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Tutti gli articoli con tag bagnasco

La nuova Dc che vuole Bagnasco: un passo indietro per l'Italia

pubblicato da Bruno Marino

Le critiche del Cardinal Angelo Bagnasco a Berlusconi non possono che far piacere, soprattutto se si considera che arrivano dopo anni in cui il Vaticano, intascando sostanziosi contributi dall’8 per mille e dalle varie esenzioni gentilmente concesse da una politica vigliacca e serva, aveva evitato di censurare con forza il degrado etico e morale in cui era sprofondato il nostro Paese. Certo, non erano mancati gli interventi critici, ma non era mai arrivata una condanna netta e chiara come questa. Alcune parole pronunciate dal Cardinale, però, devono far riflettere:

“Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni.”

Insomma, visto che Berlusconi (e probabilmente tutto il centrodestra) hanno fallito, meglio rifondare la Dc. O meglio, creare un nuovo soggetto politico mettendo insieme Udc, cattolici di entrambi gli schieramenti e associazioni cattoliche come le Acli, la Coldiretti e addirittura la Compagnia delle Opere (il braccio economico di Cl). Secondo Pierfrancesco De Robertis

“Ciò a cui pensano i vescovi per il dopo-Berlusconi è una derivazione italiana del Ppe, che potrebbe essere o una sorta di Udc allargata oppure una versione rinnovata dello stesso Pdl in cui i valori cattolici siano ben rappresentati. In ogni caso qualcosa che si collochi nell’ambito del centrodestra e sia alternativo al centrosinistra.”

Questa ricostruzione è credibile ma, forse, i vescovi hanno altro in mente. Ricreare il centro che, tagliando le ali estreme, governi nei secoli dei secoli. Dopo il salto spiegheremo perchè questa idea, da qualunque parte la si guardi, è una follia politica.

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Intervista – polisblog incontra Luigi Tosti, il giudice anti-crocifisso

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il post pubblicato su polisblog.it riguardante la notizia della rimozione di Luigi Tosti, giudice italiano che da anni combatte pubblicamente affinché nelle aule giudiziarie non ci siano più simboli religiosi (il crocifisso in primis) è stato uno dei più commentati.

In molti, a margine di quell’articolo, hanno sostenuto che quanto deciso dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) era giusto poiché Luigi Tosti, rifiutandosi di lavorare nella aule in cui era presente un simbolo religioso, aveva sbagliato.

In democrazia deve essere garantito il diritto di replica. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare il giudice che a polisblog.it non racconta solo la sua storia. Con Luigi Tosti abbiamo ragionato anche della riforma della giustizia.

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Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole

pubblicato da Giovanni Molaschi



Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.

E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.

Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.

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Crocefisso nelle aule. Rimosso il giudice Luigi Tosti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Che non si dica poi che la magistratura è in battaglia contro il Governo. A poche ore dalla presentazione del ricorso all’Unione Europea firmato da Gianni Letta, secondo il quale nelle aule italiane si deve trovare uno spazio per il crocefisso, il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) rimuove Luigi Tosti.

Il giudice di Camerino era arrivato agli onori della cronaca sostenendo, appunto, che il crocefisso non era un oggetto adatto agli uffici pubblici italiani.

“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane – dichiarò lo stesso Tosti prima di essere allontano - oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”.

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Crocefisso nelle scuole. Gianni Letta contro la decisione di Strasburgo

pubblicato da Giovanni Molaschi



La crociata del Governo contro chi amministra la giustizia potrebbe essere tollerabile, o perlomeno comprensibile, se Silvio Berlusconi e compagni fossero indipendenti. Fino in fondo e non come tentano di esserlo ora.

Durante un momento storico benedetto, più che dalla coscienza collettiva, dal Vaticano. A pochi giorni dall’incontro tra Silvio Berlusconi e il Cardinal Ruini (i due si sarebbero visti per affossare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Emma Bonino), Gianni Letta polemizza con Strasburgo per il crocefisso.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio starebbe studiando un ricorso affinché in Italia, paese laico fino a prova contraria, sia permesso l’esposizione del crocefisso nelle scuole dove è scomparsa anche la geografia.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti fa l’elogio del lavoro stabile, ma in tempi di crisi suona quasi come una beffa. Con la disoccupazione, infatti, sta crescendo anche la povertà delle famiglie italiane. Posto fisso? No, pasto fisso

Il ministro dell’Economia si lascia dietro una lunga scia di polemiche, colpi di gomito e risolini. I giornali di sinistra gli danno del comunista, mentre gli economisti colleghi di governo e la Confindustria lo criticano. Sarà che Tremonti vede il SuperCav all’ultima spiaggia e si sta preparando al dopo? In riva al Mar-x

Semaforo rosso di Bagnasco all’ora di Islam nelle scuole. Bocciata un’altra proposta dei finiani. Non Cei trippa per gatti

In questa tv che quasi trasforma un magistrato in un bandito per via dei suoi calzini, c’è un bandito condannato all’ergastolo dai magistrati che dopo la grazia si prepara, forse, a sbarcare sull’Isola dei famosi. Graziano Mesina sarà l’ultimo ‘beato’ alla corte di nostra signora televisione? Sardo subito

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Bagnasco a tutto campo. L'offensiva politica senza precedenti della Chiesa

pubblicato da Luca Landoni

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Nel suo discorso al Consiglio permanente della Cei ieri il capo dei vescovi ha lanciato una vera e propria offensiva politica della Chiesa cattolica. Impossibile pensare che la sua sia un’iniziativa privata. La sua carica è troppo elevata perché non si ritenga che quella da lui espressa sia la linea di tutto il moloch ecclesiastico romano. E allora analizziamo le sue parole, ma non prima di aver rilevato come sinistra e destra abbiano immediatamente cercato di schierarlo al proprio fianco.

Repubblica infatti titola: La Cei: ‘La Chiesa non si fa intimidire’. E tramonta il feeling con il governo. Durissimo intervento (testo) di Bagnasco, presidente dei vescovi italiani: “Chi assume un mandato sia sobrio”. E su Boffo: “Colpita la Chiesa”.

Il Giornale (edizione cartacea) invece sottolinea: “Bagnasco snobba il gossip. Giudicare il governo sui fatti. Il capo dei vescovi delude l’opposizione e non attacca l’esecutivo. “La Chiesa resta amica delle istituzioni anche quando critica”.

Orbene; di fronte a questa ridicolo teatrino che interpreta esattamente all’opposto e in base alle proprie convenienze le verità di Bagnasco, proviamo a vedere cos’ha detto veramente.

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