo fiscale, le badanti. Dl rivoltato come un calzino. Tremonti caos.
Lega Nord: ciliegie. Voto – 7. Ce n’è una al giorno, per tutti i gusti. L’ultima del Carroccio riguarda l’esame di dialetto per i professori. Il Pdl si oppone. Fini s’infuria. Bossi se ne frega e “gioca” con il “suo” governo. Dov’è finito il super premier?
Di questi tempi il SuperCav ama frequentare con amorevole dedizione leader e presidenti non esattamente in sintonia con i principi basilari della democrazia. Di Putin e Gheddafi abbiamo detto. Adesso, però, è toccato pure a Hu Jintao, che poi ha dovuto abbandonare il G8 per le note vicende del suo Paese. Di sicuro tutti i comunisti di cui parla solitamente il premier sono per lo più amici suoi. Carnefi-Cina
Salvini e gli insulti ‘alcolici’. Salvini e la birra sguaiata. Salvini e il coretto da stadio. La Lega fa finta di niente. Qualcuno del Pdl, invece, si è lamentato. E Berlusconi che farà? Vabbè, il premier non può mica perdere tempo a occuparsi di queste cose. Beviamoci su per dimenticare…magari una birretta! Il peronista e la Peroni
Colf e badanti fanno litigare i ministri. In un Paese ‘geriatrico’ come l’Italia, la giovane e virile Lega se la prende con i clandestini, anche quelli che lavorano in casa. La Russa reagisce in modo morbido: “Troveremo un compromesso“. Ma il superpoliziotto Maroni continua a fare la faccia da duro. Bobocop
Alla fine è andato tutto bene, ma pare che la Merkel, durante la visita a Onna, fosse particolarmente preoccupata dei cucù di Berlusconi tra le macerie. Il cialis sopra Berlino