Dopo le pressioni su Santoro, ora l’obiettivo del centrodestra è il mansueto Floris: Berlusconi chiama in diretta a Ballarò e strepita, Tremonti dileggia il giornalista per i suoi compensi e Calderoli chiede una revisione degli stipendi Rai, sennò “va ridiscusso il canone”. Della Dandini sappiamo ogni cosa e anche la Gabanelli non se la passa molto bene. Solo uno va avanti senza timori. La Vespa Teresa
Show e battute a go go del premier durante il ricevimento al Quirinale per il 2 giugno. Grandi sorrisi pure nel corso della parata ai Fori imperiali. Il capo del governo era di buon umore: la festa della Repubblica gli fa quasi l’effetto corroborante di un festino vecchia maniera (ossia con donnine) a Villa Certosa. Patata militare
Israele, criticato da tutti, critica tutti. Il governo di Tel Aviv sa che la comunità internazionale non prenderà mai provvedimenti seri nei confronti delle sue scelte politiche più dure. Infatti l’Onu vota per un’inchiesta internazionale, ma gli Usa dicono no (e la solita Italietta si accoda a Washington). Chi mi Hamas, mi segua
Cricca e appalti: lo spallone Zampolini chiama in causa anche Di Pietro e parla delle pressioni dell’ex ministro delle Infrastrutture nei confronti di Balducci per essere introdotto in ambienti vaticani. Poi lo stesso leader dell’Italia dei valori avrebbe preso in affitto due case da Propaganda Fide. Soglio…Di Pietro
Tremonti spiega i dettagli della manovra. E dice: “Il taglio degli stipendi dei politici? Il 5% è solo l’aperitivo”. Vieni avanti, crodino
Lacrime e sangue (si fa per dire, al massimo qualche globulo rosso) toccheranno anche ai grandi dirigenti della Pubblica amministrazione. Calderoli precisa: “Mi riferisco ai grossi papaveri”. Ok colpire i ‘papaveri’, ma il ricchissimo premier non potrebbe rinunciare al suo emolumento da capo del governo? Per lui non cambierebbe nulla. Il PAPIvero
Il governo pensa di fare cassa chiudendo le finestre pensionistiche. È mai possibile che a pagare siano sempre gli stessi? Le finestre sul porcile
Come si fa a pensare che Anemone regalasse a Balducci ristrutturazioni, denaro o altri benefit in cambio di appalti? Suvvia. Al massimo avrà fatto dono alla moglie di qualche mazzo di rose, non di più. Grazie dei f-Ior

L’inchiesta sulla Protezione Civile continua ad allargarsi e a mietere vittime illustri. Ultimo caso quello del giudice Toro che si è dimesso per difendere l’onorabilità sua e di suo figlio (a sua volta coinvolto). Toro era capo di gabinetto nel governo Prodi. Ma scava scava le notizie più interessanti si hanno a proposito del più chiacchierato (secondo gli inquirenti) corrotto di tutta l’inchiesta; vale a dire quel Balducci che si trova a tutt’oggi in carcere in attesa di far valere le proprie motivazioni.
Balducci, da alcuni definito “braccio destro” di Bertolaso il quale, secondo molti esponenti dell’opposizione “non poteva non sapere”, aveva però alacremente lavorato anche per il governo Prodi. In particolar modo era stato capo della struttura commissariale delle celebrazioni faraoniche per l’anniversario di Cavour.
In quell’occasione (e qui la Protezione Civile non c’entra nulla) furono commissionate 11 opere per una spesa complessiva di 800 milioni di euro circa. Tra queste abbiamo il Teatro della Musica fiorentino, appalto vinto dalla ditta Cerasi-Desideri, da sempre legata al carro della sinistra e che ha prosperato nell’era della Roma rutelliana. Desideri tra l’altro è l’architetto di Scalfari Eugenio.
Grillo al Corsera insiste: “Il Partito democratico è guidato da fossili che non danno risposte su niente”. I Bersauri e i Veltroniraptor
Con il Papa e i gatti il povero Balducci si è giocato una buona fetta di reputazione professionale. E si può proprio dire che il giornalista del Tg3 l’ha presa in quel posto. Vatic-ano
Marcello Vernola, pugliese e figlio di ministro Dc, spara ad alzo zero contro il Cav e contro il presunto ‘velinismo’ imperante nel Pdl. L’ormai ex europarlamentare racconta che il coordinatore Denis Verdini giustificò la sua mancata ricandidatura dicendo: “Tu mica c’hai le poppe”. Adesso, e solo adesso, Vernola vuota il sacco. Col seno di poi
Insomma, per un motivo o per un altro, il MegaPapi non riesce a mettersi alle spalle i presunti scandali legati alla propria vita privata e sessuale. Eppure lui vuole ripartire con una seconda fase dell’azione di governo. E il nuovo inizio, si vocifera, segnerà l’avvento del suo uomo più fidato nel ruolo di vicepremier unico. Riuscirà il burattinaio di tutte le eminenze grigie a imprimere una svolta e a far dimenticare il “ciarpame senza pudore”? Oppure l’esuberanza del Cav metterà fuorigioco persino lui? Gianni Tetta